
I weekend stanno diventando piuttosto intensi. Così intensi che quasi non riesco più a trovare lo spazio per scrivere su questo blog.
Il bello di New York è che qualsiasi cosa ti viene in mente la trovi. Sabato sera ero a cena a casa di Clara e c’era la solita allegra comitiva di amici Italiani.
Non so come con Bernardo, lo psicologo di Pescara, esce fuori l’argomento Arrosticini e chi chiediamo: chissà se a Manhattan c’è un posto che li fa? Tiriamo fuori due Iphone e nel giro di qualche secondo il posto salta fuori: si chiama “Perbacco”, e si trova tra la quarta e avenue B.
Stasera non potevo aspettare e ci sono andato. Clara si è offerta di accompagnarmi. Oltre agli arrosticini abbiamo preso Olive all’Ascolana, affettato misto ed arancini.
Tutto buono devo dire. Gli arrosticini non erano male anche se erano quattro di numero. Non c’era il grasso… insomma una versione raffinata del vero Arrosticino Abruzzese. Certo immaginarsi le mangiate di 30, 40, 50 arrosticini con fiumi di vino era impensabile: alla fine siamo a New York non sotto le pareti del Gran Sasso…
Dopo la magnata di arrosticini siamo andati da Veniero, tappa fissa per il dessert nel east village e poi a trovare un amico di Clara, un ragazzo Jamaicano.
Arriviamo a casa sua e rimango a bocca aperta: casa IPERTECNOLOGICA con proiettore, dolby surround, finto caminetto con fuoco digitale, tutte le luci comandate da telecomando, acquario lungo tutta una parete in basso, teca con famigliola di scorpioni nella parete opposta, letto e divano autocostruiti con incastonati nel mezzo un display ed un Macbook apple, tuner vari (tv, radio xm ecc), un simil tivo con dentro dozzine di film, nintendo wii, picture frame digitali incastonati nel muro, sabbia del mare sotto il tappeto che ti da la sensazione di stare in spiaggia, rete sul soffitto tipo amaca con sotto una serie di belle foto e tanti altri particolari di classe che non saprei elencare per quanti sono. Insomma un arredamento veramente avanti.
Sto tipo qua è incredibile… Io gli avrei dato 26 anni. Ne ha 38. Quanti anni dimostrerò io a 38 anni? Col parrucchino speriamo 35.
Nel pomeriggio ho fatto un rapido sovralluogo nel posto dei graffiti. Aveva appena smesso di piovere ma era tardi e la luce non era più ottimale per delle belle inquadrature che avevo in mente.
All’inizio avevo paura. La zona dei graffiti è isolata rispetto alla strada principale ed in giro ciondolavano dei personaggi poco rassicuranti.
Tutti quei graffiti inoltre hanno un non so che di inquietante… sembra di tornare all’improvviso nel film dei Warriors. Arrivo nel cortile del palazzo principale in punta di piedi e chi ci trovo? Una ragazza cinese con una Canon 5D che sparava foto a nastro. Effettivamente la zona è trasandata di brutto ma standoci 5 minuti capisci che sei al sicuro. C’erano degli artisti con le loro bombolette a rinfrescare i muri ed addirittura una troupe che girava un video di un pezzo hip-hop.
Credo che 15 anni fa in quel posto ti avrebbero sparato a vista senza neanche un motivo. Oggi invece è diventato oggetto di pellegrinaggio di fotografi e curiosi. Pare sia addirittura nella lonely planet.