Siamo a Cincinnati, Ohio.
La terza giornata di viaggio comincia male, anzi malissimo.
Ci alziamo e troviamo le moto bagnate, cielo grigio, aria fredda.
Metto in campo immediatamente tutta l'attrezzatura da bagnato e gran parte di quella da freddo. Gallo fa altrettanto e così scopro i suoi ridicoli "preservativi per i piedi" (come li chiamo io) che sono scivolosissimi, scomodi e credo anche pericolosi. Lui invece di dare retta a me e comprarsi gli stivali a suo tempo si è lasciato convincere da un marioulo di Foggia che gli ha rifilato sta porcheria. C'erano anche dei copri guanti a 3 dita! Li ho visti e ho riso... praticamente te li metti e diventi un personaggio di walt disney. Ancora più scomodi secondo me.
Io avevo su i miei guanti da lavapiatti gialli messi sopra i guanti normali così come insegnatomi dai centauri di capo nord ma Gallo no... Gallo è andato via coi guanti di pelle nudi sotto la pioggia. Dopo mezz'ora erano ovviamente fradici. Avrà tempo e modo per imparare.
Va beh... le prime cento miglia scorrono lente e faticose ma senza particolari intoppi. Ad un certo momento, saranno state le 12, la visibilità era bassissima a causa delle enormi nuvole d'acqua alzate dalle auto e dai camion. Gallo era avanti ad un paio di veicoli rispetto a me quando invece di proseguire sulla I-80 come stabilito devia per la I-76.
Me ne accorgo quando sia per me che per lui era troppo tardi per rimediare e così ci siamo divisi. Momento di panico. Giusto il tempo di dare le ultime istruzioni al volo prima che gli intefoni perdano il contatto radio: "Destra! Destra! Destra! Noooooo Nooooo Pooooorco D********o Gallo ci siamo divisi! Ci vediamo sulla I-80! Fermati al primo benzinaio e accendi il telefono!"
Io mi fermo immediatamente, accendo il cellulare e comincio a chiamarlo a raffica. Lui invece dalle mie parole intende che si deve fermare al primo benzinaio SULLA I-80 e così prosegue cercando un bivio. Ricordatevi che luì e quello SENZA GPS quindi questi cambi sono complicati. Ci mette infatti circa 45 minuti prima di ritrovare il modo di tornare alla 80. P fortuna il casello del Turnpike lo insospettisce e lo induce a fermarsi per chiamare prima di entrare.
Ammetto che in quei 45 minuti, solo e sotto la pioggia battente, ero parecchio nervoso. Ho anche telefonato a due persone negli Stati Uniti per raccontare l'accaduto e chiedere consigli. Ad entrambe ricordo di aver detto: "non sai cosa darei per avere ora una sigaretta".
Ristabilito il contatto telefonico ci siamo ritrovati in fretta ed il viaggio è ripartito come se nulla fosse accaduto. Pochi minuti dopo c'è stato il webcast.
Nel pomeriggio abbiamo ripreso a camminare con decisione e sempre sotto la pioggia.
Oltre al paesaggio dell'Ohio che sembra una enorme pianura padana mi ricordo di due cose: l'harleysta impavido che ci ha sorpassati nonostante la pioggia senza casco e due enormi cartelloni uno dietro l'altro. Il primo diceva qualcosa come "WHERE WOULD YOU LIKE TO SPEND ETERNITY?" e l'altro "HELL IS REAL".
Alla fine, nonostante tutto, siamo riusciti ad arrivare a Cincinnati (Ohio) come ci eravamo prefissati.
I paesaggi sono stupendi, le fotografie da fare sarebbero centiaia. Il problema è che o fai le foto o fai i chilometri (anzi le miglia!). Tutte e due le cose non si possono fare.
Domani Memphis.