Nuovo Mac su Craigslist
giovedì, febbraio 2nd, 2012Craigslist è una sorta di bacheca annunci in cui si trova tutto. Anzi, è LA bacheca annunci Americana per eccellenza. Ci trovi le cose più impensabili. Ma tipo che ne so, vuoi un appartamento a Manhattan da 650 metri quadri e 6 camere da letto a 34500 dollari al mese di affitto? Su craigslist c'è. Oppure volete lavorare come "assistente personale" in casa di uno a cui dovrete camminare sulla schiena dopo avergli fatto mangiare i vostri avanzi? Eccovi servite. O magari siete interessati a fare una esperienza decisamente diversa dal normale? Le possibilità si sprecano. Insomma, per capire il polvernone che gira attorno a questa città basta farsi un giro su Craigslist. E' un tritacarne infernale, un macello. Da uscirne pazzi. (Io per fortuna che mi sono fatto la ragazza e ormai vivo una vita monacale altrimenti visto l'andazzo di un paio d'anni fa penso che a quest'ora forse sarei già morto...)
Il vecchio Macbook è ormai arrivato a fine carriera e mi sono quindi deciso di prendere un altro. Siccome la mia religione mi impedisce di acquistare computer, telefoni o automobili che si siano nuovi mi sono messo a cercare il mio "nuovo Mac usato" su craigslist. Badate bene, non è che io non spendo soldi eh... non mi prendete per un tirchio. Anzi, chi mi conosce sa che ho le mani bucate. E' che non riesco proprio a digerire la componente che il marketing impone nell'acquisto di certi aggeggi e quindi per principio mi diverto a cancellare più che posso i ricavi dei pubblicitari. 750 dollari per un Macbook Pro di un anno fa sono secondo me più che abbastanza... e così ne ho scelto uno in quella fascia.
Contatto il venditore via email e ci mettiamo d'accordo per incontrarci nell'Upper East Side in uno dei tanti Caffè lungo Lexington Avenue. Arrivo verso le 21.20 con in tasca una busta di contanti appena prelevati. Della persona che mi aspettava sapevo solo che aveva una giacca di pelle nera e che era seduta non distante dall'ingresso ed in effetti appena arrivo mi fa cenno un ragazzo vestito di nero.
Gli stringo la mano, mi siedo, avrà avuto qualche anno meno di me. Immediatamente non posso non notare la quantità di vistosissimi tatuaggi che aveva addosso. Erano sui lati del collo, sulle dita delle mani, sui polsi... dappertutto. Erano poi tatuaggi cattivi da gangster, non quelli bellini da fighetto che vanno ora. Roba tosta insomma.
Per un attimo, lo confesso, mi sono preoccupato. Non tanto perchè il Mac magari era rotto o qualcosa del genere, ma perchè potesse essere rubato. Sapete no, qui la legge è legge e "possession of stolen goods" (cioè ricettazione) è un crimine per cui si possono passare guai seri.
Poi però il Martinsicuro che è in me si è fatto un attimo da parte ed è subentrata la parte un pò più aperta: ma possibile che solo perchè uno ha 4 tatuaggi lo si deve classificare come un potenziale pericolo? Assolutamente no!
Ed infatti in qualche minuto il ragazzo si rivela di una modestà e di una tranquillità assoluta. Mi dice di essere un musicista di un genere che neanche conosco (figurati, un nerd come me...) e di essere cresciuto a Miami. Quando spiego da dove vengo salta dalla sedia e attacca a parlarmi in Italiano. Suo padre, mi dice, è di Trieste! Del Mac ha conservato tutti i manuali, le plastichine e addirittura anche la scatola. Tutto immacolato. Il rocchettaro mi ha fatto a livello personale una impressione talmente buona che non ho effettuato nessuno dei controlli capillari che avevo pensato. Lui, da parte sua, ha preso la busta coi soldi senza neanche contarli. Una stretta di mano, un sorriso, ed in poco meno di 5 minuti l'affare era fatto.
Oh, vi sembrerà una cazzata ma a me queste cose fanno riflettere. Tutto questo incrocio di storie, di razze, di realtà diverse, di esperienze, di vite che si incrociano anche solo per un istante e che poi proseguono ognuna per la sua strada. E' un trip mentale che vedi e rivedi ogni volta che a bordo di un Taxi osservi le fiancate dei palazzi, i volti dei passeggeri nella subway, le frotte di pedoni che attraversano agli incroci.
Questa sensazione continua di mescolarsi agli altri pur rimanendone sempre distanti e distinti è la differenza che c'è tra vivere in una grande città e vivere in un posto qualsiasi. Non si può tornare indietro. Perlomeno non in maniera indolore.
Buona notte


