A Steinway Street, invece che la solita distesa di negozietti poveri di Astoria c’era incredibilmente un bellissimo lungomare in stile Europeo e dalla parte opposta a Manhattan si estendeva prima una lunga striscia di sabbia chiara, poi il mare.
Saranno state le venti di una sera d’estate e passeggiavo lungo questo improbabile lungomare. Poca gente in giro, ampi spazi, molta luce e aria frizzante. Ad un certo punto noto un casottino di legno. Era ancora mezzo verniciato e mezzo no ma avevano già montanto l’insegna che diceva in caratteri simil-ellenici “Martinsicuro Beach Club” e sotto in maiuscolo “NEW YORK”.
“Porca puttana!”, ho pensato. Che bella idea… Un bel barettino sulla spiaggia per tutti i ragazzi di Martinsicuro che vivono a New York… è geniale. Ed ecco che in quel momento proprio davanti al bar noto che c’erano già alcuni ragazzi. Erano molto più giovano di me e quindi non li conoscevo nemmeno di vista ma nonostante ciò era certo che fossero di Martinsicuro.
“Bello il bar eh?… Sapete quando apre?” Chiedo direttamente in Italiano. E loro: “No, non lo sappiamo ma manca poco, lo apre Matteo Bianchini”
Matteo Bianchini?!? Mi sta bene il mare nel Queens, mi sta bene il baretto… ma che sia pure di Bianchini era troppo così mi sono reso conto che era tutta una cazzata e, con un pò di nostaglia, mi sono svegliato. Ci sono rimasto male che fosse solo un sogno perchè una bella spiaggetta poco affollata e soprattutto un piccolo baretto Martinsicurese ci stavano proprio bene nel Queens (magari non di Bianchini però… meglio farlo fare a Francesco Yastà!)
