Posts Tagged ‘polizia’

Brutta gente nel quartiere

giovedì, novembre 10th, 2011

Di recente mi sto tornando a chiedere se la zona in cui vivo è ancora sicura abbastanza.
Secondo i dati ufficiali infatti i crimini più gravi (omicidi, stupri, rapine e aggressioni aggravate) sono tutti in lieve crescita. Invece stabili o in calo quelli minori.

Capiamoci bene... rispetto a quello che si trova in giro in altre zonette del Queens o di Brooklyn da me siamo ancora al top della classifica ma in prospettiva le cose non sembrano migliorare. Anzi, peggiorano.

Oggi alle 7.30 mi ha svegliato la voce del portiere che esortava qualcuno ad andarsene. Quest'ultimo invece - un uomo bianco 25/35 anni alto 6 piedi capelli corti corporatura robusta maglia col cappello grigia jeans e niente scarpe ai piedi - non voleva saperne e anzi si scagliava con tutta la forza contro le porte a vetro nell'intento di entrare.
Alla fine il portiere si è fatto da parte e ha chiamato la Polizia che è arrivata dopo mezz'ora esatta. Nel frattempo il soggetto era riuscito a farsi aprire la porta e a disperdersi all'interno dello stabile.

La pattuglia lo ha ripescato per le scale e lo ha accompagnato fuori. Lo hanno lasciato andare e lui (come prevedibile) dopo un pò è ritornato per rifare lo stesso treatrino. La seconda volta però pare si è allontanato volontariamente (pare... ma come si fa a saperlo? Forse in questo momento è in piedi dietro la mia porta).
Non è successo niente per fortuna ma non è la prima volta e non fa certo piacere sapere che ci sono soggetti del genere in zona.

A leggere i giornali c'è da aver paura: ultimamente stanno dando la caccia ad un paio di stupratori e ad un molestatore che avvicina le sue vittime a bordo di una bicicletta. Qualche giorno fa un ventenne che scappava dalla Polizia ha causato un mega incidente travolgendo una dozzina di automobili lungo la strada. Ovviamente tutto va messo in prospettiva e soffermandosi su queste cose uno non uscirebbe più di casa. E' però vero che lentsmente l'aria sembra farsi più pesante un pò in tutta la città. Lo vedi in metro, per strada, ovunque: la qualità della vita peggiora.

Cambio radicale: a New York è possibile

giovedì, ottobre 27th, 2011

Sempre per quel discorso del turnover ve ne racconto un'altra degna di nota.

Ho un amico Americano che vive a Westchester e che lavora da Morgan Stanley. Fa un lavoro rispettabilissimo e guadagna anche bene. Cercate di immaginare la situazione: vivi in un posto meraviglioso, la mattina prendi il treno e dopo mezz'ora sei sotto il grattacielo di uno dei nuovi padroni del mondo, uno di quelli che decideranno le sorti nostre e della generazione successiva. Entri, ti siedi, fai il tuo lavoro dalle 9 alle 17. Ogni due settimane ti arriva un assegnino niente male, ferie pagate, se ti ammali hai degli ospedali che non ve li posso raccontare perchè in Italia non sono concepibili. Insomma hai tutto. Il sogno Americano, anzi no mi correggo: il sogno Italianissimo del "posto fisso". E che posto fisso!

Verrebbe quasi da pensare che per lui è arrivato il momento di aspettare in pace la pensione. E invece no! Qui siamo a New York e quindi l'amico Americano che combina? Decide che ne ha abbastanza, che si deve reinventare, che vuole un cambio radicale e così fa il test per entrare in Polizia. Supera il test scritto, supera i controlli medici, le indagini sul suo passato e alla fine è con tutte le carte in regola: appena si libera un posto nell'arco del 2012 lo chiameranno a rapporto con un preavviso di 24 ore.
Io ho cercato di farlo riflettere: ma sei sicuro che ti piacerà fare un lavoro del genere? Ormai hai 30 anni! E come la metti col fatto che guadagnerai solo il 38% di quello che guadagni adesso? (attenzione, non il 38% in meno... intendo il 62% in meno!) Ma lui non sente storie: appena lo chiameranno andrà in ufficio saluterà tutti e il giorno stesso si presenterà in accademia. Per quanto riguarda i soldi dice che all'inizio tirerà la cinghia, poi spera di diventare ufficiale in modo da guadagnare all'incirca quanto guadagna ora. Poi mal che vada se proprio vede che non fa per lui dopo un paio d'anni si licenzia e si ributta sul mercato del lavoro di Wall Street. "...Perchè l'importante è essere soddisfatti", precisa.

Due cose sono da considerare in questa storia. La prima è la trasparenza e l'accessibilità del sistema: pur non conoscendo nessun Generale di Corpo D'Armata e pur non essendo figlio di un Brigadiere un impiegato qualsiasi riesce a farsi accettare in Polizia. A 30 anni pergiunta!. La seconda è che nonostante tutto un giovane si può sentire motivato e capace di attuare un cambio del genere: il punto di arrivo di molti Italiani come punto di partenza di altrettanti Newyorchesi.

Ciao!

Salvataggio a Coney Island

domenica, ottobre 23rd, 2011

Eravamo sul boardwalk di Coney Island quando all'improvviso sono arrivate un paio di macchine e contemporaneamente due elicotteri della Polizia: mentre un elicottero è rimasto in alto l'altro è sceso a circa 20 metri di quota alla ricerca di qualche cosa.

Ad un certo punto quello più basso si ferma e rimane immobile e tra gli sbuffi chiari dell'acqua notiamo che si alzano le braccia di due persone che chiedono aiuto. Incredibilmente c'era qualcuno in mare!

Dall'elicottero salta un uomo rana e poco dopo viene calato il cesto col verricello. Una delle due persone viene fatta risalire dal cesto, l'altra invece (che opponeva resistenza) è stata riportata a nuoto dal soccorritore.

Era successo che un ragazzo giovane (non so fino a che punto lucido) nonostante il freddo ed il divieto si è messo a nuotare verso il largo. Ad un certo punto non riusciva più a tornare e così una signora è a sua volta scesa in acqua per prestargli soccorso. Nel frattempo i presenti hanno chiamato il 911 e nel giro di 10 minuti sono arrivati 2 elicotteri, 3 automobili , 2 unità dei vigili del fuoco ed una motovedetta.

La signora è stata accompagnata in ospedale, il ragazzo ammanettato. Morale della favola: a New York City non fate il bagno quando c'è il divieto di balneazione.

P.S.
Purtroppo verso la fine mi si è riempito l'iphone e così non ho potuto riprendere il decollo. L'atterraggio però si vede bene.

In Italia c’è anche troppa Polizia: basta organizzarla meglio

domenica, ottobre 16th, 2011

In Italia esiste un serio problema di democrazia e finchè non si risolve quello non ha senso parlare del resto ma visti gli eventi recenti non posso fare a meno di rispolverare un argomento che ritengo ugualmente importante e cioè che le Forze dell'Ordine sono da riorganizzare completamente.

Ma veramente bastano 150 teppisti in una manifestazione preannunciata per mettere in ginocchio la Stato Italiano? Eppure da noi di Polizia ce ne sarebbe in abbondanza: lo sapevate che l'Italia dispone del rapporto agenti di Polizia / residenti  più alto di tutti i paesi occidentali? Abbiamo infatti 550 agenti ogni 100.000 abitanti e al mondo ci battono solo Baharain (1886), Brunei (1086), Kuwait (1065), Mauritius, Cipro (609), Latvia (604) e Libano (574). Gli Stati Uniti ne hanno 243, la Francia 210, la Germania 303. Le Nazioni Unite ne raccomandano 220. [Link]

Nella mi visione delle cose auspico lo scioglimento della Guardia di Finanza (esiste già l'Agenzia delle Entrate), il ridimensionamento del numero e la riorganizzazione dei compiti dei Carabinieri, la frammentazione della Polizia di Stato in Polizie Municipali sotto il diretto controllo dei Sindaci e finanziate con apposite imposte Comunali riscosse direttamente dai Comuni anzichè dal Governo Centrale.

Facciamo funzionare le cose! Basta quindi col clamoroso, dispendioso e deleterio frazionamento delle Forze dell'Ordine che affligge oggi l'Italia.

Viva i Carabinieri

lunedì, ottobre 10th, 2011

Oggi ero con un paio di amici in viaggio di nozze e tra le altre cose siamo capitati alla Columbus Day Parade. Ad un certo punto sono passati i Carabinieri e non ho potuto resistere alla tentazione di accoglierli calorosamente e appena ho gritato "Viva i Carabinieri!" si è levato l'applauso spontaneo di una ventina di Italo-Americani che stavano attorno a me. Notate alla fine il "si ma ce se tanno troppo pochi però!"... heheheh

Il nuovo 911

giovedì, aprile 28th, 2011

 

Sala 911 di nuova generazione (time.com)

 

 

Da un vecchio post:

A differenza del bel paese in cui ci sono: 112 per la polizia (o sono i carabinieri... boh) - 113 per i carabinieri (ma a che serve se chè già la polizia?) - 114 per il telefono azzurro (ma come? e il 112-113 a che cazzo servono allora? eheheheheheh)- 115 Vigili del fuoco (pronto va a fuoco la casa! Si ma ci sono feriti? Si... almeno 20. Bene allora chiami anche il numero delle ambulanze perchè noi pensiamo solo a spegnere il fuoco) - 116 per il Soccorso Stradale (va beh dai... ci sta) - 117 per la Guardia di Finanza (Pronto, correte, mandate uno dei vostri elicotteri! Perchè signore? Perchè non mi hanno fatto lo scontrino...) - 118 per le Amulanze (Pronto... la casa va a fuoco, ci sono 20 feriti. Si ho già chiamato i vigili del fuoco. Come? Devo chiamare anche la polizia? Al 112 o al 113, lei lo sa?) - 119 per Telecom Italia Mobile (Pronto mi serve una ambulanza! Devo premere 7 per parlare con un operatore? La promozione dell'Estate? Oh ma qua sto morendo... tu tu tu tu tu...) per tutto questo (esclusa ovviamente la TIM!) qui c'è un numero unico e cioè il 911.
Tu chiami e parli con una sola persona che da sola gestisce qualsiasi situazione di emergenza possibile. Mentre ci parli quella mette dei dati in un computer e a raffica partono gli avvisi per la polizia, per le ambulanze, i vigili del fuoco o per chiunque altro serva in quella situazione. Rispondono anche agli SMS e agli MMS, parlano diverse lingue e sono addestrati per gestire qualsiasi situazione. Un lavoro che può fare la differenza tra la vita e la morte degli utenti: "This is 911, what's the nature of your emergency?". Figata

E' interessante vedere con quanta attenzione i servizi di emergenza vengano gestiti in questo paese.

Sul Time di questa settimana si parla del 911, il numero telefonico unico che gestisce tutte le emergenze in America.
Nonostante si tratti (credetemi) di un sistema efficientissimo che funziona perfettamente bene, gli USA si stanno già preoccupando di aggiornarlo per fare in modo che questo mantenga il passo con le nuove tecnologie di comunicazione.

In progetto ci sono miglioramenti nei metodi di geocodifica delle informazioni necessarie a localizzare i chiamanti, la creazione di un network in grado all'occorrenza di svincolare da un particolare territorio l'operato delle varie centrali ma anche di condividere in tempo reale i dati relativi agli interventi coordinati dalle stesse.

E va beh dai... noi pressappoco con 112, 113 e compagnia bella siamo più o meno allo stesso livello

Blauer

mercoledì, gennaio 5th, 2011

Sono tornato a New York.  Siccome ci vorrà qualche giorno per rientrare completamente nel vortice oggi esco con un post generalista su una curiosità.

Diversi anni fa, credo attorno al 2005/2006, uscirono in Italia i giubbotti della Blauer. L'aspetto che li rende tipici è che sono tutti ispirati ai giubbotti delle uniformi dei vari corpi di Polizia Americani. Ve li ricordate i "bomber" degli anni '90 che imitavano le uniformi dell'USAF? I Blauer seguono lo stesso concetto ma sono però rivolti alla Polizia anzichè all'Aviazione. Ci trovate quindi il porta badge, i patch sulle spalle, i gradi eccetera.

Mi è tornata in mente questa storia perchè nel mio breve viaggio in giro per l'Italia ho notato che il Blauer è tornato di moda. Ne ho visti in tutto una dozzina tra Roma, Napoli e Venezia. Al quanto pare il marchio si sta anche dedicando a prodotti non spiccatamente militareschi.

All'epoca ero intenzionato a comprarmene uno ma visti i prezzi rinunciai. Non prima però di aver fatto una piccola ricerca. Scoprii così che mentre i giubbotti che si vendevano in Italia erano palesemente solo ispirati alle divise, la Blauer in America era invece un noto fornitore di divise vere e proprie. I giubotti completi si vendevano solo nei negozi specializzati e ovviamente solo agli addetti ai lavori, quelli senza distintivi era invece possibile acquistarli da chiunque. Presi così il miglior prodotto in goretex blu e separatamente (su ebay) dei patch. Così facendo ad una frazione del costo di quelli in boutique ottenni una divisa Blauer originale. Anzi no... una divisa d'ordinanza.

P.S.
Adesso ne ho uno anche qui. I patch però stavolta non li ho presi su ebay... hehehehehe

Violenza domestica

domenica, dicembre 13th, 2009

Oggi per la prima volta  da quando sto qui mi sono spaventato sul serio.

Stavo scrivendo il post precendente quando all'improvviso sento un trambusto e delle urla.
Corro ad aprire la porta per sentire meglio e sento un uomo gridare come un pazzo "Ti ammazzo! Ti ammazzo!" assieme ad altre frasi incomprensibili. In tre anni di America non avevo mai sentito niente del genere.
La mia vicina di casa, una vecchietta che credo sta qui sin dai tempi della guerra mondiale, era alla porta anche lei visibilmente preoccupata per quello che stava accadendo.

Chiudo la porta e al volo chiamo il 911.
Mi risponde un operatore indiano che parla un inglese peggio del mio.
Per spiegargli l'indirizzo e quello che stava accadendo utilizzando un tempo nettamente superiore a quello che sarebbe stato necessario se l'operatore fosse stato un altro. Comunque alla fine ci capiamo... sono le 6.49 PM.

Passano 12 minuti e non arriva nessuno così richiamo.
Risponde una donna che parla inglese nativo. Rispiego indirizzo ed accaduto (stavolta al volo) e lei ribadisce che una pattuglia è in arrivo.
La pattuglia arriva dopo 22 minuti esatti, roba che neanche in Italia.

Entrano i due agenti e per le scale fermano un uomo che non c'entrava nulla: va tutto bene? E lui: si perchè?
Allora li chiamo e spiego che sono stato io a telefonare. Racconto cosa ho sentito e che anche la vicina lo può certamente confermare. Loro dicono: "Va bene grazie, se sente ancora qualcosa ci richiami". E se ne vanno senza fare nulla!

Sta cosa devo ammettere che mi ha agitato e mi ha fatto ripensare ad un pò di cose. Era come minimo un semplice episodio di violenza domestica ma potrebbe anche essere stato un omicidio! Chi lo sa? Avrebbero perlomeno potuto chiedere in giro.
E poi sono arrivati in oltre 20 minuti! Bella sicurezza...

Forse è vero che in fondo in fondo il Queens non è come Manhattan. E che tutto il mondo è paese.

Miranda Warning

mercoledì, ottobre 28th, 2009

Scena classica: il poliziotto fa l'arresto, serra le manette e rivolgendosi al sospettato dice "Hai il diritto di non parlare, tutto quello che dirai potrà venire usato contro di te in tribunale, hai il diritto di chiamare un avvocato..." e così via.

Quante volte lo avrete sentito nei film Americani? ... dozzine di volte. Probabilmente lo conoscete a memoria fin dai tempi di Starsky & Hutch.
Si tratta del famoso "Miranda Warning", una dichiarazione obbligatoria per tutte le Polizie degli Stati Uniti che fa parte della procedura di arresto.

Subito dopo il Warning, volendo anche sul posto stesso dell'arresto, la Polizia comincia con l'interrogatorio, anzi come dicono loro (per addolcire la pillola) con l'interview. Per loro sei già colpevole e le domande che ti vengono poste hanno il solo scopo di dimostrare la tua colpevolezza in vista del processo.

Nel pomeriggio mi sono trovato a guardare un filmato del Prof. James Duane, docente di legge ed ex avvocato penalista, che spiega i motivi per cui non si deve mai e per nessun motivo al mondo rispondere alle domande che ti fa la Polizia in queste circostanze. Colpevole o innocente non fa differenza alcuna: devi stare muto come un pesce e non rispondere a nulla se non dopo l'arrivo del tuo difensore.
Una spiegazione molto interessante che svela i retroscena della giustizia penale Americana.

Dopo il Professore prende la parola George Bruch, agente di Polizia di Virginia Beach, che ha il compito di confutare le sue opinioni.
In realtà il poliziotto conferma tutto e confessa che è parlare con la polizia senza la presenza di un avvocato è in ogni caso controproducente per il sospettato. Aggiunge però che per grazie a dio siamo negli USA e non in Italia, Spagna o altri paesi del genere in cui gli interrogatori diventanto subito "physical" e la polizia può fare di te ciò che vuole. Hehehehe!
Ormai le storielle degli sganassoni presi dentro le caserme Italiane sono arrivate fino a Virginia Beach.

Chiamatemi Ponciarello

giovedì, agosto 6th, 2009

Ve lo ricordate quando l'America era veramente l'America? Prima delle guerre recenti, prima del Patriot Act, prima di Bush padre e Bush figlio?
Io me lo ricordo... ero bambino e il simbolo dell'America per me erano i CHiPs: la polizia stradale della California. Il telefilm lo guardavo tutti i giorni. Il mio idolo? Ponciarello!!!
Nel risentire la sigla un pò mi sono commosso. Che mito... il vero sogno Americano. E sentite il giro di basso accompagnato dalla tromba. Anni settanta a catena... Che classe...
Per giorni interi andavo in bici su e giù per la strada fianco a fianco con gli amichetti imitando i movimenti e fischiettando questa musichetta (la frizione era il freno davanti e il cambio le pedaline della bici). Certe volte ci mettevamo anche i guanti.
Oggi sono qui in America, e i CHiPs (quelli veri!) li ho incrociati due volte sulle strade di Los Angeles. Sia io che loro a bordo dello stesso tipo di moto.

Sapete che sono infoiato con la Polizia Ausiliaria di NY no?
Bene ieri ho letto che esiste un reparto di volontari anche nella NYPD Highway Patrol!
No no no no, non potevo resistere. Anche se probabilmente non si può partecipare senza avere questa cazzo di maledetta carta verde ho fatto domanda lo stesso. Si, ho fatto domanda sul sito della Polizia e sto aspettando che mi richiamano.

Ragazzi dai è il sogno di un bambino che si realizza lo capite? E' come tornare ad avere 10 anni un'altra volta. Solo che stavolta al posto della bici ti danno la moto vera.
Fantastico. Eccezionale. Il top.

Da oggi in poi chiamatemi Ponciarello.


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