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Sanità Americana: questi ti fanno il mazzo (di fatture)

sabato, dicembre 17th, 2011

Gli ospedali Americani forniscono generalmente un servizio eccellente: tutto nuovo, tutto pulito, nessuna attesa, massima professionalità. E' difficile fare il paragone con la sanità Italiana perchè effettivamente qui lo standard è superiore

PERO'

ecco il mazzo di fatture e documenti con cui un mio collega si trova a districarsi dopo che suo figlio di è rotto un braccio.

Stiamo parlando di una ottima assicurazione - di quelle tra le più conosciute - e nonostante ciò la somma delle spese ammonta a circa 2000 dollari per il paziente e a dieci volte tanto per l'assicurazione stessa.
Mi dice il collega che adesso è tutto un turbinio di telefonate, solleciti e bollettini da pagare. Immaginatevi che succede se uno si rompe il braccio senza avere nessuna copertura!

Cose 'i pacci...

Il Paziente Italiano

giovedì, aprile 21st, 2011

La vicenda di Claudio Messora (Byoblu) che si trova in Ospedale a Milano e non riesce a farsi fare una risonanza magnetica urgente mi ha fatto ripensare a quando io qui ottenni di fare lo stesso esame seduta stante oltretutto per una questione del tutto banale.

Messora è un blogger free-lance che qui probabilmente non avrebbe avuto nessuna copertura sanitaria. Se la sua sventura gli fosse capitata a New York la risonanza la avrebbe avuta il giorno stesso in cui si sarebbe ricoverato (e probabilmente anche l'intervento) ma credo che il tutto gli sarebbe costato almeno 30 o 40 mila euro.

Messora lamenta inoltre scarsa comunicazione del personale medico misto ad una sorta di apatia e distacco nei confronti del paziente. Non si deve mai generalizzare eppure io riconosco nella sua testimonianza la mia personale esperienza coi medici Italiani che, una avuto modo di fare il confronto con quelli Americani, mi sembrano essere molto meno accomodanti ed accessibili di quanto invece dovrebbero.

La domanda quindi nasce spontanea: è meglio il sistema Americano in cui la sanità privata è iper efficiente ma che a volte costa cara (al punto di rovinarti) oppure quello Italiano in cui i servizi pubblici sono un pò "così così" ma pur sempre praticamente gratuiti?
La mia risposta è semplice: meglio quelli Europei (UK, Francia, Germania... no Italia) che sono al tempo stesso pubblici ed anche efficienti.

Un saluto a Claudio Messora con i miei migliori auguri di pronta guarigione.

Tornato a casa. Anzi no, tornato e basta…

martedì, aprile 19th, 2011

Il dentista nel furgoncino

 

Sono qui sdraiato sul divano da circa 6 ore che faccio di tutto per evitare di addormentarmi fuori orario. Ho la casa che è un bordello e la valigia ancora da disfare ma non ho nessuna voglia di muovere un dito al punto che mi sono alzato per andare a pisciare solo quando è diventato improrogabile farlo.

Sta cosa che ogni volta all'aeroporto devo spiegare chi sono e cosa faccio mi rompe il cazzo in una maniera difficile da comprendere. Atterri e ti senti finalmente arrivato a casa, ma poi la prima persona che incontri ti ricorda  le cose come stanno e cioè che in realtà sei solo  un ospite. Non che siano scortesi eh... perlomeno non lo sono mai stati con me. E' piuttosto la situazione stessa che mi deprime perchè conferma il fatto di non avere più una casa e ribadisce lo status di "straniero in patria" qualunque sia il punto di vista da cui si volesse osservare la propria situazione.

Certo, se tra dieci giorni vincessi la lotteria cambierebbe tutto eh...  sul blog ci sarebbero festeggiamenti ad oltranza. Poi, oltre al coast to coast in bicicletta, avrei in mente cose tipo far fare i fuochi d'artificio a Martinsicuro (in mia assenza) oppure distribuire banconote vere a Times Square per ringraziare gli Americani dell'ospitalità. In alternativa potrei far scrivere qualcosa sui cieli di Manhattan col fumo degli aerei, oppure fare un annuncio a pagamento sul NYT. Magari porco zio!

Io vorrei rimanere perchè mi sento a mio agio e perchè credo che a questa età ed in questo momento storico New York City sia di gran lunga il posto migliore in assoluto per vivere. Eppure non è certo il paradiso terrestre eh...
Ad esempio guardate la foto che ho scattato oggi ad Astoria. Siccome ci sta un fottio di gente che non si può più permettere di andare dal dentista allora il dentista va direttamente davanti casa loro. Con un furgone!!!
Oppure senti sta storia qua.
Qualche settimana fa una ragazza stava sciando con amici in Colorado. Ad un certo punto uno le è andato addosso e lei ha battuto violentemente la testa al punto di svenire. Si è svegliata circondata dai soccorritori che l'hanno caricata e portata in ambulanza all'ospedale. Siccome ha vomitato i medici hanno temuto un trauma cranico e così le hanno fatto tutte le analisi diagnostiche del caso. Per fortuna nulla di grave e tutto si è risolto in un bernoccolo. Nessuna cura necessaria oltre al riposo.
Oggi però le è arrivato il conto: 18.000 dollari. E se veramente avesse avuto bisogno di un qualche cosa di neurologico? Le sarebbe certamente partita la casa.
Ma l'assicurazione ce l'ha? Si ce l'ha, ma non si sa se e quanto paga perchè lei è una studentessa di Taiwan e le assicurazioni in questi casi sono diverse, limitate e piene di rider policies (cioè di inculate). In ogni caso i soldi li dovrà improntare tutti lei poi si vedrà come va a finire.
Insomma, a parte gli aspetti potenzialmente negativi (come la sanità) io qui mi trovo bene e mi piacerebbe poter chiamare questo posto "casa". Per ora non posso.

Adesso vi saluto che ho un altro compito improrogabile da espletare.

Ciao!

Aria di casa

lunedì, novembre 29th, 2010

Allora senti le ultimissime dal fronte della sanità Americana: una ragazza fa la cameriera e quindi non ha un cazzo di assicurazione sanitaria (o quasi). Mentre a casa pulisce il bagno scivola e batte rovinosamente la faccia per terra. Va al pronto soccorso e le danno una medicata ma non avendo nessuna copertura non le fanno neanche una lastra. Il medico la avverte: il naso è certamente fratturato e serve un intervento entro massimo 7 giorni altrimenti rimarrà storto. Lei ovviamente non ha ventimila dollari da spendere e quindi se lo terrà così. Per sempre.
Un'altra ragazza fa la studentessa quindi niente assicurazione nemmeno lei. Il suo cagnolino giocando le da un morso sulla caviglia e al pronto soccorso le applicano 3 punti di sutura. Dopo una settimana arriva a casa il conto: 1970 dollari senza passare dal via. Dai moooooo!

Comunque, messe da parte queste imperfezioni del sistema l'America mi piace. Anzi no rettifico: mi piace New York City. Mi sento proprio di qui. Lo so che è strano: lo è anche per me... ma che vi devo dire? Arrivo dopo tre o quattro giorni di assenza e nel ritrovare le strade affollate, i negozi uno sopra l'altro, l'odore della metropolitana, la moltitudine e la diversità delle persone mi sento a casa.
E' un posto duro eh... per molti versi disumano, però una volta che ti entra dentro non riesci più a liberartene. Insomma sono nel bel mezzo di un grosso casino. Nel centro del guado. Che periodo ragazzi...

Va  beh. Buona notte a tutti. Domani si ricomincia

Ciao!

America: consigli per i visitatori

mercoledì, novembre 17th, 2010

Oggi mi hanno avvisato che amici di amici di famiglia si trovano in visita a New York e uno di loro a causa si un malore è stato operato d'urgenza. Al quanto pare hanno già pagato 35.000 euro di parcella e non è chiaro se l'assicurazione del viaggio li risarcirà oppure no.

Tempo fa sentii la storia una signora che era qui per visitare la figlia e cadendo si ruppe il polso: l'intervento le costò più o meno la stessa cifra.

Morale della favola: non venite mai, mai, mai e poi mai in America senza assicurazione sanitaria. Ma che sia una assicurazione bella tosta non una qualsiasi perchè altrimenti basta che un ubriaco vi da un pugno in faccia e siete rovinati.

Per il resto consiglio la Lonely Planet. Buon viaggio!

Medicare for ALL

martedì, agosto 3rd, 2010

L'altro giorno davanti alla libreria pubblica di Manhattan c'era un gruppo di signore di una certa età che manifestavano chiedendo assistenza sanitaria universale. Senza ma e senza se: assistenza per tutti punto e basta.
Quello che ovunque è un concetto scontato qui è per alcuni una chimera, per altri una bestemmia.

C'è da ammettere che quando Nixon prometteva agli Americani l'assistenza sanitaria che si meritavano (e cioè la migliore al mondo) aveva ragione. In effetti gli Americani hanno ottenuto l'assistenza migliore che ci sia! Quelli che se la meritano però... mica tutti gli Americani!

La questione del ginocchio ha avuto degli sviluppi.

Pochi giorni dopo aver fatto la risonanza magnetica mi è arrivata una lettera da una azienda a me sconosciuta che, incaricata dalla mia assicurazione, mi ha autorizzato a fare la risonanza che avevo già fatto! Pazzesco.
Dopo un pò mi chiama il super-chirurgo e mi fa: "De Carolis... mo soccmel! hai una ciste grande quanto una pallina da ping pong dentro al ginocchio! Bisogna assolutamente che mettiamo mano ai ferri per tirarla via".
Mi faccio dare il codice dell'intervento per dirlo all'assicurazione. Telefono, premi uno, premi cinque, premi cancelletto... parli con l'operatrice... spieghi tutto e lei ti fa: "Al momento non abbiamo ragione di negare il rimborso delle spese per questo intervento". Capito il concetto? L'assicurazione non dice di SI... dice solo "Per ora non diciamo di NO"!

Siccome io coi medici sono molto sfortunato nel senso che nonostante tutti gli sforzi non sono mai riusciti a risolvere UN CAZZO DI NIENTE tra i vari problemi che ho avuto finora, prima di procedere con un intervento compesso (vivo da solo) e pontenzialmente disastroso dal punto di vista finanziario ho mandato le carte ad un altro dottore in Italia per assicurarmi che almeno possa servire a qualcosa.

Mai mettere due dottori a confronto perchè inevitabilmente le diagnosi e le cure saranno diverse, ed infatti il secondo dice che probabilmente facendo l'intervento non si risolve nulla e che il dolore mi rimane. Dice anche che le cisti le abbiamo tutti e che se non è indispensabile non vale la pena di rimuoverle.

In Italia mi operai per un'altra cosa e non solo non ho risolto il problema ma ne ho creati di altri anche peggiori. Insomma non so che fare e non so di chi fidarmi... Ad Agosto si vedrà.

La società Americana e gli Ospedali a cinque stelle

giovedì, luglio 15th, 2010

La società Americana è organizzata in caste. Lo è sempre stata e purtroppo lo è ancora.
Su questo argomento tornerò ancora perchè lo trovo uno spunto interessante. Oggi però vi voglio parlare della casta più fortunata e nella fattispecie degli Ospedali a cinque stelle.

Iniziamo col dire che non è il caso neanche di fare il paragone con gli Ospedali Italiani perchè anche volendo considerare i casi migliori vi giuro che non c'è partita, siamo a due livelli diversi. Qui sembra di stare in un film: tutto nuovo, tutto perfetto, tutto efficente. Soltanto consideranto l'impatto visivo il confronto coi nostri è duro e non lascia mezze misure: sembra di passare dal primo al terzo mondo.

Sui muri scritti nell'albo d'oro i nomi dei primari di tutta la storia dell'ospedale. Vetrine con le spiegazioni di tutta la ricerca e delle invenzioni del posto. Salette per la formazione dei nuovi dottori piene di giovani super luccicanti in camice bianco. Il chirurgo è sempre il chirurgo, ma il chirurgo Americano è qualcosa di socialmente imponente. Quello di New York in particolare è invece il re del mondo.

Stamattina mi sono presentato dallo specialista del ginocchio e nel giro di pochi minuti mi hanno fatto i raggi X, poi la visita. Il medico è un tipo in gamba e molto esperto. L'ambulatorio un centro spaziale. Finita la visita è stata ritenuta opportuna una risonanza magnetico nucleare. E' bastato che una delle tre segretarie alzasse il telefono per averla disponibile. Quando? Quando vuoi tu... anche subito. E così è stato: dopo venti minuti ero dentro la macchina che qui chiamano MRI.

Quando sei un paziente in America ti viene l'impressione di essere tornato un bambino perchè tutti diventano improvvisamente cortesi, cordiali, gentili e premurosi fino all'inverosimile.
Tutto bello, anzi bellissimo e fin qui la poesia. Adesso cominciano le note dolenti.

A chi sono destinate queste strutture? Semplice: a chi è assicurato con certe assicurazioni (non con tutte!). Ma chi è assicurato con queste assicurazioni? Ancora più semplice: chi ha un buon lavoro. Gli altri (e non sono pochi perchè le categorie includono tassisti, baristi, operai semplici e decine di milioni di comuni mortali come tuo figlio, tuo fratello, tuo padre e tuo cugino) devono accontentarsi di centri meno sfavillanti, o addirittura rassegnarsi a non essere curati nel caso in cui fossero disoccupati!

E se la cura diventasse inevitabile, pena gravi invalidità o addirittura la morte? In quei casi ci si vende l'automobile, la casa, si chiedono soldi agli amici oppure si accendono mutui trentennali. In America la prima causa di bancarotta di individui o famiglie sono le malattie e gli incidenti, insomma le spese sanitarie, che da sole totalizzano oltre la metà di tutti i casi.

Quella Americana è diventata più che mai una società ideata da ricchi e pensata per favorire solo i ricchi. Una plutocrazia insomma che fa del sistema sanitario (e credo anche di quello dell'educazione) un efficace sistema di preservazione dell'ordine sociale.

Non è finita.

Anche quelli come me, (i privilegiati di prima classe che possono permettersi tutto) ogni tanto posso inciampare in qualche mina vagante.
Mentre mi visitava ho chiesto al medico un suo parere: "Dottore, secondo lei il fatto che il mio incidente risale a 15 anni fa potrebbe essere un problema dal punto di vista assicurativo?" Risposta: "direi di si, le consiglio di non dire a nessuno che si è trattato di un incidente."
Capito che vuol dire? Vuol dire che soltanto oggi per visita e MRI potrei essere in debito di circa quattromila dollari. Dovrò pagare? Non si sa! Forse si e forse no. Capirlo è difficilissimo, anzi impossibile. Lo saprò tra mesi. Pensate ad uno che sta male e che deve operarsi per forza: "dovrò vendermi la casa oppure no? Potrò mandare all'università (quella buona) i miei figli oppure no?" Oltre al pensiero della malattia anche quello dei soldi.
Ovviamente in questi casi le mine sono molte di più, e possono diventare un vero e proprio campo minato perchè le assicurazioni esistono per far fare profitto agli azionisti, non per motivi benefici o umanitari.

Per concludere, credo che l'Italia sia uno dei paesi più disorganizzati, corrotti e sbandati dell'occidente. Al contrario questa qui è una nazione organizzata ed affidabile. L'Italia però (così come l'Europa) basa le sue teorie e le sue conseguenti azioni sul sacrosanto principio della solidarietà e dell'ugualianza. L'America, al contrario, è tutta incentrata sulla competizione e sull'individualismo sfrenato.

Differenze di vedute sostanziali che producono i risultati che sono sotto gli occhi di tutti.

Ospedali Americani: Zaaaac!

giovedì, luglio 8th, 2010

Una decina di anni fa feci un incidente stradale che mi costò tra le varie fratture anche una lesione al ginocchio. I medici mi dissero che non mi sarei dovuto operare nell'immediato ma che prima o poi il problema si sarebbe inevitabilmente ripresentato.
Avevano ragione: a giorni alterni (specie quando cambia il tempo!) il ginocchio mi fa sta facendo sempre più male al punto che ormai ogni tanto zoppico.

Siccome qualcuno mi ha detto che le ginocchia sono come i denti (prima le curi e meglio è) e qualcun'altro mi ha spiegato che a forza di caricare eccessivamente potrei rompere anche quello sano, e siccome di ginocchia alla fine ne ho soltanto due e non venticinque alla fine mi sono convinto a prendere provvedimenti.

Ho chiesto in giro e mi hanno consigliato un ospedalino da paura che fa solo queste cose. Vado sul sito e... zaaaac! scelgo "diventa un paziente" poi zaaaac! "scegli un medico" e infine zaaac! ed esce fuori una lista di circa 150 dottori. Porca puttana.. troppa grazia S.Antonio!  Filtro allora la ricerca con "chirurgo ortopedico - specialità ginocchio - località main campus" e la lista si ridimensiona a "soli" 31 candidati.

Puoi cliccare su ciascuno per vedere il curriculum. Si va dalla carriera universitaria alle specializzazioni, ai premi, tutto di tutto con tanto di foto rassicurante. Il problema è: come fare per scegliere un chirurgo tra una rosa di 31 che a leggere la scheda sembrano tutti candidati per il premio nobel? C'è l'imbarazzo della scelta!

Per evitare di scegliere a caso apro google e cerco: "top knee surgeons in new york city". Escono fuori diversi nomi. In particolare 4 o 5 candidati, gente famosa a livello mondiale. Uno di questi è il primario dell'ospedale che avevo scelto per cui non ho più dubbi e parto deciso: vada per il primario luminare del ginocchio.
Chiamo e mi risponde la segreteria telefonica della segretaria (ncula!) Lascio un messaggio e la segretaria mi richiama. Le spiego il problema e per poco questa non si mette a ridere... mi spiega infatti che il dottor tal dei tali non fa queste cose ma solo ginocchi artificiali! Allora (mentre mi toccavo le pelotas) le chiedo un consiglio per un altro chirugo che si abbassa a fare questi lavoretti facili che servono a me.

Salta fuori uno che è il medico ufficiale dei Nets, dei Red Bull Soccer e che in passato lo era anche dei Mets e dei Giants. Insomma uno che di ginocchia sfracassate ne deve aver viste parecchie. E' perfetto... E' lui che cercavo. Chiamo e setto un appuntamento per la prossima settimana.

Sono preoccupato? Sinceramente l'unica cosa che mi preoccupa sono le assicurazioni sanitarie. Si perchè qua (soprattutto in queste situazioni) è tutto bello, tutto efficente e tutto perfetto. L'ospedale sembra un hotel... tutto zaaac! zaaac! zaaaac! poi però quando si tratta di soldi bisogna andarci coi piedi di piombo perchè se no zaaaac!: come per incanto te lo ritrovi nel **** e a pagare cinquantamila dollari non ci metti niente.

Mi si è ammalato il medico

lunedì, novembre 3rd, 2008

La mamma di una dottoressa questa estate è venuta qui a visitare la figlia.
Ovviamente non ha pensato a farsi l' assicurazione.
Ebbene la signora è caduta e si è fratturata il polso per benino. Costo totale della medicazione circa trentamila dollari.

Adesso è venuta a trovarmi Marina la dottoressa (dopo appena 2 mesi dal rientro a Napoli già torna in vacanza a New York!).
Sta qui da me e oggi si è ammalata.

Speriamo le passi subito altrimenti mi tocca di fare il medico a me.