
Sapete già che mi hanno dato il passaporto difettoso e che mi sono attivato per farmelo cambiare.
Un mese fa vado in consolato e perdo mezza giornata per compilare un foglio e pagare 106 dollari nonostante avessi già pagato quello difettoso. Quelli del consolato mi salutano dicendomi che sarei stato richiamato al telefono dopo circa due settimane, il tempo necessario per completare la pratica.
Passa un mese. Nessuna chiamata. Porca puttana vuoi vedere che c'è un intoppo? Mi metto sul sito del consolato e trovo il numero da chiamare. Rispondono solo dalle 14.30 alle 16.00. Provo diverse volte in diversi giorni e alla fine riesco.
Un impiegato mi dice che la pratica è stata avviata il giorno stesso in cui io ho fatto richiesta ma si è arenata da qualche parte. Mi faranno sapere prima possibile. Va beh... pazienza.
Dopo un'ora sorpresa: mi richiamano loro, questa volta la funzionaria responsabile del servizio, che fa: "Sig. De Carolis la sua pratica è ferma perchè la Questura di Teramo non risponde al nostro FAX (azzooo!) Ci potrebbe fare la cortesia di CHIAMARE LEI la Questura per cercare di sollecitare? Anche perchè non sappiamo se il numero di FAX che abbiamo è giusto oppure no". Alè Alè...
Io ovviamente coinvolgo papà e faccio chiamare lui perchè tra dipendenti pubblici parlano un dialetto tutto loro e si capiscono prima. Il sollecito infatti funziona subito e nel giro di pochi minuti mi arriva conferma da mio padre che la Questura ha dato l'OK per il rilascio del mio nuovo passaporto.
Richiamo il consolato e riconosco la funzionaria: "La stavo per richiamare io! Il suo interevento è stato efficacissimo! (ci sint?!?) dovrebbe però passare qui a pagare altri 4 dollari..."
Senza neanche voler sapere come mai devo pagare ancora altri soldi la convinco a fidarsi di me e ad emettere il passaporto ugualmente con la promessa di saldare il debito con lo stato al momento della consegna del documento.
Stamattina, come pattuito, mi presento di nuovo in consolato col sorriso sulle labbra e quattro dollari in tasca.
Il sorriso svanisce subito perchè la fila arriva fin fuori dalla porta! Dopo una decina di minuti riesco ad entrare nell'anticamera dell'ingresso dove un Carabiniere accoglieva il pubblico. L'attesa nell'anticamera è una vera tortura perchè il muro è battuto dal sole e manca l'aria condizionata. Gli americani (che usano il condizionatore con la stessa disinvoltura con cui noi usiamo il riscaldamento) non protestano ma sono visibilmente contrariati.
Alla fine dopo una venina di minuti entro dentro. La funzionaria, assieme a numerosi altri dipendenti, arriva verso le 9.30, mooooolto dopo gli utenti, e mi riconosce. Fortunatamente non devo rifare la fila intera in sala d'attesa (2 ore circa) ma c'è ugualmente subito un problemino: Ha la ricevuta di pagamento?
Panico. "Ehhhh ma la ricevuta me la deve portare... ADESSO VEDIAMO cosa ci dice l'ufficio cassa... potrebbe essere un problema..."
Ma come?!? Penso io... mica mi hanno detto che sta cazzo di ricevuta scritta a PENNA senza nessun timbro o firma era così fondamentale! Che non lo sapete che ho già pagato tutti sti soldi? Ma poi, ho pagato con carta di credito e mi avete per questo sovrattassato di 3 dollari... non vi tenete copia dei pagamenti che incassate???
Dopo poco, infatti, la cosa si risolve e si scopre che la ricevuta necessaria non è quella di colore rosa (la mia) ma quella identica di colore giallo (la loro). Questioni cromatiche.
Vado in cassa e la cassiera mentre parla con qualcuno in Italiano al telefono con una mano sola procede ad appiccicare quella pellicola trasparente con l'ologramma dei simboli dello stato sopra la pagina dei dati anagrafici.
Ma perchè una operazione del genere la fa la cassiera? E soprattutto, perchè lo fa CON UNA MANO SOLA???
Esco e infatti mi accorgo che l'ha messa male! La plastichina è tutta rotta sul bordo superiore, copre solo metà della foto e addirittura per nulla il numero seriale del passaporto! Non solo, nell'appiccicarla la pagina dei dati anagrafici si è strappata causando il distacco della parte stampata per circa mezzo centimetro.
Diccome quella la plastichina è proprio la cosa che controllano meglio negli aeroporti mi sorge un dubbio: vuoi vedere che nemmeno questo passaporto va bene?!?
Caaaalma.
Rientro dentro. Rifaccio il metal detector. Richiamo la funzionaria. Le faccio vedere la pagina.
Il Passaporto appena emesso, infatti, NON VA BENE.
Si mettono a stamparne uno nuovo. La cassiera viene chiamata a rapporto (cazziatone??? boh...). Io mi metto a conversare con l'addetta al metal detector (portoricana) e le chiedo se è mai stata in Italia. Lei dice di no e io per aiutarla a capire le dico di immaginarsi una nazione intera in cui tutto è organizzato come in quell'ufficio in cui lei lavora. In più si mangia bene!
Lei sorride... dice che non sono il primo a dirle così.
Mentre attendo mi rendo conto che non c'è nessuna privacy. E' infatti semplicissimo, sia nell'androne che dentro il consolato, ascoltare tutti i dati e tutto quello che stanno facendo gli utenti: certificato di matromionio? ah, la signorina è signora, data di nascita? ahhh la facevo più giovane buono a sapersi... nata a? ahhh è nata in america.. buon partito... aspettiamo il divorzio allora.
Il carabiniere di cui sopra interropme un attimo la routine del lavoro di portiere ed esercita per un momento tutta la sua autorità intimandomi di aspettare in sala d'attesa (a 2 metri da dove mi trovavo) come tutti gli altri.
La portoricana sorride beffarda, io eseguo senza dire nulla perchè rispetto sempre le regole ma penso: dove sta scritto che è obbligatorio aspettare in sala d'attesa??? Anzi, me lo aveva detto proprio lui (il caramba) di attendere in reception!
Forse però esiste una legge dello stato che vieta di accimentare le portoricane dentro i consolati... Probabilmente l'hanno varata assieme al resto delle reggi razziali degli ultimi anni.
Dopo 18 minuti esatti esce un nuovo passaporto fresco di stampa. Ecco quanto tempo serve per farne uno... venti minuti non un mese! La plastichina stavolta è perfetta perchè la cassiera deve aver abbassato il telefono e usato entrambe le mani.
La funzionaria mi dice di assicurarmi che anche i dati siano giusti. Io controllo: Nome Bin, Cognome Laden, Nato in Saudi Arabia. Tutto corretto... ringrazio ed esco.
Finalmente me ne vado con 2 passaporti in tasca, uno rotto coi visti americani, uno buono senza visti. Me li dovrò portare sempre tutti e due dietro.
L'odissea è finita ma sono sicuro che ricomincerà presto perchè vedo che la rilegatura della copertina non è cambiata e secondo me presto si romperà anche questo che ho ora.
Sentivo la mancanza della burocrazia e dell'efficenza degli uffici statali Italiani.
Se hai nostalgia del bel paese una bella visita al Consolato Italiano di New York è quello che ci vuole per sentirsi subito a casa.