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Facebook e le corna americane

Tuesday, June 1st, 2010

Per quanti ancora non avessero intuito quanto Facebook possa minare la propria privacy riporto un interessante articolo della CNN.
Sembrerebbe che gli avvocati divorzisti americani spendano sempre più tempo ed energie alla ricerca di prove utili su Facebook anzichè ricorrere ai tradizionali investigatori privati.
Non solo gli avvocati ma anche le mogli stesse, quando in timore di corna, vanno alla ricerca delle possibili amanti proprio sul noto social network e spesso riescono a trovare la prova che cercano in una foto taggata, in un commento sul wall, in un cambio di status, in una battuta apparentemente innocente tra i commenti.

Esistono ditte specializzate che fanno solo questo tipo di indagini e non c’è da stupirsi visto che almeno l’ottanta percento degli avvocati intervistati dalla “American Academy of Matrimonial Lawyers” dichiara un incremento negli ultimi cinque anni delle cause che coinvolgono i social media.

Fin qui i fatti. Ora la mia analisi.

Si sa che al maschio piace volare da un fiorellino profumato ad un altro e si anche che la femmina tende a fare altrettanto (lo dimostra il fatto che il 10% dei figli è illegittimo). Detto in termini comprensibili da tutti, se è vero che il maschio è un porco allora la femmina è una zoccola.
Sarebbe anche naturale e andrebbe tutto bene se non fosse per il fatto che mentre il maschio (soprattutto quello Italiano) se ne vanta e quindi si lascia scoprire, la femmina conserva questi segreti come fossero quelli di Fatima e, complici le leggi fatte in ben altra epoca, alla fine queste hanno sempre la meglio sui loro compagni lasciandoli senza casa, senza figli, e garantendosi un vitalizio ai loro danni.

Insomma, cari lettori maschi, prima che vostra moglie vi scopra la storiella con la tipa 15 anni più giovane di lei (e invece voi non scoprirete mai che anzichè tre figli ne avete in realtà soltanto due) date retta a me e alla CNN: cancellatevi da facebook.

E ricordate, come diceva sempre un mio collega (guardacaso sposato): a 23 anni le femmina è vecchia.

Ciao

Pubblica Amministrazione a NYC

Monday, May 17th, 2010

Mi è venuta la curiosità di cercare online la data di costruzione del mio palazzo.

Vado su google e scrivo “New York City Building Search” e in pole position salta fuori il sito del Department of Buildings. Ci clicco, e in prima pagina vedo un formettino per la ricerca. Metto il mio indirrizzo e boom! Oltre l’informazione che cercavo (costruito nel 1962) salta fuori tutto quello che c’è da sapere: certificato di abitabilità originale, elenco di tutte le contestazioni, delle violazioni, dei permessi per le manutenzioni, dei certificati degli ascensori, delle istallazioni elettriche, dei permessi richiesti e non ancora approvati, delle insegne luminose, delle ispezioni idrauliche, dei lavori idraulici in corso, delle facciate, delle marquees, dei controlli della caldaia e altro ancora. Per farvi capire a che livello di dettaglio si arriva, ecco alcuni esempi:

  • il 18 Ottobre del 2008 qualcuno ha segnalato “Ci sono dei lavoratori con una scala alta 2 metri sul fire escape. Gli operai non usano nessuna protezione. Secondo me è pericoloso“.Lo stesso giorno, l’ispettore #2279 interviene sul posto e verbalizza: “Nessuna violazione al momento dell’ispezione. Trattasi di lavoro di manutezione minore alla scala antincendio che non richiede nessuna autorizzazione“.
  • Nel 2003 invece qualcuno ha denunciato una costruzione abusiva nel seminterrato. Anche in questo caso l’ispettore #0885 liquida laconicamente la vicenda con “Al momento dell’ispezione non c’è nessuna costruzione abusiva in corso nel seminterrato. Caso chiuso.
  • La caldaia,  modello Federal/Eastmond FST-60, viene ispezionata una volta all’anno. L’ultima ispezione (tutto in ordine) risale all’11 Febbraio e l’ha fatta il tecnico autorizzato dallo stato #005273 tale Sig. Hachmann.

Tutto questo è disponibile per l’intera città e visionabile in qualsiasi momento da chiunque al mondo. (Ci sint?!?!)

Già che c’ero ci ho preso gusto e giando tra un link e un’altro sono capitato sul piano regolatore della città. E’ tutto online, comprese le spiegazioni per i non addetti ai lavori, le mappe e le modifiche apportate nel corso degli anni. Quella in cui vivo ora è una zona residenziate di tipo R6.

Mettere in rete sti documenti e permetterne facilmente la consultazione non equivale certo allo sbarco sulla luna ma è in ogni caso una bella testimonianza di modernità, trasparenza ed efficienza.

Il procuratore

Friday, May 7th, 2010

Stasera ad una delle solite riunioni per parlare Italiano si siede vicino a me una ragazza italo-americana. Giovane, simpatica, una persona alla mano figlia di lavoratori immigrati italiani.
Che fai, che non fai… salta fuori (senti bene) che è un procuratore federale antimafia!

All’inizio non avevo afferrato bene il concetto, ma quando mi ha spiegato chi aveva fatto arrestare e che è stata a Palermo diverse volte incontrando personaggi ben noti ho capito chi avevo davanti. Per un attimo ho avuto anche un pò paura pensando: non è che fanno saltare per aria tutto il locale??? Gliel’ho anche detto e lei si è messa a ridere.

Al quanto pare la mafia italiana a new york è tutt’altro che defunta e le “cinque famiglie” nonostante la notorietà controllano ancora svariate attività criminali.
Inevitabile che si finisse della mafia in Italia. Il procuratore è rimasto sbalordito quando le ho raccontato di alcuni fatti ben noti relativi ai legami tra mafia e politica nel belpaese… Del resto mi conoscete, su certi argomenti sono un disco rotto e figurarsi se non mi metto a parlarne quando mi capita una occasione del genere.

Ma ti rendi conto? Un procuratore antimafia giovane, donna, figlia di immigrati se ne va in giro di notte senza scorta e senza nessun timore nonostante faccia arrestare e condannare assassini plurimi, narcotrafficanti, mafiosi a tutti i livelli, gente pericolosissima…

Lo stato qua è forte davvero.

(Oh… non so se avete notato lo stile insolitamente sobrio. Tenetevi calmi sui commenti perchè stiamo parlando di una che schiocca le dita e io mi ritrovo a Guantanamo)

Autobomba a Time Square

Sunday, May 2nd, 2010

Ieri invece ero stanco e non avevo neanche voglia di uscire per cui mi sono visto un film in streaming e poi a fare una piccola ricerca per risolvere un problema tecnico ad un amico.
Stamattina, come ogni mattina, apro repubblica.it e scopro: “Autobomba a Time Square”.
Non è la prima volta che tramite giornali italiani vengo a sapere di episodi che qui potrebbero riguardarmi.

La bomba infatti è stata trovata attorno alle 19 sulla 44esima e settima avenue, un punto che io frequento molto molto spesso (giovedì sera ci sono stato tre ore, domani sera ci sarò altre tre). Nonostante ciò non sono molto preoccupato perchè so che statisticamente le probabilità di trovarsi coinvolti in un attentato sono scarse. Mi preoccupa invece l’effetto che fatti del genere avrebber0 su New York e sull’America in generale, che poi è esattamente l’effetto desiderato dai terroristi.

Pare si sia trattato di un dispositivo rudimentale composto da bombole di gpl, gasolio e polvere nera. La polizia lo ha definito “amatoriale”.
La mia idea è che sia stata opera di persone che non hanno vero esplosivo né sono in grado di produrselo ma pur sempre determinate ad andare fino in fondo. Terroristi amatoriali che forse non sono affiliati a nessuna organizzazione e quindi difficilmente individuabili o prevedibili.

Ho paura che sia veramente soltanto questione di tempo…

Il dramma dei cessi Americani

Tuesday, March 23rd, 2010

Qualcuno giustamente ha scritto che la civiltà di un popolo si misura anche nelle carceri e qui gli è andata bene perchè se avessero scritto che si misurava anche nei gabinetti gli Americani sabbero stati considerati ancora a livello delle scimmie.
La sitazione dei cessi Americani è scandalosa. Lo penso io che sono Italiano, figuriamoci cosa penseranno i Giapponesi che a casa loro hanno tazze digitali che emettono suoni, profumi, si puliscono da sole e alla fine ti puliscono e ti asciugano automaticamente anche il …. (ci siamo capiti).

Come già sapete qui manca del tutto il bidet e questa è una cosa orribile che comporta una serie di problematiche per noi fastidiosissime. Poi c’è la metodologia assurda con cui vengono costruite le loro tazze del cesso che sembrano fatte apposta per attapparsi. Impossibile non attappare in cesso negli USA, chiedete a chi ci è stato e vedrete se non ho ragione… Se per fortuna non si attappa nonostante le 3 tonnellate di carta che ti viene spontaneo di usare in mancanza del bidet, l’acqua dello sciacquone riempie completamente la tazza prima di scaricare creando uno spettacolo schifoso ed inevitabile che si ripete ogni volta che vai al bagno.

Poi, ciliegina sulla torta, ci sono i bagni voyeur che trovate in ogni luogo pubblico.
E’ incredibile: praticamente il bagno non privato (scuola, posti di lavoro, bar ecc) consiste in uno stanzone con dei lavandini e una serie di tazze messe per terra una di fianco all’altra. Tra una tazza e l’altra ci sono dei pannelli leggeri che però non coprono i primi 20 cm da terra e arrivano al massimo fino a circa 1.75 metri così che mentre sei seduto riesci a vedere le caviglie di chi ti sta a fianco, e quando sei in piedi a vedere le persone che stanno fuori.
Come se non bastasse (e qui veramente ogni volta non posso non pensarci) i pannelli e soprattutto le porte sembrano essere stati tagliati con l’accetta. Le tolleranze sono infatti di almeno 10-15 mm (in alcuni punti anche il doppio) il che vuol dire che anche chiudendo la porta si riesce tranquillamente a vederci attraverso! Tu stai cagando e vedi la persona davanti a te che si lava le mani.
Tutti che fanno finta di non vedersi a vicenda pur sapenco che invece si vede, si sente e si odora tutto alla perfezione, come fossimo dei bagni della caserma di full metal jacket.

Veramente pazzesco… una roba da terzo mondo.
Ma porta puttana, ma fatevi due cessi fatti bene così andate a cagare in grazia di Dio!

Census 2010

Wednesday, March 17th, 2010

Ogni volta che un anno finisce con uno zero il Governo Americano emana un censimento. Il primo risale al 1790.

Era da un pezzetto che facevano la pubblicità in televisione e la settimana scorsa mi è arrivata una lettera che mi avvisava del suo arrivo imminente.
Oggi è arrivato e mi sono stupito di quanto sia scarno e superficiale. Chiedono soltanto nome, cognome, data di nascita, se si frequentano altri domicili e soprattutto chiedono l’etnia. Se non sapessi cosa fosse avrei fatto fatica ad immaginare che uno strumento del genere possa avere una qualsiasi utilità per fare statistiche di qualsiasi genere.

Ma al governo che gliene ne frega se uno è bianco oppure è nero? Mica chiedono cittadinanza, titolo di studio, occupazione… Tutto questo non importa. L’etnia invece è vista con la lente ad ingrandimento ed addirittura se sei latino vogliono che specifichi se sei Messicano, Portoricano o Cubano. Altro approfondimento per gli Asiatici: domanda specifica per sapere se sei Indiano, Cinese, Filippino, Giapponese, Coreano, Vietnamita, Hawaiano, Samoano.
Da notare che l’intero modulo, comprese le lettere di accompagnamento, sono scritti in due lingue: una parte azzurrina in Inglese e l’altra verdina in Spagnolo.

Rispondere è obbligatorio per legge e chi non lo fa rischia una multa fino a 5000 dollari.

Ho letto diverse polemiche. Qualcuno ha addirittura proposto di barrare in massa la casella “Altro” e inserire la etnia “AMERICAN” in segno di protesta.
Nonostante le rassicurazioni degli uffici preposti circa la sicurezza dei dati raccolti che in teoria vengono secretati per 72 anni e resi inaccessibili a chiunque (compresi gli altri enti federali) , il Senatore Paul fa notare che durante la seconda guerra mondiale questi dati vennero utilizzati per rintracciare e rinchiudere i Giapponesi-Americani e che durante la guerra del Vietnam servirono per stanare coloro che rifiutavano di andare in guerra.

Pensate che in America non esiste una vera e propria anagrafe e quindi collegare i nomi dei cittadini ai rispettivi indirizzi non è una operazione semplice come da noi. L’unico modo per farlo consiste nell’aggregare i dati delle patenti di guida (non tutti guidano), quelli delle bollette (non tutti le hanno a loro nome) e i certificati elettorali (non tutti sono iscritti alle liste!).
Quella del censimento è quindi l’unica occasione che il governo ha per localizzare fisicamente chiunque.

Se veramente i dati non servono per altri scopi, non bastava chiedere il numero totale delle persone che vivono ad un dato indirizzo piuttosto che chiederne nome e cognome?

Forse forse il Sen. Paul ha ragione!

Gli altri siamo noi

Wednesday, February 17th, 2010

Scommetto che tutti conoscete almeno un caso di un extracomunitario che cerca lavoro in Italia.
Ecco a voi invece una situazione che probabilmente non avete vissuto mai, e cioè quella (qui non rara) in cui l’extracomunitario che cerca lavoro illegalmente è un Italiano.

Il candidato si propone per qualsiasi cosa: cameriere, portiere, muratore, musicista, venditore, lavapiatti, facchino, babysitter, dog sitter, lavaggio auto. Va bene tutto, basta lavorare.

A raccomandarlo è una sua amica del posto che spargendo la voce via e-mail cerca gentilmente di dargli un mano.

Hi Sweet Friends,

I have an Italian friend, a non US citizen, desperately looking for work in the city. He is a big, strong guy, willing to put his two hands to work wherever they are needed.

Young, super friendly and so much fun. I figured I’d reach out to anyone and everyone I knew to see if we could find a lead. If you have friends that manage restaurants/bars, manage buildings in need of a super, in construction, in music, in sales… anything. He’s willing to wash dishes, unload boxes in warehouses, bar back, babysit, dog walk, car wash…. whatever :)

I know things are rough with the economy and all, but we’ve GOTTA know somebody that needs a diligent worker, right?

Thanks for keeping your ears and eyes peeled!

Cash

Tuesday, January 19th, 2010

A New York i contanti si usano solo per le piccole spese e molti esercizi commerciali (come ad esempio la mia lavanderia) si rifiutano di accettare le bancone sopra i venti dollari cioè le uniche che gli ATM (Bancomat) emettono.
Succede così che ti ritrovi in tasca esclusivamente pezzi da uno, cinque, dieci o venti dollari.
Le monete invece possono essere da venticinque centesimi (il famoso quarter), da dieci (dime), da cinque, da due o da un centesimo.

Ogni tanto però c’è il colpo di scena e ti capita sottomano qualcosa di sconosciuto o insolto come ad esempio la moneta da un dollaro. Non tutti la conoscono e circola poco nonostante sia emessa da tutte le macchinette dei biglietti della metropolitana.
Oggi invece ho scoperto la moneta da mezzo dollaro, una sberla da 30 mm di diametro raffigurante il profilo di JFK che mai mi era capitata prima in quasi tre anni di permanenza.
Esiste infine la banconota da due dollari che è sicuramente  la più rara tra tutto il contante in circolazione. E’ talmente rara che nel 2005 un uomo fu arrestato dalla polizia per aver tentato di utilizzarne alcune per pagare in un centro commerciale. In America non l’ho ancora mai vista ma incredibilmente ne posseggo per caso una in Italia.

Keeping up with the Kardashians

Sunday, November 29th, 2009

La Pennsylvania è sempre la stessa. Prati verdi, clieli stellati, uccelli migratori.
Unica novità la briscola. Niente più poker, ora giocano a briscola con tanto di cintura stile wrestling del campione della settimana.

L’amico Gianni si è comprato la casa. Inevitabile la televisione con 7900 canali accesa 58 ore al giorno. Ora stiamo guardando “Keeping up with the Kardashians”, uno pseudo reality che ruota attorno ad una specie di famiglia Addams dei tempi moderni con anziani signori liftati e orde di figli (o nipoti?!?) tutti sempre bellissimi, materialisti, insipidi e immancabilmente stupidi.
Programmi generalmente demenziali. Ma no, dire demenziali è troppo poco. Sti programmi sono la negazione della mente umana. Per il resto pubblicità incessante. Ogni 5 minuti pubblicità. Poi ancora pubblicità. E se non bastasse altra pubblicità.
Di sera fanno qualcosa che di mio gradimento. Come ad esempio i polizieschi… tra tutti l’intramontabile COPS ma anche “America’s most wanted” che non conoscevo e ho scoperto qui.

In quanto a TV in Italia siamo messi male ma qui non stanno certo meglio.
Guardo ste cose e mi rendo conto che probabilmente New York è solo una eccezione. L’america è probabilmente ben altro. Forse l’America vera (e spero veramente di sbagliarmi) sono i Kardashians.

Marines: amiconi prima, full metal jacket poi

Thursday, November 19th, 2009

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Oggi ero in stazione che aspettavo la N quando noto due Marines in alta uniforme (per la precisione “Blue Dress C”) che sembravano intenti ad avvicinare un pò tutti e soprattutto i giovanissimi: sorrisi, sguardi di approvazione, complimenti. Degli amiconi insomma.
Ma che ci fanno due Marines tutti rivestiti a Queensboro Plaza? Mi chiedo. Vuoi vedere che sono i reclutatori? Mi avvicino per origliare un pò e trovo conferma: “ma perchè non ti arruoli?” “ottimo stipendio” “possibilità di carriera”… e via di questo passo ai giovanotti che per caso venivano fermati.

Ma a me niente? Come mai con me non ci provano? E che sono impedito?!? Mi faccio allora avanti spontaneamente e arriva la doccia fredda: il limite è 27 anni, ma volendo l’esercito ti prende fino a 41 (detto un pò come a voler intendere “sei un rottame inutile, noi non ti vogliamo ma per l’esercito che invece è un bordello vai bene”)
Invento una bugia e dico che un amico giovane vorrebbe arrularsi così mi danno il bigliettino pubblicitario.

Sulla prima pagina si fa leva sui valori e sulle emozioni:

Marines: I pochi, gli orgogliosi.
ONORE – CORAGGIO – IMPEGNO
“Qualcuno passa la vita a chiedersi se nella sua vita ha fatto la differenza a questo mondo. I marines non hanno questo problema.” Ronald Reagan

Sul retro invece si passa agli aspetti più materiali:

  • Addestramento e stabilità lavorativa garantiti
  • Opportunità di promozione e di avanzamento garantiti
  • Spese universitarie rimborsate al 100% durante il servizio attivo
  • Assicurazione sanitaria e dentale
  • Possibilità di alloggio gratuito
  • 30 giorni di ferie pagate all’anno

Così magari uno si arruola e invece degli amiconi si ritrova col sergente di Full Metal Jacket… eheheheh sti cazzi di Americani so terribili.