L’assassino se la ride, ma solo in Italia…
martedì, ottobre 19th, 2010Mi ha fatto molta impressione il caso del ragazzo romano che ha ucciso una donna romena dopo averle detto "Ma al tuo paese la fila non si fa?" o qualcosa di simile.
Ancora peggio lo spettacolo di lui che sorride mentre altri gli gridano "ammazzane un'altra"... situazione che (se ce ne fosse bisogno) cancellerebbe ogni dubbio circa la matrice razzista dell'episodio.
Qualcuno giustamente si chiede cosa sarebbe successo se l'assassino fosse stato Romeno e la vittima una trentenne madre di famiglia Italiana. Io invece, per farvi capire l'aria che tira in un paese in cui la giustizia non è una barzelletta, vi faccio un'altra domanda: cosa gli sarebbe successo se avesse fatto lo stesso omicidio in America?
Negli Stati Uniti esiste l'aggravante di "Hate Crime" e cioè di un crimine motivato dall'odio. Sia esso per una differenza di carattere religioso, sessuale o etnico non importa. Se c'è di mezzo un qualsiasi "odio" scatta l'aggravante, e sono cazzi amari.
Ecco alcuni esempi analoghi:
Keith Phoenix Joins e Hakim Scott With hanno pestato ed ucciso un immigrante di Brooklyn perchè convinti che stesse passeggiando col suo compagno Gay (che in realtà era suo fratello): 37 anni a testa.
Derrick Donchak e Brandon Piekarsky hanno pestato ed ucciso un immigrante per motivo di odio razziale in Pennsylvania: già condannati sono in attesa di sentenza. Rischiano l'ergastolo.
Jeffrey Conroy (all'epoca dei fatti minorenne) ha accoltellato un immigrante per motivi riconducibili all'odio razziale: 25 anni di carcere.
Ragazzi cari, faccio sempre più fatica a difendere in America il buon nome dell'Italia... Ma fosse che veramente siamo tornati ad essere una nazione di razzisti?














