Posts Tagged ‘riflessioni’

Rompere col passato

sabato, settembre 17th, 2011

A che serve dover andare all'anagrafe per cambiare la propria residenza?
Me lo chiedo perchè qui non si fa e se traslochi sei tu stesso ad auto-assegnarti il nuovo indirizzo. Se cambi città non devi andare in municipio ad elemosinare il cambio di residenza e non vengono i vigili urbani (dopo mesi) a controllare che sei in casa. Ma che senso ha tutto questo? Qui usi il tuo nuovo recapito al posto del vecchio punto e basta: la patente la aggiorni online e te ne spediscono un'altra (costo $12), le bollette di gas, luce ed internet invece le aggiorni con una semplice telefonata e magicamente esse vengono collegate alla tua nuova utenza.

Parlando di utenze... qui ho allacciato gas, luce ed internet (poi li ho anche spostati) senza mai e poi mai mostrare un documento, firmare un pezzo di carta o spedire un FAX. Tutto online o per telefono. GRATIS.
Se non ricordo male in Italia per cambiare il nome sul contratto Enel dovetti spendere circa 500 Euro e proprio per questo motivo è tutt'ora intestato a me. Ma perchè si devono pagare cifre del genere per fare gli allacci delle utenze?

Una volta ebbi un problema con una azienda che mi doveva ridare quattromila dollari e non me li ridava. Ho telefonato, sono andato di persona, ho scritto una lettera ma niente soldi. Poi un giorno sono andato in tribunale e  senza nessun avvocato gli ho fatto causa. Ho compilato un foglietto col mio nome, il nome della azienda da cui volevo i soldi, ho messo la crocetta sulla ragione del mio presunto credito e basta: udienza fissata in 30 giorni. Appena arrivata la notifica il debitore mi ha spedito l'assegno coi soldi. Al quanto pare la giustizia civile qui funziona abbastanza bene. Da noi quanto tempo ci vuole per fare un processo civile? 

E i notai? Perchè per vendere una automobile (o peggio un appartamento) i cittadini sono costretti a spendere per un professionista privato più di quanto non spendono di tasse? Ad Astoria c'è uno che fa contemporaneamente da agente immobiliare, da notaio e da barbiere nello stesso studio. Il notaio prende massimo 50 dollari per apporre il suo timbrino sul tuo documento ma spesso - come è successo anche a me - esso viene messo a disposizione gratis. Perchè non lo facciamo anche noi?

Parliamo di Autostrade. Durante il coast to coast spesi una trentina di dollari per i pedaggi di qualche ponte o di qualche tratto speciale nei 5000 Km di percorrenza da NYC a LA. In Europa invece per andare dall'Abruzzo a Capo Nord andata e ritorno (circa 10.000 Km) spesi per le Autostrade Italiane più del doppio di tutto il resto d'Europa messo assieme.
Mio nonno mi diceva che le Autostrade Italiane erano date in gestione a dei privati così che si potessero ripagare gli enormi costi di costruzione. Sono passati trent'anni, ne sono passati quaranta, cinquanta, sessanta... forse anche settanta e ancora si paga il pedaggio. Ma quand'è che le Autostrade diventeranno gratuite? Perchè bisogna continuare a pagare un privato per usare una strada che invece è di tutti?!?

L'elenco potrebbe continuare per ore ed ore ma mi fermo perchè tanto sono cose che sappiamo già tutti. Anzi negli ultimi quattro anni voi le avete imparate sicuramente meglio di me. Da pessimista sono convinto che non cambierà mai nulla e che anzi andrà sempre peggio eppure basterebbe poco per svecchiare questo paese...

Ormai credo di aver deciso: alle prossime elezioni voterò e farò votare per il movimento 5 stelle fondato da beppe grillo. Bisogna rompere definitivamente col passato.

Cosa mi manca dell’Italia

giovedì, settembre 8th, 2011

Una domanda ricorrente che mi viene rivolta spesso è se mi manca qualcosa dell'Italia.

La risposta veloce è che non mi manca niente in particolare. Prima forse mi mancava un pò il mangiare ma poi mi sono talmente abituato che i gusti sono cambiati le abitudini pure. Alla fine insomma non mi manca più nemmeno quello.
Forse mancano gli amici... ma ci sono da considerare delle cose: arrivati ad una certa età persino chi vive nello stesso paese tende ad evitarsi. Vuoi gli impegni, vuoi il lavoro, vuoi la famiglia e gli amici li vedi raramente in ogni caso. L'unica differenza insomma è che e stando qui li vedi attraverso uno schermo, ma alla fine si tratta quasi della stessa cosa. Poi, ovviamente di amici te ne fai di nuovi anche qui.
Discorso analogo per la famiglia. Mia madre mi tiene H24 sotto monitoraggio continuo via Skype e neanche quando le abitavo al piano di sopra riusciva a tenermi sotto controllo con una precisione del genere. Ci sentiamo continuamente, forse più spesso di altri che sono rimasti in Italia.

Insomma non ti manca niente in particolare, niente di preciso. Quello che forse manca è l'intangibile, qualcosa di difficile da definire. Mancano le sensazioni, tipo una sera di fine estate, la tavola imbandita sotto casa. A cena amici di famiglia o magari parenti che vengono da lontano... Anguria fresca, qualche zanzara che nonostante le spirali che fanno il fumo riescono lo stesso a pizzicarti sulla gamba. I nonni, il fiasco del vino bianco. Sulla tavola piatti estivi sorvolati continuamente da sonore conversazioni che si intrecciano tra loro. ...e come va a scuola? (Ma chissà a te che cazzo te  ne frega?!?). Poi tutti zitti per la sigla del telegiornale. Dai facciamo in fretta a finire di mangiare perchè più tardi gioca la nazionale. Chi è che hanno messo in campo? Ma scherzi certo che era meglio se mettevano quell'altro! No sei tu che non capisci un cazzo... comunque va beh facciamoci un amaro va... giusto per digerire. Poi chi lo prende il caffè? Le signore a sparecchiare e i mariti (coi figli maschi) tutti sul divano davanti alla TV.

Queste cose mi mancano, ricordi senza tempo e senza spazio. Frammenti di un mosaico di esperienze che singolarmente sono insignificanti ma che tutte insieme tessono il ritratto della mia memoria di ragazzino, di giovane adulto. Di Italiano.

Buon rientro dalle vacanze

domenica, agosto 21st, 2011

Allora eccomi qui.

Ci sarebbero state circa un miliardo di cose da raccontarvi in questi giorni ma non ho scritto perchè me ne sto calando: non ho più quella sensibilità di una volta, e nemmeno più neanche tanto tempo per sedermi e concentrarmi nello scrivere.

Leggo con disinteresse le vicende relative alla crisi Italiana. Tra massimo due anni sarà impossibile riuscire a trovare un Berlusconiano, o nessuno che gli abbia mai votato Forza Italia.
Così come nei primi anni novanta 'o sistema trovò una via d'uscita da tangentopoli affidandosi al volto e al carisma del Cavaliere di Arcore, oggi 'o sistema sta cercando una via d'uscita dalla più grande catastrofe economico/politca della storia d'Italia: il Berlusconismo. Vista l'aria che tira non è detto che stavolta una soluzione si trovi. Non mi meraviglierei se il prezzo da pagare fosse salato. Magari è in dubbio l'esistenza stessa dello stato o perlomeno quella della sua già limitata sovranità.

Qualunque cosa succeda sia chiaro: a me non me ne frega più un cazzo di niente. Per quanto mi riguarda l'Italia è malata di un male incurabile e comincia ad avere senso l'eutanasia, piuttosto che la cura. Per me non esiste più nessun concetto di nazione: sono a tutti gli effetti un uomo "senza dio e senza patria". Un cane sciolto, un disilluso, uno che vive alla giornata.
Mi arrivano continuamente richieste di perfetti sconosciuti. Vogliono sapere tutti la stessa cosa, fanno tutti la stessa domanda: come si fa per scappare dall'Italia? Come posso mettere una pietra sul passato e ricominciare daccapo negli USA?
Le mie risposte sono difficilmente incoragganti. La verità è che se fosse facile, se fosse comodo, se fosse possibile sarebbero già partiti a decine di milioni e nel bel paese sarebbero rimasti solo i preti, gli statali, i politici ed i mafiosi.
Mi fanno sorridere le iniziative volte al rientro dei "cervelli in fuga": chi ha un minimo di cervello fa in modo di tagliare tutti i ponti con l'Italia, altro che ritornarci. Chi mai ritornerebbe a bordo di una nave che inesorabilmente sta affondando?

E qui mi ricollego al problema mio personale: io un brutto giorno ci dovrò tornare e questa cosa ormai la sogno pure la notte. Non esagero quando scrivo che per me è diventato un vero e proprio incubo. Se non avessi questo pensiero assillante le mie giornate sarebbero completamente diverse, il blog sarebbe diverso... forse avrei anche più capelli in testa e meno barba bianca.
Delle soluzioni ci sarebbero ma sono tutte illegali e, nonostante gli sforzi mentali, non fanno ancora per me. Del resto, se uno decide di mettersi a fare il criminale la nazione ideale per farlo è l'Italia e non gli USA. Tantovale a quel punto tornare indietro.

Ciao Italiani... buon rientro dalle vacanze

Uno scopo da raggiungere a tutti i costi

lunedì, luglio 18th, 2011

Silvio e Nicolae

Negli anni ho raccolto diverse testimonianze in prima persona su come si stava nei paesi dell'Est: lo stipendio era basso ma c'era, tutti avevano una casa che anche se misera era pur sempre una casa, c'era la scuola e la sanità per tutti,  era garantito l'ordine ed anche una parvenza di normalità in tutte le cose.
Andare via non era una necessità impellente. Era proibito viaggiare liberamente, questo si, ma nonostante ciò quelli che attivamente cercavano di allontanarsi erano una esigua minoranza. Del resto perchè mai rischiare ed andar via quando in fondo a casa, se pur con qualche ristrettezza, non manca niente?
All'improvviso però, dall'oggi al domani, è successo l'impensabile: il comunismo è scoppiato come una bolla di sapone e tutto il blocco filo-sovietico è piombato nel caos. Lo stipendio non bastava più neanche per comperare un paio di scarpe, niente più case, niente più servizi statali, per strada vigeva la legge del più forte. D'improvviso i vari paesi svuotatisi di qualsiasi ricchezza, ma soprattutto da qualsiasi speranza, sono diventati delle vere e proprie prigioni a cielo aperto ed evadere è diventata per tutti una ragione di vita, uno scopo da raggiungere a tutti costi e da barattare eventualmente anche con la propria integrità di persona.

Aggiornamento - Neanche a farlo apposta proprio oggi è uscito un interessantissimo articolo su Linkiesta: "Vicolo cieco Italia: sembriamo un paese socialista dopo la caduta del Muro". Lo sottoscrivo in pieno

Incredibile, inaspettata e dai risvolti imprevedibili

mercoledì, luglio 6th, 2011

Stamattina, giornata di sole, cammino lungo la strada verso la metro.

Non so come dall'iPhone salta fuori "The National Anthem" - un vecchio pezzo dei Radiohead - proprio nello stesso momento in cui dal portone sgangherato di un palazzo che fa angolo salta fuori una ragazza del sud est asiatico tutta vestita di nero, occhiali neri, passo felpato. Ideale la colonna sonora per un incontro così misterioso e fugace.

All'ingresso della metro sopraelevata una fila bestiale per prendere i biglietti. Il motivo per cui molti abbonamenti scadono tutti lo stesso giorno è un mistero paragonabile al movente dell'assassinio di JFK o alla vera identità di Dan Cooper. Cosa insolita, c'erano tre guardie armate ai lati delle macchinette nonostante non stessero estraendo gli incassi, circostanza che ne avrebbe invece richiesta soltanto una.

Va beh, salgo sul treno facendo a cazzotti con le porte scorrevoli, che si sono chiuse all'improvviso senza darmi il tempo di indietreggiare o entrare in carrozza. Dietro di me altri due forzano la riapertura con le mani e salgono al volo. Un terzo ritardatario invece non ce la fa. Lo vedo scomparire verso destra mentre con lo sguardo verso il cielo impreca senza dire niente. (Ma come può esistere una lingua che non contempla le bestemmie?!?)

Mi siedo, scorre qualche canzone, cambio linea. I riflessi del sole della linea 7 si rincorrono tra i sedili poco affollati. Davanti a me una signora anziana mi fissa immobile. Ma mi sta fissando oppure dorme? Impossibile stabilirlo perchè ha anche lei gli occhiali da sole.
Ecco che verso Five Pointz entrano in lista di nuovo i Radiohead. Ma che c'ha stamattina l'iphone?
Il secondo pezzo della mattinata dovevo averlo sentito già altre volte e mi doveva anche essere piaciuto perchè l'ho marcato 4 stelle, eppure me lo ricordavo a malapena.

Il treno si inclina per entrare sotto il fiume, e mentre il sole timidamente scompare per lasciar entrare la 7 nell'oblio degli abissi "Let Down" mi rapisce completamente. Sono quasi commosso, al punto che ho saltato la mia fermata e sono arrivato al capolinea (Times Square).

Ascoltatela la canzone - questa si, piuttosto che quella di prima - perchè credo descriva meglio di un milione di parole certi momenti di una fase di vita incredibile, inaspettata e dai risvolti imprevedibili. In altre parole, credo descriva bene una grossa fetta della mia New York.

Ciao!

2050

martedì, maggio 3rd, 2011

Nel 2050 saremo nove miliardi e mezzo di persone. La moltitudine causerà penuria di tutte le risorse e le poche disponibili (compresa l'acqua) causeranno rivalità e guerre tra le nazioni. Si sigilleranno quindi i confini e torneranno i nazionalismi, l'intolleranza, la razza. Le condizioni avverse faranno dimenticare all'uomo la ragione e lo spingeranno verso l'irrazionalità. La religione tornerà ad avere la sua funzione naturale e cioè quella di essere l'oppio dei popoli.

La tecnologia diverrà strumento di coercizione delle masse. Si darà per scontato il fatto che le comunicazioni debbano necessariamente essere affidate a tecnologie sconosciute e gestite da entità extraterritoriali non sottoposte al controllo di nulla e nessuno. L'anonimato verrà abolito e comunque nessuno ne sentirà più la necessità.
In nome della sicurezza e della lotta al terrorismo verrano imposte limitazioni alle libertà personali che già oggi stiamo cominciando a conoscere. Il nemico sarà ovunque e allo stesso tempo da nessuna parte. La guerre diverranno realtà asimmetriche in cui eserciti organizzati si contrappongono a popolazioni civili praticamente disarmate.
Gli Stati Uniti interverranno militarmente dove vorranno e senza chiedere il permesso a nessuno.

Esisteranno in linea generale due tipologie di nazioni: quelle tecnologicamente ed intellettualmente avanzate in cui la forza lavoro si dedicherà esclusivamente al terziario e quelle più povere ed arretrate dedite invece alla produzione. Non ci sarà lotta di classe semplicemente perchè le classi non avranno mai modo di conoscersi o di incontrarsi. L'Italia apparterrà ad entrambe queste categorie (perchè avverrà la secessione).

La libertà di pensiero verrà sospesa con effetto retroattivo. Nascerà un nuovo pensiero unico, e tutti gli altri verranno giudicati inammissibili. Speciali liste, prodotte alla pressione di un tasto, elencheranno i partecipanti a riuninoni politiche del vecchio mondo, i liberi pensatori, i pericolosi dissidenti da eliminare. Nell'indifferenza generale le polizie politiche penseranno a farli sparire.

Il controllo demografico diverrà una priorità a livello mondiale e verrà imposto con la forza. Nei paesi in via di sviluppo le femmine verranno sterilizzate al momento della nascita. In quelli sviluppati i governi centrali concederanno caso per caso speciali licenze per la procreazione.
L'ingegneria genetica consentirà di migliorare e potenziale le facoltà psicofisiche dei nascituri. Sin dal concepimento le persone verrano destinate ad una particolare carriera lavorativa. I costi dell'istruzione verrano sostituiti da quelli del miglioramento embrionale. Risorgeranno quindi famiglie reali e dinastie la cui superiorità (genetica) diverrà inconfutabile e sotto gli occhi di tutti.

La pressione dei migranti in arrivo dai paesi "in via di sviluppo" diverrà incontenibile, soprattutto in Europa.
Il diritto Internazionale in materia di cittadinanza verrà completamente riscritto. La cittadinanza verrà acquisita esclusivamente da chi nasce nel paese ed è al contempo figlio di cittadini di quel paese.
Gli USA continueranno ad attrarre i migliori cervelli in fuga dalle nazioni "produttive" del resto del mondo. L'Europa politica svanirà nel nulla ed i cittadini dei vari paesi Europei avranno bisogno del visto per visitare l'America.
L'economia di Cina ed India supererà quella dell'Europa ed il tenore di vita dei rispettivi cittadini diverranno comparabili se non, in qualche caso, addirittura a favore di quelli Asiatici.

 

Mi chiedo, ma è così difficile l’american dream?

giovedì, marzo 31st, 2011

Mi chiedo ….ma è così difficile l’american dream?
Io e la mia famiglia due piccoli cuccioli di 6 e 10 anni ci siamo rotti le scatole di vivere nel terzo mondo.Si perchè non soltanto vivo in Italia,ma nella profonda Sicilia.E poi dicono che il terzo mondo è in africa.Forse non sono venuti da noi….Mare stupendo,il vulcano più alto d’Europa , e allora ?????????
La civiltà è rimasta +/- come quella arabo-normanna e di anni ne sono passati.
Negli States ho amici , ma non il “famoso zio d’America”.Cosa fare ? E pensare che gli amici mi dicono che il mio lavoro in USA sarebbe strapagato…si proprio come in Italia che non lo riconosce neanche.Che fare ? Partire da sola e poi farmi raggiungere o cos’altro?Boh , sono straincasinata ma una cosa è chiara ::::::::voglio fuggire per far crescere i miei figli dove potranno (probabilmente)avere un’opportunità.
Mi risponderai???Fammi almeno credere nell’american dream

Daniela

Daniela,

non solo ti rispondo ma prendo spunto dal tuo intervento per un post.

Se ancora una volta scrivessi che trasferire armi e bagagli dall'Italia agli Stati Uniti è una operazione per niente banale e dall'esito mai scontato (tanto è vero che io non ci riuscirò) rischierei di essere inutilmente ripetitivo.
Soltanto un avvocato esperto in immigration potrà realisticamente mostrarti tutte le carte che hai da giocare (qualora ne dovessi avere).

Sia chiaro che l'America non è certo il paradiso e per molti Americani il sogno si è orami trasformato in un vero e proprio incubo. Nonostante ciò sono sempre di più gli Italiani come te e come me che sperano di trasferirsi. Sarebbe sicuramente molto più facile optare per l'Europa eppure l'America esercita ancora una attrattiva enorme. Mi riferisco soprattutto a New York, un luogo unico al mondo in cui ci si sente subito a casa propria.

In bocca al lupo

Alain

Il fenomeno dell’immigrazione visto con gli occhi di un immigrante

sabato, marzo 26th, 2011

In Italia l'immigrazione clandestina è  in larga parte causa della criminalità predatoria che è ormai diffusa in tutto il paese ed i numeri non lasciamo spazio ad interpretazioni: il 38% dei detenuti è un immigrato clandestino, e la percentuale quasi si raddoppia se vengono considerati solo i crimini predatori commessi in determinate aree del paese.
Del resto non serve essere Manganelli per accorgersene. Porto la mia personale esperienza: in due anni di permanenza a Bologna ho subito almeno due casi di tentato furto, un caso di aggressione e innumerevoli proposte di acquisto di stupefacenti, tutto ad opera di giovani immigrati clandestini nordafricani. Una situazione così grave che, nella città rossa per eccellenza, fu addirittura in grado di farmi avvicinare all'estrema destra, farmi leggere (approvandolo) il programma di governo della Lega Nord ed infine anche a votare per Silvio Berlusconi.
Apro il post con questa premessa per chiarire da subito come la penso e per evidenziare l'errore madornale del "buonismo" che la sinistra commette da sempre lasciando così gli elettori interessati alle lusinghe dei demagoghi, dei neo-nazisti e dei delinquenti in giacca e cravatta...

Io sono dell'idea che i clandestini rappresentino un problema, che i migranti a noi utili debbano essere facilitati nell'inserimento del tessuto sociale e che tutti gli altri vadano respinti.
Date uno sguardo al grafico sottostante:

Le proiezioni demografiche sono sbalorditive ed allarmanti: è necessaria una analisi razionale della situazione che sia priva di dogmi o preconcetti ed è indispensabile un approccio pragmatico che sia lontano dalle utopie. La mia conclusione è che purtroppo non c'è spazio per tutti, di conseguenza i migranti clandestini andranno quasi sempre respinti.

Ma come fare?

(continua...)

Sul testamento biologico

lunedì, febbraio 21st, 2011

Dico sempre che non basta essere atei ma si dovrebbe essere anche anticlericali. Spesso mi capita di ricevere risposte del tipo: "Ma perchè ce l'hai con la chiesa, che ti ha fatto? Che fastidio ti da?".

Un esempio del perchè lo vedete proprio oggi con la polemica che sta montando sul testamento biologico. Ma dico io: se tu, sciamano occidentale che dedichi la tua vita ad un dio inventato da un tuo collega predecessore, ed anche tu, vittima innocente che fin dai tempi del battesimo ti sei lasciato imbambolare dallo sciamano, se entrambi voi volete essere tenuti in vita a tutti i costi... e fatelo! Ma chi ve lo impedisce?

Io invece la penso diversamente e per le scelte che riguardano me e soltanto me gradirei essere lasciato in pace. No perchè se così non fosse interpreterei la vostra interferenza  negli affari della mia vita come un atto di violenza inaccettabile.
La mia vita non è di quell'amico immaginario che chiamate dio, non è di quel ragazzo biondo che camminava sull'acqua in medio oriente moltiplicando pani e pesci dopo aver risvegliato i morti, non è tantomeno vostra. La mia vita è soltanto mia... fatevene una ragione e pensate alla vostra.

Grazie

La vecchietta della porta a fianco

sabato, gennaio 15th, 2011

Proprio nella porta a fianco alla mia fino a qualche mese fa abitava una vecchietta tutta sola.
Ogni tanto le squillava il telefono (era l'unico segno di vita che proveniva dal suo appartamento) facendo un trillo meccanico d'altri tempi: "Drriiiiiinnnnnnnnnnn, Drrriiiiiiinnnnnnnnnn, Drrriiiiiiinnnnnnnn". Once upon a time in America... per capirci.
Lei, con molta calma, rispondeva parlando una misteriosa lingua balcanica e qualche volta con un Inglese da immigrata dell'est. Avrà avuto oltre settant'anni.

Prima di Natale improvvisamente l'appartamento è stato liberato. Forse sarà morta?!? Boh... non ho chiesto, comunque il portiere mi ha invitato a vederlo perchè nelle settimane successive sarebbe stata completamente rinnovato e bisognava trovare nuovi inquilini.
La casa era completamente vuota eppure si percepiva ancora la presenza di quella persona: sul frigo, ad esempio, c'erano ancora attaccati i suoi ogettini. Le pareti erano opache nei punti in cui queste venivano urtate con le mani e aloni piu chiari segnavano la posizione di piccole immagini sui muri.
Quello che prima era l'antico l'appartamento di una anziana signora nel giro di poco sarebbe diventato il modernissimo bilocale di una giovane coppia di sposi.

Stamattina i nuovi affittuari sono arrivati. Di quella anziana signora e del telefono che faceva drin drin ormai non c'è più nessuna traccia. Chissà da quanti anni viveva nel palazzo, chissà qual'era la sua storia, chissà come mai viveva sola... I nuovi inquilini, che oggi vivono nella stessa casa che lei ha occupato per tutta la vita, neanche immaginano chi ci fosse prima di loro. Come me del resto: chi avrà abitato queste stanze dagli anni '60 ad oggi? Quante vecchiette? Quante storie? Quanti telefoni han fatto drin drin?

E' solo in realtà urbane come questa che ci si rende veramente conto della spietata verità, e cioè che l'oblio è il destino ultimo della memoria e della coscienza di tutti gli uomini.


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