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Tasse e poker online

Monday, February 15th, 2010

Fare la dichiarazione dei redditi qui è talmente facile che ci riuscirebbe anche un babbuino.
Ti arriva per posta dal tuo datore di lavoro il modulo W-2, un resoconto del tuo reddito e delle trattenute che hai già pagato.
Col W-2 hai tutto quello che serve per compilare un modulo 1040, cosa che però richiede un minimo di accortezza e di conoscenza della materia e così ci si rivolge al commercialista, al costo di circa 50-100 dollari.
Nel caso di dichiarazioni semplici come la mia conviene fare tutto direttamente e completamente online su siti come turbotax.com: ti registri, e nel giro di pochi minuti fai tutto da solo.
Il bello è che in genere le trattenute sono calcolate in modo da garantire un rimborso per il contribuente e quindi tutti (compreso il sottoscritto) non vedono l’ora di fare la dichiarazione.
I soldi arrivano nel giro di pochissimo e si ha la possibilità di farseli versare direttamente sul conto corrente, su una carta di credito prepagata oppure tramite assegno.
Nel mio caso avrei preferito di farli accreditare direttamente su pokerstars.com che tanto è lì che andranno a finire in ogni caso!

Il vero paradiso fiscale è l’Italia

Sunday, July 19th, 2009

Dai su… non ci nascondiamo dietro un dito. In Italia le tasse le pagano solo i coglioni… Ditemi se sono o non sono un profeta.

Tratto da “la Repubblica” di oggi:

Ristoratori come pensionati, con un reddito lordo annuo tra i 14.500 e i 13.500 euro. Commercianti al dettaglio e all’ingrosso che dichiarano al fisco 19.785 euro con un importo lordo superiore solo di 400 euro lordi l’anno rispetto ad un lavoratore dipendente. Micro-società che, nel 2008, hanno dichiarato al fisco un reddito medio di 17.000 euro, inferiore a quello dei lavoratori dipendenti.
E’ vario e fa pensare il quadro che emerge dai primi dati sulle dichiarazioni fiscali del 2008 diffusi dal Dipartimento Fiscale del ministero dell’Economia. Tutti dati relativi al 2007, anno pre-crisi.”

Ed ecco la mia riforma per combattere l’evasione fiscale:

1) Scioglimento completo della Guarda di Finanza per palese inutilità
2) Potenziamento dell’Agenzia delle Entrate che va resa del tutto simile all’IRS Americana.
3) Federalismo fiscale: ogni città si finanzia con le sue tasse Polizia, Vigili del Fuoco, e servizi essenziali (poi vediamo se chi evade è visto come un criminale o come un eroe)

Messaggio per gli stranieri: volete un paese in cui potete essere artigiani, commercianti, liberi professionisti o più in generale imprenditori senza pagare un cazzo di tasse? Lasciate stare le isole tropicali… venite in Italia!!!

Dichiarazione dei redditi: sempre un piacere

Tuesday, February 3rd, 2009

Arriva Febbraio e si fa di nuovo la dichiarazione dei redditi.

Non ci sono cazzi questi qui sono organizzati bene. Io l’ho fatta online. Sarebbe stato capace anche uno scimpanzè.
Se non ti fidi di farla online ovunque ti giri ci sono commercialisti che te la fanno per cinquanta dollari o giù di li. Se hai tempo da perdere te la fai da solo. Puoi spedirla per posta o fare tutto elettronicamente.

Questa volta ho lavorato un anno intero, senza eccezioni, e quindi posso dirvi esattamente quanto pago: 16.6% di trattenute contro una media nazionale del 10.1%.

Oh il 10% è basso eh… ma anche il 16.6 non è male!

Anche quest’anno mi arriverà un bel rimborsino fiscale. Diciamo che ci pago la vacanza in Jamaica.
Dopo quello dell’amico Giorgio W, si prevede un altro altro stimulus payment da parte dell’amico Baracco H.

Vai così!

Sforzo bellico

Monday, October 13th, 2008

Tra le altre cose, stare qui mi da una grossa soddisfazione e cioè quella di non dare più nemmeno una lira a questa banda di delinquenti che riempie i palazzi delle istituzioni Italiane.
Vedo le cose da lontano e, anche se con tanta rabbia, penso che almeno quello che stanno facendo lo fanno senza i miei soldi.

Il guaio è che prima o poi mi toccherà lasciare gli Stati Uniti.
L’ospitalità di questo grande paese non duderà in eterno e, come mi impongono le regole, sarò costretto a togliere il disturbo.
Eh va beh, mi piacerebbe restare ma se non si può non si può. Sempre meglio di niente no? C’è solo da essere grati per le opportunità ricevute. Mentre sono qui mi trattano sempre come uno di loro… come un Americano. Ad un certo punto mi hanno addirittura regalato 600 dollari. Tanto di cappello.

Tornare in Italia per ricominciare a finanziare il cancro delle istituzioni è un incubo. Piuttosto che rientrare nell’ottica Italiota delle cose preferirei andarmene in Europa a fare lo schiavo.
Poi però chissà, gli anni passano, le circostanze diventano imprevedibili e alla fine ti ritrovi ad essere another brick in the wall senza neanche sapere il perchè.

In ogni caso non sto finanziando la mafia e di questo sono contento. Un pò meno sono contento del fatto di aver finanziato la guerra. Ho calcolato infatti che qui in un anno di tasse devo aver contribuito con almeno uno dei seguenti item allo sforzo bellico:

  • 6 fucili automatici Colt M-16
  • 145 proiettili per cannone aereo GAU-8
  • 1 Bomba intelligente a guida laser GBU-12 da 250 Kg
  • 4 ore di volo su elicottero AH-64D Apache (senza sparare)

anche se a me piace pensare di aver invece finanziato qualche migliaio di galloni di carburante per il FDNY oppure mezza dozzina di risonanze magnetiche all’ospedale pubblico della contea.

Un bel regalo da Giorgio W

Tuesday, May 13th, 2008

Torno a casa e nella buchetta delle lettere trovo una busta dell’IRS (Internal Revenue Service) indirizzata a me!
Brutte notizie in genere. Con l’IRS mi hanno spiegato che è sempre meglio non avere a che fare.
Il primo pensiero è stato: “Vuoi vedere che ho sbagliato a pagare le tasse e rivogliono dei soldi indietro?”.
Sconsolato salgo in ascensore e non la apro finchè non sto comodo in camera mia.

Apro e invece… Sopresa!

L’amicone Giorgio W Bush manda a tutti i contribuenti Americani un bel regalo di 600 dollari per rilanciare l’economia.
Ho chiamato subito Marina ed il mio entusiasmo l’ha portata a commentare dicendo che in cambio di un prosciutto in Italia avrei anche potuto votare Mastella…
Marina ma quale prosciutto?!? La verità è che in cambio di una mezz’ora con la Carfagna avrei votato Berlusconi!!! hehehehehe

Grillo mi delude proprio sulle tasse

Wednesday, April 30th, 2008

Io veramente vorrei scrivere delle curiosità sulla vita di Manhattan ma la mia attenzione è aimè completamente rivolta a quanto accade in Italia.
L’Agenzia delle entrate ha messo online e subito dopo rimosso i dati di tutti i contribuenti relativi all’anno 2005. Una iniziativa lodevole che va nella giusta direzione della trasparenza e della lotta all’evasione fiscale.

Putroppo però, a sorpresa, l’ultimo post di Beppe Grillo si scaglia con tutta la forza possible contro questo provvedimento che sarebbe stato utile per sbattere sotto gli occhi di tutti il fatto che in Italia gli orafi dichiarano in media meno dei maestri elementari, i piccoli industriali meno dei loro operai, i ristoratori meno dei loro camerieri.
Sarebbe stato utile anche per capire bene le appartenenze di ciascuno alle varie categorie.
Esistono infatti tre categorie di contribuenti in Italia:
1) gli intoccabili (grossi imprenditori, politici, mafiosi).
I loro proventi sono quasi sempre frutto del malaffare per cui non si può neanche pensare di tassarli.
2) i furbi (commercianti, artigiani, piccoli imprenditori, professionisti, propietari di immobili).
E’ la categoria che rende unica l’Italia. Il profitto di questa categoria dipende esclusivamente dall’abilità nell’evadere le tasse. Spesso l’evasione viene dagli stessi considerata come un atto eroico di ribellione, in qualche caso addirittura diviene oggetto di vanto.
3) i coglioni (lavoratori dipendenti, precari).
Sono quelli che la prendono sempe, comunque e silenziosamente nel culo. Tutto quel che vedete attorno a voi è pagato da questa categoria. La cosa curiosa è che quando la terza categoria usufruisce dei servizi della seconda quasi mai pretende il regolare pagamento di tutte le tasse, anzi molto spesso l’evasione viene addirittura favoreggiata.

Domani vado a vedere Saviano che sta qui a New York per presentare il suo libro. Sono molto emozionato e non vedo l’ora di stringere la mano ad un Italiano da rispettare e da prendere come esempio.

Questo commento merita di essere letto. Ringrazio chi lo ha postato.

UPDATE:
Qualcuno ha avuto il tempo e la geniale idea di scaricare diversa roba per poi metterla su emule. Adesso censurate se siete capaci!
Basta aprire EMule e cercare la parola p-2005.txt
P.S. Se usate Windows attenti ai virus!

Il piacere di pagare le tasse

Saturday, February 9th, 2008

La pressione fiscale Americana non è così bassa come mi aspettavo.
Fin’ora ho avuto circa il 30% di trattenute, ma se a queste si aggiungono i soldi che la ditta spende per farmi avere la possibilità di usare un ospedale (!!!) questa cifra arriva al 40%. Ok i benefit non li pago io quindi non possono essere considerati tasse… sta di fatto però che la ditta spende 40 dollari ogni 100 per mantermi come dipendente. All’incirca come in Italia. Anzi! Se si considerano i dipendenti come vanno di moda attualmente in Italia (quelli con contratto mese per mese) credo che la pressione sia addirittura inferiore in Italia che in America.
Io credo che in Italia i contratti dovrebbero essere tutti a scadenza massimo annuale, compresi quelli statali.
Fossi io al governo farei per prima cosa questa legge: “Tutti i contratti di lavoro, nessuno escluso, hanno scadenza annuale”. Cambierebbe il paese nel giro di una settimana. Ma questa è un’altra storia… stavamo parlando di tasse.
Pagarle qui è un piacere perchè durante l’anno, in genere, tutti pagano le tasse più del dovuto e alla fine quando fai la dichiarazione l’IRS (quelli che ti fanno il mazzo se non paghi) ti mandano indietro un assegno!!!
A fine anno ti ritrovi un bel pò di soldi in più senza sapere il perchè…
E non è tutto. Si fa comodamente online!!! Io ci ho messo mezz’ora. Ieri notte ho inoltrato le richieste federali e statali, stamattina mi hanno comunicato che le richieste sono state accettate e che tra 9 e 14 giorni i soldi saranno accreditati sulla banca da me specificata.
Si lo so anche in Italia si potrebbero compilare online ma fatemi il piacere di non paragonare la seta con la merda… La parola “online” in Italia non vuol dire nulla… L’esempio di italia.it è lampante

Aggiornamento del 2 Febbraio 2009:
La mia valutazione era falsata dal fatto che non avevo lavorato per tutto l’anno in America. Nell’anno 2008 le trattenute sono state pari al 16.6%