Coney Island
sabato, novembre 21st, 2009
Stamattina mi sono svegliato deciso ad andare fin giù a Coney Island per fare qualche foto.
Non ci ero mai stato prima, e vista la temperatura incoraggiante sono uscito con la bici.
La linea gialla, massacrata dai lavori in corso, aveva intere sezioni completamente ferme ma alla fine sono riuscito ad arrivare fino al capolinea e quindi a destinazione.
Scendo e noto subito una certa tristezza, una inarrestabile decadenza. Quel che rimande del luna park è al contempo spettrale e malinconico, memoria di giorni allegri e lontani, di coppie col passeggino, di acrobazie ai calci in culo o al punch-ball per impressionare le ragazze, di zucchero filato. Ovunque ti giri senti parlare in Russo.
Coney Island è oggi una zona molto povera. La città ha deciso di valorizzarla lasciando costruire delle palazzine di lusso lasciando spazio a molte polemiche. L'amico Juan è un attivista in questo senso e col suo movimento sta facendo causa al Sindaco Bloomberg per via di alcune presunte irregolarità e per cercare di preservare il carattere storico della zona.
Già che ero in zona mi sono ricordato dell'incredibile storia del sommergibile di Coney Island. L'anno scorso mi ero ripromesso che sarei andato a scovarlo non appena avrei messo piede sull'Isola.
Ho chiesto ad una decina di persone e mi hanno tutti preso per pazzo. Allora, messa mano all'Iphone, ho scoperto il punto esatto sulla mappa in cui si trova il battello semi-affondato.
Localizzare e raggiungere il posto è stato un calvario lungo un paio d'ore: no gps, lavori in corso nel parco antistante e quindi recinzioni dappertutto, vegetazione alta 2 metri, zona remota e completamente inaccessibile per via del fango (avrei potuto gridare a pieni polmoni e nessuno mi avrebbe sentito). Alla fine l'ho scovato in tempo per scattare delle belle foto.
