Posts Tagged ‘mangiare’

La pizza e la pizzaiola

giovedì, settembre 22nd, 2011

Allora sono qui in aeroporto a JFK in attesa di imbarcarmi su un volo Luf Luf Luf Lufthanzzza! Sti tedeschi so tosti eh...

L'altra sera ero con un collega a Manhattan e siamo scesi sotto casa sua per prendere una pizzetta al taglio.
Gli addetti tutti latini che parlano spagnolo, tranne una ragazza bianca che parlave Inglese senza accento (tra l'altro pure bona).

Mentre ci scaldano ste pizzette io faccio all'amico mio: "ma dimmi un pò, secondo te gli Americani per fare queste pizze di merda ci si impegnano oppure lo fanno senza accorgersene??? No perchè ci hai fatto caso che le pizze al taglio sembrano fatte tutte dalla stessa pizzeria? Tutte uguali, tutte pizze di merda. Ma ti immagini se presenti in Italia una pizza del genere ad un cliente? Rischi che te la sbattono in faccia" (e nel dire questo gli misuravo una sberla a mano aperta).
Lui sorrideva divertito: "Ehhhh davero davero... si si ma scherzi? Comunque questa è una delle migliori" E io: "si lo so questa è la migliore, tu pensa le altre"
E poi io, dopo essermi seduto mentre mangiavo: "Però la pizzaiola non è male eh..." E lui: "si non la avevo mai vista prima, non male".

Dopo una ventina di minuti eravamo in piedi in procinto di uscire e stavamo parlando di qualche altra cazzata quando la pizzala con un sorrido a piena bocca dice in un Italiano da Italo/Americana: "di dove siete ragazzi?"
Ci siamo messi a parlare ma io fativavo a non ridere... Salta fuori che la pizzeria è di sui padre, un Calabrese emigrato tipo 40 anni fa. Il bello è che nonostante il giudizio sulla pizza lei era tutta contenta! ehhehehehehehe

Comunque porco zio che flash... è andata bene perchè in passato ho anche fatto di peggio. Comunque era tutto vero! Sia per quanto riguarda la pizzaola che per quanto riguarda le pizze/panini/cibo da mangiare in piedi Americano che fa tutto schifo. Punto e basta.

Infatti non vedo l'ora di atterare a Monaco per farmi un bel panino Tedesco serio.

Ciao!

L’insalatina a pranzo

venerdì, luglio 15th, 2011

Non so se anche in Italia si usa fare così, ma qui a New York è molto comune a pranzo farsi fare l'insalatona customizzata in tempo reale. La trovi in quasi tutti i posti in cui si mangia a pranzo e la trafila è ormai standard: scegli la pianta, scegli quello che ci vuoi (come vedete hanno di tutto) e infine scegli il condimento. Addirittura esiste una catena che vende solo insalate in questa maniera.

Insomma, chi vuol mangiare sano in teoria può farlo anche qui: ti fai una bella insalata e via... La cosa buffa e difficile da comprendere è praticamente ti costa come mangiare carne. Volendo anche di più. Come si possono spendere 8 dollari per quattro foglie e due fagiolini e gli stessi soldi per un Hamburger con le patate fritte? Misteri dell'economia moderna.

Ultimamente sto prendendo insalate sempre più spesso e ci metto lattuce, chicken, tomatoes, red beans, corn, egg e alla fine balsamic vinegar. Sempre le stesse cose più che altro perchè non saprei  cos'alro metterci: non ho mai mangiato insalata in vita mia! Adesso invece mi tocca altrimenti la panza avanza...

Ah dimenticavo... ho ripreso anche ad andare in palestra. Ma serio stavolta eh... talmente serio che già mi sono fatto male.
Ma della palestra parliamo un'altra volta (speriamo prima che mi stufo e smetto di nuovo!)

Ciao

Il Burrito

giovedì, marzo 3rd, 2011


Ho avuto ultimamente diverse discussioni circa la qualità del cibo che si trova a New York.
I locali, da buoni Americani, sono convinti di avere a disposizione il miglior cibo del mondo ma le cose ovviamente non stanno affatto così.

E' vero che se cerchi bene puoi trovare il prosciuttino, puoi trovare il primino, puoi trovare il caffettino buono... ma se ci pensate bene tutto ciò sarebbe anche scontato quando ci si trova in un mega conglomerato urbano da 12 milioni di persone. Non bisogna confondere la regola con le eccezioni. Il problema è piuttosto rappresentato dalla qualità media del cibo che la gente è abituata ed è disposta a mangiare e vi assicuro che qui la media è molto, molto bassa.

L'unico contributo che gli Americani sono stati finora in grado di regalare al mondo in materia di alimentari è quello del "Fast Food". L'esperienza del cibo, un tempo cultura e patrimonio stesso dei popoli, deve essere velocizzata, schematizzata e semplificata fino ai limiti di "small", "medium" e "large". Obiettivo dichiarato il profitto, particolare irrilevante la qualità.

Succede così che il cibo industriale soppianta quello artigianale a tutti i livelli, e a tutte le età. I bambini nati in questo stato di cose diventano obesi fin dai primi anni di scuola e da adulti (vittime inconsapevoli di una ignoranza più che giustificabile) si convincono addirittura che questo sia il cibo migliore di sempre. Vi farei assaggiare i loro oli, i loro insaccati, il loro pane, i loro formaggi. Cose abominevoli (non esagero) ma che dagli e ridagli ti ci abitui e passano anche per normali.

Comunque... per tirare a campare bisogna adattarsi a tutto e così tocca scegliere il meno peggio. Oggi, per esempio, vi presento uno dei miei pranzi abitudinali che consiste nel Burrito, una bomba atomica TexMex. E' così pensate che se ve lo tirassero addosso richiereste la morte. Un'arma praticamente... Dentro il rotolo di pane azimo che vedete in foto una miscela esplosiva di una untissima carne arrosto (pollo o manzo), verdurine, guacamole, fagioli (daaiiiii mooo) e salse "bianca" o "piccante" fatte direttamente dalle aziende petrolchimiche del New Jersey. Dopo il burrito la sera torni a casa e al bagno fai certi barriti manco fossi un elefante. Questa si che è vita...

Come dico sempre ai locali, na cosa è certa: se siamo venuti fino a qui non è stato certo per il mangiare!

Adesso vi saluto che mi scappa un barrito. Ciao

Però è sempre New York City

martedì, marzo 1st, 2011

La sera torno a casa e c'è una cabina del telefono con a fianco il display del montepremi della lotteria. Segna sempre tra 60 e 100 milioni di dollari e ogni volta che ci passo mi chiedo cosa farei se vincessi tutti quei soldi.

Farei pressappoco così:
1) Andrei da un avvocato per farmi fare la carta verde. Anzi, con tutti quei soldi voglio direttamente la cittadinaza. Si può... si può... chiamo Obama e gli faccio: Barak, eccoti 10 cartoni per diventare cittadino. Secondo me co sti chiari di luna ci fanno per anche meno
2) Se non l'hanno ancora venduto, con quarantacinque milioni mi comprerei il superattico del One Madison Park. Che palazzo ragazzi... ci passavo sotto proprio stasera. Bellissimo... Se poi per caso lo avesse già comprato qualche sceicco lo ricompro da lui e ci butto sopra altri 10 milioni per lo scomodo.  Cosa non si potrebbe ottenere con 10 milioni, del resto?
3) 10+10+45=65 per cui avanzerebbero 35 milioni di dollari. Fosse stato un 5-10 anni fa avrei organizzato bunga-bunga per il resto dell'eternità, ma oggi non più... oggi giuro che darei tutto il resto in beneficenza per essere sicuro di rimanere a zero.
E si perchè così sei invogliato a fare qualcosa, a tornare a migliorarti, a tenerti attivo. Ti trovi un lavoretto e la mattina prendi l'ascensore in sala da pranzo scendendo dritto nel parco. Ti prendi un hamburgerino da Shakeshack... anzi no! Ci vai a lavorare da Shake Shack. Tu pensa... la gente ti chiede: dove abiti? E tu: nel superattico!... puntando il dito in alto. Io lo farei seriamente.

Ora, escludendo quella della carta verde, non gioco nessuna lotteria per cui di sicuro non vincerò mai. E così con soli 16 dollari mi sono voluto permettere il lusso di andare da Eataly e prendere un paio d'etti di un bel prosciuttino di parma stagionato 18 mesi assieme ad una pagnotta di pane toscano.
I salumieri di Eataly tagliano il salame con la pazienza e la dedizione di un neurochirurgo, lo incartano con la stessa cura di un maestro giapponese di origami e te lo fanno pagare con gli stessi prezzi di un orefice.

Stasera, mentre guardavo il film di Christian Bale, mi sono mangiato mezza pagnotta con a seguire due bei Daifuku freschi freschi. Certo non è il superattico... però è sempre New York City. Il bello consiste proprio nell'accontentarsi

Ciao

Mochi Ice Cream

martedì, febbraio 8th, 2011

Stasera sono tornato in casa con una sportina piena di dolci Giapponesi.

Oggi vi parlo di un'altra specialità che è qualcosa si eccezionale: si chiama "Mochi Ice Cream" ed è una pallina di gelato con un involucro di riso (il mochi).

Ha dietro tutta uno studio nella miscela del latte per mantenere la giusta viscosità al variare della temperatura. Ed infatti questa sua particolare consistenza lo rende gustosissimo. Una cosa per palati fini. Solo i Giapponesi possono arrivare a certi livelli di complessità nel fare le cose.

Non banalizzate eh... non è una semplice pallina di gelato in con un involucro intorno. Per capirne la filosofia bisogna assaggiare... E' un dolce geniale, un prodotto che rispecchia la modernità di un paese che vive nel futuro.

Grande Giappone!

Come se magna a NYC dopo un pò che ci vivi

lunedì, novembre 8th, 2010

Ormai è ufficiale: il mio cibo da asporto preferito è lo Shawarma, il Falafel  o come cazzo si chiama esattamente.
Lo vedete nella foto in alto e lo prendo dal carretto del King of Shawarma su Broadway. C'è dentro riso bianco o giallo, carne di pollo arrosto, cipolle, verdure e delle salse a scelta. Io metto solo la bianca ma volendo ci va anche la piccante.
Quelli che lo fanno sono mediorientali e hanno un accento fortissimo. In fila ci trovi ovviamente un sacco di loro che si presentano dicendo "Salaam aleikum" ma anche un casino di Newyorkesi che hanno imparato ad apprezzare questa specialità.
Costo: 6 dollari per una porzione in cui mangiano due persone senza problemi. Calda calda... cotta davanti ai tuoi occhi.
C'è da dire una cosa però: qui a New York l'igiene del cibo economico è relativa. Cioè... dubito che voi mangereste senza storcere il naso la roba che vendono i carretti per strada. Io ormai ci ho fatto l'occhio e per me va bene tutto ma magari tre anni fa avrei avrei fatto più fatica.

Hai capito l'andazzo? Qua si mangia un pò così... un pò mixed. Mi sa che mi sto rovinando il palato anche io eh. Ormai devo essere stato in qualche modo contaminato.
Nei weekend faccio colazione come vedete nella seconda foto. Vado sempre in una pasticceria su Broadway che oltre al caffè ha anche i dolci, le paste e appunto la salsiccia con le uova e le patate. Siccome tutto il resto è immangiabile io ormai opto sempre per la colazione continentale.
A disposizione dei clienti quotidiani, libri da leggere e soprattutto wi-fi libero, alla faccia delle leggi del cazzo che ancora esisteono in Italia e che in questi giorni stanno facendo finta di cancellare. (Ma questa è un'altra storia... che vi racconto in un altro post)

Ciao!

Piada

giovedì, luglio 23rd, 2009

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Certe volte io stesso mi chiedo cosa mi spinge a perdere tutto questo tempo nell'interessarmi sulla politica Italiana.
In fondo è tempo perso perchè io potrei concentrarmi sulla politica di qui (che poi è quella con cui si decidono le sorti del mondo) preparandomi così ad una auspicabile per quanto ardua ed improbabile naturalizzazione nel tessuto sociale americano.
Non lo so... forse sotto sotto sono più italiano di quello che io stesso penso. Forse alla fine non posso farne a meno perchè l'italia ce l'ho anch'io nel sangue e le sue sorti sono da me imprescindibili.

Stasera mi sono mangiato due OTTIME piadine con una velocità ed una voracità che hanno scandalizzato il Lower East Side di Manhattan. Sembravo un lupo.
Certe occasioni non me le posso far scappare. Una buona piadina a New York ha lo stesso valore di una bella [indovinate voi]... Sono purtroppo cose che non capitano tutti i giorni. Neanche tutti i mesi. Forse neanche tutti gli anni... Bisonga approfittarne.
Eravamo per un meetup Italiano presso Piada, un posto di Romagnoli che fa la Piadina come sanno fare solo loro.

Le piadine portano i nomi dei film di Federico Fellini. Al muro diversi poster degli stessi film. Che classe... che simboli positivi per il nostro paese. Se la vita fosse solo ed esclusivamente mangiare l'Italia sarebbe il paradiso terrestre.

Buona notte


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