Mentre stavo ancora in Italia la scuola guida mi ha chiamato per farmi sapere che oggi ci sarebbe stato il mio esame di guida.
Ho preso mezza giornata e mi sono recato tra Lexingon Ave e la 61esima passando il fiume col tram. E' stata la giornata più fredda di tutto l'inverno con punte di -11 gradi. Fortuna che per terra non era bagnato e non tirava troppo vento se no sarebbe stata una bella rottura.
La scuola guida che mi sono scelto é di un decadente che non si puó immaginare. Sta in un palazzo in prima fila di quelli vecchi e sporchi, in cui si ha la sensazione di venire accoltellati da un momento all'altro sempre che non crolli tutto prima. I dipendenti sono tutti stranieri e lo capisci dal fatto che parlano inglese tutti con un accento molto più forte del mio.
L'istruttore che mi doveva portare all'esame in particolar modo. Un dominicano di circa 60 anni che stava qui da 48. Parlava da tipico New Yorker ma con un accento quasi incomprensibile. Un personaggio tale che se per caso avesse fatto prendere la patente a Woody Allen oggi lo riconosceremmo tutti come una star del cinema.
In ogni caso Ray (così si chiama) dice che mi porta a Yonkers, sopra al Bronx, appena fuori città. La sua macchina é abbinata al resto della scuola guida: vecchissima, sporca da fare schifo e piena di suoi oggetti personali. Se non fosse stata per l'insegna sul tetto e il freno di sicurezza dal lato passeggero non si sarebbe mai potuto intuire che quella sarebbe stata la macchina con cui avrei dato l'esame.
All'andata dalla FDR ho potuto vedere casa mia vista dall'altro lato del fiume. Il freddo era forte ma il sole splendeva e rendeva i colori belli quasi come in Estate.
Ray approfitta per spiegarmi col suo accento incredibile le regole che non posso assolutamente non sapere. Se sbagli corsia sei bocciato, se tocchi il marciapiede parcheggiando sei bocciato, se vai troppo piano sei bocciato, se passi la riga dello stop sei bocciato, se non dai la precedenza ai pedoni sei bocciato, insomma ci sono mille modi per cominciare la giornata con una bella incazzatura.
In piú il traffico ci fa fare tardi. Si perché il Washington bridge é apparentemente gettonatissimo e la fila interminabile. Arriviamo al Bronx e mentre sulla destra maestosi si presentano il vecchio stato degli Yankees con dietro quello nuovo in costruzione, sulla destra vedo dei palazzi cupi, alti, messi a schiera. Sicuramente un project di case popolari. Ci saranno stati 800 appartamenti di sicuro. Mi chiedevo quante storie di vita, di morte, quanti film ci si sarebbero potuti scrivere e girare mentre passando oltre il ponte finalmente e come per magia arriva Yonkers.
L'esaminatore non ci aveva aspettato ovviamente. Qui un ritardi di venti minuti equivale a non presentarsi ma non so come Ray riesce a trovare un altro esaminatore disposto a fare il lavoro.
Si presenta un nero enorme, dall'aspetto e dai modi marziali. Sarebbe potuto essere un Sergente dei Marines fino al giorno prima. Inizialmente si rifiuta di salire in macchina per via di una vistosa macchia sul sedile anteriore. Effettivamente i suoi pantaloni neri classici ne avrebbero risentito sicuramente. Ray ovvia con un giornale.
Io salgo e metto in moto. Cerco di guidare il piú prudentemente possibile senza passare per imbranato. Ogni tanto l'esaminatore scriveva qualche appunto sul suo palmare (un palm, connesso ad una stampante portatile). Gira a destra, gira a sinistra... Mi fa parcheggiare dietro una macchina e inversione a U in un punto effettivamente scomodo.
Verso la fine dell'esame c'era uno Scuolabus con le luci lampeggianti accese!!!!!! Io prontamente mi fermo ma il boss mi fa proseguire violando una delle regole cardine. Da Italiano abituato alla mafia dilagante subito penso: vuoi vedere che non avendo fatto le lezioni quelli della motorizzazione, in combutta forse con la scuola guida, stanno facendo in modo di bocciarmi?
E invece mi fermo e dalla stampantina esce la mia patente provvisoria, buona fino a quando per posta non mi spediranno quella vera.
E' tutto.