Posts Tagged ‘subway’

La Metropolitana di New York in cifre

giovedì, gennaio 12th, 2012

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- 468 Stazioni (35 in meno rispetto al totale delle stazioni di tutte le altre metropolitane d'America)
- 1350 Km di binari
- 6356 Carrozze (Trenitalia ne ha 7476 in tutta Italia)
- 1.604 miliardi di passeggeri nel 2009 (seconda solo a Tokyo, Mosca e Seul)
- 5.2 milioni di passeggeri al giorno nel 2010
- 180 mila passeggeri al giorno solo a Times Sq-42 St, 150 mila a Grand Central-42 St
- 61 Km di tratta percorribili dal Bronx fino al Queens
- 3100 Agenti di Polizia (2500 NYPD Transit Bureau + 600 MTA Police)
- 1 aggressione ogni 920.000 passeggeri  (anno 2010)
- 1 furto ogni 85.000 passeggeri (anno 2010)

quasi dimenticavo: aperta 24 ore al giorno per 365 giorni all'anno

L’Italia è un’altra cosa

mercoledì, dicembre 7th, 2011

Oggi - come succede raramente - ho fatto un paio di fermate di metro per raggiungere il posto in cui dovevo andare a pranzo. Al ritorno dal pranzo ero alla stazione della 59esima strada. Una stazione di quelle grosse in cui in un giorno credo transitino almeno 100.000 persone... se non di più.
Non so perchè ma stavo aspettavo il treno sbagliato (uptown) quando mi accorgo che a pochi metri da me c'era un ex collega (Americano) che non vedevo da un annetto. Questo collega qui è stato anche un amico oltre che un collega. Per capirci,  è stato lui che mi ha mostrato quella New York che non trovate nelle guide turistiche. La New York noir... quella per molti, ma non per tutti. Insomma un compagno di avventure, di merende.  L'unico con cui avessi stretto un rapporto in qualche maniera Italico.

Io l'ho visto e gli ho fatto uno scherzo: "mani in alto!" mettendogli il telefono sulla schiena come fosse una pistola. Lui ha riso... come stai come non stai... il tempo di dire quattro parole e arriva il treno che lui stava aspettando che era veramente uptown e quindi diverso dal mio.
La cosa che mi ha stupito (ma che in fondo qui è normalissima) è che nonostante non ci vedessimo da un anno e avremmo avuto 1000 cose da raccontarci lui ha preferito salire sul treno e quindi tagliare a corto piuttosto che aspettare altri 3 minuti.

La gente qua è così... la vita è così! Non c'è niente da fare. La velocità dei rapporti umani ricalca quella degli spostamenti e degli impegni. Ci si conosce si... ma fino ad un certo punto. L'Italia in questo è tutta un'altra cosa.

Any Colour You Like

martedì, novembre 15th, 2011

All'andata verso il corso di Cinese avevo in mano il libro di testo e un anziano signore di Taiwan se n'è accorto. Apriti cielo: a voce altissima si è messo a farmi riperizioni si pronuncia. Voleva anche che leggessi direttamente dal Cinese (si... magari tra 20 anni!). Era molto orgoglioso e incuriosito dal fatto che stessi studiando la sua lingua. Vive qui da 43 anni ma ancora ha un accento fortissimo e, come molti altri Cinesi, si potrebbe facilmente confondere con uno che invece è arrivato da 3 mesi.

Al ritorno ero salito sulla N ad Herlad Square sulla N. All'ingresso della metro un femminone di quelli che fanno girare la processione.

Il gruppo che ho ascoltato il numero maggiore di volte sono probabilmente i Pink Floyd. Musica intramontabile. Gente avanti. Anzi oltre...
Ascoltavo per caso"Us and them" quando alla 49esima sale e si siede davanti a me una compagna di corso che evidentemente stava facendo una connection. Lei è una sognora Sud Africana e come succede per il Cinese dopo 30 anni ancora non ha perso il suo distinto e nettissimo accento British. Appena mi vede le faccio: "That's quite a coincidence, isn't it?" con un fare volutamente Lord. Lei ha risposto sorrodendo: "Indeed!"
Quando mi succedono cose che capitano una volta su mille mi fermo sempre a pensare...

L'iphone ora suona "Any Colour You Like". Che città psichedelica ragazzi... Indeed!

Ciao

Sent from my iPhone

Incredibile, inaspettata e dai risvolti imprevedibili

mercoledì, luglio 6th, 2011

Stamattina, giornata di sole, cammino lungo la strada verso la metro.

Non so come dall'iPhone salta fuori "The National Anthem" - un vecchio pezzo dei Radiohead - proprio nello stesso momento in cui dal portone sgangherato di un palazzo che fa angolo salta fuori una ragazza del sud est asiatico tutta vestita di nero, occhiali neri, passo felpato. Ideale la colonna sonora per un incontro così misterioso e fugace.

All'ingresso della metro sopraelevata una fila bestiale per prendere i biglietti. Il motivo per cui molti abbonamenti scadono tutti lo stesso giorno è un mistero paragonabile al movente dell'assassinio di JFK o alla vera identità di Dan Cooper. Cosa insolita, c'erano tre guardie armate ai lati delle macchinette nonostante non stessero estraendo gli incassi, circostanza che ne avrebbe invece richiesta soltanto una.

Va beh, salgo sul treno facendo a cazzotti con le porte scorrevoli, che si sono chiuse all'improvviso senza darmi il tempo di indietreggiare o entrare in carrozza. Dietro di me altri due forzano la riapertura con le mani e salgono al volo. Un terzo ritardatario invece non ce la fa. Lo vedo scomparire verso destra mentre con lo sguardo verso il cielo impreca senza dire niente. (Ma come può esistere una lingua che non contempla le bestemmie?!?)

Mi siedo, scorre qualche canzone, cambio linea. I riflessi del sole della linea 7 si rincorrono tra i sedili poco affollati. Davanti a me una signora anziana mi fissa immobile. Ma mi sta fissando oppure dorme? Impossibile stabilirlo perchè ha anche lei gli occhiali da sole.
Ecco che verso Five Pointz entrano in lista di nuovo i Radiohead. Ma che c'ha stamattina l'iphone?
Il secondo pezzo della mattinata dovevo averlo sentito già altre volte e mi doveva anche essere piaciuto perchè l'ho marcato 4 stelle, eppure me lo ricordavo a malapena.

Il treno si inclina per entrare sotto il fiume, e mentre il sole timidamente scompare per lasciar entrare la 7 nell'oblio degli abissi "Let Down" mi rapisce completamente. Sono quasi commosso, al punto che ho saltato la mia fermata e sono arrivato al capolinea (Times Square).

Ascoltatela la canzone - questa si, piuttosto che quella di prima - perchè credo descriva meglio di un milione di parole certi momenti di una fase di vita incredibile, inaspettata e dai risvolti imprevedibili. In altre parole, credo descriva bene una grossa fetta della mia New York.

Ciao!

Scene di vita e di morte nella metropolitana di New York

domenica, maggio 22nd, 2011

Scendo dal trendo per prenderne un altro quando proprio in mezzo ad uno degli enormi corridoi del piano principale della stazione di Herald Square noto un movimento strano di divise. Mi avvicino e metto subito a fuoco la situazione: due equipaggi della FDNY stavano tentando di resuscitare una persona.
Uno dei tecnici era accovacciato dietro la testa (riversa verso l'alto) del malcapitato e attraverso la bocca controllava costantemente l'accesso alle vie respiratorie, un altro si occupava di pompare aria con un palline ambu, un altro ancora faceva il massaggio cardiaco intervallandosi ad intervalli regolari con le insufflazioni dell'aria. Altri tre tecnici erano in piedi, uno con una cartella in mano, due guardavano senza fare niente. Tutto in torno numerosi borsoni pieni di strumenti, boccettine, siringhe e macchinari.

(continua...)

John Conn e la metropolitana di New York nei primi anni ’80

lunedì, luglio 12th, 2010

In un mercatino del Queens mi sono imbattuto su una serie di foto in bianco e nero sulla metropolitana di New York che avevo già visto in giro da qualche anno.
Sono gli scatti di John Conn, parte della collezione permanente del Museum of New York City, un lavoro che come pochi altri documenta lo stato di decadenza della metropolitana (e quindi dell'intera città) durante quegli anni terribili ma anche affascinanti.

Bomba o non bomba

lunedì, aprile 12th, 2010

Aridaiie..... insomma devono mettere a tutti i costi sta cazzo di bomba dentro la metropolitana di New York: ci hanno provaro prima a Herald Square, poi a Bryant Park, infine l'ultimo piano che salta fuori è quello di Time Square e Grand Central.

Pare che sti tipi di Flushing nel Queens (tu pensa!) volessero prendere di mira la linea 1, 2, 3 e anche la 6 mettendosi al centro dei vagoni più affollati in modo da creare il massimo numero di vittime possibile.
Sono posti e linee che frequento quotidianamente (oggi sono stato passato 2 volte a Grand Central e sono stato 2 ore fermo sopra la stazione di Time Square) ma nonostante ciò non ho paura.

Ogni giorno entrano in metro 4.5 milioni di persone. Quante ne rimarrebbero coinvolte in un attentato? Mettiamo anche fossero 500 (improbabile) sarebbe circa una possibilità su 10.000. Si può rischiare dai... La verità è che ste bombe hanno più un effetto psicologico che altro.

Il pericolo che mi fa paura è piuttosto il caos: il panico che ne deriverebbe, la gente che assalta i supermercati o l'acqua che non esce più dai rubinetti. Mi fa paura pensare di dover rimanere anche solo 3 o 4 giorni in una situazione a corto di viveri, senza nessuna legalità, senza energia elettrica, notizie o possibilità di evacuare la zona.

Pozza i bbè!

Percussioni a Union Square

sabato, marzo 27th, 2010

Only in New York

Il curvone della linea gialla

mercoledì, dicembre 9th, 2009

Vedrete che questo post qui diventerà famoso, è  un pezzo che lo voglio scrivere ma poi me ne dimentico sempre.

Capita qualche volta che la linea gialla della metro arrivando verso Manhattan alla stazione di Queensboro Plaza effettui il curvone sopraelevato a piena velocità. Si tratta di una curva secca di novanta gradi lungo un binario in discesa. Il treno accelera sempre di più e quando il macchinista si trova da un bel pezzo ormai nella parte rettilinea la coda dello stesso sta ancora in piena curva creando una sorta di effetto frusta.
Quando questo accade (credo una volta su quattro) nell'ultimo vagone si ha la sensazione di deragliare! Non capisco se effettivamente sono le ruote a sollevarsi dai binari o se invece sono solo le sospensioni che raggiungono un fine corsa. I passeggeri (gente del posto, esperta, che ne ha viste di tutti i colori per decenni) ogni volta si spaventa. Qualcuno grida.
Vedrai che prima o poi il vagone cappotta e rotola giù lungo la vecchissima sovrastruttura ormai arrugginita che lo sostiene a circa 3o metri da terra e succede un bel casino tipo il ponte delle twin cities nel 2007.

E' il punto più spaventoso di tutta la rete. Provare per credere.

New York il paesino

sabato, maggio 23rd, 2009

Pare incredibile anche a me eppure in un solo viaggio da Astoria a Fulton Street ho incontrato casualmente non una ma due persone che conosco.
4.5 milioni di utenti al giorno. Mah


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