Posts Tagged ‘poker’

Via le BR dalle Procure Americane

mercoledì, aprile 20th, 2011

Stasera mi volevo fare una partitella ma niente da fare...

Non so fino a che punto la notizia è circolata in Italia ma qui in America è scoppiato il caso del Poker online.
Un procuratore di Manhattan (che nel 1962 fu sorpreso a Canal Street a baciarsi con una ballerina Russa di troika) ha infatti scoperto delle irregolarità nel modo in cui i maggiori siti gestivano le proprie finanze e li ha fatti chiudere tutti in un colpo solo. C'è scappato addirittura qualche mandato di cattura.

Il risultato paradossale è che oggi si gioca a Poker online praticamente in tutto il mondo tranne che negli USA, la patria mondiale di queste cose.

Immediata la reazione del Presidente Obama: "Contro i PM eversivi pronto al voto"

Il Buzzati del tavolo verde

venerdì, dicembre 10th, 2010

Erano belli i tempi in cui ti potevi permettere certi rilanci al preflop con la certezza assoluta di farla sempre franca. Ti portavi dietro una coppietta piccola e subito agganciavi il set. Se un draw non usciva trovavi sempre  un qualche altro out. Quasi mai oltre il turn per incassare piatti grossi, e che spettacoli quandi si arrivava allo showdown!

Button after button il tempo passava veloce. Si giocava spensierati... una mano sprecata stupidamente la risolvevi una con battuta ed un sorriso. Eri pur sempre il chip leader e ti potevi permettere anche di sbagliare! Tutti, ogni tanto, ti regalano una free card. In fondo, you must give action to get action!...

Poi però, poco alla volta, il vento è cambiato. Lo stack si è fatto sempre più piccolo, le mani giocate giocate sempre di meno. Che fatica arrivare fino al river e quando ci arrivi, una volta caduta l'ultima carta, al massimo ti trovi con una high card in the hole.  Quando migliori hai una coppietta piccola piccola, ma con la presenza che hai non potresti riuscire a convincere nessuno. Rischieresti anzi un all in, trovandoti costretto a scegliere tra passare senza nemmeno vedere le carte o perdere il piatto facendoti ancora più male.

Ormai la serata volge al termine e le blind, che non sono affatto incrementate, ti sembrano sempre più pesanti. Se fai un movimento di troppo ti schiacciano prima ancora del flop. La tua situazione è chiara per tutti, non ti resta quindi che giocare da short-stacker andando all in con una coppia di due o addirittura con due figure qualsiasi.

Speri nel colpo di fortuna fino alla fine, ma si sa, le probabilità sono a tuo sfavore. Noi sai ancora quando ma prima o poi avrai davanti pocket aces, o pocket kings. A quel punto ci sarà poco da fare: la partita sarà finita e tu, down to the green.

Super System

martedì, ottobre 12th, 2010

Sto leggendo un libro sul poker anzi, sto leggengo IL libro sul poker e cioè "Super System" di Doyle Brunson.

E' un libro a tutto tondo che tratta un pò tutti i tipi di poker: Draw, Seven-Card Stud, Lowball, High-Low, Hold 'em e lo hanno scritto personaggi storici del tavolo verde che negli anni settanta scorrazzavano tra le polverose distese del texas, nevada e california alla ricerca di tavoli e giocatori da spolpare.
Insomma quelli della vecchia scuola, cresciuti prima che la televisione cambiasse per sempre il gioco d'azzardo sia in America che nel resto del mondo.

Un passaggio di Mike Caro mi è rimasto impresso:

Thoureau disse, "la massa degli uomini conduce una vita di silenziosa disperazione". Alla maggior parte degli uomini non è consentito di vivere la vita come essi la vorrebbero. Da bambini sono costretti a fare cori che odiano. Crescono nell'obbligo di conformarsi a scuola. Da adulti stringono mani che non vorrebbero stringere, socializzano con persone che non gli piacciono, fanno finta di stare bene quando invece sono infelici e sembrano in grado di controllare situazioni che invece li rende spaventati ed insicuri. Questa persone - la maggior parte della gente che incontri ogni giorno - sono degli attori. Esse rappresentano se stesse per quello che in realtà non sono. Dentro di loro sanno che non sono le persone che pretendono di essere. A livello inconscio pensano: "Hey, sono così falso che se non faccio nulla per mascherare la mia mano di poker, gli altri mi vedranno per quello che veramente sono!"

E' per questo che la maggior parte di questa povera gente ti darà i propri soldi sempre comportandosi da debole quando è forte e da forte quando invece è debole.

Per diventare santi c’è sempre tempo

martedì, settembre 7th, 2010

L'America è allo sbando e i vari stati sono costretti a ripiegare sul gettito fiscale garantito dal gioco d'azzardo che sta diventando un pò ovunque un male necessario. Si sa bene infatti quali nefandezze esso comporti: delinquenza, prostituzione, famiglie che ci si rovinano ecc. ma, perdio, siamo alla canna del gas e tutto fra brodo per cui ben vengano puttane, magnacci, gente che dorme in macchina, strozzini e quant'altro.

L'altra sera (siccome l'ambiente mi piace) ero in uno di questi piccoli casinò improvvisati. Intendiamoci, il casinò è piccolo ma non si fanno mancare nulla: dalla roulette al blackjack, dai dadi al poker, dalle slot alle corse dei cavalli. C'è tutto e sembra di stare a Las Vegas anche se in realtà ti trovi in un oscuro ed anonimo paesino della Pennsylvania.

A me interessa solo il Poker ed il motivo è semplice: non capisco che gusto ci possa essere nel fare giochi basati esclusivamente sulla fortuna. Mi piace avere un opponente, creare l'atmosfera, la sfida, mi piace il ragionamento. Insomma mi piace il Poker.

Ho perso? Ho perso si!... Che palle… ma possibile che solo questo vi interessa? Quanto non ve lo voglio dire… vi basti sapere che ho fatto (e lasciato) piatti da 3, 4 o anche 500 dollari, il che vi assicuro è divertente per un dilettante come me che siede ad un 1-2 No Limits.
E ho anche dato spettacolo! Come quel giro in cui dopo aver giocato passivamente per oltre un'ora lasciando sul tavolo almeno 30-40 dollari senza nemmeno vedere mai tutte le carte mi è entrata una coppia di 2. Dalla parte opposta del tavolo un nero dal torace imponente. Uno di quelli rumorosi, plateali, di quelli che cacano il cazzo in dialetto dicendo un mare di stronzate. Diceva di fare lo spacciatore, poi si è scoperto che era un poliziotto.

Insomma avevo questa coppia in mano, nessuno rilancia e al flop entra il terzo 2, assieme ad un asso. Calma. Calma. Calma.
Su 9 giocatori è quasi sicuro che qualcun altro abbia il secondo asso, c'era solo da stabilire chi fosse. Era il nero spacciatore/poliziotto/cacacazzo.

Io che ero di mano faccio un check timidissimo, mentre lui, lo sparone, butta dentro 40 dollari di rilancio. Sapevo di averlo in pugno ma non volevo farglielo capire e così facendo la faccia da via crucis ho impiegato almeno mezzo minuto per vedere i suoi 40. Entra dentro anche un altro giocatore (uno di quelli pericolosissimi, che parlano poco e menano molto).
Al turn esce un J. Bene. Molto bene. Check (io), check (il pericoloso). Il nero sparone butta dentro altri 30 dollari. Mi asciugo la fronte, soffro visibilmente. Ci penso… ci ripenso… tutto il tavolo aspetta la mia mossa. Metto dentro i 30. Il pericoloso intuisce che qualcosa non torna e scappa via.

Siamo io, timido e bianco come la carta, e lui, la pantera nera. L'ultima carta è un 7. Impossibile una scala, impossibile un colore. Molto improbabili un altri tris o cose migliori. E' mio. Questa volta lui inspiegabilmente fa un check. Io vado ALL IN mettendo dentro gli ultimi  40 dollari che avevo sul tavolo. Lui ovviamente non aspettava altro e nello scoprire anzitempo una doppia (A7) sorridendo mi fa: "You got an ace, right?". Io: "no chief, I got pocket deuces!"
E' rimasto di sasso, poi raddrizzando a mitraglietta gli indici verso me ha sorriso amichevolmente commentando come solo un nero può saper fare. I borbottii sono andati per un'ora.

Gli altri piatti che ho perso non ve li voglio raccontare ma vi assicuro sono stati forse anche più vissuti di questo. Mettiamoci anche che ho voluto strafare, ho voluto esagerare, ho voluto l'adrenalina a tutti i costi ed è mancato quel pizzico di fortuna in più. La mia filosofia era: gioco talmente di rado che è il caso di farlo audacemente perdendo divertendosi piuttosto che giocare con calma e vincere (poco) annoiandosi. L'altra sera mi sono divertito parecchio e quindi ho raggiunto il mio scopo.

Ciao carissimi

p.s.
Siate clementi, io sono un cittadino modello: pratico solo vizi ai sensi di legge, pagandoci anche le tasse. Per diventare santi c'è sempre tempo

Tasse e poker online

lunedì, febbraio 15th, 2010

Fare la dichiarazione dei redditi qui è talmente facile che ci riuscirebbe anche un babbuino.
Ti arriva per posta dal tuo datore di lavoro il modulo W-2, un resoconto del tuo reddito e delle trattenute che hai già pagato.
Col W-2 hai tutto quello che serve per compilare un modulo 1040, cosa che però richiede un minimo di accortezza e di conoscenza della materia e così ci si rivolge al commercialista, al costo di circa 50-100 dollari.
Nel caso di dichiarazioni semplici come la mia conviene fare tutto direttamente e completamente online su siti come turbotax.com: ti registri, e nel giro di pochi minuti fai tutto da solo.
Il bello è che in genere le trattenute sono calcolate in modo da garantire un rimborso per il contribuente e quindi tutti (compreso il sottoscritto) non vedono l'ora di fare la dichiarazione.
I soldi arrivano nel giro di pochissimo e si ha la possibilità di farseli versare direttamente sul conto corrente, su una carta di credito prepagata oppure tramite assegno.
Nel mio caso avrei preferito di farli accreditare direttamente su pokerstars.com che tanto è lì che andranno a finire in ogni caso!

Giochi perniciosi

domenica, gennaio 17th, 2010

Lo sapete già, a me il vizio piace.
Ormai è ufficiale: gioco a Poker. Ci mancava solo questo.

Ieri sera ore 19.30 ho organizzato tutto e sono andato in autobus ad Atlantic City, la Las Vegas dell'Est.
Il biglietto costa $35 andata e ritorno e ci sono corse ogni 30 minuti (a volte anche ogni 15) per tutta la notte. Non ci sono orari, puoi tornare indietro quando vuoi e in omaggio ti regalano venticinque dollari di chips per le slot machine.

Dei Casinò non mi impressionano le luci o lo sfarzo cafonesco piuttosto l'angosciante rumore di sottofondo che le macchinette producono e le facce imbambolate degli anziani giocatori che le utilizzano.
Per la verità non mi sono indifferenti neanche le ragazze asiatiche vestite con cura che vagano per il Casinò senza giocare (che siano maledette le lettere accentante!).

La sala del Texas hold 'em era piena a scoppiare. Ero un pò nervoso perchè mai prima di ieri mi ero seduto al tavolo per giocare seriamente.
Dopo una ventina di minuti di attenta osservazione ho capito che ce la potevo fare e mi sono seduto ad un tavolo 2/4 LIMIT (il Poker dei morti di fame).
A fianco a me Russi, Giapponesi, Europei, poliziotti in pensione, vecchie sdentate. C'è di tutto: chi urla, chi fabattute simpatiche ("you're just jack-off!" hehehe), chi impreca, chi suda, chi si ubriaca coi drink gratuiti che continuano ad arrivare ininterrottamente. Una bionda mi ha anche attaccato il bottone ma poi si è alzata in piedi e pesava 300 kg.
Avrò giocato per circa tre ore e ovviamente ho perso ma nonostante ciò ci tornerò di sicuro perchè mi sono divertito di brutto.

Oggi per tenermi caldo mi sono fatto un account al poker online ma nel momento di metterci dentro i soldi entrambe le mie carte di credito Americane hanno declinato la transazione. Come mai?  Semplice: l' ex procuratore generale di New York Eliot Spitzer ha convinto nel 2002 le compagnie finanziare a negare le transazioni del gambling online:

Attorney General Spitzer today announced that the nation’s leading financial services company has agreed to block online gambling transactions with its credit cards. The move by Citibank, the nation’s largest credit card issuer, is expected to significantly reduce illegal internet gambling.

"Americans now waste $4 billion a year on this pernicious form of gambling," Spitzer said. "With this agreement, we will cut off an enormous line of credit that was a jackpot for illegal offshore casinos."

Successivamente Spitzer fu eletto Governatore e da vero esperto di situazioni perniciose fu beccato e fatto fuori perchè si portava in camera delle ragazze al costo di 4000 dollari all'ora. Forse giocavano a Poker? Chissà... certo che una bella partitella online gli sarebbe costata di meno.

Pennsylvania Hold ‘em

sabato, gennaio 9th, 2010

Non potevo mancare alla serata Poker dagli amici in Pennsylvania e così eccomi qui di nuovo.

Al tavolo conosco solo 3 persone, gli altri 5 sono tutti muratori di una certa età. Gente schietta e dall'incazzo facile abituata a lavorare a meno venti gradi per tutto l'inverno.

Arrivo e scegliendo il posto del dealer pesco un asso.
Primo giro: Full House e piatto.
Secondo giro: altro Full House e piatto.
Terzo giro: Three of a kind e piatto.
Quarto giro: Three of a kind e piatto.
Quinto giro: Full House al flop e, ovviamente, piatto.

Giuro che ero un pò in imbarazzo per via della fortuna esagerata con cui ho aperto le danze. Poi però le cose sono cambiate e dopo un paio di mani sfortunate rienta in gioco Gianni e alla fine  vince lui. Io arrivo solo terzo. Bella partita però.

Domani si vocifera di andare al CASINO' ad Atlantic City per fare l'esperimento del Poker quello vero... Vi terrò informati sugli sviluppi.

Buona notte

Partito Repubblicano, Teresina e storie d’altri tempi

lunedì, settembre 8th, 2008

Altro weekend rilassante passato dagli amici in Pennsylvania.

E' stata l'occasione per sondare dal vivo le opinioni della spina dorsale Americana, ultra-conservatrice, ultra-cristiana, ultra-bigotta, ultra-repubblicana.
Obama non lo votano e non conta quello che dice, quello che ha fatto la precedente amministrazione, non conta la guerra, non conta nulla. Obama non lo votano perchè è nero. Punto e basta.
L'America è anche questo.
Dalla parte opposta, sempre nel weekend, ho visto tre neri che portavano la maglietta di Obama. Chissà magari la componente razziale può essere penalizzante da un lato ma vantaggiosa dall'altro. Lo spero.
Io sto facendo campagna per Obama. Il mio target sono gli Americani disinteressati al voto. Se ne convincessi cinque a votare mi riterrei soddisfatto.

Ho giocato di nuovo a Poker. La Texana è divertente. Credo in Italia la chiamino Teresina. Ovviamente ho perso eh... ma solo $30. Fosse stato a New York (o peggio al Casinò) avrei perso dieci volte tanto.
E' un gioco intelligente e lo dimostra il fatto che a prescindere dalla fortuna vincono sempre le stesse persone.
Mi piacerebbe approfittare di queste seratine da perdere 30 dollari a botta per imparare bene a giocare. Impara l'arte e mettila da parte.

Ho poi avuto modo di mangiare a fianco a dei signori emigranti storici degli anni '60.
Uno di loro, emigrato in Australia, partì su una nave che facendo il periplo dell'Africa arrivo' a Sydney dopo 40 giorni di navigazione (Suez era chiuso per la guerra dei sei giorni).
Storie d'altri tempi.
Le cose sono cambiate radicalmente e questi signori facevano fatica a credere che oggi, al contrario di quanto avveniva negli anni sessanta, sia in Australia che negli Stati Uniti si fa moltissima fatica a rimanere legalmente. Ai loro tempi rimanere era una cosa scontata e anzi il governo Australiano ti pagava addiruttura il viaggio per convincerti ad espatriare.

C'e' un solo posto che potrebbe piacermi piu' di New York ed e' sicuramente Sydney.
Ma questa e' un'altra storia.


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