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Per la seconda volta torno a scrivere di Paolo Barnard, un giornalista bistrattato che meriterebbe più attenzione.
Qualcuno (che stimo) lo ha definito un complottista ma io non sono d’accordo. Barnard è una persona preparata che si occupa di problematiche che la maggior parte delle persone ignorano o che comunque vedono da prospettive diverse.
Ultimamente è stato marginalizzato ed escluso dalla televisione e non me ne stupisco: mentre all’estero una figura del genere sarebbe osannata e contesa dai network televisivi, in Italia (il paese della TV del Governo o del Capo del Governo) non c’è spazio per un giornalista che come lui ragiona fuori dal coro.
Nel video che vi propongo Barnard espone la sua visione del potere, quello che a nostra insaputa condizionerebbe la vita di tutti noi.
Secono Barnard la politica è soltanto il cortiletto di quest’ultimo, una specie di zona franca in cui ai politici è concesso di svolgere i loro piccoli loschi affari a patto che ubbidiscano sempre e comunque a chi di dovere.
Non si tratta di teorie o di storie fantastiche perchè Barnard fa nomi e cognomi, elenca fatti e circostanze: dalla commissione trilaterale al gruppo bildeberg, dal trattato di lisbona ai grandi gruppi delle lobbies, dall’Organizzazione Mondiale del Commercio alla Banca Mondiale.
L’obiettivo (apertamente dichiarato!) è uno solo: la fine della vera democrazia, il ritorno ad un mondo per pochi e controllato da pochissimi, l’inversione (cominciata 35 anni fa) di quel processo di civilizzazione che lentamente abbiamo portato avanti negli ultimi due secoli.
E’ un documento che vi consiglio caldamente e credo possa essere spunto di interessanti riflessioni. Altrimenti, come Barnard stesso ricorda in uno dei suoi video, potete benissimo guardarvi Zelig.



