Oh… lo so che ci venite apposta, ma mica posso stare a raccontarvi tutti i fatterelli che mi capitano per le strade di Manhattan. Ce ne sarebbero eh… tanti pure. Ma non ne ho la forza. E così stasera ci diamo alla musica. Alla musica di un certo livello. E zitti eh!
Quanti saranno quelli che a New York stanno cantano a squarciagola “Clamooooori nel moooooondo moribondooooooo” di Franco Battiato?
Secondo me uno soltanto: io.
E non mi venite a dire che Battiato non è un genio… Uno che già nel 1982 parlava di minuscoli computers, sangue nero di Harlem e manometri affolati a Wall Street in cui “nel fango delle cifre tutto se ne va“. Guardate lo stile nel video. Che classe. Che superiorità!
Franco, fanno bene a chiamarti “il maestro”. Sei un grande. Franco, se mi leggi: sei un grandissimo. Un genio. Un visionario. Fossero tutti come te in Italia ci tornerei a vivere volentieri.
Clamori nel mondo moribondo clamori nel mondo. Ciuffi d'isotopi in mano passeggio tra le particelle dei miei atomi nuclei pulsari, neutroni e quasari il mondo è piccolo, il mondo è grande e avrei bisogno di tonnellate d'idrogeno. Infestati di ragnatele pieni di minuscoli computers mangiando farfalle giapponesi mosche giganti sputano dati dando il totale sui disoccupati. Clamori nel mondo moribondo clamori nel mondo. Sangue nero di Harlem manometri affollati a Wallstreet nel fango delle cifre tutto se ne va guerriglia nella giungla. Ma sotto un tetto di palme. Amore mio lunga sarà la fine. Sceicchi custodi di passaggi a livello nel deserto spargono lacrime di petrodollari sufi soffocati, Mullah immobili nel silenzio delle sparatorie. Clamori nel mondo moribondo clamori nel mondo.
