Posts Tagged ‘new york city’

Morte di un pregiudizio

Monday, March 8th, 2010

Pieno centro di Manhattan, temperatura mite, notte fonda. Esco da una situazione losca sulla trentesima strada.

Mi ero portato le sigarette ma non da accendere così mi avvicino ad una coppia di ragazzi in penombra lungo la settima avenue che discutevano animosamente. Lei poco prima che io li raggiungessi se ne va a passi svelti verso nord.

Erano due ragazzi neri, miei coetanei pressappoco. “Got a light bro?” faccio io appena raggiunto il ragazzo. “Sure buddy” e tira fuori un portaccendino di pelle.
Senza che io lo avessi chiesto questo mi spiega che quella era la sua ragazza e che lei era incazzata perchè lo aveva visto ballare vicino ad un’altra.
Vista la cordialità offro una sigaretta: “Daaaamn… tough shit. Wanna a smoke?” E lui “Oh yeah I need one!”.

Camminando verso nord raggiungiamo il Madison Square Garden e ci mettiamo a parlare del più e del meno.
Nonostante la ragazza se ne fossa appene andata con in tasca le chiavi della sua macchina questo qua ha accimentato come un caimano tutto quello che passava per la strada. Le fermava tutte e per ciascuna aveva una battuta pronta: “I’d quit smokin for you babe, what’s your name?” oppure “Where are you going purple rain?” (rivolgendosi ad una completamente vestita di viola!)… ehheheheheheheeh
A quel punto si aggregano altri che cercavano disperatamente un locale aperto e che li facesse entrare con le scarpe da ginnastica che avevano. E così eccomi lì, in pieno centro a Manhattan, di notte tardi, circondato da ragazzi sconosciuti e di colore. Siamo rimasti a conversare per un pò. (Discorsi altamente filosofici, cose  tipo “I’m 47 years old and my gf is 23 but I still keep punching the ticket, ya know….” hehehehehehehe)

Due o tre anni fa sarei morto di paura solo a passargli vicino a quei ragazzi solo perchè erano neri. Ieri invece sono morto dal ridere. Troppo forti.

New York in miniatura

Friday, March 5th, 2010


The Sandpit, un lavoro eccellente di Sam O’Hare.
Da vedere in alta definizione (cliccateci sopra).

Molto bella anche la musica.

Taxi Driver 2

Tuesday, February 16th, 2010

Apprendo da “la Repubblica” una notizia incredibile che mi riempie di gioia.
Pare che Martino Scorzese e Robberto De Niro abbiano in mente di fare un sequel di “Taxi Driver”!!!

La notizia per me è esplosiva perchè si tratta del mio film preferito di tutti i tempi (lo guardo e riguardo da almeno 20 anni) ambientato nella mia città prefeferita di tutti i tempi (New York City, per l’appunto).

In verità sono arrivate già delle smentite, ma io ci spero ugualmente. Che bello sarebbe rivedere Travis Bickle invecchiato che, prossimo alla pensione, guida ancora per le strade di Manhattan. Chissà magari si è poi sposato con Betsy e ora hanno un figlio che si è appena laureato all’NYU. Sarebbe eccezionale…

Nel caso in cui non fosse vero mi metto a cercare per strada Scorsese o De Niro e gli faccio una testa così.

Five Pointz

Tuesday, February 9th, 2010

Uno dei posti che meritano di essere visti qui a New York e che spesso i turisti dimenticano di visitare è senz’altro Five Pointz, la “Mecca dei Graffiti”.
Si trova a Long Island City, la zona del Queens che si affaccia sull’East River e consiste in un complesso industiale abbandonato che gli artisti di strada hanno riutillizato per i loro interessantissimi lavori alla bomboletta.
Particolarmente curiosa la visuale di questa struttura offerta dalla linea 7 della Metropolitana che in quel tratto è sopraelevata. I binari si snodano in un percorso che mosta i palazzoni coperti di disegni da diverse angolazioni dando l’impressione al passeggero di trovarsi immerso nell’inizio di un film.
A due passi c’è inoltre il museo Moma PS1 (affiliato al Moma di Manhattan) che anch’esso merita una visita.

Insomma, quando ci verrete tenete a mente five pointz. No, non è pericoloso. Si lo so, anche a me ricorda il film i “guerrieri della notte”.

Ciao a tutti

Nuok.it

Sunday, January 31st, 2010

C’è un nuovo blog su New York scritto da Italiani. E’ uno di quelli scritti bene, insomma un lavoro serio e non un passatempo come quello che state leggendo in questo momento.

Si chiama nuok.it e (pensa te) hanno voluto intervistarmi nella rubrica “Oggi a New York” che si occupa dei connazionali che vivono in città.

Se vi interessa New York (e vi interessa sicuramente altrimenti non sareste qui a leggere le mie troiate) mettete Nuok tra i vostri preferiti perchè mi pare fatto molto bene.

Viva Marco Polo

Thursday, January 28th, 2010

Tornavo verso casa pensando all’argomento del post di stasera. Ero indeciso tra diverse cosema poi mentre facevo la spesa mi è passata vicino una ragazza Cinese e allora ho capito: stasera è il post è sulla donna orientale.

A New York ci si abitua ai palazzi alti, alla fretta, alle luci, alla confusione, al freddo. A New York ci si abitua a tutto tranne alla presenza costante ed inevitabile di pezzi di fregna colossali di ogni possibile etnia e fattezza.
Io non so come fanno quelli che vengono con mogli o fidanzate. Certe volte mi viene voglia di battere la testa contro i muri… Si vedono più superfighe in sei ore a Manhattan che in sei anni a Martinsicuro in provincia di Teramo. Giuro che è così! Siamo a livelli da bromuro in endovena. Non solo la quantità ma la diversità, l’infinita varietà del genere umano racchiuso in appena 25 km. Un sogno. Una realtà irripetibile ed unica al mondo.

Ultimamente ho cominciato a sviluppare questo fetish per le donne orientali. In primis per le Cinesi.
La donna orientale ha qualcosa in più. Anzi no mi correggo: la donna orientale SA qualcosa in più. Lo intuisci dai suoi gesti, dal modo di parlare, di truccarsi… questo essere remissiva e forse anche un pò sottomessa allo strapotere del grande maschio d’occidente. Ragazzi sono soddisfazioni…
Il proverbio Cinese dice: “Dio ha fatto l’uomo per prendersi cura della terra, poi ha fatto la donna per prendersi cura dell’uomo”. Mettendo da parte Dio come si può dissentire da questa cultura millenaria ed eccezionale?…
Poi sono donne senza età. Potrebbero avere 10 anni meno di te, o dieci anni di più. Chi lo sa? Ma soprattutto: cosa importa?

Un pò mi fa girare i coglioni il fatto che pur essendoci al mondo miliardi di asiatiche a me non me ne capita neanche una. C’è qualcosa che non va eppure ho la barba, i peli sul petto, il naso lungo, pochi capelli… dovrei andare bene. Boh… non capisco dove sia il problema.

Adesso per carità non venite a dirmi che la donna Italiana è la più bella del mondo o che le Cinesi sono brutte (e ci credo che in Italia sono brutte, le fate lavorare 29 ore al giorno!!!) perchè poi sbarello sul serio e per un mese vi tartasso con le Cinesi eh… Ste stronzate raccontatele alle vostre mogli! (che tanto non ci credono nemmeno loro heheheheeheh)

Asia Asia Asia Asia. Cina Cina Cina Cina. Viva Marco Polo.

New York City e i terremoti

Sunday, January 24th, 2010

Parlando di terremoti con una amica ieri ho scoperto che contrariamente a quello che si pensa New York City è stata costruita su di una zona ad alto rischio sismico.

I dati a disposizione dimostrano infatti che l’attività sismica della zona è piuttosto vivace: ci sono diversi eventi “molto minori” (da magnitudo 2 a 2.9) ogni mese, altri “minori” una volta all’anno, e un evento “leggero” (da 4 a 4.9) ogni 4-10 anni.
Secondo gli esperti queste scosse sarebbero causate da una faglia che si trova sotto la 125esima strada (Harlem) e che improvvisamente potrebbe causare un terremoto di maggiore importanza.

Si stima che nei prossimi 50 anni la probabilità che si verifichi un evento di magnitudo 6 sia del 7% mentre quella di averne uno di magnitudo 7 sia del’1.5%.
Nel caso malaugurato di quest’ultima ipotesi le conseguenze sarebbero devastanti: danni seri ai grattacieli, alle infrastrutture, 180.000 palazzi residenziali inagibili di cui 14.000 rasi al suolo. Il costo economico oscillerebbe tra i 39 e i 197 miliardi di dollari.

In previsione di attacchi terroristici o di disastri naturali la città fa molta pressione per convincere la popolazione a dotarsi di provviste minime sufficienti per sopravvivere in piena autonomia durante i primi giorni di un eventuale disastro.
Capita spesso di vedere la pubblicità nei treni o in giro per la città. C’è un cartellone fisso anche a Times Square.
Il kit di emergenza consigliato dalle autorità comprende:

  • un gallone di acqua potabile per persona per giorno
  • cibo in scatola e apriscatole
  • kit pronto soccorso
  • torcia elettrica
  • radio am/fm a batteria con batterie di ricambio
  • fischietto
  • pasticche di iodo o candeggina pura e contagocce
  • materiale per igiene personale
  • telefono che funzioni anche senza corrente elettrica
  • prodotti per bambini o per eventuali esigenze particolari

Si consiglia inoltre di tenere quanto segue in un borsone in modo da essere pronti ad evacuare la città in qualsiasi momento:

  • copia di tutti i documenti importanti in un contenitore stagno
  • copie di emergenza di tutte le chiavi
  • carte di credito, bancomat e contante in piccoli tagli
  • acqua in bottiglia e cibo non degradabile
  • torcia elettrica
  • radio am/fm con batterie di ricambio
  • eventuali medicine necessarie
  • kit pronto soccorso
  • metodi di contatto e luoghi di riunione con piccola mappa regionale
  • prodotti per bambini o per eventuali esigenze particolari

Compleanni Etruschi a New York City

Wednesday, December 30th, 2009

Tu dimmi se a New York non stanno un passo avanti.
Juan mi ha invitato ad un compleanno che si fa a Christopher Street in stile Etrusco. Hehehehehehehe
Eccezionale. Peccato che sono qui se no andavo a fare la rappresentanza picena!

Capito che roba? Questi qua oltreoceano si infoiano con le storie dell’Italia pre-Romana mentre noi che siamo sul luogo non sappiamo praticamente niente e disconosciamo gli avvenimenti ed i luoghi.

Guarda qua l’invito:

dear all,

one year later, the fire of the latin dragon roars on… so much so that he was planning to follow up last year’s kung fu birthday celebration by putting together for his friends a seminar by master hei long on the 21 techniques of silent killing.  sadly, a bucket of water was thrown on his idea (and his fire).  so instead he will celebrate his birthday on saturday, juanary 2nd etruscan style.

we begin at xxx xxx with a bout of the ancient etruscan game of arim pulumχva…
time 4:30 pm
address xx christopher street

from there, we will proceed to luzzo’s for an ancient etruscan feast.
time 6:45 pm
address 211 1st ave

please let me know whether you plan to attend, the etruscans need a headcount.

Tre Merli e Raines Law Room

Sunday, December 13th, 2009

Stasera per caso mi sono ritrovato in due posti particolari.

Il primo è il ristorante “I Tre Merli“, che a dire il vero non mi è sembrato affatto un ristorante bensì una discoteca vera e propria. Tutti Italiani from Italy come me, ma a differenza mia erano tutti classici tipi da Porche Canyenne Turbo. L’Italiano di successo, quello di tendenza, quello della Cantù che Conta. Diciamo che non erano giovanissimi, andavano dai trenta ai cinquanta.
Prosecchini e tiramisù offerti nel privè… Una situazione strana.

Poi ci siamo spostati all “Raines Law Room“, un bar particolare da vedere assolutamente e che prende il nome dalla legge varata nello stato di New York nel 1896 per cercare di limitare il consumo di alcool. La legge ne vietava la vendita di domenica (unico giorno che la maggior parte dei lavoratori aveva a disposizione per bere) fatta eccezione per gli Hotel, che potevano servirlo tutta la settimana durante i pasti.
Il risultato fu che i Bar, dopo aver costruito almeno dieci stanze abitabili, ottennero le licenze da hotel e al problema dell’alcool si aggiunse quello della prostituzione.
Il posto è sulla diciassettesima tra quarta e quinta ma è importante ricordarsi il numero civico (48W) altrimenti non lo si riesce a trovare perchè all’esterno non c’è insegna ne cartello. Si entra suonando il campanello e l’arredamento richiama lo stile classico degli anni del proibizionismo. L’ambiente e la musica sono ricercatissimi. Ottima la lista dei cocktails (fatti ad arte) e raffinata la scelta dei liquori con Whiskies che vanno dai 16 ai 275 dollari al bicchiere.

Ho bevuto poco in entrambe le occasioni per cui non sono nello stato mentale più indicato per esaltare il ricordo della provocantissima asiatica un pò sovrappeso notata ai tre merli oppure quello dell’uomo d’affari di mezza età intravisto in atteggiamenti inequivocabili assieme ad una rossa, una mora ed una bionda nel bar.
Accontentatevi della vostra immaginazione.

Ciao

Sparatoria al centro di Time Square

Thursday, December 10th, 2009

Oggi attorno a mezzogiorno ho visto il furgoncino della Crime Scene Unit sulla quarantaduesima. Curioso di sapere cosa fosse successo ho scoperto che poco prima c’era stata una sparatoria col morto dietro l’angolo!

La dinamica è degna della New York anni settanta.

Ci sono dei ragazzi che in centro cercano di venderti i CD per strada. Noi che viviamo qui neanche rispondiamo al saluto invece i turisti tendono a fermarsi e a conversare con loro. Una volta saputo il tuo nome sti ragazzi con un pennarello lo scrivono sul disco e a quel punto cambiano atteggiamento diventando aggressivi. Il turista generalmente si caga sotto e gli allunga i dieci dollari.

Pur essendo roba da ridere rispetto ai raggiri di casa nostra, la diffusione di questa tecnica ha spinto il quattordicesimo distretto a mettere in strada degli agenti in borghese per cercare di contrastarla.
Oggi uno di questi agenti, un sergente di 41 anni con 17 anni di servizio, ha fermato due di questi venditori chiedendo loro i documenti assieme al permesso per vendere i CD da ambulante.

La reazione è stata sconcertante: mentre uno dei due si è dato alla fuga l’altro, estratta una mitraglietta carica di trenta proiettili, ha aperto il fuoco nel bel mezzo della folla. Erano le 11.19 del mattino e Broadway era come sempre piena zeppa di turisti.
La fortuna ha voluto che i primi due colpi sono andati a vuoto e che al terzo sparo la mitraglietta si è inceppata dando la possibilità all’agente di rispondere con la 9mm d’ordinanza. Lo sparatore, colpito da 4 proiettili, è morto in ospedale e nel giro di poco è stato catturato anche il fuggitivo.
Salta fuori che non sono terroristi, non sono ricercati, non c’era nessun motivo valido per sparare.

Chi mai in Italia farebbe una cosa del genere? Un cittadino Italiano che vende CD per strada senza i necessari permessi se fermato dalla polizia si metterebbe a ridere. Va bene che poi il ridere glielo farebbero passare in caserma a suon di calci nel culo ma nessuno mai aprirebbe il fuoco per una fesseria simile!

Speriamo che la crisi economica non riporterà la città indietro nel tempo a quando New York era qul luogo della mente che tutti abbiamo imparato a riconosce ed a temere tramite una intera generazione di film polizieschi violenti.