Posts Tagged ‘razzismo’

Solidarietà ad Abiola Wabara

giovedì, aprile 7th, 2011

A New York è impossibile indovinare la cittadianza di nessuno e chiunque potrebbe essere Americano, a prescindere dal suo aspetto fisico. Essere diversi è finalmente un fatto normale, scontato, un prezioso valore aggiunto.
L'ho scritto già diverse volte ma non mi stancherò mai di ripetermi: la cosa che mi piace di più di New York è sicuramente la diversità dei suoi abitanti.

In Italia invece succede che una cittadina Italiana, artista e giocatrice di basket, nata e cresciuta a Parma, viene contestata dai tifosi mentre gioca la sua partita a Como. Urla, fischi ed insulti razzisti. Alla fine anche sputi.

La cosa grave, oltre al fatto in se, è che ci si abitua e si tollerano episodi del genere. Del resto, come potrebbe essere altrimenti in un paese in cui ci sono politici che inneggiano allo sterminio dei bambini rom o alla padania bianca e cristiana?

Bel Paese? Italiani Brava Gente?
Sarà... io però in questo paese non mi riconosco più. E se potessi scapperei

Il KKK e gli Italiani

mercoledì, dicembre 8th, 2010

La diversità genera istintivamente paura e diffidenza, il crimine (specie se perpetrato da un ospite irriconoscente) oltre alla rabbia può provocare anche irrazionalità. Terreno fertile per chi cerca consensi mirando alla pancia della gente piuttosto che alla testa.

Stando qui ho scoperto che la diversità è un valore aggiunto, un vantaggio, direi quasi un lusso. Per quando riguarda il crimine invece, mi domando: se in Italia si delinque impunemente la colpa è degli immigrati (quelli che delinquono) oppure della nostra cronica incapacità nel far rispettare le leggi che noi stessi ci siamo dati? In altre parole, se l'Italia avesse la reputazione di un paese integerrimo, secondo voi i delinquenti verrebbero da fuori per farsi incarcerare?

Le persone comuni, ma soprattutto i rappresentanti istituzionali, non dovrebbero mai fare l'errore di generalizzare, neanche quando si è in preda a facili reazioni d'istinto. E' la nostra stessa storia che ce lo insegna.

Negli Stati Uniti gli immigranti Italiani subirono fortissimi pregiudizi, razzismo ed in molti casi anche violenza. Nel diciannovesimo secolo e all'inizio del ventesimo, gli Italo-Americani venivano spesso visti come non-Americani e criminali. Una parte dell'anti-Italianismo aveva le stesse cause della violenza contro gli Ebrei. Infatti, in quanto gli Italiani, questi venivano visti come discendenti dei Romani e quindi responsabili delle crocifissione di Gesù: tanto bastava per giustificare la violenza nei loro confronti.

Il più grande linciaggio della storia d'America ha avuto luogo a New Orleans nel 1891 ed ha avuto come vittime undici Italiani. Questi, ritenuti responsabili dell'assassinio del Comandante della Polizia David Hennessy, furono arrestati ed incarcerati prima di essere brutalmente uccisi da una folla inferocita che ha assaltato la prigione. I testimoni raccontarano che le urla furono quasi assordanti e che lo slogan "impiccate i dagos" rimbombò durante tutta la rivolta. Citando l'incidente, un giornale riportò che successivamente centiaia di Italiani, la maggior parte dei quali non erano affatto criminali, furono arrestati dalla polizia. Per decine di anni, il motto anti-Italiano "Who kill-a the chief" rimase popolare nella zona di New Orleans.

Nel 1920, gli anarchici Italiani Sacco e Vanzetti, furono vittime di pregiudizio e  infine condannati a morte a causa delle loro origini Italiane e delle loro idee politiche estreme. Sebbene non furono linciati, Sacco e Vanzetti subirono un processo sommario e numerosi storici concordano sul fatto che sia il giudice, sia la giuria che i prosecutori erano tutti a sfavore degli immigrati Italiani. Sacco e Vanzetti furono così condannati a morte nonostante la mancanza di prove a loro carico.

[...]

In Australia, sommosse anti-Italiani sono avvenute in numerose occasioni fin da quando gli immigranti, chiamati "wogs" (un termine dispregativo Inglese), cominciarono ad arrivare tra la fine del diciannovesimo secolo e l'inizio del ventesimo. Molti Australiani vedeveno gli immigranti Italiani come "immorali", "miserabili" e "sporchi".

[...]

L'Anti-Italianismo era parte dell'ideologia razzista del Ku Klux Klan, un gruppo di supremazia bianca che odiava gli Italiani per essere Cattolici Romani anzichè Protestanti Aglosassoni. Il KKK fu molto attivo contro gli Italiani nella parte meridionale del New Jersey attorno alla metà del 1920. Nel 1933 ci fu una grossa protesta contro gli Italiani a Vineland, dove questi raggiungevano il 20% della popolazione.

Tradotto da wikipedia

Razzismo made in Italy

giovedì, gennaio 21st, 2010

C'è una amica innamorata dell'Italia. Parla bene la lingua, ha visitato il paese diverse volte, ama il cibo la gente e la cultura. E' Americana e vorrebbe venire a vivere da noi.
C'è però un problema che a detta sua la fa esitare: è nera.

E' infatti terrorizzata dal fatto che la polizia vedendola nera potrebbe fermarla per strada e che a causa della farraginosa e per un Americano incomprensibile burocrazia Italiana (cedolino, bollino, timbrino, e tutto quello che finisce per "ino") potrebbe venirsi a trovare in situazioni spiacevoli se non addirittura pericolose.
Io mi sono stancato a spiegarle che non deve preoccuparsi, che lei è Americana per cui è un pò come fosse la padrona di casa e mal che vada le basterebbe mostrare la copertina blu del suo passaporto per risolvere qualsiasi tipo di problema con lo Stato Italiano. Entrambi i miei amici Americani, ad esempio, hanno guidato in Italia per mesi e mesi con la patente americana scaduta ed in due diverse occasioni furono fermati dai caramba senza nessuna conseguenza.

Lei non riesce ad intuire che il nostro è uno stato forte con i deboli e debole con i forti in cui la legge non è uguale per tutti. Si è inoltre convinta che essere nera è in Italia condizione sufficiente per mettersi nei guai con la legge. Del resto, coi tempo che corrono, è difficile darle torto:

Giovedì 14 gennaio, conclusa la trasmissione Annozero, la polizia ha fermato per mezz’ora tre ospiti che erano intervenuti in diretta. Non li hanno lasciati nemmeno uscire. Sono stati bloccati in un corridoio secondario, dentro gli studi della Rai. [...] Hanno fermato gli unici tre ospiti neri. Il funzionario di polizia voleva verificare che avessero davvero la ricevuta per aver chiesto il permesso di soggiorno. Deve essere l’originale (non una fotocopia).
Un abuso? No. Da quando l’essere irregolari è reato, i pubblici ufficiali per non finire a loro volta nei guai devono controllare.
I cedolini c’erano.
Se avessero dimenticato a casa gli originali o anche se avessero avuto con sé le fotocopie (per non perdere gli originali) i tre ragazzi sarebbero stati rinchiusi nel centro di identificazione di Ponte Galeria e avrebbero rischiato fino a duemila euro di multa e un anno di carcere.
Provate voi a immaginare un italiano condannato a un anno di carcere per aver dimenticato la carta di identità… Infatti la legge vale solo per gli stranieri.

Fabio Gatti


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