
La lavandaia che mi fa le camicie è di origine Cinese quando parla ha un accento fortissimo. Sembra arrivata ieri dalla Cina ed invece come minino starà qui da 30 anni.
Nel negozio, in bella vista, ha l’immagine che vedete.
C’è l’aquilone rapace con la testa bianca, la bandiera, e sotto questa frase:
I pledge allegiance to the flag of the United States of America, and to the Republic for which it stands: one Nation under God, indivisible, with Liberty and Justice for all.
E’ una di quelle americanate che di più non si può. E’ una specie di giuramento che si fa obbligatoriamente nelle scuole e devo dire che mi piace pure perchè parla di una nazione con questa repubblica indivisibile con libertà e giustizia per tutti.
Ma, oibò! Cosa vedo? Mi è sfuggito un particolare. Dice che la nazione è “under God” e cioè “sotto Dio”.
Ma mi andate a tirare fuori sto Dio pure sotto l’aquilone… E noooooooo cazzo! Porca puttana! Ma nooooooo dai!
Ma come sarà mai successo?
Se andiamo a vedere bene la storia di questo giuramento scopriamo che è stato aggiornato e modificato a più riprese, e che la parte “under God” è stata aggiunta per ultima dal Presidente Eisenhower nel 1954.
L’idea è nata dai Cavalieri di Colombo, un gruppo cattolico di New York City, che consideravano lo slogan incompleto finchè privo di un riferimento ad una divinità.
Dopo una serie di pressioni esercitate con maestria dalle massime autorità religiose la Politica spinta anche dal fatto che il blocco Comunista vantava (giustamente) il proprio ateismo ha deciso di inserire il riferimeno fino ad allora mancate.
E così mi hanno sciupato il poster da mettere in camera.


