Posts Tagged ‘viaggi’

Che la barba sia con me

Thursday, January 7th, 2010

Un blog per me altamente destabilizzante:

Andate a leggerlo. Ragazzi che viaggio… La patagonia.
Pezzi del tipo:

Mi dispiace perchè non sono uno scrittore, un romanziere o un poeta, e solo uno di loro potrebbe trovare il modo di raccontarvi e farvi capire la meraviglia di questo pezzo di Eden calato sulla terra…io posso solo fare del mio meglio con poche parole e qualche foto, ripetendovi all’infinito quello che vado dicendovi da quando abbiamo messo piede sull’isola di Chiloè…il Cile è un paese maestoso, incredibile, che ti riempie il cuore con i suoi colori abbaglianti e con la sua varietà sconcertante. Seppur confinanti, Cile ed Argentina non potrebbero essere più diversi…Torres del Paine, arrivando dalla pampa, ti colpisce come un Van Gogh appeso ad una parete color ocra, ti sconcerta. E girare lungo le sue strade massacrate dal toule ondulè e sferzate dal vento sfilando in processione davanti a gruppi di guanachi dall’aria impassibile è un’esperienza da sogno…

Questi si che li invidio…

P.S.
Paolo grazie per la segnalazione

Jet Airways

Thursday, December 17th, 2009
Sto in volo e così ne approfitto per scrivere.
Vorrei spendere due parole sulle leggi speciali che censureranno il Web ma non è il caso. Ancora non è ora e poi scrivendone adesso mi rovinerei il viaggio. Meglio rimandare.
Scriviamo invece di Jet Airways, una compagnia aerea Indiana con cui ho il piacere di volare in questo momento.
Volo da New York a Bruxelles, poi da Bruxelles a Bologna.
Perché Bologna? In realtà ci sarebbero degli aeroporti molto vicini a casa mia (Pescara o Ancora) ma a causa delle tariffe monopolistiche di Alitalia adoperare questi aeroporti è quasi sempre impossibile. Da Roma Fiumicino, inoltre, è sempre un casino tornare a casa: non si capisce a che ora ci sono gli Autobus (se ci sono) o da dove partono. Tornare in treno da Roma è una impresa che dura tanto quanto il volo da NY per cui stavolta ho deciso di arrivare a Bologna dove c’è mio fratello, un sacco di amici, c’è il treno e la distanza in termini di tempo è praticamente la stessa.
Pensavo che Jet Airways fosse Belga perché atterreremo a Brussells ed invece salendo a bordo scopro con piacere che la compagnia è Indiana.
Ragazzi ve lo dico subito, sti Indiani vanno forte. Anzi fortissimo.
L’Aereo
Gli Indiani mettono in campo un B-777 ER 300 nuovo di pacca con un allestimento PAUROSO a tre classi.
In prima classe non ci sono dei semplici sedili ma degli ufficetti in cui penso sia addirittura possibile sdraiarsi orizzontalmente come in un letto. In seconda i sediloni sono messi a spina di pesce ed anche lì penso si stia alla grande. In economy (dove sto io) c’è il miglior sistema di intrattenimento che abbia ma visto (e ci capisco qualcosa… fidatevi) con una selezione di film Hollywood / Bollywood / Internazionali molto interessante, dei giochini piacevoli, musica a volontà, SMS E-Mail Telefonate verso terra e messaggeria tra sedile e sedile (comodo per adescarle le ragazze cercando di convincerle a venire con te nel bagno).
I sedili sono spaziati bene (sono alto 183 cm e tra la punta dei miei ginocchi e il sedile anteriore avanzano 15 cm) e hanno il poggiatesta regolabile in altezza. Raffinatissime texture per le stoffe (abbinate alla tovaglietta per mangiare e alla parnanze del servizio) e luci soffuse di gran classe.
Le Hostess
La donna Indiana è particolare nell’universo Asiatico. E’ talmente diversa che spesso a New York si dice “Indian” piuttosto che “Asian”. E’ insomma una categoria a se stante, dalle interessantissime caratteristiche tutte da scoprire ed apprezzare.
Le hostess sono tutte giovani e sempre sorridenti (non quei vecchioni sgorbutici a cui siamo abituati noi), ma sono sorrisi veri, armoniosi, rassicuranti. Nulla a che vedere con quei ghigni da Jocker imposti per contratto ai poveri venditori e venditrici nell’universo Americano.
Prima del decollo all’ingresso le trovi con un tailleur di stoffa pregiata gialla a metà tra l’Asia e L’Europa. Una divisa che sembra preziosa, indossata con orgoglio e soddisfazione. Dopo, magicamente, il tailleur lascia il posto ad un completino aderente nero (è di seta?!?) pratico ed elegantissimo.
Sentirle dire “please excuse me” mentre ti passano vicino o ti servono qualcosa è musica per le mie orecchie. Solo questo vale il prezzo del biglietto.
Gli stewards
No comment
Il Catering
Ragazzi, mi stanno bene le hostess giovani che ci battono perchè noi abbiamo i vecchiaconi, mi sta bene l’aereo più moderno rispetto ai nostri così così, ma il catering… pure in questo ci danno la paga! Daiiiiii porca puttana! Il mangiare no!
Si presentano con un pesciolino perfetto servito in piatto di  ceramica vera con tanto di vinello bianco servito in bicchiere flute simil vetro, acqua servita in tazza bassa simil ceramica (ma davvero è usa e getta sta roba???) e torta al cioccolato servita in un piattino di plastica azzurra, posate metalliche e tovagliolo simil stoffa. Tutto buono eh… di prima qualità. Poi, come ho accennato, la tovaglietta si abbina con le stoffe dell’aereo e le parnanze che le hostess indossano per servire la cena.
Mi chiedo: ma cosa serviranno in seconda classe? Ed in prima???
Morale della favola
Piuttosto che prendere un volo Alitalia mi farei incaprettare da un Rinoceronte imbizzarrito

Volo da New York a Bruxelles, poi da Bruxelles a Bologna.

Perché Bologna? In realtà ci sarebbero degli aeroporti molto vicini a casa mia (Pescara o Ancora) ma a causa delle tariffe monopolistiche di Alitalia adoperare questi aeroporti è quasi sempre impossibile. Da Roma Fiumicino, inoltre, è sempre un casino tornare a casa: non si capisce a che ora ci sono gli Autobus (se ci sono) o da dove partono. Tornare in treno da Roma è una impresa che dura tanto quanto il volo da NY per cui stavolta ho deciso di arrivare a Bologna dove c’è mio fratello, un sacco di amici, c’è il treno e la distanza in termini di tempo è praticamente la stessa (tre ore di macchina anzichè due e mezzo).

Pensavo che Jet Airways fosse Belga perché atterreremo a Brussells ed invece salendo a bordo scopro con piacere che la compagnia è Indiana.

Ragazzi ve lo dico subito, sti Indiani vanno forte. Anzi fortissimo.

L’Aereo
Gli Indiani mettono in campo un Boeing 777 ER 300 nuovo di pacca con un allestimento PAUROSO a tre classi.
In prima classe non ci sono dei semplici sedili ma degli ufficetti in cui penso sia addirittura possibile sdraiarsi orizzontalmente come in un letto. In seconda i sediloni sono messi a spina di pesce ed anche lì penso si stia alla grande. In economy (dove sto io) c’è il miglior sistema di intrattenimento che abbia ma visto (e ci capisco qualcosa… fidatevi) con una selezione di film Hollywood / Bollywood / Internazionali molto interessante, dei giochini piacevoli, musica a volontà, SMS E-Mail Telefonate verso terra e messaggeria tra sedile e sedile (comodo per adescarle le ragazze cercando di convincerle a venire con te nel bagno).
I sedili sono spaziati bene (sono alto 183 cm e tra la punta dei miei ginocchi e il sedile anteriore avanzano 15 cm) e hanno il poggiatesta regolabile in altezza. Raffinatissime texture per le stoffe e luci soffuse di gran classe.

Le Hostess
La donna Indiana è particolare nell’universo Asiatico. E’ talmente diversa che spesso a New York si dice “Indian” piuttosto che “Asian”. E’ insomma una categoria a se stante, dalle interessantissime caratteristiche tutte da scoprire ed apprezzare.
Le hostess di Jet Airways di oggi sono tutte giovani e sempre sorridenti (non quei vecchioni sgorbutici a cui siamo abituati noi).  Sono sorrisi veri, armoniosi, rassicuranti. Nulla a che vedere con quei ghigni da Jocker imposti per contratto ai poveri venditori e venditrici nell’universo Americano.
Prima del decollo all’ingresso le trovi con un tailleur di stoffa pregiata gialla a metà tra l’Asia e L’Europa. Una divisa che sembra preziosa, indossata con orgoglio e soddisfazione. Dopo, magicamente, il tailleur lascia il posto ad un completino aderente nero (è di seta?!?) pratico ed elegantissimo.
Sentirle dire “please excuse me” mentre ti passano vicino o ti servono qualcosa è musica per le mie orecchie. Solo questo vale il prezzo del biglietto.

Gli stewards
No comment

Il Catering
Ragazzi, mi stanno bene le hostess giovani che ci battono perchè noi abbiamo i vecchiaconi, mi sta bene l’aereo più moderno rispetto ai nostri, ma il catering… pure in questo ci danno la paga! Daiiiiii porca puttana! Il mangiare no!
Si presentano con un filetto di pesce perfetto servito in piatto di  ceramica vera con tanto di vinello bianco in bicchiere flute simil vetro, acqua in tazza bassa simil ceramica (ma davvero è usa e getta sta roba???) e torta al cioccolato servita in un piattino di plastica azzurra, posate metalliche e tovagliolo simil stoffa. Tutto buono eh… di prima qualità. Poi, trovata geniale, la tovaglietta si abbina con le stoffe dell’aereo e le parnanze che le hostess indossano per servire la cena.
A questo punto mi chiedo cosa serviranno in seconda classe? Ed in prima???

Morale della favola: piuttosto che prendere un volo Alitalia mi farei incaprettare da un Rinoceronte imbizzarrito

Ritorna il trentenne

Wednesday, January 21st, 2009

Allora prima che me lo chiederete tutti chiariamo subito un paio di punti sul viaggio in Jamaica.

- Donne: ZERO
- Tetraidrocannabinolo: ZERO

Sono stato in un mega resort nuovo di zecca veramente bellissimo. Lontano da tutto e da tutti, così isolato che non sarebbero riuscite ad entrarci neanche le FARC Columbiane.
Certo, avreo potuto recarmi a Negril (posto ben noto per smaialamento e cannonieri) ma da solo non me la sentivo. Ho capito subito che per la perdizione avrei dovuto faticare mentre per il relax totale bastava lasciarsi andare. Ho scelto il relax.
Del resto, il cannabinolo e le mignotte stanno anche a New York eh… anzi qui ti portano tutto a domicilio con una semplice telefonata. I numeri li trovi comodamente su Internet.
Mi sono voluto godere la villetta in riva al mare, le mangiate, le bevute nel baretto sulla spiaggia, la musica, le giornate di sole ecc…

C’è stato spazio per un sacco di riflessioni e costatazioni di cui leggerete nei prossimi giorni.
Ora è tardi e domani si torna al lavoro.

Ciao

da -13 a 30 gradi in quattro ore

Saturday, January 17th, 2009

Allora si parte.

Tra un’oretta dovrebbe arrivare il tassinaro che mi porta a Newark. Inizio dell’avventura Jamaicana.
Il fatto che vado da solo scatena pareri contrastanti: hai fatto bene – sei un pazzo.

Vado in località Montego Bay in un villaggio nuovo nuovo.
Io mi metto sulla spiaggia… noci di cocco… un libro… Ho anche due pacchetti di Marlboro Light che mi lasciò qui Marina. Ahhhhh relax
Non mi porto nessun computer. Se c’è un wi-fi le mail le leggo dall’iphone e volendo posso anche scrivere sul blog. Se non trovo un wifi non scrivo.

Voi non vi preoccupate

Goin to Jaja babe!

Friday, January 16th, 2009

Stamattina entro in ufficio. Dopo 3 minuti scopro che lunedì non si lavora (Martin Luther King Day).
Domenica è il mio compleanno (30 anni!). Bisogna prendere una decisione immediata. 

Bungalow con vista mare in Jamaica. Quattro stelle all inclusive.
Si parte domani mattina da Newark. Rientro Martedì.

Goin to Jaja babe!

Viaggi

Tuesday, August 12th, 2008

Non sono mai stato in Croazia, mai in Grecia, mai a Malta, mai alle Isole Canarie, mai ad Ibiza, mai in Tunisia, mai in Corsica, mai sul Mar Nero, mai in Egitto.
Quanti posti ci sono da noi a poche ore di volo? Un infinità. Mi sto pentendo di non averli mai visitati. Ma a che cazzo pensavo quando a Martinsicuro avevo soldi in tasca e weekend sempre liberi?
Il Mediterraneo è un posto interessante. Ricco di diversità, di storia, di cose da fare e da vedere.
La parte est del Nord America un pò meno.
Vorrei andare per il weekend da qualche parte ma dove vado? Voi penserete alle altre città Americane… si potrei. Ma alla fine, ne vale la pena? Boh…
Rimane il Canada con le sue cascate ma ancora non ho compiuto sessant’anni, oppure i Caraibi.
Le varianti dei Caraibi sono due: Jamaica per le canne o Cuba e tutto il corollario per l’aragosta (hehehehe ci siamo capiti).
Purtroppo non mi va di spendere tutti sti soldi per farmi quattro canne e sto periodo non mi sento nemmeno tanto in forma per l’Aragosta.
Quindi si rimane a NY.

Il viaggio estremo comunque lo farò. Qui devo fare un coast to coast ASSOLUTAMENTE.
Farlo in moto sarebbe bello. Avevo pensato ad un Florida -> Alaska. Diecimila chilometri. Fatto questo, dopo Capo Nord, potrete chiamarmi centauro.
Oppure c’è un’altra idea che mi balena in mente questi giorni. Una idea assurda, folle. Ma che mi attrae: New York -> Los Angeles IN BICICLETTA. Eh lo so… è grossa, ma pensateci.
Ci vorrebbero circa 2 mesi. La logistica è complessissima rispetto al viaggio in moto (che potrei fare invece in 4 giorni) ma l’avventura e la sfida neanche paragonabili.
New York -> LA in bici. Bello.