Posts Tagged ‘new york city’

La diversità é consuetudine

domenica, dicembre 23rd, 2012

Ieri a pranzo siamo stato a Flushing.

Flushing é roba da matti... Pensavate di aver visto la Cina a Chinatown giusto? Sbagliato. Mentre a Canal Street Chinatown é una semplice via con una serie di negozi per turisti gestiti da Cinesi Cantonesi, Flushing é una città intera in cui vivono decine e decine di migliaia (forse centinaia?) di Cinesi perlopiù settentrionali. (E si perché voi non lo sapete ma gira e rigira tutto il mondo é paese eh... anche in Cina c'é il tormentone polentoni/terroni ecc...)

Comunque... Flushing é da vedere perché e praticamente come visitare Pechino senza recarsi in Asia. Uno che non é abituato potrebbe addirittura spaventarsi in una situazione del genere. Tipo che vai a mangiare in un mall e attorno a te ci sono solo Asiatici. Ma a migliaia! La gente parla solo Mandarino, addirittura una ragazza viene da me per chiedere se poteva prendere una sedia e me lo chiede in Cinese...  a me! Sopra il mall c'é un grosso Macy's. Anche li sia i clienti che gli impiegati sono Cinesi e parlano tra loro in Mandarino. Poi c'é un supermercato che é qualcosa di surreale: diciamo che la maggior parte dei prodotti in vendita sono per me sconosciuti, roba mai vista prima... verdure strane, pesci strani, tutto strano. Ma enorme eh! Tipo la Coop... non un buchetto. Ecco una delle sue dozzine di corsie:

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Va beh.

Oggi invece a pranzo siamo stati al Café Triskell, un ristorantino Francese che é un gioiellino del Queens: al muro cartine della Bretagna, pubblicità antiche in lingua, bottiglie di vino, oggetti particolari. Poi si mangia bene eh... anche il pesce non é male (noi prendiamo abitualmente cozze e salmone). La proprietaria é una quarantenne dalla voce rauca. Porta SEMPRE una maglietta con su scritto "CASH ONLY". Non ho ancora capito se é semplicemente per via del fatto che accettano solo contati o se invece si tratta anche di una battuta piccante. La settimana scorsa é successo un fatto che mi ha fatto ridere un pò. Siccome il posto é ormai famoso é venuta una coppia di amiche di Manhattan le quali complimentandosi per il ristorante carino le fanno: "ma che bel posto, e tu di dove sei?". Probabilmente si aspettavano di sentire della Corsica, della Costa Azzurra o di Parigi che ne so... ed invece con quella voce rauca da scaricatore di porto che fuma senza filtro la tipa risponde: "I'm from Washington Heights...!". E' come se uno va in un ristorante Giapponese a Roma e chiedendo al proprietario lui di dov'é quello ti risponde: "So' der Testaccio...". Eccezionale

Ogni volta che ci vado (siccome per l'appunto prendono solo contanti) mi tocca uscire e fare bancomat da un supermercato Brasiliano che sta dall'altra parte della strada. Voi vi chiederete cosa mai ci possa essere di tanto speciale in Brasile da richiedere un supermercato apposta per loro. Me lo chiedo anche io. Non é grande come quello Cinese ma comunque dentro ci sono tutti i prodotti loro, cose che magari altrove non troveresti facilmente. Del resto il Brasile quasi é un continente eh... mica parliamo del Molise! C'é sempre Samba negli altoparlanti e - soprattutto - ci sono delle cassiere iper-tirate iper-truccate che sembra di stare in un night club. Non ho fatto loro mai una foto ma potete immaginare il livello culturale...
Per finire, Triskell si trova sulla 36esima avenue che per la parte Est rispetto alla metro é una zona Musulmana di Astoria. Praticamente sei nella mecca: alcune donne col burka, altre coi capelli raccolti tipo suora,  uomini con quei berretti ricamati ed i camici bianchi lunghi fino alle caviglie, i bambini coi loro vestitini dai colori accesi, diverse moschee. Poi ci sono macellerie halal, piccoli negozietti che vendono prodotti mediorientali, gli immancabili money transfer per mandare i soldi a casa.

Insomma... capito qua com'é l'andazzo? Astoria, la zona degli Italiani, anzi no dei Greci, anzi no dei Brasiliani, anzi no degli Arabi. Qua se qui incontri uno dai tratti nord europei che parla inglese perfettamente nato e crescito a New York quasi quasi ti stupisci. La diversità é consuetudine. Che città... Poi un giorno vi racconto due cose o tre su quello che sta succedendo in Cina agli Ingegneri Cinesi.

Ciao!

The Nostalgia Train: “it makes New York New York”

domenica, dicembre 16th, 2012

Quella del "Nostaglia Train" é una bellissima iniziativa del museo della metropolitana di New York che consiste nel rimettere in circolazione un treno d'epoca perfettamente funzionante e restaurato. Tutt esattamente come una volta: le luci che vanno e vengono, il rumore assordante, il capotreno in divisa con tanto di orologio da taschino che ad ogni stazione esce fuori e grida come un pazzo per annunciare le fermate successive.

I Newyorchesi più attenti raccolgono queste occasioni al volo ed ecco che a bordo trovi sempre una quantità incredibile di persone in costume di tutte le età. Addirittura c'é chi si organizza per suonare musica degli anni '30 dal vivo animando i balli dei gentiluomini e delle dame in carrozza.
Poi l'eccezione, lo strappo alla regola che non mi sarei mai aspettato: la MTA consente di spostarsi tra un vagone e l'altro sia a treno fermo che in movimento. Normalmente - pur essendo le porte tutte aperte - per motivi di sicurezza questa cosa é oggi assolutamente vietata ma in questa occasione si chiude un occhio nonostante le vibrazioni siano fortissime ed il "gap" tra i due pianali non esattamente trascurabile.

Il bello é che il treno effettua il percorso di una normale linea della metro (la M) e quindi ad ogni stop c'é sempre un sacco di gente totalmente ignara che ti guarda a bocca aperta. E' come un viaggio nel tempo: tu aspetti un treno R-160B del 2010 ed invece inspiegabilmente si presenta un R-1 costruito nel 1931. I turisti vanno in delirio...

Un Newyorkese attempato, berretto in testa, capello bianco e NY Times alla mano, rimasto evidentemente sorpreso dalla gradevole trovata riassume tutto in quattro parole: "it is an undiscovered pleasure. It makes New York New York!".

Il nuovo John Lennon

venerdì, novembre 30th, 2012

Che zona Williamsburg... il top di NYC. L'ho detto e lo ripeto: se non hai visto Williamsburg, non hai visto New York City

Ciao

Ragazzi é Manhattan mica no

sabato, novembre 17th, 2012

Nella classe di Cinese che frequento da un annetto c'é un professore universitario di Economia sui 65. Un tipo super alla mano, altro che barone a parlarci sembra il droghiere sotto casa. In questo periodo sta imbiancando casa quindi sulle braccia o sulle mani gli si vede sempre qualche macchiolina di tempera.
Prima di insegnare da giovane faceva il militare nell'aeronautica e per questo ha girato l'Europa. Come é possibile che un militare diventi professore universitario? Non lo so... comunque qui é possibile.

Poi c'é un altro tipo sui 50 che viene da Los Angeles ma ora abita sulla ventesima strada. Ci ha invitato un giorno a pranzo da lui ed (il suo appartamento avrebbe meritato un post dedicato ma stavo partendo per l'Italia e non ho avuto tempo). Per lavoro rappresenta gli interessi di VIP che vogliono scrivere dei libri tipo biografie ecc. Insomma lui viene contattato da questi personaggi e tramite i suoi agganci gli trova un editore a condizioni vantaggiose per tutti. Ogni tanto va allo stadio con Eminem, oppure in giro con Jay-Z. Studia cinese perché la moglie (una manager di Chanel) é originaria di Taiwan.

Poi c'é una signora sui 45 di origini Sud Africane che parla un Inglese British super formale. Abita nell'Upper East Side in al centrissimo su un grattacielo. Anche lei molto simpatica. E' terrorizzata dal fatto che possano aggredirla o rapinarla soprattutto quando sta in metro. Un giorno l'ho incontrata per caso sulla quarantaduesima che aspettava la Q così di nascosto mi sono avvicinato e le ho messo la mano dietro la schiena come fosse stata una pistola. A momenti sviene... ancora ci ride.
Per lavoro vende arte ai ricchi. In pratica aiuta facoltosi collezionisti di NY ad acquistare arte per milioni di dollari. Tu pensa

Stasera ero in radio sui 40 metri (7 MHz) nella sottobanda della telegrafia quando sento uno chiamare dalla zona 2 che é quella di NY. Stiamo parlando di telegrafia eh... avete presente i vecchi film in bianco e nero in cui si vede il telegrafista che pigia sul tasto? Quello. Gli rispondo e cominciamo a conversare... giusto quattro chiacchiere veloci. Nonostante il tipo trasmetta dall'Upper East Side e cioé a 1-2 Km di distanza il segnale non é fortissimo ma va bene lo stesso. Alla fine come faccio sempre vado a vedere sul callbook il profilo del corrispondente e scopro che si tratta di un veterano della guerra del vietnam, pensionato dell'industria delle telecomunicazioni ed ora attore professionista che ha un ruolo fisso in una serie della CBS in cui é un detective oltre a varie altre collaborazioni con programmi del calibro di 30 Rock e Law and Order. Ma soprattutto - e questo ci ha fatto sorridere parecchio - é un gangster anche in Boardwalk Empire, una serie TV tra le mie preferite.

Cioè capito? A Manhattan prendi gente a caso e ognuno ha una storia da raccontare, ognuno fa o ha fatto qualcosa di speciale. Ragazzi ma é Manhattan eh... da paura

Saluti dal Queens

Le 10 città in cui vivere più incredibili e sottovalutate d’America (e cioè del mondo)

domenica, novembre 11th, 2012

Con questo post torniamo agli antichi splendori. Spero lo apprezzerete

Di recente BuzzFeed ha compilato una lista delle dieci città Americane meno conosciute e più sottovalutate d'America definite allo stesso tempo come luoghi incredibili in cui vivere.

Al primo posto c'é Portland Oregon, a seguire Charleston South Carolina, Providence Rhode Island, Milwaukee Wisconsin, Louisville Kentucky, Boulder Colorado, Baltimore Maryland e in ottava posizione - rullo di tamburi - Astoria Queens.

La descrizione di Astoria é questa: "Sebbene il Queens sia tecnicamente parte di NYC, con un popolazione di 2.3 milioni, esso é una città a se stante. Nel Queens, famoso per la sua incredibile diversità, si parlano più di 170 lingue diverse. Cos'altro si potrebbe desiderare oltre alla cucina così eclettica, gli stadi, un fantastico beer garden, l'influenza del jazz ed una scoppiettante vita notturna?".

(Stranamente il pezzo non cita un particolare non indifferente del Beer Garden  - che poi è il posto in cui gioco a carte il sabato sera - e cioè le due chiappe di culo della cameriera al primo piano. Una roba da resuscitare i morti)

Comunque... hai capito Ciccio? Hai capito com'é l'andazzo? E invece mi sa di no. Fammiti spiegare meglio: immaginiamo che per caso tu ti trovi in un paese che pur vantando un passato glorioso sia del tutto privo di futuro e viva un presente senza alcuna speranza. Tipo, che ne so, un paese Mediterraneo in cui si mangia bene, il clima é mite, in cui i nonni hanno la pensioncina ed i genitori il posto fisso magari statale. Supponi poi che sia un paese vecchio nel cuore oltre che nell'età, un pò razzistello a livello istituzionale ma allo stesso tempo anche buonista della seria "volemose bene facciamo entrare tutti" e paradossalmente anche un pò fascistoide di ritorno. Insomma immaginati di trovarti nel peggio del peggio che l'occidente possa offrire e che tu decida di andartene altrove. Dove sarebbe opportuno andare?

Le scelte sono molte ed ovviamente la prima da considerare per via della vicinanza e della possibilità legale é l'Europa. Domanda: esiste in Europa un luogo in cui sin dal primo giorno non solo non si verrebbe mai etichettati come "stranieri" ma nemmeno identificati come tali? Esiste in Europa un luogo aperto a tutte le culture, che utilizzi un linguaggio universale, che abbia usi e costumi a te già familiari, un luogo in cui potresti veramente sentirti a casa e verso cui - in brevissimo tempo - svilupperesti un feroce attaccamento sia utilitaristico che ideologico?

In Europa non lo so... mi direte voi. In America invece esiste e si chiama New York City. Questo é il punto e le chiacchiere stanno a zero: New York non é solo una città e nemmeno solo una nazione. E' un mondo, un universo, uno stato mentale. E fanculo a tutto il resto

Ciao

Parti subito per le Americhe, le disse padre Pio

sabato, ottobre 13th, 2012

Vi voglio fare un quadretto di una mattinata tipo per le coloratissime vie di Astoria.

Verso le undici vado al baretto per prendere una pasta ed un caffè Americano. Per pura coincidenza la pasta l'ho anche fotografata, eccola:

  

Mi siedo e mentre mangio entra un giocatore di Poker. Ci riconosciamo al volo e ovviamente subito attacchiamo a parlare. Indovinate di cosa? Ovviamente di Poker...
Dopo un pò il discorso si allarga e salta fuori che anche lui ha origini Italiane. E di dove? Faccio io? Lui: di Pietralcina. Conosci un certo "Padre Pio"?
Mi racconta così che la sua famiglia era in amicizia col famoso Frate che ora é diventato Santo, lo informo io. Lui continua dicendo che pur non credendo alle storie dei miracoli o delle stimmate una cosa la sapeva per certo: poco prima della guerra suo nonno venne in America passando da Ellis Island e lasciandosi alle spalle il resto della famiglia. Dopo che riuscì a sistemarsi mandò una lettera alla moglie scrivendole che avrebbero potuto a loro volta imbarcarsi. La nonna era però titubante: l'idea di lasciare l'Italia alla volta di un paese così lontano e sconosciuto la turbava profondamente così si rivolse a Padre Pio, che le disse: figlia mia, in Europa stanno per succedere cose terribili. Prendi la prima nave disponibile e parti subito senza esitare. A quel punto la nonna - rassicurata dall'opinione del Frate - non ha più dubbi e si imbarca a bordo dell'ultima nave che partì per le Americhe prima dello scoppio delle atrocità della seconda guerra mondiale.
Il mio commento é stato scontato. Gli dico: caro amico, se fossi in te andrei subito alla 46esima strada e mi farei fare un volto di Padre Pio d'oro massiccio da almeno mezzo chilo da portare sempre appeso al collo. Pensa, non fosse stato per lui ora invece che a New York saresti a Pietralcina!!! Ma Padre Pio é veramente un Santissimo !!! VIVA PADRE PIO!

Le sorprese della mattinata non erano affatto finite.

Mi ero messo in mente che dovevo andare a tagliarmi sti quattro peli che mi sono rimasti in testa da un barbiere. Ehhh si.. he cazzo! Volevo togliermi questa soddisfazione dopo anni e anni di rasoio elettrico davanti allo specchio del bagno ma anziché recarmi dal Greco sotto casa sono andato dal "Modern Barber" vicino alla Subway. Questo qui:

Entro e mi accorgo che si trattava di un barbiere Italiano. Avete presente i Barbieri di 50 anni fa? Magari ne é rimasto qualcuno nel paesino dove vivete: quel tipo di barbiere in cui si andava a fare barba e capelli vostro nonno con le poltroncine comode di una volta. Il posto è esattamente così, un vero e proprio viaggio nel tempo, un tuffo nell'Italia del dopoguerra... nell'Italia vera.
Dentro ci sono due giovani ed un signore anziano. Si libera l'anziano. La licenza sul muro lo identifica come "Domenico". Mi siedo e chiedo: "where are you from?". E lui: "I am Italian", e io: "Si lo avevo intuito, ma di dove?".
E' Calabrese, una persona squisita dai modi gentili, dal fare d'altri tempi. Sembra abbastanza sorpreso nel vedermi e mentre mi serve ci mettiamo a parlare.
Da quanto tempo sei qui? Io dico 5 anni. Lui fa, nel mio caso devi aggiungere uno zero. 50 anni sempre a New York?!? Chiedo stufettatto. Lui fa, non solo a New York, cinquanta anni sempre ad Astoria e sempre in questo stesso negozio.
Il Barbiere Domenico lavora li dentro da mezzo secolo. Ha visto tutto, anzi ha vissuto tutto! E' una fonte storica preziosa e ci tornerò sicuramente già solo per questo.
Nonostante la sua lontananza é rimasto molto ben informato sulle questioni Italiche. Infatti mi chiede cosa sta succedendo con la corruzione ed il declino economico del paese. Dice che dalle sue parti non lavora più nessuno, soprattutto i giovani. E specifica: pensa che mio nipote ha studiato a Siena "cose di computer"...  ma nonostante ciò col lavoro che ha trovato non poteva pagarsi neanche l'affitto e così é tornato giù al paesello dai genitori "porca mad....." e partono le prime sillabe di una bellissima bestemmia consolatoria trattenuta a stento in mezzo ai denti. A quel punto non c'erano più dubbi: il mio nuovo barbiere é lui

Meglio stare in Italia o a New York City? Parliamone

sabato, luglio 14th, 2012

Certe volte mi chiedo se la mia percezione dell'Italia sia realmente obiettiva o se invece si tratta di una distorsione cognitiva.

Ho cercato di ricordare l'esperienza di qualcuno che lasciando New York per tornare in Italia sia rimasto soddisfatto ed entusiasta della sua scelta, qualcuno che dica: "ma che fai in quella città di merda... torna a Roma|Milano che si sta bene, la città é vivibile ed entusiasmante. Torna!".

Ho cercato  invano perchè non ne ricordo neanche uno. Al contrario, il genere di commenti che mi tornano in mente sono riassunti bene da quello di Luca (un ragazzo che ha fatto una esperienza molto significativa, che prima o poi col suo permesso vi racconterò):

Ciao Alain, se puoi, non tornare in Italia. Io come sai l'ho fatto dopo quasi 7 anni di vita tra il Connectocut e New York e me ne sono pentito! In Italia non c'e' futuro, le cose stanno precipitando. Ovvio in Italia c'e' la famiglia, il buon cibo, gli amici di una vita e tante altre cose MA...se puoi resta a NY.

L'ipotesi che la magnificenza di questa città esista solo dentro la mia testa sarebbe - per quanto magra - pur sempre una consolazione ai miei tormenti. Questo post è dunque aperto a voi che la pensate diversamente: dimostratemi che mi sbaglio, spiegatemi le ragioni per cui vivere in una grande città Italiana è meglio che farlo qui, fatemi capire cosa dove mi sono perso.

Spero con tutto il cuore che riusciate a convincermi!

P.S.
non sono a caccia di ipotesi o supposizioni bensì di esperienze dirette di chi ha veramente vissuto le diverse realtà che vorrei confrontare. Pertanto aver visitato Times Square, la Statua della Libertà e l'Empire State Building durante il viaggio di nozze non conta...

L’Appartamentino a Long Island City

domenica, luglio 8th, 2012

Oggi torno a rivolgermi a te, mio caro ricco investitore Italiano che grazie a tanti anni di dura evasione fiscale hai accumulato fortune e (giustamente) ora hai paura di perderle per via dell'imminente tracollo finanziario dell'Itaglia.

Torno a proporti un investimento, e lo faccio gratis... in cambio di niente. Anzi no, in cambio mi prendo la sottile soddisfazione di indirizzare qualcuno - che se lo può permettere - verso la realizzazione di un sogno che invece purtroppo non é alla mia portata.

Leggo che i prezzi di affitti ed acquisti immobiliari stanno tornando a salire e che é ormai per molti evidente che l'economia Americana nei prossimo 20-30 anni ritornerà a dominare quella del resto del mondo. Insomma, chi può farlo deve assolutamente acquistare un appartamento a New York City.

Come scrissi qualche tempo fa, la zona di Long Island City relativa alla stazione della metro "Queensboro Plaza" sta crescendo con una rapidità impressionante. Appena cinque anni fa si faceva fatica a camminarci la sera tanto appareva sporca e degradata, oggi invece ci sono le sedi delle più grandi banche, di aziende famose, ci sono giardinetti progettati con gusto e mantenuti con cura, ci sono hotel prestigiosi ed anche grattacieli enormi costruiti come funghi. Di tanto in tanto sparisce un sexy shop e compare un cantiere.
Proprio lì sta per aprire l'enorme snodo ferroviario sotterraneo attualmente noto come "East Side Access" che convoglierà giornalmente centinaia di migliaia di pendolari in quella zona.  Si tratta di una delle opere pubbliche più grandi di tutti gli Stati Uniti.

Ogni giorno che passa diventa sempre più evidente l'interesse del grande capitale nei confronti di Long Island City. Un esempio lampante è la restaurazione degli enormi casermoni industriali abbandonati simbolo della gloriosa - quanto ormai remota - vocazione manifatturiera di New York City. Ultimissimo caso quello dell'Apple Building, l'edificio in cui ha operato la Apple Tag & Label Company fino agli '70 e che grazie ai lavori di restauro entro l'anno sarà in grado di ospitare 25.000 metri quadri di uffici e spazi commerciali da destinare a startup tecnologiche ed Università.

Capito allora il concetto? Se avete quattro soldini da spendere considerate l'opportunità di comperare un appartamentino a Long Island City. Ma non domani, non tra un mese, non tra un anno: bisogna farlo OGGI. Subito. Ora! Poi magari ci mandate a vivere i figli nel periodo dell'Università e  quando questi vorranno rimanere a vivere per sempre in America ci andrete a vivere voi così da vecchi gli starete vicino.

Altrimenti... che vi devo dire? Fondete tutto in barre d'oro massiccio, chiamate gli spalloni e fate trasportare tutto nei caveau della Svizzera. Il tempo stringe...

Ciao

East New York, il nuovo Bronx

mercoledì, giugno 6th, 2012

Foto Daily News

Nell'immaginario di molti New York è ancora una città violenta così come essa effettivamente era durante gli anni settanta. Molti altri invece - influenzati dalla filmografia degli ultimi vent'anni o magari da una gita turistica - hanno rivisto questa opinione ricollocando la città al posto che merita e cioè tra le prime al mondo in quanto a vivibilità e sicurezza.

Ovviamente delle zone difficili ancora ci sono ma sia chiaro che persino in queste zone siamo a livelli di pericolosità che sono niente rispetto a quelli di un tempo. Saranno quartieri in cui si vive male, in cui ci si guarda le spalle, in cui ogni tanto qualcuno spara eppure nonostante ciò i tre-quattro mila omicidi all'anno del periodo di "Guerrieri della Notte" e "Taxi Driver" sembrano ricordi usciti dai film polizieschi piuttosto che dalle statistiche ufficiali della Polizia.

Scommetto che tutti conoscerete il Bronx che suo malgrado è ormai universalmente riconosciuto come sinonimo di violenza e deriva sociale estrema. Ebbene, applicando le dovute proporzioni rispetto al passato, sebbene il Bronx sia tutt'ora il Bronx esso non è la zona più pericolosa della città. Infatti, il triste primato gli è ormai stato soffiato dalla zona di "East New York", un settore di Brooklyn immediatamente a sinistra dell'aeroporto JFK.

A detta di molti - e come confermano i numeri - le condizioni di quella zona occupano attualmente la pole position criminale della città di New York ma bisogna fare molta attenzione: Brooklyn ha più o meno gli stessi abitanti di tutta Roma e non bisogna ovviamente fare di tutta l'erba un fascio.

Gyu-Kaku

venerdì, maggio 25th, 2012

Sapete che ultimamente ho una certa inclinazione verso l'estremo Oriente. Ebbene stasera siamo stati a cena in un posto Giapponese di quelli seri, ma seri veramente.

Si chiama Gyu-Kaku ed è uno di quei barbeque in cui oltre alle varie portate ti portano delle cose da arrostire da soli direttamente sul tavolo. Io ho preso tutto a base di pesce (presto vi spiegherò anche il perchè) mentre la mia ragazza ha preso il rinomatissimo Kobe Beef, un manzo speciale allevato secondo antiche tradizioni Giapponesi.
Dopodichè un bel piatto noodle ai frutti di mare (decentemente freschi), una zuppetta piccante di kimchi sempre al pesce accompagnata da un Tofu Giapponese particolare e per finire un dessert da urlo della "Pasticceria Boutique" Lady M di Manhattan.

Immaginatevi il tutto a Midtown: vetrate immense, luce a 360 gradi, palazzi da un centinaio di piani tutto attorno. Dentro ambiente di classe, bella gente (belle manze!... fatemelo dire). Il cameriere che ti serve con cura, il Manager tutto incravattato che viene a chiederti se è tutto apposto, se possono fare altro. Molto molto bello.

Alla fine mi aspettavo una mazzata tra capo e collo. Quanto si spenderebbe per una cena simile in pieno centro a Roma o Milano? Arriva il conto e tra un deal ed un altro (ormai qui le donne passano i pomeriggi a trovare gli sconti su Internet per qualsiasi cosa... tipo anche per le pizze a domicilio) spendiamo 20 Euro tondi torni a persona. Va beh direte lo sconto. Senza sconto il prezzo pieno sarebbe stato 28 Euro a testa. Sempre niente per una situazione del genere secondo me.

Ragazzi che vi devo dire... mi tocca ripetermi: è una città speciale, tutto è al top. Vivi sensazioni ed situazioni sempre speciali, qualsiasi cosa fai. Per me New York City è il massimo (che guaio!...)

Ciao