Posts Tagged ‘New York’

Negozi di elettronica per turisti: state alla larga

Tuesday, October 20th, 2009

Un pò in tutta la città – ma soprattutto a Midtown – ci sono questi negozietti di elettronica che sfoggiano vetrine colorate da qualsiasi tipo di oggetto elettronico: dai cellulari ai pc passando, dalle macchine fotografiche agli accessori.
Date retta a me: evitate di entrare, anzi evitate anche di fermarvi a guardare perchè se vi lasciate convincere dal venditore a comprare QUALSIASI COSA l’inculata è garantita al 100%.

Trattasi di negozi che campano esclusivamente con i turisti che a tutti i costi devono riportare a casa qualche cazzatina elettronica convinti di fare l’affare e di trovare cose che in Italia non si trovano. Le cose non stanno ovviamente così perchè le stesse cose che si vendono in quei negozi le puoi trovare ovunque al mondo a prezzi nettamente inferiori.

Vi faccio un esempio. Prima di partire per il viaggio in moto mi serviva un caricatore generico, quelli a voltaggio variabile con le varie prese prese jack intercambiabili. In Italia ne comprai uno alla GBC per credo 10 euro (prezzo già alto). Qui questi ladri mi hanno chiesto 80 dollari. Io ovviamente gli ho riso in faccia e così è cominciata la trattativa stile Mercato di Marrakech passando da 80 dollari a 35. Ovviamente non ho comprato nulla e ho risolto su.

Non vedrete mai uno di qui che si serve in quei negozi. I locali (ed i turisti bene informati) vanno da B&H, un negozio sulla trentaquattresima talmente incredibile che meriterebbe un post interamente dedicato.

Nonostante tutto, un GRANDE paese

Wednesday, April 22nd, 2009

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Il femminone esagerato, il vicino di casa e gli amici immaginari

Friday, March 20th, 2009

Stasera dopo il lavoro sono passato da uno dei meetup di Italiani che frequento.
In mezzo al gruppo noto una ragazza nera, alta, ma che dico alta… un femminone esagerato. Io sono un nano rispetto a lei. Molto carina direi… un bel sorriso. Parlava Italiano fluente, insomma una di serie A, anzi per la precisione di serie A1 di Basket!
Ha giocato quattro stagioni in Italia e ha vinto tre scudetti. Scusate se è poco.
Ragazzi avete visto mai una che ha giocato in serie A1 di Basket da vicino? Roba grossa… ed infatti dopo un pò che parlavamo arriva il suo amico: Terminator 4, sguardo cattivissimo, ancora più alto di lei, un armadio blindato con le gambe e le braccia. Eh beh… ragazzi… ci vuole fiato eh…

Subito dopo conosco una ragazza Italiana di Roma. Indovinate che lavoro fa? Ricercatrice. Indovinate di cosa? Cancro… tanto per cambiare insomma.
Mi sente parlare e incuriosita mi chiede da dove vengo. Io dall’Abruzzo. Lei vuole sapere il posto preciso, perchè le ricordo qualcuno. Aveva ragione… le ricordo qualcuno.
Salta fuori che conosce UN MIO VICINO DI CASA di Martinsicuro che non vedo da almeno 15 anni ma che sapevo essere anche lui un ricercatore in fuga negli USA. Ci ha lavorato insieme a San Diego, lui ora vive a Philadelphia. Abbiamo provato a chiamarlo ma non ha risposto. Pazzesco. Il mondo è piccolo. Quello dei ricercatori è microscopico. In tutti i sensi.
Domani i ragazzi del meetup vanno a mangiare una pizza dalla pizzeria del bagarozzo. Io dopo tutto quel casino che è successo non ci posso andare. Peccato.

Ho letto che a Manhattan un appartamento su due (precisamente il 52%) sono abitati da persone sole.
I miei amici Italiani sono ripartiti ma io non sono solo, sto infatti sempre in compagnia grazie ai miei piccoli amici immaginari che ogni tanto tornano per farmi qualche sorpresina.

Ufficio mobile

Tuesday, March 17th, 2009

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Bisogna risparmiare sugli affitti.

L’altro giorno sulla settima avenue c’era un tipo dentro una Crysler cabrio acchittata ad ufficio con tanto di scrivania, fax, monitor, tastiera, mouse, documenti e pure due mazzi di fiori uno davanti e uno dietro.
Non ho capito se lavorava seriamente o se invece faceva finta. In nessuno dei due casi mi sarei stupito.

Quando si dice “only in New York…”

Charles Ponzi

Friday, March 13th, 2009

In fondo in fondo, Raffaello Follieri è stato un pivello.

In questi giorni, dopo mesi, si parla ancora in prima pagina del caso di Bernard Madoff, un importante finanziere Newyorchese finito ora in galera dopo essere stato scoperto nel praticare una truffa da  circa 60 miliardi di dollari.

Ci è riuscito applicando quello che qui chiamano ‘Ponzi Scheme‘ o schema Ponzi.
Charles Ponzi, o meglio Carlo Ponzi di Parma, era un emigrato Italiano incline alla truffa che nel 1920 per primo applicò negli Stati Uniti un sistema truffaldino che gli consentì di guadagnare cifre folli nel giro di pochi mesi.

Nel 1903 sbarcò a Boston con 2.5$ in tasca (il resto li aveva persi a carte sulla nave). Dopo essere stato in galera diverse volte, nel 1920 era così ricco da riuscire ad acquistare una banca.
Dopo il grande crack che immortalò il suo nome rendendolo celebre fino ai giorni nostri rimase in galera fino al 1934, anno in cui fu deportato in Italia dove gli fu affidato un lavoro nel settore finanziario per il governo di Mussolini.

Ovviamente anche in Italia si mise nei guai e dovette scappare in Brasile, dove morì in miseria nel 1949 dopo aver rilasciato una storica intervista al New York Times in cui dichiarò: “Anche se non ci ricavarono nulla,  fu un affare a quel prezzo. Senza volerlo ho realizzato lo spettacolo più grandioso che si sia mai visto nel loro territorio sin dai tempi dei pellegrini. Solo vedermi mettere su quella cosa valeva almeno quindici milioni di dollari!”

Andate a leggere la sua storia perchè secondo me ci si dovrebbe girare subito un film… Mi meraviglio che nessuno lo abbia già fatto.

NYPD Auxiliary

Saturday, March 7th, 2009

Da wikipedia:
Il New York City Police Department Auxiliary Police è un corpo riservista di Polizia volontario, disarmato sussidiaro del New York Police Department. Gli agenti ausiliari assistono la NYPD con pattuglie in divisa ed effettuano il controllo del traffico e delle persone durante incidenti stradali, incendi, dimostrazioni ed altri eventi. Oltre 4500 agenti di Poliza Ausiliaria contibuiscono con oltre un milione di ore di servizio ogni anno.

Qua sono organizzati bene… no le ronde padane! ehehhe

Sognando il DDT

Friday, March 6th, 2009

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Stavolta mi hanno beccato bene.
Io pensavo di averli sterminati ma mi sbagliavo. Sono tornati all’improvviso e sono tornati alla grande.

Mi brucia il collo al punto che mi serve un medico.
So per esperienza che le punture che vedete nella foto cresceranno ancora di più.
Ho avvisato anche il 311 (molto professionali!) e tra poco scendo sotto per mettermi d’accordo con la proprietà del palazzo: lo sterminatore deve tornare in sirena.

La situazione a New York è critica. Il City Council ha emesso già 4 leggi per contrastare il fenomeno dopo che c’è stato un aumento del 34% in un solo anno.
Tutte le ferramenta di New York espongono in vetrina cartelli enormi in cui pubblicizzano pesticidi specifici per i bedbugs.
Un quotidiano locale è uscito la settimana scorsa dedicando l’intera prima pagina al problema.

Il piano di emergenza (che avevo studiato fin dall’inizio in caso fossero tornati) prevedeva di dormire sul tavolo della cucina dopo aver immerso i piedi dello stesso in olio minerale. Così è stato (ho due occhi neri che sembro un panda).
E’ un trucco che ho letto da qualche parte e serve per creare una barriera insormontabile agli animaletti.  Ora prima vado dal medico poi a comprare una branda con materassino gonfiabile. Dormirò su quella fino a quando non torna il disinfestatore.

E’ una guerra.
Se solo potessi avere la bomba atomica (il DDT) tutto si risolverebbe in fretta.
Non resta che resistere, resistere, resistere.

Ci risiamo (forse)

Thursday, March 5th, 2009

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Non so se preoccuparmi o meno. Lo scrivo qui perchè non saprei altrimenti con chi sfogarmi.

ALLARME ROSSO

Puttana troia eva. Mi sono spuntate IN FACCIA numero 9 erezioni eruzioni cutanee nel giro di qualche ora.
La domanda è: reazione allergica o punture di insetti maledetti figli di puttana?

E’ presto per dirlo ma penso che per domani avremo il responso.
Da una analisi preliminare sembrano punture di zanzara. Stesso prurito, stessa consistenza. Sono inoltre allineate. Insomma… di primo acchitto se dovessi scommettere scommetterei sui bedbugs.
Se così fosse e si gonfieranno come le punture sul gomito di Dicembre tra 2 giorni sembrerò l’omino della Michelin.

Nove punture. In faccia. Non è da ridere…. però stranamente sono tranquillo. Sto cercando di non pensarci per non andare in paranoia… un pò come capitasse ad un altro e non a me.

Ronde Newyorchesi

Wednesday, February 25th, 2009

Guardate con che cosa la Polizia di New York pattugliava le strade in pieno inverno con la temperatura sotto zero.

Ma se non c’è polizia in giro, a che cazzo servono le ronde padane?

Ogni scarrafone è bello a mamma soja

Monday, February 23rd, 2009

Ero al cinema a vedere Gomorrah all’IFC con Federica e subito dopo mi è venuta voglia di pizza.
Un film importante, ma del film scriverò domani sera con più calma.

Siccome a due passi dal film c’è una delle mie pizzerie preferite (anzi una delle UNICHE DUE pizzerie in cui mi servo a Manhattan) ne ho approfittato.
Vado, mi siedo, prendiamo una bufalina in due e due birre Peroni.

Ahhh che bella la pizza Italiana. In TV davano gli academy awards… tra i clienti facce note, medici italiani, frequentatori abituali di quel posto.
Io stesso sono, anzi ero, un frequentatore abituale. Ci ho portato tutti quelli che conosco… si perchè ci fai bella figura. La pizza è buona.

Arriva sta cazzo di bufalina. Io prendo la parte mia e do un morso. Federica prende la parte sua e non fa in tempo a portarla alla bocca quando con un filo di voce mi fa: “Ma c’è un insetto nella pizza…”.
Io guardo. Inizialmente pensavo fosse un pezzo di carbone che assomigliasse vagamente ad uno scarafaggio. Poi le antenne hanno fugato ogni sospetto.
Brivido. La sensazione è stata la stessa di quando scoprii cosa fossero le punture dei bed bugs. Insomma un vero e proprio trauma.

Alzo la mano e chiamo il cameriere. Chiedo di parlare con la proprietaria.
Il cameriere chiede qual’è il problema. Io rispondo semplicemente indicandolo… il problema.
Panico. Il cameriere (uno nuovo che non avevo visto mai) va via impietrito. Dopo poco torna… la mia pressione arteriora saliva pericolosamente. Lui abbozza un scusi scusi… non so veramente cosa dire.
Arriva la proprietaria, che cercava di fare l’accomodante.
Io molto molto indispettito. Acido… direi corrosivo.

Mi alzo e vado a parlare col pizzaiolo, un Italiano.
Tra Italiani in queste cose ci si capisce al volo… lui fa finta di niente, come non fosse colpa sua. A quel punto mi incazzo. Mi sta bene tutto ma passarci pure da coglione assolutamente no.
Il pizzaiolo doveva dire una parola sola: “SCUSA”. Non l’ha detta.
La discussione diventa animata.

Riesco a guadagnare l’uscita riuscendo a mantenere un contegno.
In nome della bandiera, in nome dell’Italia o di non so che cosa sono riuscito a non telefonare al department of sanitation per sporgere denuncia.

E così in una sola serata perdo il 50% delle pizzerie di New York.
Dovrò rimettermi a cercare.