Posts Tagged ‘martinsicuro’

Martinsicuro, Italia. Martins Creek, USA.

venerdì, maggio 22nd, 2009

Oggi mi è arrivata una notizia sbalorditiva.

A soli 100 km da qui esiste una località che si chiama Martins Creek popolata dai discendendi di un gruppo di migranti del mio paese (Martinsicuro in provincia di Teramo).

Pare che gli abitanti di questa frazione, oltre che avere i nostri stessi cognomi, parlino il nostro dialetto e siano molto interessanti a mantenere contatti con le proprie origini.

Inizialmente avevo immaginato che il nome della località fosse stato scelto in onore di Martinsicuro ed invece ho scoperto che è il nome di un affluente del fiume Delaware. L'assonanza col nome di Martinsicuro è quindi una pura coincidenza o, forse, i primissimi migranti preferirono quel posto ad altri proprio per via del nome a loro familiare.

Ero in cerca di una prima tappa intermedia da fare nel primo giorno del coast to coast e ora l'ho trovata: sicuramente prenderò un a caffè Martins Creek, la Martinsicuro del Nord America!

Personalità Martinsicuresi

lunedì, febbraio 2nd, 2009

Mi erano arrivate delle indiscrezioni nei giorni scorsi ma stamattina ho avuto la conferma: pare che il mio nome sia entrato nella classifica delle 10 personalità Martinsicuresi per il 2008.

Non posso credere che qualcuno abbia votato per me in un concorso della pro-loco! Ma chi è stato a votarmi? Fatevi avanti sono curioso.

Comunque grazie è stata una bella sorpresa che non mi aspettavo.
Se avete intenzione di votarmi anche alle elezioni fatemi sapere che mi candido. Il programma è semplice: posti di lavoro per tutti quelli che mi voteranno ed anche per i familiari degli stessi.

Once again, a casa

domenica, dicembre 21st, 2008

Pare che oggi abbiano cancellato 650 voli in da e per New York. Io comunque sono arrivato senza problemi.

Ho preso la macchina a noleggio.
Il paesaggio è impressionante. Il tratto di autostrada tra Roma, L'Aquila e Teramo è di una bellezza che puoi apprezzare veramente solo dopo aver vissuto per un anno e mezzo in mezzo al cemento.
La macchina l'ho riconsegnata presso una filiale Hertz qui vicino. Pur risultando aperta in realtà l'ho trovata chiusa. Mentre cercavo di raggiungere qualcuno al telefono arriva un settantenne che parla il dialetto.
Gli ho lasciato la macchina e le chiavi in mezzo alla strada senza una ricevuta, senza una fattura. Senza nulla. Paese che vai usanze che trovi.

Comuqnue sono qui. Che dire... Sono a casa... amici... parenti... si mangia.. tutto ok.

Stasera ho sentito un pò di Jazz in un locale di Giulianova.
Ci si conosce tutti. Nessuno è anonimo. C'è sempre un link, un aggancio, una connessione con qualcosa o con qualcuno... Anche a distanza di 30 km.

La sensazione è strana. Non so come spiegarla... posso solo dire che quando sarà ora di tornare a vivere qui (se mai sarà ora...) sbrocco

Si torna a Firenze

domenica, ottobre 26th, 2008

Sti giorni ho scritto poco perchè quando torni a casa per quattro giorni dopo sette mesi i tempi si stringono parecchio.
La notte più dura è sempre l'ultima prima di partire... Va beh Natale è alle porte però... cazzo non è facile.
Penso a quelli in passato che emigravano sul serio per andare a fare lavori di merda in posti di merda senza telefono, senza internet, senza niente. Doveva essere dura. Un pò come morire.
Penso anche a tutti gli stranieri che vedo in giro da noi. Ogni uomo una storia. Ogni storia una probabile tragedia.

Stasera una bella serata di baldoria con i vecchi amici di sempre.
E' passato a prendermi lu Briatore con la famosa Porshe da 280 cavalli. Oltre alla macchina a conti fatti portava addosso circa 6000 euro di valore tra orologio, scarpe e vestiario. Mai soprannome fu più azzeccato de 'Lu Briatore'.

Al Kilili (il nuovo locale di Cristiano) c'era baldoria: si è mangiato, si è bevuto, si è cantato.
Io però ero turbato dalla imminente partenza.
Altri 3 giorni a Firenze poi si torna negli USA. Se vogliamo dirla tutta non è escluso un rinvio al rientro in America ma meglio evitare sia per il lavoro sia per evitare di dover ripetere queste serate pensierose.

Martinsicuro Vs New York City

domenica, ottobre 19th, 2008

Vivo ancora sincronizzato sul fuso orario di New York per cui vado a lavorare praticamente senza dormire per niente.
Da domani mattina sarò infatti a Firenze, occasione di abbuffate senza euguali di buon cibo arte e cultura.

Da queste parti cammini una domenica pomeriggio ed incontri tutti quelli che avresti dovuto incontrare. Vai in un qualsiasi locale e rivedi ancora una volta le stesse persone.
Una volta pensai ad una massima:  entrando in un qualsiasi esercizio pubblico, qui è impossibile che dentro non ci sia qualcuno che ti sia mezzo parente o con cui non sei almeno andato a scuola.
E' così sul serio. Fidatevi di me.

Tutto quello che trovi a NY lo trovi anche qui. Anzi magari qui sei più padrone della situazione: qui puoi avere una faccia oltre che ad una data di nascita sulla patente di guida all'ingresso del bar.
Qui ci sono meno controlli, meno regole, meno problemi.
Il limite di posti come questo non sono i divertimenti, non sono i locali, non è la geografia, non è l'estetica.
Il limite sono le persone. Le persone che mancano.
Qui conosci tutti, e sai già tutto anche di quelli che ancora non conosci.
In città invece ci sono idee, c'è diversità, c'è scambio ed interazione continua.

(Poi ovviamente c'è anche più figa... resta inteso.)

Perenne nostalgia

venerdì, ottobre 17th, 2008

Facciamo in fretta, perchè la batteria è scarica e potrei rimanere a piedi da un momento all'altro.
Insomma si, sono in Italia... ta ta ta taaaaaaaa!
Visita a sorpresa.

Sono qui da me per due weekend.
Solita improvvisata a genitori e parenti. Sbuco fuori all'improvviso per la gioia di tutti.
Poi rimpatriata con i vecchi amici (uno di loro complice mi ha portato ad una cena e sono sbucato fuori dal bagagliaio della sua macchina).
Poi bevuta solitaria al solito bar. Qualche vecchio amico salta fuori, qualche nuovo amico che mi ha conosciuto sul blog si fa avanti (ncula!...)

Poi il pezzo forte: camminata solitaria alle 4 del mattino dal bar a casa. Il tempo qui sembra fermo. Tutto quello che vedo, dentro e fuori casa, sembra una polaroid di tempi che se pur ancor vicini sono definitivamente andati.
Il rumore del silenzio, interrotto da fruscio del treno che passa ad un kilometro di distanza, dal ronzio di qualche lampada allo iodio o dal cinguettio di qualche uccellino.
Non so se mi manca di più casa quando sto a New York o New York quando sto a casa.
Il rischio è di vivere una vita di perenne nostalgia, qualunque sia la scelta che si farà.

No al Nucleare (la sentina potrebbe ospitare una centrale!)

venerdì, settembre 19th, 2008

Perdio! (e ci vado cauto)

Mi sveglio una mattina a New York e scopro che Berlusconi assieme alla sua banda progetta di realizzare una CENTRALE NUCLEARE a 500 metri da casa mia. Non sto esagerando eh... 500 metri di numero.

Io mi oppongo con tutte le mie forze.

In primo luogo perchè quello del Nucleare dovrebbe essere un discorso già chiuso dal Referendum. Il popolo si è già espresso! Non ci facciamo prendere per il culo.
In secondo luogo perchè tecnicamente quella del Nucleare è una scelta che nasce già perdente, soprattutto in Italia.

Contribuirò a combattere questa battaglia ma se la dovessimo perdere ve lo dico già da subito: prenderò baracca e burattini e me ne andrò definitivamente a vivere altrove. In Europa, in America... magari anche in Africa piuttosto che cercare di riuscure a dormire la notte sapendo di avere una centrale nucleare a 500 metri di distanza.

Diciamo grazie ancora una volta alle mafie che controllano oramai tutto il paese e agli sporchi interessi di quelle fogne che chiamano partiti se ancora una volta siamo chiamati a difendere i nostri diritti elementari.

Aggiornamenti:

21 Settembre 2008: Mozione del Consigliere Comunale Andrea Marinucci volta a dichiarare San Benedetto del Tronto Comune denuclearizzato

Spuntano le pistole

martedì, luglio 1st, 2008

No, il titolo del post non si riferisce a New York City...

Leggo senza nessuno stupore che il mio natale paesino di campagna si sta lentamente trasformando.
La fonte non sono i giornali locali che per vendere quattro copie in più sono capaci trasformare una pisciata in un fiume in piena bensì un anonimo blog di protesta.

Sembrerebbe che giovani armati di pistola scorrazzino con un uno scooter liberamente, senza casco e audaci abbastanza da utilizzare le armi per minacciare i passanti senza temere nessuna ripercussione.
Queste persone sono state riconosciute dalle vittime delle aggressioni come immigrati Italiani residenti da tempo in Paese eppure nessuno le denuncia, nessuno le arresta, nessuno le ferma.

Cosa significa tutto questo? Ora vi dico cosa ne penso.

Io vengo dal Centro. Non è sud, non è nord. E' centro. Non mangiamo polenta e non abbiamo immondizia per le strade. Un paio di secoli fa avevamo la dogana tra il Regno delle due Sicilie e lo Stato della Chiesa. Oggi, la Lega Nord opera fino a 500 metri da casa mia.
Noi siamo l'ago della bilancia, il campanello d'allarme, la manica a vento dello stivale.

Se le cose in Italia vanno bene la ricchezza del Nord ci travolge, fiorisce l'economia, qualche volta si mangia anche un pò di polenta.
Se le cose invece vanno male le fabbriche chiudono, l'economia rallenta, la polenta scarseggia e la mafia comincia ad operare anche a casa nostra.
Ora, evidentemente, le cose vanno malissimo: la polenta non la si mangia da anni e i delinquenti impugnano la pistola a volto scoperto.

Chissà se oltre alle scorribande e allo sfuttamento della prostituzione (che da noi si pratica impunemente come fossimo in una specie di zona franca) esistono già il racket, gli appalti truccati, le estorsioni, l'usura, il traffico di droga o di armi.

Forse i due sullo scooter sono solo la punta dell'iceberg. Forse tra 20 anni mi toccherà vendere tutto ed andarmene definitivamente altrove.

Sanfona

martedì, febbraio 19th, 2008

Sanfona

Durante l'ultima breve rimpatriata ho assistito ad una delle prove degli ormai mitici Sanfona di Martinsicuro.
Non sono un esperto tantomeno un critico musicale ma faccio parte del pubblico per cui ritengo di poter esprimere il mio parere da profano.
Ebbene penso che il livello musicale ed anche quello dei testi è cresciuto moltissimo. I pezzi nuovi in particolare sono fantastici. Se non sei di Martinsicuro e senti i Sanfona secondo me ti viene voglia di comprare casa e metterti a studiare il dialetto locale.
Ci sono inoltre novità: da quanto leggo sui giornali una violinista (tale Sara) è entrata nel gruppo immettendo energia e vibrazioni nuove.
L'unica pecca è "Classe 1973", noto cavallo di battaglia della band che nostalgicamente riesumava i tempi in cui il lungomare era spezzato a metà e si beveva il latte della lattara, brano che misteriosamente è stato autocensurato dai Sanfona stessi. I più maligni insinuano che si evita di suonarlo per evitare imbarazzanti e controverse performance del cantante Andrea Buonaspeme che cantandolo non resisterebbe alla tentazione di sdraiarsi per terra arrotolandosi in mezzo ai cavi degli strumenti.
Purtroppo io che mi devo accontentare dei Police al Madison Square Garden, dei Rage Against the Machine a Randalls Island o di Mobi che fa il DJ all' Upper East in un bar da 5 dollari di ingresso non posso godermi i nuovi concerti dei Sanfona.
Voi che leggete però, e che forse potete, non lasciateveli scappare! Rimarrete positivamente sorpresi

Yasta

venerdì, gennaio 11th, 2008

Yasta

Cosa mi manca a New York? Lo Yasta.
E' il bar dove ho passato innumerevoli weekend in compagnia di amici e fumi dell'alcool.
Stasera appena uscito dalla metro mi è tornato in mente il locale così ho chiamato. Ha risposto Francì detto Francesco Yastà (quello nella foto coi baffi) e su mia richiesta ha alzato il volume della musica per farmela sentire.
Ha detto che il locale era pieno... Io già mi immaginavo seduto solo al bancone, tutti gli altri alle mie spalle, testa china sulla cannuccia di un Mojto e granelli di zucchero di canna tra i denti. Di tanto in tanto mi alzo per andare al bagno e mentre fai quello che devi fare davanti agli occhi un quadretto piccolo quasi tutta cornice blu con dentro tre fiori (tulipani?) rossi identici. Quella è l'immagine fissa di tutte le mie sbornie che si mescola ad altre immagini, situazioni o facce occasionali.
Siccome ci tengo alle tradizioni, potrebbe quacuno fotografarmi quel quadretto del bagno di Yasta ed inviarmi la foto? Sarebbe un regalo graditissimo.
Intanto stasera sono a cena a Chinatown e chissà se non ci scappa una bella sbornia anche senza il quel quadretto...


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