Posts Tagged ‘polizia’

Violenza domestica

Sunday, December 13th, 2009

Oggi per la prima volta  da quando sto qui mi sono spaventato sul serio.

Stavo scrivendo il post precendente quando all’improvviso sento un trambusto e delle urla.
Corro ad aprire la porta per sentire meglio e sento un uomo gridare come un pazzo “Ti ammazzo! Ti ammazzo!” assieme ad altre frasi incomprensibili. In tre anni di America non avevo mai sentito niente del genere.
La mia vicina di casa, una vecchietta che credo sta qui sin dai tempi della guerra mondiale, era alla porta anche lei visibilmente preoccupata per quello che stava accadendo.

Chiudo la porta e al volo chiamo il 911.
Mi risponde un operatore indiano che parla un inglese peggio del mio.
Per spiegargli l’indirizzo e quello che stava accadendo utilizzando un tempo nettamente superiore a quello che sarebbe stato necessario se l’operatore fosse stato un altro. Comunque alla fine ci capiamo… sono le 6.49 PM.

Passano 12 minuti e non arriva nessuno così richiamo.
Risponde una donna che parla inglese nativo. Rispiego indirizzo ed accaduto (stavolta al volo) e lei ribadisce che una pattuglia è in arrivo.
La pattuglia arriva dopo 22 minuti esatti, roba che neanche in Italia.

Entrano i due agenti e per le scale fermano un uomo che non c’entrava nulla: va tutto bene? E lui: si perchè?
Allora li chiamo e spiego che sono stato io a telefonare. Racconto cosa ho sentito e che anche la vicina lo può certamente confermare. Loro dicono: “Va bene grazie, se sente ancora qualcosa ci richiami”. E se ne vanno senza fare nulla!

Sta cosa devo ammettere che mi ha agitato e mi ha fatto ripensare ad un pò di cose. Era come minimo un semplice episodio di violenza domestica ma potrebbe anche essere stato un omicidio! Chi lo sa? Avrebbero perlomeno potuto chiedere in giro.
E poi sono arrivati in oltre 20 minuti! Bella sicurezza…

Forse è vero che in fondo in fondo il Queens non è come Manhattan. E che tutto il mondo è paese.

Miranda Warning

Wednesday, October 28th, 2009

Scena classica: il poliziotto fa l’arresto, serra le manette e rivolgendosi al sospettato dice “Hai il diritto di non parlare, tutto quello che dirai potrà venire usato contro di te in tribunale, hai il diritto di chiamare un avvocato…” e così via.

Quante volte lo avrete sentito nei film Americani? … dozzine di volte. Probabilmente lo conoscete a memoria fin dai tempi di Starsky & Hutch.
Si tratta del famoso “Miranda Warning“, una dichiarazione obbligatoria per tutte le Polizie degli Stati Uniti che fa parte della procedura di arresto.

Subito dopo il Warning, volendo anche sul posto stesso dell’arresto, la Polizia comincia con l’interrogatorio, anzi come dicono loro (per addolcire la pillola) con l’interview. Per loro sei già colpevole e le domande che ti vengono poste hanno il solo scopo di dimostrare la tua colpevolezza in vista del processo.

Nel pomeriggio mi sono trovato a guardare un filmato del Prof. James Duane, docente di legge ed ex avvocato penalista, che spiega i motivi per cui non si deve mai e per nessun motivo al mondo rispondere alle domande che ti fa la Polizia in queste circostanze. Colpevole o innocente non fa differenza alcuna: devi stare muto come un pesce e non rispondere a nulla se non dopo l’arrivo del tuo difensore.
Una spiegazione molto interessante che svela i retroscena della giustizia penale Americana.

Dopo il Professore prende la parola George Bruch, agente di Polizia di Virginia Beach, che ha il compito di confutare le sue opinioni.
In realtà il poliziotto conferma tutto e confessa che è parlare con la polizia senza la presenza di un avvocato è in ogni caso controproducente per il sospettato. Aggiunge però che per grazie a dio siamo negli USA e non in Italia, Spagna o altri paesi del genere in cui gli interrogatori diventanto subito “physical” e la polizia può fare di te ciò che vuole. Hehehehe!
Ormai le storielle degli sganassoni presi dentro le caserme Italiane sono arrivate fino a Virginia Beach.

Chiamatemi Ponciarello

Thursday, August 6th, 2009

Ve lo ricordate quando l’America era veramente l’America? Prima delle guerre recenti, prima del Patriot Act, prima di Bush padre e Bush figlio?
Io me lo ricordo… ero bambino e il simbolo dell’America per me erano i CHiPs: la polizia stradale della California. Il telefilm lo guardavo tutti i giorni. Il mio idolo? Ponciarello!!!
Nel risentire la sigla un pò mi sono commosso. Che mito… il vero sogno Americano. E sentite il giro di basso accompagnato dalla tromba. Anni settanta a catena… Che classe…
Per giorni interi andavo in bici su e giù per la strada fianco a fianco con gli amichetti imitando i movimenti e fischiettando questa musichetta (la frizione era il freno davanti e il cambio le pedaline della bici). Certe volte ci mettevamo anche i guanti.
Oggi sono qui in America, e i CHiPs (quelli veri!) li ho incrociati due volte sulle strade di Los Angeles. Sia io che loro a bordo dello stesso tipo di moto.

Sapete che sono infoiato con la Polizia Ausiliaria di NY no?
Bene ieri ho letto che esiste un reparto di volontari anche nella NYPD Highway Patrol!
No no no no, non potevo resistere. Anche se probabilmente non si può partecipare senza avere questa cazzo di maledetta carta verde ho fatto domanda lo stesso. Si, ho fatto domanda sul sito della Polizia e sto aspettando che mi richiamano.

Ragazzi dai è il sogno di un bambino che si realizza lo capite? E’ come tornare ad avere 10 anni un’altra volta. Solo che stavolta al posto della bici ti danno la moto vera.
Fantastico. Eccezionale. Il top.

Da oggi in poi chiamatemi Ponciarello.

Memorial Day

Monday, May 25th, 2009

Oggi è il giorno della memoria, festa nazionale in cui si commemorano i caduti di tutte le guerre.
E’ una delle rarissime occasioni in cui in America non si lavora e per questo motivo la festa la si sente anche di più.

Scendo in strada convinto di trovare tutto chiuso ed invece… ta taaaaaaaa! Sorpresa.
Dietro l’angolo hanno messo il mercato lungo tutta la parte centrale di Broadway nel Queens.

Il mercato nel Queens è veramente variopinto. C’è di tutto…
Mi ha colpito una giostra traballante e probabilmente autocostruita montata sul cassone di un piccolo autocarro.
Le grosse compagnie telefoniche che coi loro venditori a bordo di stranissimi SUV variopinti cercano a tutti i costi di cambiare operatore. Gli immancabili venditori ambulanti di cibo grassissimo, voluminoso e grossolano. Il rocchettaro anni 70 coi capelli bianchi che nonostante tutto non molla e suona la chitarra elettrica in mezzo alla strada in cambio di qualche mancia.

Poi un tenente della Polizia Ausiliaria del centoquattordicesimo distretto (il nostro) che estratto un carrellino dalla sua automobile personale cercava possibili volontari in mezzo alla strada, distribuiva foglietti che spiegavano come e dove si stavano verificando furti negli appartamenti di Astoria, regalava sorrisi e strette di mano ai curiosi come me.
Mi ha spiegato che lui è in impiegato ingegnere e ogni lunedì dalle 18 alle 24 lavora con la polizia. Il corso dura 15 settimane e non è previsto un minimo di ore di servizio settimanali.
Si può fare anche se non si è cittadini ma bisogna avere la carta verde.

Hai capito? Altro che Lega nord e posti riservati per i baruscia negli autobus di Milano. Qui non solo gli immigrati regolari hanno gli stessi diritti dei cittadini (e quando ci sono prendono anche gli incentivi dal governo) ma volendo diventano poliziotti ausiliari e se fai il pirla ti prendono a bastonate sui denti!

Porca troia che peccato che non ho la carta verde se no già mi ci vedevo con la divisa blu NYPD a Time Square a intortare le turiste… Ehhhhhhhhhhh ragazzi! Solo quello vale il prezzo del biglietto. Pensate alle Italiane che si ritrovano un poliziotto NYPD Italiano a New York.
Sarebbe come sparare sulla Croce Rossa.

L’eroica storia degli agenti ausiliari Marshalik e Pekearo

Sunday, March 22nd, 2009

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Sto in mezzo ad un mare di guai ma ve lo scrivo lo stesso il post sulla ronda newyorchese così mi distraggo un pò.
Allora ieri sera tornando a casa incontro la Auxiliary. Come vedete sono disarmati ma manganelli e altri gadget per immobilizzare le persone non mancano. Hanno praticamente la stessa divisa e le stesse attrezzature (compresa la radio) e si fa molta fatica a distinguerli dalla Polizia regolare. Mancano solo le pistole.

Proprio per questa loro somiglianza e per il fatto di essere disarmati il 14 Marzo 2007 a New York è successa una tragedia di cui si parla ancora.
Un pazzo, per motivi non chiari, ha sparato ed ucciso un barista nel west village e poi si è dato alla fuga a piedi.
Lungo la strada gli agenti Marshalik e Pekearo (19 e 28 anni!) hanno visto quest’uomo scappare e si sono messi a rincorrerlo. Lo sparatore, armato di 2 pistole e 4 caricatori, si è fermato è tornato indietro e li ha freddati entrambi senza esitare un secondo.
A nulla è servito l’intervento di un agente dell’anticrimine in borghese che non è riuscuto a colpire il malvivente prima che questo uccidesse entrambi i giovani volontari o delle pattuglie in macchina (arrivate in meno di un minuto) che hanno potuto solo trasportare gli agenti ormai morti in ospedale. Il tutto è stato ripreso da una telecamera di sorveglianza.

La polemica che ne scaturì fu enorme anche perchè ai due agenti, essendo ausiliari, non spettava nessuna indennità di servizio. Il sindaco Bloomberg fece però in modo che tramite fondi statali e federali alle due famiglie arrivassero $411.000 di indennizzo.

NYPD Auxiliary

Saturday, March 7th, 2009

Da wikipedia:
Il New York City Police Department Auxiliary Police è un corpo riservista di Polizia volontario, disarmato sussidiaro del New York Police Department. Gli agenti ausiliari assistono la NYPD con pattuglie in divisa ed effettuano il controllo del traffico e delle persone durante incidenti stradali, incendi, dimostrazioni ed altri eventi. Oltre 4500 agenti di Poliza Ausiliaria contibuiscono con oltre un milione di ore di servizio ogni anno.

Qua sono organizzati bene… no le ronde padane! ehehhe

Ronde Newyorchesi

Wednesday, February 25th, 2009

Guardate con che cosa la Polizia di New York pattugliava le strade in pieno inverno con la temperatura sotto zero.

Ma se non c’è polizia in giro, a che cazzo servono le ronde padane?

SWAT

Thursday, December 11th, 2008

Scene di vita quotidiana nella subway.

L’altra mattina a Herald Square c’era una squadra della polizia armata come nei film con tanto di elmo militare, giubbini antiproiettile e fucile d’assalto. Erano messi in ogni angolo della stazione mentre un poliziotto faceva annusare al cane tutti i secchi dell’immondizia.

Inizialmente mi ero chiesto se era consentito fotografarli poi ho visto quelli del telegiornale che riprendevano con la telecamera.

L’occasione è stata ghiotta per una foto ma poi ho accelerato il passo… meglio non trovarsi nella linea di tiro tra i terroristi e la squadra degli SWAT

Forze dell’Ordine

Wednesday, November 12th, 2008

Questo lo avrei voluto scrivere ieri ma non ho avuto tempo.
Daniele Martinelli, col suo ultimo post titolato “Un pò d’ordine nella forze dell’Ordine” mi deve aver letto nel pensiero e così lo scrivo oggi.

Credo che Martinelli abbia ragione da vendere.
Come al solito l’organizzazione della cosa pubblica in Italia è fallimentare e le forze dell’ordine, nonostante la dedizione ed i sacrifici della maggior parte dei singoli agenti, purtroppo non fanno eccezione.

Da queste parti il crimine viene misurato ogni settimana e pubblicato continuamente.
Mappe online mostrano giorno dopo giorno dove e quando avvengono i reati.
Ciascuna città si finanzia la propria Polizia con i propri soldi. Il capo della Polizia viene scelto dal Sindaco che così si assume la responsabilità politica della sicurezza dei propri cittadini.
A New York per esempio c’è stata recentemente una discussione quando si è scoperto che il tempo medio di intervento delle pattuglie è salito da sette minuti a sette minuti e SEI SECONDI.
Qual’è il tempo medio di intervento nelle città Italiane? (sempre se vengono le pattuglie quando le chiamate…) I furti d’auto sono scesi o sono saliti? (sempre se come succede a Napoli le denunce non sono ancora state soppiantate dal “Cavallo di Ritorno”…)

Dipendesse da me anche in Italia ci sarebbe un solo corpo di polizia nazionale e tanti distretti di polizia locali controllati dai sindaci e finanziati con le tasse comunali, un solo numero per tutte le emergenze e statistiche sul crimine pubblicate per ciascuna provincia.

Le cose non vanno e stavolta non è questione di carenza di risorse: pare infatti che in Italia ci sia più densità di agenti di Polizia che in tutto il resto d’Europa.

Il problema, come sempre, è l’organizzazione.

L’altra faccia della medaglia

Wednesday, October 1st, 2008

All’incrocio tra la 34esima e l’ottava, proprio sotto in semaforo, dalla parte del marciapiede una ragazza giaceva in terra faccia in giù.
Tra le braccia aveva una borsa piena di lattine di birra (intere) e non si muoveva. A me sembrava morta.

Attorno a lei tre agenti di polizia, uno di loro sergente.
Gli agenti non la toccavano, non facevano nulla. Sembravano aspettare l’ambulanza… ma lo facevano con aria fredda, divertita. Ongi tanto sghignazzavano.
Era evidente che non gli importava nulla di quella persona, che forse anzi la odiavano e che se avessero potuto la avrebbero fatta alzare a calci nel culo.

Mi hanno fatto paura.