La domenica mattina davanti ad un bell’espresso ti leggi il giornale Italiano la giornata comincia alla grande!
Ti viene proprio voglia di rientrare in patria. Una nostalgia irrefrenabile.
Dite la verità, appena petto il titolo vi pareva impossibile che qui a New York i Vigili del Fuoco pagassero per ricevere una medaglia ehh??? E infatti è impossibile perchè cose del genere succedono solo in Italia!
Non solo tutto il magna-magna scopa-scopa della protezione civile, non solo che i Vigili del Fuoco Italiani prendono quattro soldi e lavorano in condizioni da terzo mondo adesso pare sia arrivato anche il più squallido e vergognoso affronto che la politica poteva attuare: vuoi la medaglia? Sono 130 euro… se no niente!
Non mi piace fare i confronti ma stavolta è obbligatorio: qui negli USA la benemerenza per chi ha partecipato al disastro dell’11 Settembre è arrivata gratuitamente a tutti gli interessati ma se qualcuno la volesse ricomprare la può trovare ovunque, anche online, al costo di circa 5 dollari. Altro che esclusive! Altro che 130 Euro per un pezzetto di latta!
Ma veramente a questo livello di bassezza è arrivata la Repubblica delle Banane? Pure sul lavoro dei soccorritori di un terremoto bisogna fare lo sgobbo?
“Nessuna squalifica, invece, per Michele Marcolini. Il giocatore del Chievo è stato espulso e, lasciando il campo, “proferiva apparentemente un’espressione gergale, in uso nel Triveneto ed in Lombardia, con becero riferimento a ‘Diaz’ e non a Dio”. L’analisi delle immagini televisive ha consentito di evidenziare che “il diverso movimento delle labbra nelle pronuncia della vocale aperta ‘a’ rispetto alla vocale ‘o’ legittima quantomeno un’incertezza interpretativa”. (la Repubblica)
Nel football Americano ogni tanto durante le partite gli arbitri consultano uno schermone gigante per capire alla moviola se un fallo c’era o meno. Da noi invece i nostri fanno i CSI per cercare di capire se un giocatore ha pronunciato una A al posto dio una O.
Intanto “o’ Sistema” ha bloccato tutti i programmi di approfondimento in modo che la gente (concentrata sui bestemmioni in campo e su altre troiate del genere) si dimentichi nel periodo pre-elettorale che la corruzione è peggiore di quella del ’91.
Altro che Porco Diaz…
Il Partito dell’Amore di Martinsicuro (mio paese d’origine) ha un sito web che ormai da mesi mi cita in prima pagina. Io non li conosco nemmeno di vista eppure quelli del pdl locale linkando il blog di una fan Canadese di Silvio Berluscao commentano così: “Perchè non tutti gli italiani all’estero sono come Alain“.
Nei giorni successivi all’aggressione di Milano ebbi modo di protestare ma come vedete l’allusione denigratoria alla mia persona è ancora online.
Oggi però dopo aver letto gli ultimi sviluppi relativi al Sen. Di Girolamo eletto all’estero nel Pdl (ti pareva) e leader della fondazione Italiani nel Mondo, ho cambiato idea e al Partito dell’Amore chiedo di scriverlo più grosso e magari anche in maiuscolo:
NON TUTTI GLI ITALIANI ALL’ESTERO SONO COME ALAIN!!!
C’è una amica innamorata dell’Italia. Parla bene la lingua, ha visitato il paese diverse volte, ama il cibo la gente e la cultura. E’ Americana e vorrebbe venire a vivere da noi.
C’è però un problema che a detta sua la fa esitare: è nera.
E’ infatti terrorizzata dal fatto che la polizia vedendola nera potrebbe fermarla per strada e che a causa della farraginosa e per un Americano incomprensibile burocrazia Italiana (cedolino, bollino, timbrino, e tutto quello che finisce per “ino”) potrebbe venirsi a trovare in situazioni spiacevoli se non addirittura pericolose.
Io mi sono stancato a spiegarle che non deve preoccuparsi, che lei è Americana per cui è un pò come fosse la padrona di casa e mal che vada le basterebbe mostrare la copertina blu del suo passaporto per risolvere qualsiasi tipo di problema con lo Stato Italiano. Entrambi i miei amici Americani, ad esempio, hanno guidato in Italia per mesi e mesi con la patente americana scaduta ed in due diverse occasioni furono fermati dai caramba senza nessuna conseguenza.
Lei non riesce ad intuire che il nostro è uno stato forte con i deboli e debole con i forti in cui la legge non è uguale per tutti. Si è inoltre convinta che essere nera è in Italia condizione sufficiente per mettersi nei guai con la legge. Del resto, coi tempo che corrono, è difficile darle torto:
Giovedì 14 gennaio, conclusa la trasmissione Annozero, la polizia ha fermato per mezz’ora tre ospiti che erano intervenuti in diretta. Non li hanno lasciati nemmeno uscire. Sono stati bloccati in un corridoio secondario, dentro gli studi della Rai. [...] Hanno fermato gli unici tre ospiti neri. Il funzionario di polizia voleva verificare che avessero davvero la ricevuta per aver chiesto il permesso di soggiorno. Deve essere l’originale (non una fotocopia).
Un abuso? No. Da quando l’essere irregolari è reato, i pubblici ufficiali per non finire a loro volta nei guai devono controllare.
I cedolini c’erano.
Se avessero dimenticato a casa gli originali o anche se avessero avuto con sé le fotocopie (per non perdere gli originali) i tre ragazzi sarebbero stati rinchiusi nel centro di identificazione di Ponte Galeria e avrebbero rischiato fino a duemila euro di multa e un anno di carcere.
Provate voi a immaginare un italiano condannato a un anno di carcere per aver dimenticato la carta di identità… Infatti la legge vale solo per gli stranieri.Fabio Gatti
In questi giorni è uscita la classifica mondiale della percezione della corruzione per l’anno 2009.
Da noi pochissimi ne parlano perchè come previsto l’Italia ne esce con le ossa rotte: siamo infatti al 63esimo posto al mondo, peggio di Cuba e Turchia e appena meglio di Arabia Saudita e Tunisia.
I paesi scandinavi spadroneggiano al top della classifica, evidentemente da loro la corruzione non sanno neanche cosa sia. Mi chiedo come mai ci tengono ancora in Europa… forse per venire d’Estate in vacanza al mare? Misteri Europei.
Mi sono divertito a vedere il trend dei paesi più industrializzati dal 2001 ad oggi ed il risultato è impressionate.
Povera Italia.
Vi ripropongo uno spezzone di una puntata di “30 Rock”, un programma della NBC, in cui una ragazza in bikini è ansiosa di mostrare il suo costume di Halloween agli amici per lasciar loro indovinare di cosa si trattasse. Alla fine però lo svela e dice: “sono un Senatore Italiano!”.
(Bella idea ma devo fare un salto alla NBC e precisare che dovevano farle dire Ministro e non Senatore…)
Attenzione, ragazzi facciamo attenzione.
Sti programmucci della televisione manifestano e contemporaneamente ispirano la voce del popolo!
Finchè si tratta del il New York Times, di Newsweek o degli altri organi di stampa la repubblica delle banane verrà qui smascherata solo agli occhi dei più colti o dei più anziani. Quando poi il fenomeno si estende anche ai talk show e, come in questo caso, alle trasmissioni frivole rivolte a tutti vuol dire che ormai non solo siamo diventati lo zimbello del mondo ma anche che lo rimarremo per i prossimi decenni!
Aveva ragione Franco Battiato: al confronto di cocaina, minorenni e settantenni, professori e fidanzamenti da quindici minuti in cambio del 30 e lode, ministri ad altissime abilità orali, candidature a sfondo sessuale, andare a trans a botte da cinquemila euro con tanto di auto blu ecc. i vecchi puttanieri di una volta – gli “uomini innocenti dagli istinti un pò bestiali che cercano l’amore dentro i parchi e lungo i viali” – sembrano campioni di moralità e tradizionalismo da prendere come esempio per le generazioni future!
Nei palazzi di Roma molti si drogano e poi proibiscono le sostanze, altri praticano il meretricio (sia come utilizzatori finali che come fornitori) e poi vietano la prostituzione.
Che strana categoria quella dei politicanti Italiani.
Allora senti questa perchè questa è grossa.
Ve la ricordate la mia amica Delia? Quella che è andata ospite a porta a porta? Ebbene le sta per nascere una bambina.
Oggi la chiamo… tutta contenta e felice. C’è però un piccolo problemino burocratico.
Delia sta in Italia da 14 anni. Si è diplomata a Palermo, si è laureata a Bologna, ha fatto la scuola di giornalismo a Torino e nella stessa città lavora per il quotidiano La Stampa.
Pur essendo cittadina comunitaria non riesce ad ottenere la residenza nel comune in cui vive. Il motivo? E’ necessaria la sua ultima busta che però purtroppo lei non riceve in quanto pagata a cottimo per ciascun articolo che scrive sul giornale.
Insomma pare che non essendo residente a Torino per registrare all’anagrafe la figliola dovrà tornare appositamente a Palermo. Pur vivendoci e lavorandoci da anni a Torino non dispone nemmeno di un medico… per qualsiasi cosa deve sempre e solo rivolgersi al pronto soccorso.
Oh stiamo parlando di una GIORNALISTA eh! Ma vi rendete conto che siamo diventati un paese del terzo mondo? Un paese in cui un giornalista vive senza medico e fa fatica a registrare all’anagrafe i propri figli.
Ma poi, mi spiegate a cosa cazzo serve sto certificato di residenza? Chissà come fanno gli americani a fare senza.
Viva l’Italia