“Nessuna squalifica, invece, per Michele Marcolini. Il giocatore del Chievo è stato espulso e, lasciando il campo, “proferiva apparentemente un’espressione gergale, in uso nel Triveneto ed in Lombardia, con becero riferimento a ‘Diaz’ e non a Dio”. L’analisi delle immagini televisive ha consentito di evidenziare che “il diverso movimento delle labbra nelle pronuncia della vocale aperta ‘a’ rispetto alla vocale ‘o’ legittima quantomeno un’incertezza interpretativa”. (la Repubblica)
Nel football Americano ogni tanto durante le partite gli arbitri consultano uno schermone gigante per capire alla moviola se un fallo c’era o meno. Da noi invece i nostri fanno i CSI per cercare di capire se un giocatore ha pronunciato una A al posto dio una O.
Intanto “o’ Sistema” ha bloccato tutti i programmi di approfondimento in modo che la gente (concentrata sui bestemmioni in campo e su altre troiate del genere) si dimentichi nel periodo pre-elettorale che la corruzione è peggiore di quella del ‘91.
Il Partito dell’Amore di Martinsicuro (mio paese d’origine) ha un sito web che ormai da mesi mi cita in prima pagina. Io non li conosco nemmeno di vista eppure quelli del pdl locale linkando il blog di una fan Canadese di Silvio Berluscao commentano così: “Perchè non tutti gli italiani all’estero sono come Alain“.
Nei giorni successivi all’aggressione di Milano ebbi modo di protestare ma come vedete l’allusione denigratoria alla mia persona è ancora online.
Oggi però dopo aver letto gli ultimi sviluppi relativi al Sen. Di Girolamoeletto all’estero nel Pdl (ti pareva) e leader della fondazione Italiani nel Mondo, ho cambiato idea e al Partito dell’Amore chiedo di scriverlo più grosso e magari anche in maiuscolo:
NON TUTTI GLI ITALIANI ALL’ESTERO SONO COME ALAIN!!!
Per fare una manifestazione in Italia, come comanda il Regio Decreto 18 giugno 1931 n. 773, è necessario almeno 3 giorni prima fare domanda al Questore specificando il giorno, l’ora, il luogo, l’oggetto della riunione, le generalità di coloro che sono designati a prendere la parola nonché le generalità e la firma dei promotori.
In caso di problemi la forza pubblica potrà sciogliere la riunione suonando tre squilli di tromba o se non c’è la tromba gridando tre volte ad alta voce (non sto scherzando, la legge dice veramente così!).
Lo so, viene da ridere ma da ridere c’è ben poco se pensate che in una paese che vuole essere liberale e democratico è ancora in vigore una legge fascista che da facoltà alle autorità di consentire o negare a piacimento le riunioni del popolo sovrano.
Qui per fortuna le cose sono diverse e oggi, per la seconda volta, abbiamo manifestato liberamente il nostro dissenso nei confronti del governo Italiano e soprattutto di Silvio Berlusconi, vergogna degli Italiani all’estero e zimbello senza euguali nella storia d’Italia.
Nessuna autorizzazione è stata necessaria.
Venerdì 12 Febbraio ci sarà a New York presso il cinema IFC (West 4) la prima del film/documentario “Videocracy” di Erik Gandini.
Ci saranno molti Americani attenti alle problematiche Italiane. Probabilmente ci sarà anche la stampa e di sicuro sarà un’ottima occasione per tutti coloro vogliono ribadire manifestando il proprio dissenso nei confronti del governo e soprattutto nei confronti di Silvio Berlusconi.
In accordo con gli amici del popolo viola in Italia abbiamo deciso di presenziare l’esterno del Cinema IFC reggendo un piccolo cartellone e distribuendo volantini possibilmente indossando qualche indumento di colore viola.
La tua partecipazione è fondamentale.
Ci si vede a partire dalle 18.30 davanti all’IFC sulla sesta avenue (stazione della metro West 4). A seguire ci sarà una pizzata in uno dei posti più buoni di Manhattan proprio dientro l’angolo. Siete tutti benvenuti.
Per le ultime notizie o per eventuali aggiornamenti puoi seguire l’evento facebook o il nostro gruppo yahoo.
Infine, per qualsiasi idea o chiarimento questa la mia e-mail: alain@alain.it
C’è una amica innamorata dell’Italia. Parla bene la lingua, ha visitato il paese diverse volte, ama il cibo la gente e la cultura. E’ Americana e vorrebbe venire a vivere da noi.
C’è però un problema che a detta sua la fa esitare: è nera.
E’ infatti terrorizzata dal fatto che la polizia vedendola nera potrebbe fermarla per strada e che a causa della farraginosa e per un Americano incomprensibile burocrazia Italiana (cedolino, bollino, timbrino, e tutto quello che finisce per “ino”) potrebbe venirsi a trovare in situazioni spiacevoli se non addirittura pericolose.
Io mi sono stancato a spiegarle che non deve preoccuparsi, che lei è Americana per cui è un pò come fosse la padrona di casa e mal che vada le basterebbe mostrare la copertina blu del suo passaporto per risolvere qualsiasi tipo di problema con lo Stato Italiano. Entrambi i miei amici Americani, ad esempio, hanno guidato in Italia per mesi e mesi con la patente americana scaduta ed in due diverse occasioni furono fermati dai caramba senza nessuna conseguenza.
Lei non riesce ad intuire che il nostro è uno stato forte con i deboli e debole con i forti in cui la legge non è uguale per tutti. Si è inoltre convinta che essere nera è in Italia condizione sufficiente per mettersi nei guai con la legge. Del resto, coi tempo che corrono, è difficile darle torto:
Giovedì 14 gennaio, conclusa la trasmissione Annozero, la polizia ha fermato per mezz’ora tre ospiti che erano intervenuti in diretta. Non li hanno lasciati nemmeno uscire. Sono stati bloccati in un corridoio secondario, dentro gli studi della Rai. [...] Hanno fermato gli unici tre ospiti neri. Il funzionario di polizia voleva verificare che avessero davvero la ricevuta per aver chiesto il permesso di soggiorno. Deve essere l’originale (non una fotocopia).
Un abuso? No. Da quando l’essere irregolari è reato, i pubblici ufficiali per non finire a loro volta nei guai devono controllare.
I cedolini c’erano.
Se avessero dimenticato a casa gli originali o anche se avessero avuto con sé le fotocopie (per non perdere gli originali) i tre ragazzi sarebbero stati rinchiusi nel centro di identificazione di Ponte Galeria e avrebbero rischiato fino a duemila euro di multa e un anno di carcere.
Provate voi a immaginare un italiano condannato a un anno di carcere per aver dimenticato la carta di identità… Infatti la legge vale solo per gli stranieri.
Stamattina mi arriva una mail dalla redazione de “La Zanzara“, un programma di Radio24. Erano interessati a fare una intervista sul No Berlusconi Day di New York e ho accettato volentieri.
Non sapevo a cosa stavo andando incontro così ho domandato agli amici in Italia. Sorprendentemente lo conoscevano tutti, e anzi seguivano addirittura il programma con regolarità. Ascoltando un’altra intervista in rete mi sono accorto che effettivamente la voce di Giuseppe Cruciani, il conduttore, non era nuova neanche per me.
Gli amici ascoltatori mi avvisano subito: Cruciani è uno astuto, preparato e dalla risposta veloce e tagliente per tutti. Oltretutto è anche apertamente simpatizzante del governo Berlusconi.
Intuisco quindi che l’intervista potrebbe essere volta ridicolizzare o sminuire la protesta e le idee che la motivano ma non mi lascio scoraggiare, anzi!
Finalmente ho l’occasione di dire in pubblico quello che penso confrontandomi con qualcuno del mestiere.
Prendo la pausa pranzo in concomitanza dell’intervista e aspetto la telefonata della redazione passeggiando su e giù per Bryant Park.
Mi chiama la redazione e mi collegano al loop. Per dieci minuti circa sento la voce del presentatore che parla con gli ospiti precedenti alla mia intervista poi si introduce l’argomento del No B. Day e Cruciani, prima ancora di introdurmi, è subito estremamente critico e acidamente contrario alla manifestazione. Quasi sprezzante direi.
Il resto è nella registrazione: nel giro di poco tiro fuori la bomba degli articoli della Padania. L’imbarazzo che ne deriva è evidente e Cruciani abbozza una difesa ovviamente poco efficace perchè sta cercando di difendere l’indifendibile. E lo sa.
Credo di non essere mai stato messo all’angolo e anzi, forse in qualche momento nell’angolo c’è finito lui al posto mio!
Unica cosa che mi ha seccato e che trovo di cattivo gusto, è che pur essendo stato sempre cortese ed educato, una volta capito l’andazzo Cruciani non mi ha dato la possibilità di salutare interrompendo il collegamento in maniera abbastanza brusca.
In ogni caso poco male perchè gli avevo già detto tutto quello che c’era da dire e credo di averlo fatto anche abbastanza chiaramente.
Infatti, appena uscito dalla diretta rientra in linea l’assistente della redazione per complimentarsi dicendomi che sono stato bravissimo e che prima di me in pochi sono riusciti ad avere la meglio col conduttore. Saluto l’assistente, fine dell’intervista.
Grazie Dott. Cruciani. Grazie Radio24.
Anche per oggi è fatta.
Primo canale: Bruno Vespa titola la serata “La Bufera D’Addario” Secondo canale: Annozero tutta la sera sul caso D’Addario Terzo canale: Serena Dandini battute a tutta forza sul caso D’Addario. Finto collegamento dal bagno di Palazzo Grazioli
Sono sicuro che sta storia delle escort serve solo ed esclusivamente per distogliere l’attenzione dagli argomenti seri come la crisi economica, la casta, i rapporti tra mafia e politica, la corruzione dilagante.
Giugno 2008
Sapevo da tempo che degli articoli de “la Padania” accusavano Belusconi di essere colluso con la Mafia e per curiosità decido di cercarli in rete per leggerli e farmi una mia opinione personale in materia.
Incredulo scopro che se si escludono dei frammenti saltuari è impossibile recuperarli e consultarli nella loro interezza.
Ma com’è possibile? Berlusconi è il primo ministro, la lega è un suo alleato e in un paese come l’Italia non è possibile reperire liberamente degli articoli di giornale scritti dalla lega proprio su Berlusconi?
Impossibile. Quegli articoli fanno parte della storia d’Italia e quindi vanno recuperati a tutti i costi. Leggerli è un diritto ma anche un dovere di ciascun cittadino.
Decido quindi di adoperarmi per ritrovarli (e diffonderli) a tutti i costi ed a tutti i livelli.
Luglio 2008
“La Padania” ha da diversi anni un sito web in cui vengono pubblicati gli articoli che escono sul quotidiano.
Il problema consiste nel fatto che qualcuno ha pensato bene di rimuovere gli articoli dal sito.
La soluzione arriva da archive.org, il motore di ricerca temporale. Utilizzando le date note ed altri accorgimenti ho ritrovato nell’archivio l’unica vera prova (online) dell’effettiva esistenza di quegli articoli e li ho pubblicati in un post.
E’ così finalmente possibile avere una riscontro “archeologico” di quei documenti. Una testimonianza reale, una prova che va oltre i frammentari copia ed incolla fatti in precedenza da altri.
Aprile 2009
Grazie alla popolarità del primo post vengo raggiunto da un certo Federico che mi offre di scannerizzare copie cartacee di quegli articoli che lui ha ritrovato in una biblioteca Emiliana.
Ricevo le scansioni e le pubblico in un altro post.
L’impatto (anche visivo) è fulminante. Il post come previsto riceve un successo di gran lunga superiore al primo.
A ondate successive, e a decine di migliaia, le copie di quegli articoli vengono scaricate, ripostate, stampate, commentate.
Se ne interessa la stampa nazionale. Se ne interessano i principali blog di informazione alternativa. Se ne interessa la gente comune via facebook. Se ne interessano tutti.
Agosto 2009
Claudio Messora di byoblu.com pubblica il materiale. E’ il primo grosso blog (credo sia tra i primi 10 in Italia) e qui su alain.it faccio una battuta di spirito e scrivendo: “state a vedere che Beppe Grillo sarà il prossimo”.
La battuta diventa realtà: dopo pochi giorni Beppe Grillo (primo blog in assoluto) esce anche lui sullo stesso argomento.
Obiettivo raggiunto. Missione compiuta. Da questo momento in poi quello che la casta, imbarazzata, preferiva nascondere è di nuovo disponibile (come è giusto che sia) a distanza di un click per chiunque.
La rete funziona. Quindi va fermata.
Succede infatti che Claudio Messora riceve una ordinanza di sequestro del suo blog.
Le cause del sequestro sono tutt’ora sconosciute (si sapranno lunedì mattina) ma in molti danno per scontato che si tratti proprio del post in cui venivano rilanciate le immagini de “la Padania”.
Berlusconi negli stessi giorni ha querelato “la Repubblica” per via delle domande su Noemi… C ‘è insomma l’On. Ghedini alle prese con la carta bollata e probabilmente per loro fare una querela in più cambia poco o nulla.
Bastano delle virgolette messe male, basta una battuta, basta un qualsiasi cavillo per farti scoppiare un casino.
Chissà magari un missiletto lo hanno mandato pure a me. Se così fosse amen, sono tranquillo perchè consapevole di aver fatto la cosa giusta. Anzi magari sarebbe la scusa buona per decidere di dedicare meno post alle cazzate e di più alle cose serie.
Io credo però che anche fosse capitato a Messora io non riceverei nessuna querela per il semplice fatto che mentre il suò è un blog importante e conosciuto il mio è pressochè insignificante.
Se si mettessero a querelare un blog come il mio dovrebbero fare altrettanto con centinaia di altri e la cosa mi pare poco realistica.
Per sbaglio mi è capitato questo sbalorditivo documentario della BBC sul terrorismo e sulle origini della politica degli ultimi 30 anni. Mi ha fatto riflettere moltissimo e conto di guardarlo almeno altre due volte per rifletterci ancora.
Questa l’introduzione:
In passato i politici promettevamo di creare un mondo migliore. Pur proponendo diversi metodi per raggiungere questo obiettivo, il loro potere e la loro autorità si basava sempre sulle visioni ottimistiche che proponevano alla loro gente.
Quei sogni hanno fallito e la gente ha perso la fiducia nelle ideologie.
Sempre di più i politici sono visti come semplici amministratori della cosa pubblica. Ora però hanno trovato un nuovo sistema per recuperare il potere e l’autorità di un tempo: invece di realizzare sogni, i politici ora promettono di proteggerci dagli incubi.
Dicono che ci salveranno da terribili pericoli che noi non possiamo vedere o capire. Tra questi i più grande di tutti è il terrorismo internazionale, una rete potente e sinistra di celle dormienti in tutto il mondo, una minaccia che si deve combattare attraverso la “War on Terror”.
Gran parte di questa minaccia è una fantasia esagerata e distorta dai politici stessi, è una illusione oscura che si spande senza opposizione tra i governi, i servizi di sicurezza e i media si tutto il mondo.
Questo documentario spiega come e perchè queste fantasie sono state create, e chi ne trae beneficio.
Fulcro di tutta questa storia sono due gruppi: i neo-conservatori Americani e gli Islamici Radicali. Entrambi i gruppi sono ispirati da idee nate dopo che quelle liberali hanno fallito nel creare un mondo migliore ed entrambi condividono una spiegazione molto simile circa le cause di questo fallimento.
Questi gruppi hanno cambiato il mondo ma non nel modo auspicato da entrambi. Insieme hanno creato la visione moderna di una organizzazione segreta che minaccia il mondo, una fantasia che i politici trovano in grado di restaurare potere e autorità durante un’era disillusa in cui chi possiede le peggiori paure diventa il più potente.
Il documentario parte dalla figura di Sayyed Qutb, un impiegato civile Egiziano che dopo essere stato mandato in missione negli Stati Uniti (dove conseguì la laurea) divenne rivoluzionario gettando le basi ideologiche a cui oggi fanno capo tutti gli integralisti islamici.
Si passa poi a Leo Strauss, professore Americano di filisofia politica che ha forgiato una intera generazione di uomini politici neo-conservatori che sono successivamente arrivati al potere.
Entrambi questi uomini erano convinti che le idee liberali corrodevano e minavano le basi stesse della società rendendola nel tempo incapace di identificarsi e quindi di difendersi.
Un documentario che offre spunti e prospettive rare, se non del tutto assenti, nell’arco della politica e soprattutto della TV spazzatura del governo italiano o di quella del capo del governo italiano.
Purtroppo è disponibile solo in Inglese ma ci sono le trascrizioni con cui potete eventualmente aiutarvi.
Ragazzi che vi devo dire? Se volete sgusciare fuori dalla cappa di demenza politica in cui ci vorrebbero mantenere i politici italiani DOVETE IMPARARE L’INGLESE. Mettetevi sotto. Io se non fosse per l’inglese non so che cazzo farei: tra PBS e BBC c’è da leccarsi i baffi… Altro che l’esercito di scherani di Raiset!