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La cerimonia di laurea dell’NYU

mercoledì, maggio 18th, 2011

Oggi ero invitato alla Commencment Cerimony della New York University che si è tenuta al New York Stadium. Il giorno della Laurea insomma... vi lascio immaginare che pompa magna che hanno tirato in ballo. Una roba che da noi (ci scommetto) non si è mai vista neanche per il 150esimo anniversario della Repubblica.

Agli Americani piace infatti da morire l'auto-celebrazione: c'è una cerimonia, una stretta di mano con foto, un diplomino o un riconoscimento di qualche tipo per qualsiasi cosa ti possa accadere nelle vita. Sono maestri di queste situazioni e riescono a ricompensare con un minuto di gloria chiunque secondo loro se lo meriti.

Immaginatevi sto stadio (ultra moderno) tutto pieno che essendo per il Baseball è a semicerchio. Negli spalti più bassi, tutto intorno, c'erano i candidati rigorosamente vestiti con quella specie di toga viola. Negli anelli più alti invece sedevano amici e i parenti.
Il tempo minaccia pioggia e fa anche un pò freddo. Mentre prendiamo posto una musica trionfale, anzi epica, scalda i cuori ed accende gli animi. Ad un certo comincia la cerimonia vera e propria e lo speaker a mano a mano annuncia l'ingresso del Rettore e delle altre massime cariche Accademiche.

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Studenti Universitari stranieri a NY

domenica, settembre 13th, 2009

Oggi ero col romano che frequenta i college (quello delle asiatiche) e in un soleggiato pomeriggio ad Astoria si parlava su come si fa qui per iscriversi all'Università.
Lui sta cercando di entrare al Borough of Manhattan Community College che fa parte del CUNY (City University of New York) ed è una università pubblica dai prezzi accessibili, dai corsi interessanti e dalle strutture ben curate.
Nonostante essa sia tra le lauree meno ambite tra le varie disponibili (chi punta in alto va infatti all'NYU, alla Columbia, alla Cornell ecc...) per uno straniero iscriversi non è facile come potrebbe pensare chi vivendo in Italia è abituato al concetto del "tutto per tutti".

Innanzitutto gli stranieri non possono usufruire di nessuno dei diversi finanziamenti statali o federali disponibili e sono tenuti  a pagare a prezzo pieno tutti gli studi.
Se si proviene da un paese non anglofone come l'Italia serve il certificato TOEFL che si ottiene facendo un esame lungo e complesso (dura 4 ore) al costo di circa 200 euro più un eventuale corso specifico di lingua da pagare a parte.
Fatta la domanda si deve cercare di ottenre il permesso di soggiorno di tipo F (Student Visa) e per averlo è necessario dimostrare di avere in banca non meno di 40.000 dollari.
L'università chiede il diploma tradotto e pare anche le pagelle di ogni singolo anno delle superiori riservandosi il diritto di accettare o respingere chiunque a sua discrezione.
Ci sono poi da presentare i certificati di vaccinazione per un casino di malattie infettive ed infine l'esame di ammissione da superare.
Chi ha il visto da studente non può lavorare se non per l'università in cui studia (massimo 20 ore a settimana al minimo previsto dalla legge) ed è obbligato a frequentare le lezioni a tempo pieno.
In soldoni gli stranieri possono venire a studiare, sono anzi i benvenuti, non devono però pesare al sistema e sono quindi messi in campo tutti gli accorgimenti necessari perchè questa condizione venga rispettata.

Insomma ragazzi, non ci sono cazzi che tengano, come al solito sti Americani sono organizzati bene.
Anche se questa loro puntualità nelle tematiche legate all'immigrazione gioca a mio sfavore (e alla fine sarà il motivo per cui mi rimanderanno a casa con tanti saluti) mi rendo conto che operano nella giusta direzione, con la giusta filosofia ed i giusti metodi.

C'è soltanto da imparare.

Eccessi

lunedì, luglio 14th, 2008

Gli Americani esagerano in un modo ma qualche volta mi viene da pensare che noi esageriamo nel modo opposto.
I nomi sono di fantasia per motivi di privacy ma le storie sono vere.

Balram, 21 anni, prima generazione di Indiano/Americano laureato alla Penn State University in 3 anni, attualmente iscritto ad un master che lo terrà impegnato per altri due.
Per arrotondare fa un lavoretto relativo al settore in cui si è laureato. Ha contratto un debito di 200.000 mila dollari con lo stato per pagare tuition, alloggio e spese varie che dovrà rimborsare appena comincerà a lavorare.
Se trova un bel posto lo rimborsa nel giro di qualche anno, se non trova un bel lavoro (o peggio rimane disoccupato) il debito gli rimarrà per tutta la vita.
Non l'ho mai sentito lamentarsi di questa situazione che lui ritiene normale.

Giovanni, 26 anni, ottantesima generazione Padana. Università di Bologna 4 anni fuori corso. La mamma lo mantiene agli studi da sette anni e siccome le finanze familiari non vanno bene gli comunica che è l'ultimo anno a Bologna. Dopo questo si torna a casa.
Che palle dice lui! Che palle dice la sua ragazza! E che cavoli non è giusto... come minimo non vuoi stare dieci anni a spasso tutto pagato?