Posts Tagged ‘sogni’

Bisogna che cambio argomenti

lunedì, maggio 2nd, 2011

Ero di notte con lo scooter per le strade del mio paese quando incontro un giovane che si è fatto prete che andava in bicicletta. Lo vedo abbastanza sconsolato e così al semaforo mi offro di trainarlo col braccio. Mentre percorriamo le strade deserte mi spiega che il giorno prima dei banditi gli avevano rapitano la macchina. Alquanto insolito il metodo utilizzato: innanzitutto i malintenzionati avevano urtato la sua automobile parcheggiata per poi chiamare i Carabinieri. Una volta andati via questi ultimi, accertato chi ci fosse in zona e accertato quanto tempo le forze dell'ordine impiegavano per intervenire, i banditi avevano spianato le armi per rapinare il povero prete della sua automobile (oltre che per commettere altre vigliaccherie).

Saluto il prete e torno a casa mia. Entro, e chi trovo in casa? I due banditi! Ero sicuro al 100% che fossero proprio loro. Nasce una collutazione ed incredibilmente riesco ad avere la meglio così li ammanetto schiena contro schiena. Scendo in strada e li faccio accomodare dentro la loro macchina per poi chiamare i Carabinieri di Martinsicuro.
Al telefono la conversazione col centralinista è lunga e dura: ma cosa è successo, ma non puoi fare da solo (?!?), e non ci sono pattuglie disponibili... un casino insomma. Io insisto di brutto: ma guardate che ho two under! pardon due in custodia!... Alla fine arriva una Fiat Uno col lampeggiante sopra. Scendono due Carabinieri: uno è il mitico brigadiere che ha fatto la multa praticamente a tutto il paese, l'altro è uno nuovo, un mio ex compagno delle medie... tale "Andrea Lu Cinese".

Li saluto e spiego la situazione. Mi cominciano a fare un sacco di domande inutili sul perchè e sul per come. Il tempo passa ma nessuno si è degnato di dare uno sguardo ai due prigionieri.
Ad un certo punto, mentre parliamo, la portiera si apre e scende uno dei due banditi che evidentemente deve essersi slegato. In un primo momento penso: ma come ho potuto evitare di perquisirli prima di metterli in macchina?!? Che non lo sapevo che le chiavi delle manette sono tutte uguali? Bastava che ne avessero avuta in tasca e avrebbero avuto tutto il tempo di slegarsi!...

Ma non c'è molto tempo per pensare perchè il tipo senza parlare ci ha rivolto contro una lunga e sottilissima rivoltella.
Io mi faccio di lato mentre il brigadiere gli si fa sotto con calma dicendo qualcosa tipo: "Ma lascia stare, non fare fesserie che tanto in galera non ci va più nessuno...". Io però sto quasi per scattare e cominciare a correre pensando che è difficile venire colpiti da una rivoltella impugnata con una mano sola se si è a più di 15 metri di distanza. Poi però finalmente mi sveglio ed è anche andata bene perchè sono già le 6.45.

Però è sempre New York City

martedì, marzo 1st, 2011

La sera torno a casa e c'è una cabina del telefono con a fianco il display del montepremi della lotteria. Segna sempre tra 60 e 100 milioni di dollari e ogni volta che ci passo mi chiedo cosa farei se vincessi tutti quei soldi.

Farei pressappoco così:
1) Andrei da un avvocato per farmi fare la carta verde. Anzi, con tutti quei soldi voglio direttamente la cittadinaza. Si può... si può... chiamo Obama e gli faccio: Barak, eccoti 10 cartoni per diventare cittadino. Secondo me co sti chiari di luna ci fanno per anche meno
2) Se non l'hanno ancora venduto, con quarantacinque milioni mi comprerei il superattico del One Madison Park. Che palazzo ragazzi... ci passavo sotto proprio stasera. Bellissimo... Se poi per caso lo avesse già comprato qualche sceicco lo ricompro da lui e ci butto sopra altri 10 milioni per lo scomodo.  Cosa non si potrebbe ottenere con 10 milioni, del resto?
3) 10+10+45=65 per cui avanzerebbero 35 milioni di dollari. Fosse stato un 5-10 anni fa avrei organizzato bunga-bunga per il resto dell'eternità, ma oggi non più... oggi giuro che darei tutto il resto in beneficenza per essere sicuro di rimanere a zero.
E si perchè così sei invogliato a fare qualcosa, a tornare a migliorarti, a tenerti attivo. Ti trovi un lavoretto e la mattina prendi l'ascensore in sala da pranzo scendendo dritto nel parco. Ti prendi un hamburgerino da Shakeshack... anzi no! Ci vai a lavorare da Shake Shack. Tu pensa... la gente ti chiede: dove abiti? E tu: nel superattico!... puntando il dito in alto. Io lo farei seriamente.

Ora, escludendo quella della carta verde, non gioco nessuna lotteria per cui di sicuro non vincerò mai. E così con soli 16 dollari mi sono voluto permettere il lusso di andare da Eataly e prendere un paio d'etti di un bel prosciuttino di parma stagionato 18 mesi assieme ad una pagnotta di pane toscano.
I salumieri di Eataly tagliano il salame con la pazienza e la dedizione di un neurochirurgo, lo incartano con la stessa cura di un maestro giapponese di origami e te lo fanno pagare con gli stessi prezzi di un orefice.

Stasera, mentre guardavo il film di Christian Bale, mi sono mangiato mezza pagnotta con a seguire due bei Daifuku freschi freschi. Certo non è il superattico... però è sempre New York City. Il bello consiste proprio nell'accontentarsi

Ciao

Martinsicuro Beach Club – NEW YORK

sabato, giugno 12th, 2010

A Steinway Street, invece che la solita distesa di negozietti poveri di Astoria c'era incredibilmente un bellissimo lungomare in stile Europeo e dalla parte opposta a Manhattan si estendeva prima una lunga striscia di sabbia chiara, poi il mare.

Saranno state le venti di una sera d'estate e passeggiavo lungo questo improbabile lungomare. Poca gente in giro, ampi spazi, molta luce e aria frizzante. Ad un certo punto noto un casottino di legno. Era ancora mezzo verniciato e mezzo no ma avevano già montanto l'insegna che diceva in caratteri simil-ellenici "Martinsicuro Beach Club" e sotto in maiuscolo "NEW YORK".

"Porca puttana!", ho pensato. Che bella idea... Un bel barettino sulla spiaggia per tutti i ragazzi di Martinsicuro che vivono a New York... è  geniale. Ed ecco che in quel momento proprio davanti al bar noto che c'erano già alcuni  ragazzi. Erano molto più giovano di me e quindi non li conoscevo nemmeno di vista ma nonostante ciò era certo che fossero di Martinsicuro.
"Bello il bar eh?... Sapete quando apre?" Chiedo direttamente in Italiano. E loro: "No, non lo sappiamo ma manca poco, lo apre Matteo Bianchini"

Matteo Bianchini?!? Mi sta bene il mare nel Queens, mi sta bene il baretto... ma che sia pure di Bianchini era troppo così mi sono reso conto che era tutta una cazzata e, con un pò di nostaglia, mi sono svegliato. Ci sono rimasto male che fosse solo un sogno perchè una bella spiaggetta poco affollata e soprattutto un piccolo baretto Martinsicurese ci stavano proprio bene nel Queens  (magari non di Bianchini però... meglio farlo fare a Francesco Yastà!)

L’oceano in una stanza

martedì, dicembre 1st, 2009

Non ricordo bene dove o come mai ma mi trovo in strada, ed apro una porta per poi entrare in una grossa stanza.
Nella stanza è sera, quasi notte, e dentro c'è una spiaggia enorme!
Il mare non è ancora in tempesta ma è minaccioso e molto molto scuro. La sabbia sotto i piedi quasi nera.

Mi guardo intorno pensando come sia possibile avere una spiaggia intera in una stanza. Poi noto un rumore, un rombo cupissimo.
Non è il mare, ma allora cos'è? Viene da sopra e allora rivolgo lo sguardo al cielo, anzi, al tetto di quella stanza incredibile.
Per via del buio il tetto non è visibile, ma si intravede un enorme, gigantesco, mastodontico ventilatore che aspira aria verso l'alto.

A quel punto mi spavento: solo in una stanza su una spiaggia di sabbia nera, col mare quasi in burrasca e con sto ventilatore sopra la testa che non vedo ma che fa un rumore angoscioso, una specie di ululato spettrale.
Mi spavento così tanto da svegliarmi. Sono le sei e trenta del mattino e dormo appena da tre ore.
E' ufficiale ormai: dormo poco. E male. Devo fare più sport.

Benvenuto a New York.

Un sogno

lunedì, agosto 18th, 2008

Mi trovavo in una stanza con una grossa vecchia vetrata a quadretti, tipo loft. Dall'altra parte del vetro un terrazzino, sotto una grossa avenue e dietro la linea inconfondibile dei palazzi di manhattan.
Sul terrazzino sei o sette ebrei ortodossi con barba e cappelli circondavano minacciosamente un indiano nel pieno di una accesa discussione che io, dietro la vetrata, non potevo sentire.
Ad un certo punto l'indiano, evidentemente esasperato, estrae una pistola automatica e scarrella, il cane si arma. Punta la pistola verso uno degli ebrei, poi verso un'altro, poi verso un'altro ancora minacciando si sparare.
Questi però, incredibilmente, non sembrano affatto spaventati dalla pistola e io, ancora più incredibilmente, nemmeno. Sto infatti a pochi metri dal vetro a guardare incuriosito come fosse stato un film alla TV. Eppure come io vedo loro sicuamente loro devono vedere me! Ma in quel momento non importa.
Non importa fino a quando l'indiano alza le braccia al cielo e giaratosi proprio verso di me grida in Inglese: "e voi che aspettate a chiamare la Polizia?!?!?" al plurale. Io però ero sicuro di essere solo.
In ogni caso all'improvviso mi rendo conto della follia di quella situazione. In un secondo raggiungo l'Iphone nella tasca posteriore sinistra e freneticamente cerco di sbloccarlo per chiamare il 911. L'operatrice risponde... le spiego quello che stava succedendo e pur non sapendo bene dove mi trovavo ancora prima di mettere giù sento le sirene della polizia. Quattro o cinque poliziotti irrompono a calci nella stanza.
Io mi giro verso la vetrata per indicare loro gli ebrei, l'indiano e la pistola ma la terrazza è vuota. Invano gli agenti cercano i fuggitivi, svaniti chissà come e chissà dove. Rimango un poco a spiegarmi con un detective, ma la luce del giorno mi sveglia.

Era il mio primo sogno ambientato in America. Come inizio non c'è male.


FireStats icon Powered by FireStats