Pieno centro di Manhattan, temperatura mite, notte fonda. Esco da una situazione losca sulla trentesima strada.
Mi ero portato le sigarette ma non da accendere così mi avvicino ad una coppia di ragazzi in penombra lungo la settima avenue che discutevano animosamente. Lei poco prima che io li raggiungessi se ne va a passi svelti verso nord.
Erano due ragazzi neri, miei coetanei pressappoco. “Got a light bro?” faccio io appena raggiunto il ragazzo. “Sure buddy” e tira fuori un portaccendino di pelle.
Senza che io lo avessi chiesto questo mi spiega che quella era la sua ragazza e che lei era incazzata perchè lo aveva visto ballare vicino ad un’altra.
Vista la cordialità offro una sigaretta: “Daaaamn… tough shit. Wanna a smoke?” E lui “Oh yeah I need one!”.
Camminando verso nord raggiungiamo il Madison Square Garden e ci mettiamo a parlare del più e del meno.
Nonostante la ragazza se ne fossa appene andata con in tasca le chiavi della sua macchina questo qua ha accimentato come un caimano tutto quello che passava per la strada. Le fermava tutte e per ciascuna aveva una battuta pronta: “I’d quit smokin for you babe, what’s your name?” oppure “Where are you going purple rain?” (rivolgendosi ad una completamente vestita di viola!)… ehheheheheheheeh
A quel punto si aggregano altri che cercavano disperatamente un locale aperto e che li facesse entrare con le scarpe da ginnastica che avevano. E così eccomi lì, in pieno centro a Manhattan, di notte tardi, circondato da ragazzi sconosciuti e di colore. Siamo rimasti a conversare per un pò. (Discorsi altamente filosofici, cose tipo “I’m 47 years old and my gf is 23 but I still keep punching the ticket, ya know….” hehehehehehehe)
Due o tre anni fa sarei morto di paura solo a passargli vicino a quei ragazzi solo perchè erano neri. Ieri invece sono morto dal ridere. Troppo forti.
