
Una eccezionale giornata di Radio oggi a Roosevelt Island.
Sono uscito prima dal lavoro e alle 17 ero già piazzato su una panchina nel parco del Faro di Roosevelt Island. La temperatura era ideale ed era ventilato al punto giusto.
Con calma allargo il treppiedi e ci monto sopra l’antenna. Collego la batteria, l’accordatore, accendo la radio.
Comincio ad esaminare la banda dei 40 metri (7 MHz). Tutto chiuso. Non si sente nulla. Solo qualcuno in telegrafia.
Allora passo ai 20 metri (14 MHz). Accordo l’antenna ed esce fuori qualche vocina dal rumore. Mi metto sulla frequenza delle isole (14.260) e chiamo. Risponde subito Lall del Brox. Il segnale è ovviamente fortissimo ma il corrispondente è talmente vicino che al posto della radio potevamo usare i segnali di fumo. Mi dice che ha vissuto tre mesi a Milano. Complimenti reciproci sui rispettivi paesi e ciao.
Chiamo ancora e riponde Montreal! Un altro segnalone fortissimo.
Ero già contento così ma il bello doveva ancora cominciare infatti, rullo di tamburi, al turno successivo mi risponde Giuseppe da Cosenza Caserta!!! Che emozione. Parlare con gli Italiani dall’America. Bello.
A seguire ho fatto un tritacarne: Carlo da Brebbia, poi Inghilterra, Spagna, Francia, Belgio, addirittura Marocco!
Verso metà operazioni ecco che da lontano vedo arrivare a piedi un poliziotto. Ci siamo, ho pensato: la polizia di RI è famosa per aver arrestato due persone solo perchè guardavano Manhattan col binocolo.
Questo arriva, io tolgo le cuffie e lui domanda: “cos’è un CB?” e io “no sono Radioamatore”. Stavo per dire della licenza ma lui “ah va bene continua pure” e se ne va. Sospiro di sollievo.
Dopo un pò passa un signore di mezza età in bici con a fianco la figlia che faceva jogging. Mi domanda, vuole sapere dell’antenna, della telegrafia, del perchè e del per come. Io rispondo a tutto. Alla fine fa “interessante!”, e io tra me e me: “si interessante la radio, ma sapessi quanto è più interessante la figliola che ti corre a fianco!”… ehehhe
Infine ciliegina sulla torta.
Mi rimaneva pochissima batteria quando a 14.297 sento diversi Italiani discorrere tra loro. Nessun formalismo, nessun nominativo, nessun contegno. Parlavano di banane raddrizzate in modo strano o di problemi filosofici del genere e lo facevano spandendo i loro segnali per tutto il pianeta.
Io mi presento come da regolamento e loro rispondono scocciati, senza identificarsi, ironici, sprezzanti.
Dovete sapere che di questa gentaglia l’Italia è purtroppo piena e quando si confrontano con gli stranieri va a finire che volano dei “maccheroni”, “spaghetti”, “mafia”, “mandolino” o cose del genere. Sono questi cafoni che affossano il nome di tutti gli altri.
Beh dai il primo vero test dalla stazione portatile è stato un successo. Credo che ripeterò il tutto da Governors Island.