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Il giro del mondo in bicicletta

mercoledì, giugno 29th, 2011

Una delle fisse che mi venne in passato ma che non ho mai avuto modo (ancora) di attuare è quella del turismo in bicicletta.

L'altro giorno ero a Manhattan e vedo un tipo sdraiato (letteralmente) su di una strana bicicletta a forma di uovo. Non ho potuto resistere e così l'ho fermato per chiedergli spiegazioni.

All'inizio lui era un pò sulle difensive (e ci credo hehehehe) ma poi ha capito che ero sinceramente interessato a quella attività e così mi ha svelato i dettagli - decisamente affascinanti - del turismo su due ruote.

Innanzitutto la bici ideale è del tipo "recumbent", e cioè col pilota sdraiato e coi i pedali che si trovano alla stessa altezza del bacino. La sua è una Lightning F-40 e costa ottomila dollari (mej coioni!). Assieme a degli amici si stanno allenando e a Novembre partono per fare il giro del mondo.

Non potete capire come l'ho invidiato. Un giro del mondo in bicicletta!... Deve essere il massimo, meglio anche che farlo in moto. Non dico che partirei subito col giro del mondo ma, che ne so... un giretto Italia - Scandinavia per cominciare si potrebbe anche fare secondo me.
Parti, pedali da sdraiato... una radiolina per sentire la musica... occhiale da sole... Poi la sera ti fermi e piazzi la tenda. All'interno un bel libro, magari un FT-817ND per trasmettere in HF, al limite ti porti un cellulare con Twitter ma giusto per far sapere dove ti trovi. Niente di più.

Potrebbe essere un problemino il ginocchio destro: non so come reagirebbe a 10 o 20 mila chilometri di bicicletta...  in ogni caso sarebbe veramente il massimo. Libertà vera.

Se avessi i miliardi brutti farei queste cose qua...

Lo strano caso di Domenico Salerno

mercoledì, maggio 28th, 2008

Dall'Italia mi hanno fatto notare la storia di Domenico Salerno, un avvocato Italiano che veniva a trovare la sua fidanzata vicino Washinton quando è stato senza motivo tratto in arresto e mantenuto per una decina di giorni in carcere senza nessuna assistenza legale.
Solo grazie all'intervento di due avvocati, di un Senatore Repubblicano e di un articolo sul NYT Salerno è stato finalmente rilasciato e riportato in Italia.

Pensandoci bene però il caso non è così strano.
Verso la fine del 2002 mi recavo per la seconda volta negli Stati Uniti a trovare i miei amici di Philadelphia quando durante il regolare controllo del passaporto fui fermato e fatto passare in una saletta di attesa appartata.
Davanti a me altri Italiani aspettavano il loro turno per sorbirsi la dose di urla e di domande inquisitorie dall'Agente di turno. Ricordo che prima di me c'era un Irlandese, che era venuto per un convegno. Al mio turno entrai nella saletta degli interrogatori e fui fatto accomodare al capo di un tavolo metallico. Dall' altra parte un agente in divisa dell'immigrazione dai modi scortesi ed al centro un altro in giacca e cravatta con cui non ebbi modo di scambiare nemmeno una parola.
Fui aggredito verbalmente quasi subito. Come fossi un criminale...

Non so in base a cosa ma si erano convinti che era mia intenzione entrare negli Stati Uniti come turista per poi disperdermi e rimanere illegalmente. Dapprima dicevano che volevo fare il muratore, poi io mostrai le mie mani chiedendo se sembravano quelle di un muratore e feci capire che ero un programmatore di computers. Apriti cielo. Dalla padella alla brace: la cosa andò avanti ancora per un pezzo. Mi minacciarono di mettermi in galera e mi forzarono a rivelare la password del pc che portavo con me in modo da leggere tutti i messaggi e-mail che esso conteneva.
Trovarono anche un mio curriculum in Inglese, prova schiacciante della loro teoria. Io spiegai che l'Inglese è una lingua Europea e che da noi era normale presentare Curriculum in lingua straniera.
Hanno telefonato a casa dei miei amici Americani per interrogare anche loro, e alla fine, dopo aver rovistato nella valigia buttando tutto per terra io ho perso la pazienza e li ho gentilmente esortati a fare ciò che dovevano: arrestarmi, riportarmi in Italia, non mi importava più nulla perchè da oltre due ore ripetevo inutilmente sempre le stesse risposte... tanto vale finirla lì.

A quel punto si sono arresi e mi hanno lasciato entrare. La cosa mi sorprese perchè ero convinto che come minimo mi avrebbero rispedito a casa.
Forse, a differenza di Salerno, a salvarmi fu l'Inglese, o forse semplicemente la fortuna.
Sta di fatto che uscendo da quella stanza una piccola soddisfazione me la tolsi dicendo: "Se avessi saputo che venire in America come turista comportava tutto questo casino me ne sarei andato a Cuba!". La battuta non fu apprezzata da nessuno.

Da quella volta in poi sono tornato diverse volte e non è successo più niente.
Che dire, gli agenti dell'immigrazione possono esagerare ed evidentemente le leggi Americane glielo permettono ma pur essendo in quel caso stato vittima del loro sistema il mio giudizio non è completamente negativo.
Credo infatti che le Nazioni abbiano il diritto di controllare strettamente le proprie frontiere e se i funzionari che esaminano i turisti in arrivo non si sentono sicuri riguardo qualcuno di essi questi devono avere il diritto di fare tutti i controlli che vogliono.
Il concetto qui te lo fanno capire subito: chi non è cittadino o residente permanente è ospite e come tale entrare o vivere nel paese è un privilegio, non un diritto.

Un concetto che in Italia (secondo me purtroppo) manca.


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