Posts Tagged ‘politica’

Yes we spam

lunedì, agosto 1st, 2011

Fino a qualche giorno fa seguivo Obama su twitter  in modo da poter avere qualche ultimissima su come vanno le cose nel Governo. Ogni tanto arrivava qualche tweet timido timido, senza rumore o clamore.
E' andato tutto bene per diversi mesi fino a quando c'è stata la crisi del debito e senza nessun preavviso, stupendo non pochi, Obama si è messo a twittare come una quindicenne ad un concerto di Justin Bieber. Anzi peggio! In meno di 48 ore, infatti, il Presidente ha mandato la bellezza di 114 tweets, talmente tanti che mi è venuto un crampo al pollice nello scrollare via tutta quella roba prima di poter effettuare un "Unfollow", un "Report Spam" seguiti da un bel tweet di protesta.

Non mi sono dileguato soltanto io. In questa manovra Obama ha perso la bellezza di 36000 followers, segno inequivocabile che essa ha generato malcontento in rete. Nonostante ciò sembra però che ne sia valsa la pensa in quanto secondo alcune analisi essa avrebbe avuto un impatto significativo nella vicenda.

Se qualcuno avesse ancora qualche dubbio sul fatto che Obama sia ormai diventato uno spammer vero e proprio, c'è dell'altro. Ieri ho ricevuto una mail da Mitch Stewart, l'organizzatore della campagna elettorale di Obama.

Non ho mai avuto il piacere di conoscere o incontrare il Sig. Stewart eppure questo mi chiama per nome invitandomi alla riunione dei volontari per la campagna elettorale.
Caro Mitch, quasi quasi ci vengo a trovarvi Mercoledì sera ma solo per farvi queste due semplicissime domande: ma chi vi conosce? e soprattutto: come fate a sapere che vivo ad Astoria?!?
Oggi poi ne ho ricevuta un'altra da tale Jim Messina che si compiace per l'accordo raggiunto sul debito allegando il video di Obama che spiega i dettagli. Oh Jim... ma mi volete lasciare perdere o no? Ma lavorate per il Presidente o per una ditta di detersivi? Pazzesco...
Tra l'altro - porca puttana - se volete che voto per Obama prima datemi sta cazzo di cittadinanza. Fino a quel momento per favore evitate di tartassarmi i maroni con tutti sti messaggi , che sia maledetto il giorno in cui ho seguito @BarackObama su twitter!

Ciao

Il Berlusconismo sta finendo. Un ventennio se ne va. Sto diventando grande. Lo sai che non mi va.

lunedì, giugno 13th, 2011

Vista la generale euforia per l'esito del referendum e delle amministrative - se mai vi interessasse - spendo un migliaio di parole sulla situazione politica Italiana per farvi conoscere il mio personale punto di vista.

(continua...)

Eisenhower: le ultime parole famose

lunedì, giugno 13th, 2011

Dai va... fatemi dire qualcosa di polemico nei confronti degli USA. Vi voglio dare qualche altra cartuccia da sparare dopo il "però" nei ragionamenti tipo "In Italia non funzionano più nemmeno le poste mentre in America funziona tutto, però...".

Normalmente chi è critico nei confronti degli Stati Uniti si sofferma su due problematiche, anzi tre: sanità, armi da fuoco, pena di morte. La comprensibile invidia anti-americanista di chi purtroppo è rimasto fuori dal sogno si ferma a questi argomenti ignorarando di fatto "the elephant in the room" e cioè le magagne del complesso industriale-militare, il colosso fuori da qualsiasi regola o qualsiasi controllo che determinerà non solo le sorti dell'America ma anche quelle del resto del mondo.

Siamo nel 1961 ed il Presidente uscente Eisenhower, avendo intuito l'aria che tirava, nel suo discorso finale dice:

Un elemento vitale nel mantenimento della pace sono le nostre istituzioni militari. Le nostre armi devono essere poderose, pronte all'azione istantanea, in modo che nessun aggressore potenziale possa essere tentato dal rischiare la propria distruzione...
Questa congiunzione tra un immenso corpo di istituzioni militari ed un'enorme industria di armamenti è nuovo nell'esperienza americana. L'influenza totale nell'economia, nella politica, anche nella spiritualità; viene sentita in ogni città, in ogni organismo statale, in ogni ufficio del governo federale. Noi riconosciamo il bisogno imperativo di questo sviluppo. Ma tuttavia non dobbiamo mancare di comprendere le sue gravi implicazioni. La nostra filosofia ed etica, le nostre risorse ed il nostro stile di vita vengono coinvolti; la struttura portante della nostra società.
Nei concili di governo, dobbiamo guardarci le spalle contro l'acquisizione di influenze che non danno garanzie, sia palesi che occulte, esercitate dal complesso militare-industriale. Il potenziale per l'ascesa disastrosa di poteri che scavalcano la loro sede e le loro prerogative esiste ora e persisterà in futuro.
Non dobbiamo mai permettere che il peso di questa combinazione di poteri metta in pericolo le nostre libertà o processi democratici. Non dobbiamo presumere che nessun diritto sia dato per garantito. Soltanto un popolo di cittadini allerta e consapevole può esercitare un adeguato compromesso tra l'enorme macchina industriale e militare di difesa ed i nostri metodi pacifici ed obiettivi a lungo termine in modo che sia la sicurezza che la libertà possano prosperare assieme.

Le ultime parole famose. A distanza di sessant'anni gli USA hanno superato la spesa militare di tutti gli altri paesi messi assieme (Russia e Cina compresi) E si continua a spendere sempre di più... (i dati sono dell'Economist).

War on terror... ehheeheheheheh si si come no

Italia sotto tiro. Meno male che Silvio c’è!

venerdì, marzo 18th, 2011

 

...no perchè dopo che ci fai i bunga bunga, gli baci l'anello, gli prometti soldi ed infrastrutture, gli firmi un accordo di non belligeranza e poi lo bombardi uno magari si incazza pure e ti lancia contro tutto quello che ha.
Armi chimiche comprese...

Meno male che Silvio c'è!

Super Bowl: hanno vinto i Comunisti

lunedì, febbraio 7th, 2011

Sono stato a casa di alcuni ragazzi Italiani a vedere il Super Bowl che qui è come dire la finale della Champions League... che è come dire che a me non me ne frega un cazzo di niente. L'ho scritto anche su twitter: guardare in TV persone pagate per fare dello sport è come guardare della pornografia senza sesso. Non ho mai capito che gusto ci sia comuqnue è sempre una buona occasione per stare insieme per cui sono andato.

Della partita mi è rimasta impressa una cosa sola e cioè che gli ultimi 45 secondi di tempo regolamentare non li hanno giocati per niente perchè tanto una delle due squadre aveva quasi certamente vinto. Ma come?!? Ma sono scemi questi? Immaginate una partita di calcio in cui il risultato a due minuti dalla fine è cinque a zero e così una volta messa la palla al centro si smette di giocare aspettando tutti insieme (giocatori e pubblico) che il cronometro arrivi alla fine. Boh... non riesco a capire la filosofia di una decisione del genere.

Particolare interessante: ha vinto l'unica squadra di comunisti di tutta la lega. Si di comunisti! Perchè a differenza di tutto il resto delle squadre di qualsiasi sport professionistico Americano quella dei Green Bay Packers è di proprietà pubblica e senza scopo di lucro. Incredibile ma vero.

Ci sarebbero altri aspetti da raccontarvi ma mi pare obbligatorio spendere due parole su un pensiero dal quale durante la partita non sono riuscito a liberarmi.
Eravamo in casa di una coppia di sposi Italiani (entrambi col visto lavorativo): 100 mq, arredata bene, bel quartierino di Brooklyn, prezzo accessibile.
Qui facendo il cameriere porti a casa anche $1300 a settimana e portando a spasso i cani alzi $15 ogni mezz'ora. Sono bei soldi con cui una coppia riuscirebbe a vivere senza nessun problema.  E questo facendo lavori qualsiasi, pensate due impiegati di medio livello cosa riuscirebbero a fare.
In Italia invece si vive coi genitori solo per ragioni economiche... BAMBOCCIONI un paio di palle! (Padoa Schioppa riposa in pace)

P.S.
Non facciamo che adesso mi arrivano 10 commenti e 200 e-mail chiedendomi come si fa ad avere il visto lavorativo per venire a portare a spasso i cani perchè purtroppo non si può, altrimenti sarebbe già qui il 50.9% dei giovani Italiani.

Gabrielle Giffords e la politica violenta della destra Americana

domenica, gennaio 9th, 2011

Il fatto della giornata di oggi lo avete sentito sicuramente già tutti: in Arizona Gabrielle Giffords, una parlamentare Democratica, è stata colpita alla testa da un colpo di pistola esploso a bruciapelo da uno squilibrato che subito dopo ha colpito altre diciotto persone. Cinque i morti, tra cui una bambina di nove anni.

Fa impressione rivedere il video in cui la stessa Giffords protesta nei confronti della campagna mediatica condotta da Sarah Palin in cui venivano marchiati con un mirino venti candidati democratici che avevano votato a favore della riforma sanitaria. Si parlò esplicitamente di "bersagli" (targets, in inglese) e uno di questi era proprio Gabrielle Giffords.  Su twitter invece la Palin suggeriva: "Non ti arrendere, ricarica l'arma!".

Desta ora imbarazzo la disinvoltura con cui certi politici della destra americana hanno finora diffuso messaggi quantomeno ambigui, se non addirittura esplicitamente violenti.
Ad esempio Jesse Kelly, il candidato che alle ultime elezioni fu rivale della Giffords, durante un evento di raccolta fondi per la campagna elettorale invitava i suoi elettori a sparare assieme a lui con un fucile d'assalto. La pubblicità diceva: "Fai centro per la vittoria a Novembre, aiutaci a rimuovere Gabrielle Giffords dalla carica. Spara con un fucile M16 assieme a Jesse Kelly"

Insomma, nessuno desiderava che succedesse un incidente del genere, ma col senno del poi una riflessione diventa obbligatoria: dopo i fatti di oggi Sarah Palin, donna di una stupidità sconcertante, dovrà probabilmente rinunciare alla sua candidatura alle elezioni presidenziali del 2012.

La vita è questione di scelte

martedì, novembre 9th, 2010

Perchè sia ben chiaro a tutti come la penso...

L’assassino se la ride, ma solo in Italia…

martedì, ottobre 19th, 2010

Mi ha fatto molta impressione il caso del ragazzo romano che ha ucciso una donna romena dopo averle detto "Ma al tuo paese la fila non si fa?" o qualcosa di simile.
Ancora peggio lo spettacolo di lui che sorride mentre altri gli gridano "ammazzane un'altra"... situazione che (se ce ne fosse bisogno) cancellerebbe ogni dubbio circa la matrice razzista dell'episodio.

Qualcuno giustamente si chiede cosa sarebbe successo se l'assassino fosse stato Romeno e la vittima una trentenne madre di famiglia Italiana. Io invece, per farvi capire l'aria che tira in un paese in cui la giustizia non è una barzelletta, vi faccio un'altra domanda: cosa gli sarebbe successo se avesse fatto lo stesso omicidio in America?

Negli Stati Uniti esiste l'aggravante di "Hate Crime" e cioè di un crimine motivato dall'odio. Sia esso per una differenza di carattere religioso, sessuale o etnico non importa. Se c'è di mezzo un qualsiasi "odio" scatta l'aggravante, e sono cazzi amari.

Ecco alcuni esempi analoghi:
Keith Phoenix Joins e Hakim Scott With hanno pestato ed ucciso un immigrante di Brooklyn perchè convinti che stesse passeggiando col suo compagno Gay (che in realtà era suo fratello): 37 anni a testa.
Derrick Donchak e Brandon Piekarsky hanno pestato ed ucciso un immigrante per motivo di odio razziale in Pennsylvania: già condannati sono in attesa di sentenza. Rischiano l'ergastolo.
Jeffrey Conroy (all'epoca dei fatti minorenne) ha accoltellato un immigrante per motivi riconducibili all'odio razziale: 25 anni di carcere.

Ragazzi cari, faccio sempre più fatica a difendere in America il buon nome dell'Italia... Ma fosse che veramente siamo tornati ad essere una nazione di razzisti?

Il Potere secondo Paolo Barnard

mercoledì, luglio 28th, 2010

Parte 2 | Parte 3 | Parte 4 | Parte 5

Per la seconda volta torno a scrivere di Paolo Barnard, un giornalista bistrattato che meriterebbe più attenzione.

Qualcuno (che stimo) lo ha definito un complottista ma io non sono d'accordo. Barnard è una persona preparata che si occupa di problematiche che la maggior parte delle persone ignorano o che comunque vedono da prospettive diverse.

Ultimamente è stato marginalizzato ed escluso dalla televisione e non me ne stupisco: mentre all'estero una figura del genere sarebbe osannata e contesa dai network televisivi, in Italia (il paese della TV del Governo o del Capo del Governo) non c'è spazio per un giornalista che come lui ragiona fuori dal coro.

Nel video che vi propongo Barnard espone la sua visione del potere, quello che a nostra insaputa condizionerebbe la vita di tutti noi.
Secono Barnard la politica è soltanto il cortiletto di quest'ultimo, una specie di zona franca in cui ai politici è concesso di svolgere i loro piccoli loschi affari a patto che ubbidiscano sempre e comunque a chi di dovere.

Non si tratta di teorie o di storie fantastiche perchè Barnard fa nomi e cognomi, elenca fatti e circostanze: dalla commissione trilaterale al gruppo bildeberg, dal trattato di lisbona ai grandi gruppi delle lobbies, dall'Organizzazione Mondiale del Commercio alla Banca Mondiale.

L'obiettivo (apertamente dichiarato!) è uno solo: la fine della vera democrazia, il ritorno ad un mondo per pochi e controllato da pochissimi, l'inversione (cominciata 35 anni fa) di quel processo di civilizzazione che lentamente abbiamo portato avanti negli ultimi due secoli.

E' un documento che vi consiglio caldamente e credo possa essere spunto di interessanti riflessioni. Altrimenti, come Barnard stesso ricorda in uno dei suoi video, potete benissimo guardarvi Zelig.

Porco Diaz!

martedì, marzo 2nd, 2010

"Nessuna squalifica, invece, per Michele Marcolini. Il giocatore del Chievo è stato espulso e, lasciando il campo, "proferiva apparentemente un'espressione gergale, in uso nel Triveneto ed in Lombardia, con becero riferimento a 'Diaz' e non a Dio". L'analisi delle immagini televisive ha consentito di evidenziare che "il diverso movimento delle labbra nelle pronuncia della vocale aperta 'a' rispetto alla vocale 'o' legittima quantomeno un'incertezza interpretativa". (la Repubblica)

Nel football Americano ogni tanto durante le partite gli arbitri consultano uno schermone gigante per capire alla moviola se un fallo c'era o meno. Da noi invece i nostri fanno i CSI per cercare di capire se un giocatore ha pronunciato una A al posto dio una O.

Intanto "o' Sistema" ha bloccato tutti i programmi di approfondimento in modo che la gente (concentrata sui bestemmioni in campo e su altre troiate del genere) si dimentichi nel periodo pre-elettorale che la corruzione è peggiore di quella del '91.

Altro che Porco Diaz...


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