Stamattina, giornata di sole, cammino lungo la strada verso la metro.
Non so come dall'iPhone salta fuori "The National Anthem" - un vecchio pezzo dei Radiohead - proprio nello stesso momento in cui dal portone sgangherato di un palazzo che fa angolo salta fuori una ragazza del sud est asiatico tutta vestita di nero, occhiali neri, passo felpato. Ideale la colonna sonora per un incontro così misterioso e fugace.
All'ingresso della metro sopraelevata una fila bestiale per prendere i biglietti. Il motivo per cui molti abbonamenti scadono tutti lo stesso giorno è un mistero paragonabile al movente dell'assassinio di JFK o alla vera identità di Dan Cooper. Cosa insolita, c'erano tre guardie armate ai lati delle macchinette nonostante non stessero estraendo gli incassi, circostanza che ne avrebbe invece richiesta soltanto una.
Va beh, salgo sul treno facendo a cazzotti con le porte scorrevoli, che si sono chiuse all'improvviso senza darmi il tempo di indietreggiare o entrare in carrozza. Dietro di me altri due forzano la riapertura con le mani e salgono al volo. Un terzo ritardatario invece non ce la fa. Lo vedo scomparire verso destra mentre con lo sguardo verso il cielo impreca senza dire niente. (Ma come può esistere una lingua che non contempla le bestemmie?!?)
Mi siedo, scorre qualche canzone, cambio linea. I riflessi del sole della linea 7 si rincorrono tra i sedili poco affollati. Davanti a me una signora anziana mi fissa immobile. Ma mi sta fissando oppure dorme? Impossibile stabilirlo perchè ha anche lei gli occhiali da sole.
Ecco che verso Five Pointz entrano in lista di nuovo i Radiohead. Ma che c'ha stamattina l'iphone?
Il secondo pezzo della mattinata dovevo averlo sentito già altre volte e mi doveva anche essere piaciuto perchè l'ho marcato 4 stelle, eppure me lo ricordavo a malapena.
Il treno si inclina per entrare sotto il fiume, e mentre il sole timidamente scompare per lasciar entrare la 7 nell'oblio degli abissi "Let Down" mi rapisce completamente. Sono quasi commosso, al punto che ho saltato la mia fermata e sono arrivato al capolinea (Times Square).
Ascoltatela la canzone - questa si, piuttosto che quella di prima - perchè credo descriva meglio di un milione di parole certi momenti di una fase di vita incredibile, inaspettata e dai risvolti imprevedibili. In altre parole, credo descriva bene una grossa fetta della mia New York.
Ciao!