Per quanti ancora non avessero intuito quanto Facebook possa minare la propria privacy riporto un interessante articolo della CNN.
Sembrerebbe che gli avvocati divorzisti americani spendano sempre più tempo ed energie alla ricerca di prove utili su Facebook anzichè ricorrere ai tradizionali investigatori privati.
Non solo gli avvocati ma anche le mogli stesse, quando in timore di corna, vanno alla ricerca delle possibili amanti proprio sul noto social network e spesso riescono a trovare la prova che cercano in una foto taggata, in un commento sul wall, in un cambio di status, in una battuta apparentemente innocente tra i commenti.
Esistono ditte specializzate che fanno solo questo tipo di indagini e non c’è da stupirsi visto che almeno l’ottanta percento degli avvocati intervistati dalla “American Academy of Matrimonial Lawyers” dichiara un incremento negli ultimi cinque anni delle cause che coinvolgono i social media.
Fin qui i fatti. Ora la mia analisi.
Si sa che al maschio piace volare da un fiorellino profumato ad un altro e si anche che la femmina tende a fare altrettanto (lo dimostra il fatto che il 10% dei figli è illegittimo). Detto in termini comprensibili da tutti, se è vero che il maschio è un porco allora la femmina è una zoccola.
Sarebbe anche naturale e andrebbe tutto bene se non fosse per il fatto che mentre il maschio (soprattutto quello Italiano) se ne vanta e quindi si lascia scoprire, la femmina conserva questi segreti come fossero quelli di Fatima e, complici le leggi fatte in ben altra epoca, alla fine queste hanno sempre la meglio sui loro compagni lasciandoli senza casa, senza figli, e garantendosi un vitalizio ai loro danni.
Insomma, cari lettori maschi, prima che vostra moglie vi scopra la storiella con la tipa 15 anni più giovane di lei (e invece voi non scoprirete mai che anzichè tre figli ne avete in realtà soltanto due) date retta a me e alla CNN: cancellatevi da facebook.
E ricordate, come diceva sempre un mio collega (guardacaso sposato): a 23 anni le femmina è vecchia.
Ciao





