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Brooklyn Queens

mercoledì, novembre 4th, 2009

Ho scoperto un altro ristorante degno di nota sotto casa, stavolta Giapponese.
No i soliti Cinesi di Manhattan che fanno finta di essere Giapponesi. Questi qua sono autentici.
Stasera entro alle dieci e al Sushi Bar erano sedute due coppie Giapponesi. Sul proiettore un film di Kurosawa (che ovviamente ho già visto) e per musica una specie di Carmen Consoli del sole che nasce.
Mi sono preso un sushi assortito con miso soup a portare via. Buono.
Qui nel Queens i posti interessanti ci sono ma bisogna cercarli bene.

E di Brooklyn? Ne vogliamo parlare? L'altra sera dopo la festa a casa di Duccio siamo entrati casualmente all'Alligator, un bar allucinante della zona di Graham sulla L.
Ai divanetti nella penombra diversi gruppi in stile village people. Tavolo da biliardo, saletta sul retro con spazio per ballare e videogames anni '80. Ragazze strane che ballano scatenate che non capisci se ci sono e se ci fanno. Soggetti cinquantenni coi baffi lunghi, i tatuaggi ed il gilè di pelle sul petto nudo.
Una birra grande viene cinque dollari ed in omaggio ti danno una pizzetta al piatto cotta sul momento al forno a legna.. hehehe
Questa si che è città cazzo!

Bella Brooklyn... mi sarei dovuto trasferire laggiù. E' la New York vera dei giorni nostri.

Comodi Deserti

mercoledì, luglio 22nd, 2009

Ieri dopo tanto tempo mi sono comprato un bel pacchetto di sigarette.
Ma io non fumo eh... sia chiaro. Solo che ogni tanto mi viene questa smania e cosi' accendo fumo e mi rilasso.

Stasera per esempio dopo cena sono uscito a fare una passeggiata a Broadway. Ohhh non fate casino con Manhattan... stiamo parlando del Queens.
Broadway non e' una avenue completamente anonima come la maggior parte delle altre. Ci sono diversi locali, diversi negozi... ma tutto pover, tutto modesto, tutto in stile Queens.

Dalla 32esima strada sono arrivato fino a Steinway e mentre mi fumavo non una ma due marlboro light ho telefonato prima al decano di New York l'amico Duccio il fiorentino poi al collega Daniele il ciociaro.

Due cazzate, due risate, due battute sulle fighe... Insomma l'avrete capito: non e' facile stare qui soli. Siamo noi, noi che stiamo in comodi deserti, di appartamenti e di tranquillita', lontani dagli altri, ma tanto prima o poi... gli altri siamo noi (Umberto Tozzi)

Scherzi a parte. Non e' facile stare qui soli ma e' bello. Non ve lo so spiegare ma si rimane attratti da qualcosa. Ammaliati. Questo e' un viaggio (mentale) di sola andata

Ciao

P.S.1 Moma Warm Up

sabato, luglio 18th, 2009

Sto in paranoia anche stasera eh... ma fatemi scrivere lo stesso le mie quattro cazzate quotidiane.

Oggi sono stato al Warm up, un evento musicale che si fa ogni anno presso P.S.1, il museo d'arte moderna del Queens affiliato al MoMa.
C'è musica dance, birra, architettura, arte moderna, gente modernissima... bello. L'ingresso costa dieci dollari, la birretta 6.

In occasione del Warm up gli spazi all'aperto vengono ogni anno allestiti con la struttura che ha vinto un apposito concorso, lo YAP (Young Architects Program). Quest'anno ci sono una serie di strane capanne altissime che spruzzano acqua vaporizzata al loro interno.

Ho ovviamente visitato anche il museo, ricavato nel 1997 da una scuola pubblica abbandonata nel 1960.
Le opere esposte purtroppo non si possono fotografare. Mi sono piaciuti in particolare Jonathan Horowitz e Lutz Bacher. Roba tosta...

Athens Cafè

lunedì, marzo 9th, 2009

Come previsto mi sono preso quattro ore di permesso.
A casa ho trovato il proprietario in persona che supervisionava i lavori del disinfestatore.

Nella seconda disinfezione il disinfestatore spande tre prodotti.
Il primo, uno spray liberamente acquistabile, viene spruzzato massicciamente su letto, materasso, divano, ovunque... Il secondo esce da una specie di grossa pompa che si porta dietro e va solo sugli angoli. Il terzo, è un altro spray potentissimo che deve rimanere nell'aria per tre ore, durante le quali nessuno deve entrare in casa.

Ho visto insomma lavorare il disinfestatore e mi sono convinto di una cosa: torneranno. Ne sono sicuro al 100%.

Mi sto convincendo che nella maggior parte dei casi l'unica vera soluzione al problema sia quella di disfarsi di tutte le cose in tuo possesso (non le puoi vendere!, le devi buttare via), lavare tutti i vestiti con acqua bollente o a secco e infine cambiare casa. Cambiare casa e vendere le cose (o solo parte di esse) sono azioni che se fatte singolarmente non risolvono il problema.
Insomma è come subire un incendio o una alluvione con la differenza che questi eventi sono coperti dalle assicurazioni. I bedbugs invece non li copre nessuno.

Ma adesso basta a parlare di questa disgrazia che non vorrei allapparvi i maroni...
Parliamo piuttosto del bar in cui sono venuto a passare le tre ore fuori casa.

Sono all'Athens Cafè di Astoria, un bar che unisce l'antico ed il moderno, la tradizione e la novità.
Ci stanno ovviamente sempre un sacco di Greci, soprattutto quando la temperatura lo consente e si possono mettere i tavoli fuori sul marciapiede.
Ogni tanto viene anche un prete ortodosso con la barba lunga e la tunica nera a fare l'elemosina per la chiesa dei Greci.
Si beve caffè Greco. Una bomba! E' pastoso, insomma non è del tutto liquido. Ti rimane alla fine una sabbiolina di caffè in mezzo ai denti ed il fondo è talmente denso che non lo puoi bere (rimane attaccato alla tazza). Me lo ho hanno servito senza cucchiano e senza zucchero.

Nonostante sia tutto in legno, i tavoli come una volta e le sedie classicissime la vetreria ha richiama uno stile moderno, e la musica che si sente è decisamente giovanile, perlopiù musica elettronica o dance.
Mi piace... poi non siamo a Manhattan quindi non c'è frenesia e non ti cacciano via a calci nel culo se come me prendi solo un caffè occupando un tavolo da quattro posti per due ore.

Il Queens è tosto dai. A questo punto mi tocca andare a vivere anche a Brooklyn (o nel Bronx!) dopodichè sono a posto.

la New York dal volto umano

lunedì, febbraio 2nd, 2009

Oh ma sai che qui ad Astoria ci sono un sacco di localini di classe? Me ne sono accorto stasera...

E' venuto a trovarmi un collega e siamo andati qui sulla trentesima avenue.
Non faceva freddo (ben 8 gradi!!!) e c'era la finale del superbowl.
La lounge  (senti come suona bene, ripeti assieme a me: Loooooounge... Loooounge... no Bar, Looooounge!) dicevo la Lounge piena di bella gente, calma nell'aria (no come Manhattan dove ti danno a bere col sifone e se non bevi ti cacciano a calci in culo) e soprattutto un numero incredibile di belle donne tutte indisturbate!

Ma roba che se ci fossero i ragazzotti di cui parlavo nel post precedente succederebbe il pandemonio. Insomma ad Astoria c'è molto da lavorare. C'è spazio di crescita.
Voi vedere che alla fine me ne sto fisso nel Queens tutte le sere?
Capito che intendo? Qui capace che entri nel locale ed il barista ti chiama per nome, ti chiede se vuoi il solito, ti offre qualcosa... insomma è una New York dal volto umano.

Guarda lo devo rivalutare il Queens. E soprattutto devo uscire TUTTE le sere.

Il muro della vergogna

venerdì, gennaio 23rd, 2009

Nel tragitto tra la metro e casa mi fermo spesso a fare spesa in un supermercato che non è enorme eppure ha un sacco di cose buone.

Sopra le casse ci sono i monitor di sorveglianza e tutto intorno ad essi una serie di foto polaroid appiccicate al muro. Centinaia e centinaia di foto ognuna con un commento scritto sotto a penna.
Le avevo notate altre volte e pensavo si trattasse delle foto del dipendente del mese, di clienti affezionati o di vincitori di chissà quale concorso.

Oggi però mi ci è caduto l'occhio di nuovo e mi sono messo ad osservarle con più attenzione:  alcuni giovanissimi, altri vecchi, alcuni in pantaloncini, altri in giacca e cravatta. Le foto poi erano di persone sempre diverse. No, non erano dipendenti. Si trattava sicuramente di clienti.
C'era poi una particolarità. Ciascuno aveva in mano e mostrava al fotografo un prodotto in vendita nel supermercato: latte, salami, bistecche, bottiglie.

Mi è venuto il dubbio: vuoi vedere che sono le foto dei clienti sorpresi a rubare?!?!?

Avvicinatomi abbastanza da leggere le didascalie i dubbi sono subito svaniti. "PRESO DA JOHN IL 26 AGOSTO 2006" "PRESO DA MIKE IL 4 SETTEMBRE 2004" e così via...
Erano davvero le foto dei ladri! Il cassiere me ne ha dato conferma... ehhehehehehehehehe pazzesco.

Paese che vai usanze che trovi

La 21esima del Queens

lunedì, dicembre 8th, 2008

Ho un sacco di cose da scrivere ma pochissimo tempo a disposizione per farlo.
Cominciamo dalla 21esima street del Queens.

Se volete vedere la New York che non si trova nelle cartoline ed avventurarvi in un mondo del tutto insolito dovete farvi a piedi il tratto della 21 Street che va dalla fermata della F fino a circa la 30esima avenue.
E' una zona poverissima, ricca di case popolari, di autolavaggi, officine meccaniche, gommisti e poco altro.
Tutti lavorano 24 ore al giorno in modo da poter servire le decine di migliaia di Taxi che possono fermarsi solo di notte. Sui marciapiedi si accumulano immondizia e fogli di giornale, le pareti dei palazzi sono coperte di scritte e si sente parlare pochissimo Inglese.

Appena esci dalla metro sulla destra c'è una officina con qualche tornio e poche altre macchine utensili. Attraverso una fessura è possibile sbirciare all'interno e riscoprire un ambiente di lavoro buio, confuso, agghiacciante. Cose da terzo mondo. Di aziende come questa ce ne sono a dozzine, anzi a centinaia.

Un gommista nero di polvere stringe un dado di un cerchio all'aperto, con la temperatura sottozero. Tutto intorno pile di gomme usate e cerchi in lega sbiaditi dalla pioggia esposti allo sguardo dei passanti.
Poco davanti lo scheletro di una cadillac nera senza gomme è parcheggiato lungo la strada. Il cofano è mancante ed il motore mezzo smontato.

I grattacieli di Manhattan, che saltuariamente svettano in lontananza, dalla 21 strada del Queens sembrano una bizzarra eccezione alla realtà. Sembrano uno sberleffo alla vita dura e cruda di milioni di New Yorkers meno fortunati di altri.

God Save the Queens, NYC

martedì, novembre 25th, 2008

C'è un calo significativo dell'ispirazione necessaria per scrivere quotidianamente su un blog come questo.
Secondo me sto cominciado a pagare il prezzo che si paga vivendo nel Queens.
Si sta comodi ma un pò isolati da tutto.

A Roosevelt Island incontravo quotidianamente ragazzi e ragazze Italiane. Qui invece in due mesi non ho MAI, e sottolineo MAI incontrato un altro Italiano.
Fossi stato qui sin dal primo giorno non so come l'avrei presa: i primi sei mesi sono durissimi e avere sempre amici attorno è fondamentale.

Che posto strano l'America. Ci sono confini invisibili ma allo stesso tempo nettissimi. Mondi diversi, eterogenei, quasi estranei tra loro convivono uno a fianco all'altro.
Un posto strano e affascinante. Molto affascinante.

Il mio incubo peggiore? Tornare in Italia

God save the Queens (NYC)

martedì, settembre 30th, 2008

Ed eccomi qui, tutto solo nella casetta del Queens.
La zona è quella di Crescent St
Oggi per l'ultima volta ho lasciato l'isola nell'isola da residente. Una scena triste. Sono andato via col tram... malinconia nell'aria. Vah beh pazienza.

Ho passato le ultime 3 ore nel mettere in ordine una tonnellata di roba protata qui dai movers (i facchini).
L'appalto per il trasloco alla fine lo hanno vinto i Russi. Hanno partecipato alla gara anche i Cinesi e i Messicani. Coi primi non è stato possibile capirsi. I Messicani hanno fatto i furbi sul prezzo.
I Russi invece sono usciti con un prezzo competitivo, si sono presentati con un camion enorme, puntuali, impacchettavano tutto con cura... hanno emesso fattura e assicurazione. Gente seria insomma... Alla fine gli ho anche lasciato una bella mancia.

Stasera mi sento come se sto per la prima volta veramente a New York.
R.I. era come una riserva, un parco giochi. Tutto bello, tutto protetto. Un solo omicidio (per causa passionale) in trenta anni. Qui invece siamo a NY NY e la storia è ben diversa. Il 114esimo distretto di polizia ci informa infatti che negli ultimi 20 anni c'è stato un calo verticale di tutti i crimi. Ad esempio, gli omicidi solo nel 1990 furono 30 mentre l'anno scorso furono solo 5 (compresi quelli avvenuti tra i carcerati di Rikers Island).
Oltre agli omicidi nel 2007 si sono verificati anche 449 furti in casa, 318 furti, 303 aggressioni. Sembrano grossi ma se confrontati con quelli del 1990 questi numeri sono noccioline.
(Visto che statistiche? Se la morsa contro il crimine si allenta te ne accorgi da un anno all'altro. NYPD mica Polizia - Carabbbinieri - Guardia di Finanza!)

Dal Queens a Gotham City. Tutto in una serata.

martedì, settembre 23rd, 2008

Sono stato a casa nuova e poi a casa di Vega che si offre di vendermi gran parte dei suoi mobili.
Il primo pomeriggio nel Queens è stato incoraggiante.
La casetta è graziosa, il quartiere è vivo, vero.
Moltissimi Greci, diversi Arabi.
Il tempo scorre ad una velocità diversa, probabilmente quella giusta.

Entranto alla Chase un signore anziano sulle stampelle era nel booth del Bancomat per aprire la porta ai passanti.
Spiega ad una signora a nello sportello a fianco al mio che sta va li per cercare di tirare su qualche dollaro.
Faccio il bancomat ed escono tutti pezzi da venti. In tasca nemmeno una moneta.
Esco dalla porta e gli faccio: "I'm sorry but they only give twenties out". E lui: "Don't worry about it man, somebody else will come".
Persino i mendicanti hanno tempo di essere gentili nel Queens.

In serata sono tornato a Manhattan per vedere "The Dark Knight".
Ambientanto a Gotham city, la maestosa e tetra città di Batman, esci dal cinema pensando quanto sarebbe bello poterla visitare.
Poi ti giri e d'improvviso ti ricordi  che non sei in Italia... e che ci vivi già Gotham city!
Forte dai...
Vada come vada ne è valsa davvero la pena di venire a vivere qui.


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