Posts Tagged ‘roosevelt island’

Radio Days on Roosevelt Island

domenica, febbraio 3rd, 2008

Sul sito del New York Times di oggi c'è un articolo che mi ha commosso.
Sembrerebbe che l'ospedale dei disabili abbia una radio FM che trasmette in bassa potenza. In console il 65enne Joel Malament, che a seguito di una malattia è rimasto paralizzato e che volente o nolente passerà la sua vita in quell'ospedale. Assieme a lui Peter Brenner, da 14 anni paralizzato a seguito di una rapina subita.
Il problema è che non avendo la licenza FCC non possono trasmettere con potenze significative, quindi il segnale non arriva neanche in tutto lo stabile (che ospita 2000 pazienti). Non ho ancora provato ma dubito sia possibile che possa riceverlo io, a quasi 2000 metri di distanza...
Ora sembra gli stiano istallando antenne migliori (la potenza non si può migliorare, ma le antenne in questo caso si) per cercare di coprire almeno tutto il palazzo.
Mi viene voglia di donare il trasmettitotore FM stereo da 150 Watt che ho a casa... (con quello li stentirebbero in tutto lo stato di NY!) ma la legge non lo consente.
In ogni caso andrò a trovare questi signori per cercare di capire se posso fare qualcosa per le loro antenne...

Poll watcher

giovedì, gennaio 31st, 2008

Mi hanno preso a fare lo scrutatore alle elezioni di Roosevelt Island, o meglio il "Poll Watcher", visto che lo scrutinio è automatizzato.
Gli organizzatori dicono che dobbiamo fare bella figura col Governatore dello Stato di New York per cui bisogna che le elezioni si svolgano in maniera impeccabile.
Stasera ci siamo riuniti per decidere i turni e capire la procedura di voto.
Bisogna far accomodare gli elettori presso i giusti seggi e poi chiedere indirizzo e documenti. Essendo il diritto di voto rilegato alla residenza (che in America non è certificabile) l'identificazione è complessa. In caso di dubbi bisogna chiamare il supervisore del seggio.
Gli altri scrutatori vivono sull'isola da decine di anni e si conoscono tutti tra loro. E' stato come assistere ad una riunione di quartiere delle nostre parti.
Sono curioso di vedere in quanti verranno a votare e chi verrà. Sabato sera ci sarà l'ultimo comizio prima delle elezioni.

Roosevelt Island Forever

sabato, dicembre 15th, 2007

Dalla finestra di casa…

Durante la prima settimana di permanenza in questo appartamento una notte mi svegliai all'improvviso e aprendo gli occhi vidi la scena in questa foto.
In quell'istante, aprendo gli occhi, ricordo che pensai: "Cazzo, ho lasciato la TV accesa". Dopo un secondo ricordai che in vita mia non ho mai avuto la TV in camera, che non ero a casa in Italia e che mi ero da poco trasferito in America.
Sono sempre piu' contento della scelta che ho fatto. Non cambierei questo posto neanche per i meglio troiai di Manhattan...
Si vive bene, si ha la sensazione di stare in paese, il panorama e' eccezionale. Spero non riusciranno mai a far diventare quest'isola come il resto della citta'. Credo sia bella per quello che c'e', ma anche per quello che manca.

Neve

domenica, dicembre 2nd, 2007

Neve a New York

Eccoci qui ci siamo.
Stamattina apro gli occhi e noto che da dietro la tenda veniva una luce piu' bianca del solito.
Corro alla finestra, apro, ed ecco lo spettacolo: New York sotto la neve.
Fa freddo freddo freddo. Non si e' capito: fa freddo.

P.S.
Fa freddo

La festa degli scienziati

sabato, novembre 10th, 2007

La mia amica dottore-ssa / ricercatore-trice / scienziata-o / cardiologo-a (ecc.) mi ha invitata ad una festa di cervelli in fuga. Una esperienza unica. Praticamente ero l'unico a non aver pubblicato nulla, a non aver mai sezionato un pezzo di DNA o a non essere Professore Universitario.
La festa (molto sobria e senza musica) si e' svolta presso un locale comune del piu' bel condominio dell'isola. Tra una birra e l'altra si parlava di cose interessanti con persone interessantissime.
A me hanno chiesto se noi informatici (capirai... io informatico! manco fossi Linus Torvalds) eravamo finalmente riusciti a craccare l'Iphone. Neanche a farlo apposta ce l'avevo in tasca...
Dopo un po' la Dottoressa se ne esce indicando me: "ma lo sapete che lui riesce a parlare con gli ASTRONAUTI?".
Ora, chi legge questo blog mi conosce e probabilmente sa di questa cosa perche' ne parlo da ormai una quindicina d'anni. Per chi non mi conosce invece la cosa suona ovviamente assurda. E falsa.
Insomma mi sono trovato a dover spiegare in maniera credibile che parlare con gli astronauti non e' poi cosi' difficile ad una platea di potenziali premi nobel manifestamente increduli. Dallo sguardo intuivo i loro pensieri: questo scherza oppure e' pazzo. Hehehehehehe
Grazie Marina. La prossima volta avvertimi che mi porto dietro la rassegna stampa.

P.S.
Se qualche scienziato passa da queste che legga questa pagina. Magari si convince che non sono pazzo.

Health Care

venerdì, novembre 9th, 2007

Oggi rientrando dal pranzo si discuteva del fatto che qui anche solo chiamare una ambulanza costa una barcata di soldi. Forse addirittura anche avendo l'assicurazione.
La discussione si e' protratta in ascensore. Io da buon Europeo sostenevo che far pagare l'ambulanza non e' giusto e il collega giustificava: "ma scusa, e' privata!".
Siccome anni e anni di lavaggi del cervello hanno qui inculcato l'idea che pagare per la sanita' e' sacrosanto bisogna con gli Americani procedere per esempi. Sempre nell'attenscensore ho proposto: "Se qui a NY un gatto non riesce a scendere da una pianta tu che fai? Chiami il 911! Bene. Arrivano 7-8 pompieri con il camion e la scala. Attrezzature per milioni di dollari. Rischiano la loro vita per far scendere il gattino. Tutto gratis." Poi subito dopo: "Se tu qui a NY chiami una ambulanza perche' cadi dalla bicicletta viene l'ambulanza e ti fanno pagare. Come mai?". E poi ancora: "E se chiamo la Polizia? Come mai non mi fanno pagare il conto?".
Le facce in ascensore erano falsamente disinteressate ma era chiaro che ciascuno ci stava riflettendo. Addirittura una signora uscendo al quarto piano ha abbozzato una giustificazione irrazionale: "you have to pay because they help you!" heheehehehehehe
Eh si perche' qui in America il fatto che non hanno un sistema sanitario in grado di garantire tutti i cittadini e' una verita' scomoda... qualcosa di scandaloso che tutti sanno ma che nessuno vuole ammettere (un po' come il fatto che in Italia siamo governati da una cinquantina d'anni da ladri ed amici dei mafiosi... stessa cosa).

Tornato all'isola, nonostante il freddo, mi sono fatto a piedi il lungofiume. Lo spettacolo e' sempre bellissimo ed avevo bisogno di un po' d'arietta fresca.
Ero quasi arrivato a casa quando un disabile in carrozzina mi fa cenno. Io corro da lui. Era un giovane che aveva piu' o meno la mia eta'. Nero. Poteva muovere le braccia ma non le mani cosi' voleva che io gli tirassi fuori una sigaretta da un pacchetto che aveva in una busta, gliela mettessi in bocca e poi fargli accendere con un accendino che stava nel pacchetto. Subito dopo mi ha fatto scartare una gingomma e me ne ha offerta una per sdebitarsi.
Ci sono rimasto male. Cioe' vivere qui in una citta' come questa soli e completamente disabili deve essere una situazione veramente molto molto difficile.
Chissa' se lo stato gli paga tutto quanto di cui puo' avere bisogno. Dubito. In ogni caso ce ne sono tantissimi e non sembrano navigare nell'oro. Le carrozzine sono vecchie e logore e spesso queste persone sono palesemente malvestite. Insomma si vede chiaramente che sono quasi tutti poveri o poverissimi.
Stanno qui sull'isola perche' essendo statale ci sono degli affitti riservati a loro a prezzi stracciati.

Chiaro, se hai i soldi le cose cambiano completamente.
La mia nuova amica Medica mi parlava l'altro giorno della clinica in cui si e' fatto operare Silvio Berluscao. Mi spiegava che loro hanno inventato cose che tutti i reparti di cardiologia degli altri ospedali del mondo semplicemente ripetono. Insomma inventano e fanno anche scuola.

Roosevelt Island

venerdì, settembre 28th, 2007

R.I. e' il posto migliore di Manhattan.
Dirlo qui e' come bestemmiare ma io ne sono convinto lo stesso.
Trattasi di un sottile limbo di terra che si trova tra Manhattan e il Queens. Lungo 5 km e largo 260 m. Una volta era completamente statale e popolata solo da malati altamente infettivi, matti o criminali (c'erano un ospedale per il vaiolo, un carcere ed un manicomio).
Dal 1979 l'Isola e' stata gradualmente aperta alla speculazione commerciale e sono sorti una serie di condomini che attualmente ospitano circa 10.000 persone.
A me piace per la vista incredibile di Manhattan, per la calma surreale rispetto a tutto il resto, per la sicurezza e per gli ampi spazi a disposizione di tutti.
Ci sono: campi di calcio, di baseball, di basket, di tennis, di squash, 2 piscine, prati ovunque.
Non ci sono: troppi negozi, cartelloni pubblicitari, insegne luminose accecanti, locali alla moda.
Basta fare 4 minuti di metropolitana e la situazione si capovolge. Dalla cittadina torni alla megalopoli.
Insomma se non siente nati a NYC Roosevelt Island e' il massimo. Altrimenti vi fa schifo.