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Festa di S.Rocco a Martins Creek

domenica, agosto 16th, 2009

Durante la primissima tappa del coast to coast ebbi modo di visitare Martins Creek, una località della Pennsylvania in cui emigrarono numerosi miei compaesani di Martinsicuro (TE).
Fui accolto calorosamente da Joe e Donna Piergallini che oltre ad aiutarmi ad incontrare tutti gli altri Italiani mi invitarono a ritornare il 15 di Agosto in occasione della festività di Santo Rocco, patrono locale.

Oltre un mese fa scrissi una e-mail al Sindaco di Martinsicuro per informarlo di questa evenienza. Qualche settimana dopo, grazie anche all'interessamento di Gloria Caioni del Corriere Adriatico, l'Amministrazione ha risposto e mi ha inviato dei doni da consegnare alla comunità Martinsicurese. Nella fattispecie il libro di fotografie di Leopoldo Saraceni, una targa della Città di Martinsicuro, un crocifisso (da parte del Parroco) e una lettera di saluti a firma del Sindaco e dell'Assessore al Turismo.

Ieri pomeriggio, dopo che la mia auto in affitto mi ha lasciato a piedi a New York proprio davanti all'imbocco dell'Holland Tunnel, sono in qualche modo riuscito ad arrivare finalmente a Martins Creek.
In occasione della festa del Santo, quella che normalmente è una cittadina tranquilla e silenziosissima si è popolata di centinaia e centiaia di persone con tanto di musica da vivo, cibo e divertimenti vari.

Il segno più evidente che i Martinsicuresi hanno lasciato nelle usanze culinarie locali sono sicuramente le "CRISPELLI", versione ribattezzata ma autentica delle tipiche CRISPELLE Martinsicuresi.
Allo stand, il più grande di tutti, lavoravano una ventina di persone. Le Crispelle venivano stese con una sorta di mattarello motorizzato per poi essere fritte e immediatamente servite coperte di zucchero a velo o a richiesta di sale.
La fila era talmente lunga che io stesso ho desistito aspettando fino a tarda sera per assaggiarne una.

Tra i vari giochi c'era il Dime Toss della locale compagnia di Vigili del Fuoco volontari oppure altri giochi "d'azzardo" come  il Blackjack, i dadi e tre diverse ruote della fortuna (tutto molto casereccio e con in ballo qualche dollaro al massimo).
I bambini potevano invece contare sul saltamolla vincolato (mai visto prima!), sul fucile ad aria compressa, sulle freccette, e sui castelli gonfiabili.

Martins Creek non è una municipalità bensì un qualcosa che in Italia potrebbe essere paragonato ad una frazione. Non c'è quindi un Sindaco in loco o un qualsiasi altro tipo di autorità ufficiale. Gli unici uffici pubblici (eccenzionalmente moderni e puliti) sono quelli del Lower Mount Bethel Township che però nel weekend sono chiusi.
Di conseguenza l'unica vera figura autorevole a cui consegnare i doni della nostra comunità era quella del Parroco Cattolico che tutti chiamano semplicemente "Monsignore".

Fissato l'appuntamento per l'indomani col Monsignore (dopo le messe e prima della processione) sono stato ospite insieme ad altri amici a casa Piergallini dove ho potuto assaggiare delle ottime lasagne annaffiate da vino fatto in casa.
Dopo il dolce un bel giro di liquore Strega, che per via del nome qui ha la scherzosa reputazione di avere effetti allucinogeni...
Tra i vari invitati a casa Piergallini ho potuto ascoltare i racconti dei figli della prima generazione di emigranti Martinsicuresi, quella che ha lavorato nell'ormai dismesso Cementificio Alpha.
Tra le tante storie di dura vita da emigranti mi è rimasta più impressa quella dell'esplosione di dinamite avvenuta alla fine degli anni '60 o quella di un lavoratore rimasto accidentalmente sepolto dalla polvere di cemento.

L'indomani, visitato il monumento ai caduti della grande guerra, ho consegnato al Monsignore i doni e ho per lui tradotto al volo la lettera del Sindaco.
Mi è stata posta qualche domanda sulla Città di Martinsicuro, sui Santi, sul numero delle Chiese e sul nome della Parrocchia (per fortuna mi ricordavo tutto!).
I doni sono stati graditi e l'interessamento della comunità Martinsicurese molto apprezzato. Il Parroco mi ha salutato promettendomi che avrebbe informato tutti i Creekers a messa e che avrebbe messo "on display" sia i doni che la lettera stessa.

Sono ripartito contento non solo per la calorosa ed Italianissima ospitalità ricevuta ma anche per aver portato un piccolo ricordo che spero possa manifestare l'affetto e la vicinanza dei Martinsicuresi a tutti i compaesani emigrati.

Day 1: Partenza e Martins Creek

lunedì, giugno 1st, 2009

Grandissimo primo giorno di viaggio. Ci siamo divertiti ed è andato tutto meglio di qualsiasi previsione.

Siamo partiti verso mezzogiorno e non è mancata occasione di farsi subito una bella risata.
Da mesi infatti scherzavo sul fatto che uno di noi due sarebbe partito a Brooklyn ribaltandosi davanti alla concessionaria stessa. Detto fatto, l'amico Gallo ha messo male il cavalletto laterale della sua R1200RT e prima ancora di accendere il motore la moto si è accasciata di lato sotto gli occhi increduli miei e del proprietario della stessa.
Tiriamo su la moto, verifichiamo dei piccolo graffi che si sono formati sul fondo di una delle borse laterali. Il proprietario subito ci rassicura dicendo che è normale e che succede sempre a tutti. Allora mettiamo in moto e si parte e io invece di andare nella direzione giusta mi avventuro contromano! Hehehehehehehe

Dopo questa falsa partenza però tutto fila liscio come l'olio. Ci avventuriamo sul ponte di Brooklyn e poi attraverso Chinatown passando prima nella via dei Tribunali. L'Holland Tunnel ci porta nel New Jersey dove troviamo ancora qualche coda.
Le condizioni meteo sono ideali e dopo qualche decina di Km si comincia ad andare scorrevolmente.

Le moto sono veramente eccezionali. Guidarle è un piacere. C'è addirittura il cruise control!

Abbiamo fatto parecchia fatica a trovare Martins Creek perchè non risulta sulle mappe del mio GPS. Siamo però riusciti ad avvicinarci utilizzando località limitrofi che invece erano note e facendo questo giro scopriamo che a poche miglia da Martins Creek c'è un altro borgo che si chiama Roseto!
Al primo cartello indicante la nostra destinazione ho letteralmente esultato! Il paesaggio molto bello. Forte l'emozione.

Nei prossimi giorni aggiungerò i dettagli della visita a Martins Creek.

Martinsicuro, Italia. Martins Creek, USA.

venerdì, maggio 22nd, 2009

Oggi mi è arrivata una notizia sbalorditiva.

A soli 100 km da qui esiste una località che si chiama Martins Creek popolata dai discendendi di un gruppo di migranti del mio paese (Martinsicuro in provincia di Teramo).

Pare che gli abitanti di questa frazione, oltre che avere i nostri stessi cognomi, parlino il nostro dialetto e siano molto interessanti a mantenere contatti con le proprie origini.

Inizialmente avevo immaginato che il nome della località fosse stato scelto in onore di Martinsicuro ed invece ho scoperto che è il nome di un affluente del fiume Delaware. L'assonanza col nome di Martinsicuro è quindi una pura coincidenza o, forse, i primissimi migranti preferirono quel posto ad altri proprio per via del nome a loro familiare.

Ero in cerca di una prima tappa intermedia da fare nel primo giorno del coast to coast e ora l'ho trovata: sicuramente prenderò un a caffè Martins Creek, la Martinsicuro del Nord America!


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