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lunedì, maggio 20th, 2013

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Ragazzi sto facendo strada eh... mi invitano alle cene anche i lettori! Incredibile...

Ieri sono stato a farmi una pizza con Paolo Dal Gallo, un ardito che dopo essere sopravvissuto a ben 3 anni delle mie stronzate ha avuto anche il coraggio di invitarmi per ascoltare una sessione "live" delle stesse.

Devo dire che fa una certa impressione incontrare una persona che per pur essendo a te completamente sconosciuta sa già dei tuoi viaggi, dei tuoi pensieri, delle tue antenne. Ma addirittura i post sulle antenne leggete? Io rimango senza parole!
Eravamo da Basil (la meglio pizza del Queens di cui scrissi qualche tempo fa) che Paolo conobbe proprio grazie al blog. Assieme a noi c'erano anche altri due suoi amici: Andrea e la sua ragazza. Lui di Alba (in Piemonte) e lei di Milano.

Parlando del più e del meno sono venute fuori un mare di conoscenze in comune. E' assurda la facilità con cui si conoscono tra loro gli Italiani a Manhattan; lo scrissi già in passato e ne sono convinto più che mai: La New York degli Italiani-Italiani (per intenderci no fettuccini Alfredo) é un paesotto, anzi un paesino che probabilmente non arriva a contare 5000 abitanti.

Paolo ed Andrea sono due rappresentanti di vino. A New York ne ho conosciuti diversi di questi rappresentanti Italiani (in tutto 5, tra cui di vino, birra o liquori) e mi sono accorto che rispecchiano tutti un certo cliché... pensate che uno di questi (a cui vomitai dentro casa perché si beveva troppo bene) era addirittura un ex-tronista di Canale 5. Insomma, gente tosta: un conto é vendere la Peroni o il Montepulciano d'Abruzzo a Martinsicuro, un altro a Manhattan.
Ho promesso ad entrambi di citare queste due bottiglie che mi dicono essere il top del top: Prosecco ZoninBarolo Brunate Ceretto.

La serata si é conclusa al Katch, un locale fighissimo appena aperto e si sono aggregati il proprietario di Basil e la ragazza di Paolo, Italianissima pure lei.
Io quando incontro Italiani come questi, ragazzi così giovani preparati e determinati (Andrea é del 1988!) che fieramente esportano nel mondo i valori ed i sapori della nostra cultura un pò mi rincuoro.  Per un attimo penso che  non tutto é perduto, che forse qualcosa in Italia si può ancora salvare. Ma in genere dura molto poco per cui non ho fatto certo mancare i classici del mio repertorio come le invettive sul sistema Italia e sulla necessità assoluta di fuggire. Na bomba, na roba sado-maso... ma tant'é: chi mi legge conosce il genere e se vengo invitato a cena non posso certo deludere le aspettative.

Colgo l'occasione per salutare tutti i lettori che a differenza di Paolo ancora non ho avuto il piacere di conoscere e che pazientemente dopo così tanto tempo mi leggono ancora. Se vi mancano le mie stupidaggini tenete duro perché non é escluso che molto presto ricominci a scrivere tutti i giorni (non é assolutamente una promessa).

Ciao!

L’America vista dalla Korea del Nord

martedì, marzo 19th, 2013

Quello che vedete é un video della TV Nord Koreana in cui vengono mostrate le condizioni di vita negli Stati Uniti d'America. E' un'opera d'arte, un lavoro fantastico e del tutto veritiero: proprio stasera ha nevicato e così ho fatto cena con un bel bicchierone pieno di neve.

In realtà ci sarebbe poco da ridere... La Korea del Nord vive in un universo parallelo di cazzate colossali che - ne sono fermamente convinto - molti dei suoi abitanti ormai considerano come verità. Del resto come potrebbe essere diversamente? Una nazione che viene sottoposta per decenni alla TV di regime sviluppa inevitabilmente orde di rincoglioniti capaci di credere ciecamente a qualsiasi cosa. Perché questo avvenga é necessario disporre di un sistema dell'informazione non libero (o semi-libero) ed ovviamente di una scarsissima diffusione di Internet.

Un pò come l'Italia insomma... (e se non siete d'accordo non vi preoccupate, dopo decenni é normale)

Ciao

Sulla vittoria del Movimento Cinque Stelle

venerdì, marzo 1st, 2013

Sapevo esattamente che sarebbe andata a finire così. Non mi sono stupito affatto. Sono contento del risultato elettorale? Dio bono se sono contento! Contentissimo. Un movimento di protesta primo partito a livello nazionale... Qualche anno fa sarebbe stato impensabile ma ora é realtà.

Badate bene una cosa: la mia opinione é che nonostante tutti gli sforzi ed i buoni propositi il M5S non riuscirà assolutamente a sistemare niente in Italia. Come direbbero qui: "too little, too late".  E' troppo tardi per correre ai ripari: le cose non andranno meglio, anzi andranno molto peggio di ora.
La ricchezza che fino a questi anni ci ha accompagnato non é un dono divino, non ci arriva perché siamo predestinati al successo. Tutt'altro! Essa é stata la somma di sforzi, di battaglie, di fortune ed intelligenze che si sono susseguite nei secoli: fango e sudore, lacrime e sangue.  Costruire é stato arduo e ha richiesto vite intere, per distruggere invece é bastato un soffio...

Non vi illudete: Grillo o non Grillo, nei prossimi decenni assisteremo ad un inesorabile e continuo declino della nazione Italia. Il M5S é semplicemente un tentativo disperato di evitare l'inevitabile, é la rivoluzione di quelli che da casa dei genitori (stando in pantofole) lanciano sassate cliccando sul mouse, é lo scintillio degli ultimi fuochi prima che arrivi il grande buio. Godiamoci lo spettacolo.

Ciao

Evviva il TRICOLARE !

giovedì, febbraio 21st, 2013

tricolare

Pochi giorni fa avevo scritto che a mio avviso il voto degli Italiani all'estero - così come concepito ora - serve soltanto ad alimentare circoli tutt'altro che virtuosi e che preferirei venisse abolito del tutto. Ebbene oggi ho avuto l'ennesima spettacolare conferma della mia ipotesi.

In puntalissimo ritardo rispetto ai termini ultimi per votare dall'estero (quando si dice "Italian Style"...) ho ricevuto da Roma una bellissima lettera dal COMITATO TRICOLARE ITALIANI nel MONDO. Sulla busta inviata per Posta Prioritaria Internazionale (prioritaria un cazzo visto che é in ritardo!) c'é scritto in bella vista proprio così: COMITATO TRICOLARE.
Nel momento in cui l'ho vista ero davanti alla mia cassetta della posta con gli occhi sbarrati senza riuscire a capire se era il caso di ridere o di piangere. Sono rimasto per qualche secondo lì fermo in piedi a ripensare ai 5 euro a voto di rimborso elettorale, ai candidati nominati dai segretari, alle pensioni a vita. Ero zitto ma dentro di me bestemmiavo.

Prima che me lo chiedete: la busta non è per un candidato del Berlusca e nemmeno per una delle listarelle affollate dai suoi trombati. E' per uno schieramento "maggiore". Fate vobis.

Che paese... questa busta ora la incornicio.

Ciao

P.S.
Ragazzi Domenica votate M5S! Eddai... e togliamoci sta soddisfazione. Mandiamo dentro una pattuglia di scalmanati, di gente comune che ha voglia di ribaltare il tavolo. Daiiii che ci si diverte. Confido in voi giovani.

Sul voto degli Italiani all’estero

giovedì, febbraio 7th, 2013

Oggi mi é arrivata la locandina (ridicola) di un trombato di Forza Italia che vorrebbe essere rieletto Onorevole all'interno di una sua lista civica. Ovviamente non cito il suo nome tantomeno quello della lista per evitare di fargli pubblicità ma mi piacerebbe ugualmente sapere come cazzo hanno fatto (lui ed altri che al quanto pare fanno la stessa cosa in giro per il mondo) ad ottenere i nomi e gli indirizzi degli Italiani residenti all'Estero. Mistero.

Comunque secondo me gli Italiani residenti all'Estero non dovrebbero votare per niente. Mi spiego: un conto sono quelli che si trovano in viaggio di lavoro, di piacere o di studio, un altro quelli che stabilmente si trasferiscono altrove. I primi sono giustamente titolati per votare nel paese in cui vivono, ma i secondi invece? Perché devono votare se non pagano neanche le tasse?
L'Italia fa esattamente l'opposto di quello che invece dovrebbe: un Cittadino Italiano senza neanche parlare la lingua e senza neanche individuare l'Italia su una mappa del Mediterraneo vota normalmente mentre uno studente temporaneamente in Erasmus no può farlo. Roba da matti...

Per me il discorso é semplice: vuoi votare? Per farlo devi essere a) Cittadino b) Residente in Italia (salvo le eccezioni di cui sopra). Il motivo per cui si debba far votare gente che manca dall'Italia da quarant'anni (o da cinque come il sottoscritto) non lo capisco.
Mi si dirà: ma come, anche gli USA fanno votare i cittadini residenti all'estero. E grazie al cazzo! rispondo io... la differenza é che gli Americani mica hanno avuto l'esodo secolare e continuo che invece abbiamo avuto (e stiamo ancora avendo) noi in Italia! Ed infatti gli Americani all'Estero votano come tutti gli altri in patria, non hanno mica dei collegi speciali con dei candidati farlocchi che non si capisce bene chi o cosa rappresentino... Non nascondiamoci dietro un dito: il sistema dei voti all'estero é una farsa, soltanto l'ennesimo bacino di voti e mangerie a cui i partiti attingono per continuare a perpetuare lo scempio.

Unica soddisfazione possibile votare Movimento Cinque Stelle. Fatelo e consigliate di farlo.

Ciavez

Berlusconi ha vinto

sabato, gennaio 12th, 2013

L'apparizione televisiva di Berlusconi da Santoro non me la potevo perdere.

Mi aspettavo tanto, del resto la circostanza era irripetibile: dopo vent'anni di attesa Santoro e Travaglio si trovano per la prima volta - pergiunta a casa loro! - faccia a faccia col protagonista principale della loro carriera giornalistica nonché del declino della nazione. Un evento paragonabile all'intervista Nixon - Frost, una documento che sarebbe dovuto rimanere negli annali della storia della nazione e della comunicazione.

E invece, che delusione! La prima (e credo anche l'unica) occasione per inchiodare al muro dell'opinione pubblica Berlusconi sulle vere questioni che caratterizzano la sua storia politica e personale viene sprecata clamorosamente. Lo giuro sono scioccato.
Non ci sono ma e non ci sono se: Santoro é un dilettante. Comincia la serata con un pippone incompresibile sulla piazza di siviglia, la piazza rossa del cremlino e la piazza del paesino di casa sua. Sarebbe stato subito il caso di dirgli: Santoro ma che cazzo stai a dì? Hai Berlusconi in studio vuoi o non vuoi cominciare a scaldare l'ambiente...? Che cazzo c'entrano le piazze? Frustalo perdio!
Va beh... comincia il confronto. La prima domanda di Santoro é pressappoco: se una sua azienda fosse in Crisi lei in quanto proprietario metterebbe al comando un uomo che é già stato al vertice per otto anni su dieci e che oltretutto é anche ultra Settantenne? Risposta: "se si chiamasse Silvio Berlusconi, sicuramente si!" In pratica lo scontro inizia con Silvio che si alza e da uno schiaffone a mano aperta in faccia a Santoro. Ma con la botta che rimbomba per tutto il teatro: paaaa! Cominciamo bene... ho pensato.

Qualche battuta (irrilevante) e la palla passa subito alla Innocenzi. Ma stiamo scherzando? La ragazza é giovane ed anche promettente ma tu hai in studio Hannibal Lecter e cominci le danze mettendogli davanti un agnellino? Santoro ma che cazzo ti dice la testa? Poi lei gli fa la prima domandona e - ammesso e non concesso che la Innocenzi possa essere riuscita a metterlo un attimo in difficoltà - proprio nel momento in cui tutti attendono la risposta Santoro annuncia un intervento pubblicitario anticipato perché si sono interrotti i ponti e bisogna ripristinarli. Così nel frattempo quello ha il tempo di riorganizzare le idee, consultarsi coi suoi consulenti presenti in studio, di riprendere il controllo della sua ormai leggendaria facoltà di oratore. Ma poi, quali cazzo di ponti saranno mai serviti visto che gli ospiti sono tutti in studio? Che a la7 fanno i ponti coi baracchini??? Mistero.

Successivamente tirano fuori storie banali e ridicole, senza nessun peso. E che non lo sapevamo che Berlusconi se ne frega dei rapporti con gli altri capi di stato e le altre istituzioni? Capirai! Ma ***** ***, tra mille argomenti, mille fatti, mille cose clamorose tu vai a ripescare la storia della telefonata davanti alla Merkel, una stupidaggine di cui non frega un cazzo praticamente a nessuno? E' ovvio che lui ti risponde con una stronzata delle sue e ti azzittisce. Tra l'altro, lo sapevano anche i sassi che in quel momento parlava con Simona Ventura anziché col capo di stato Turco ma nessuno in studio lo ha detto! Insomma, Santoro e company hanno fatto un macello. Dovevano tirare schiaffoni ed invece li hanno solo presi.

A quel punto rimaneva solo una speranza. Pensavo: Travaglio non può sbagliare, é uno in gamba e sono vent'anni che aspetta questo momento. Vedrai che lo fa nero.
Ingenuamente ipotizzavo che vista la portata dell'evento egli avesse cambiato il suo format, che cioè si fosse prestato ad un confronto diretto simile a quelli riservati per i candidati alle presidenziali Americane: domande precise e serrate col solo obiettivo di far uscire allo scoperto tutto quel che di scomodo o scabroso sia mai successo nella carriera o vita dell'intervistato.
Ma quando mai! Vengono rispolverati i soliti monologhi che parlano di Berlusconi come se Berlusconi non fosse presente. Ma ce l'hai davanti! Prenditela con lui no? Che senso ha il monologo... boh. Tra l'altro il primo pezzo é talmente poco rilevante che non ricordo neanche esattamente l'argomento. Forse avrà parlato delle prostitute, forse dei soldi alle ragazze dei processi... roba trita e ritrita. Berlusconi tira fuori la storiella dei prestiti alle persone bisognose e fine... l'apparenza é salva. Nel secondo invece, decisamente più consistente se pur altrettanto inefficace,  elenca una lunga serie di allusioni che tutti conosciamo e che rimangono semplicemente tali: allusioni nei confronti delle quali Berlusconi ama definirsi vittima. Non una domanda, non un fatto da contestare, non un momento di imbarazzo davanti ai 10 milioni di persone che fiduciose aspettavano finalmente la resa dei conti.

Poi la ciliegina sulla torta, il colpo da maestro, il contropiede. Sto parlando di Berlusconi ovviamente, mica di Santoro che d'ora in poi é uffcialmente bollito!... Il cumenda sale in cattedra e tira fuori una serie di piccole condanne subite da Marco Travaglio durante la sua movimentata carriera di giornalista. Una cosa normale per chi fa giornalismo in Italia in certi ambienti, ma che detta da Berlusconi in quel momento ed in quel modo sembra grave, una facile scappatoia offerta ai telespettatori che hanno ancora bisogno di credere in Silvio e desiderano farlo a tutti i costi. Il messaggio che passa é di una semplicità disarmante: dimenticate quel che vi hanno detto da queste parti su di me perché per vent'anni sono stato calunniato da un diffamatore professionista. Comunicazione allo stato puro: indiretta, semplicissima, efficace. Santoro alle serali?!? Ma magari le avesse fatte le serali! Chapeax.

Non resta che trarre l'amara conclusione: Berlusconi ha vinto, e non mi riferisco solo dell'evento di giovedì sera. Berlusconi ha vinto punto e basta. Forse gli storiografi saranno in grado di giudicarlo a posteriori ma - in sua presenza - nessuno mai avrà potuto tenergli testa, nessuno mai sarà stato capace di contestargli efficacemente la grottesca realtà che egli da sempre rappresenta.

Meritocrazia in Italia: la si vuole davvero?

giovedì, gennaio 3rd, 2013

Da quel che sento la storia della meritocrazia vista dall'Italia recita più o meno così:

In quel che faccio io sono il migliore di tutti (e se non io lo é di certo mio figlio, mio marito, mia moglie o mio zio). Il problema é che non conoscendo nessuno non posso farmi raccomandare (altrimenti non sarei qui a lamentarmi) pertanto sono disoccupato. E' ovvio che in un sistema meritocratico come quello degli Stati Uniti il mio talento verrebbe riconosciuto e troverei fianalmente il posto fisso che merito allo stipendio che dico io. Fatto questo aspetterei la pensione e vissero tutti felici e contenti.

 

Ma se veramente in Italia avvenisse un colpo di stato e fosse instaurato un sistema "meritocratico" come quello Americano, gli Italiani ne sarebbero contenti? Vediamo alcuni esempi:

  1. Un centro commerciale vuole rimanere aperto sia il Sabato che la Domenica. Qui i proprietari direbbero: sei disposto a lavorare nel weekend si o no? Se si bene, altrimenti troveremo qualcun'altro disposto a farlo. Del resto, perché mai tu (che evidentemente non sei un grande lavoratore) dovresti meritocraticamente passare avanti a me che invece sono disposto a lavorare giorno e notte? Dalle mie parti un centro commerciale dinanzi questa situazione ha coinvolto addirittura il Vescovo (hahahahah!) sostenendo che lavorare di Domenica é anti-Cristiano, non si può andare a messa e bla bla bla. Meritocrazia allora? Mmmmm...
  2. Dove sta scritto che i dipendenti pubblici devono guadagnare come quelli privati? Se io - lo Stato - ho bisogno di offrire servizi a basso costo che richiedono manodopera a bassa specializzazione (scuole, poste, amministrazione pubblica ecc) perché mai dovrei retribuire i dipendenti allo stesso livello dei privati che sono immersi in un contesto di competizione ed innovazione continua? Attenzione, non stiamo parlando di 1700 Euro anziché 1400. Qui parliamo di differenze sostanziali, roba die due, tre, quattro volte di meno.
    Lavorare per le Poste a New York equivale quasi ad essere disoccupati. Siamo sicuri che in Italia i dipendenti pubblici tollererebbero una situazione meritocratica in cui chi vuol lavorare nel pubblico si deve accontentare di stipendi così? Altrimenti che si accomodino pure nel privato! Chi li costringe? Mmmmm....
  3. Un amico manager di una azienda Americana che ha a che fare con l'Italia mi ha recentemente detto - sorridendo - che l'ufficio del personale Italiano con cui ha avuto modo di confrontarsi non riusciva a comprendere come mai due persone dello stesso gruppo che facevano lo stesso lavoro guadagnassero rispettivamente 50.000 e 150.000 dollari lordi all'anno. Mentre per gli Italiani una situazione del genere é molto strana qui é assolutamente normale. Lo stipendio infatti non dipende dall'anzianità o da un contratto collettivo nazionale bensì da criteri esclusivamente "meritocratici". Tradotto vuol dire che se sei bravo o insostituibile lo stipendio é alto se invece sei normale e l'azienda può fare a meno di te esso inevitabilmente sarà molto più basso. Semplice no?
    Siamo quindi sicuri che in Italia un 40/50/60enne accetterebbe di sedere vicino ad un neo-laureato ventenne guadagnando la metà rispetto a lui? E gli"scatti" di anzianità? Ed il contratto a tempo indeterminato? E gli assegni familiari? Mmmmm...

Certe volte penso che se in Italia non c'é meritocrazia é semplicemente perché gli Italiani (o comunque la maggior parte di essi) sotto sotto non la vogliono. Ammettiamolo: se fossimo stati per indole avvezzi alla competizione ed all'individualismo non ci sarebbe bisogno neanche di stare a discutere su queste cose. E' quindi evidente che il lavoratore Italico cerca a tutti i costi l'idillio di una vita fatta di certezze e di tranquillità, tutt'altro che la competizione indotta da un sistema puramente meritocratico! E se per raggiungere questo idillio bisogna scendere a compromessi, vendersi l'anima o aspettare decenni beh... pazienza! Alla fine, un bel giorno, quel mio amico vincerà finalmente le elezioni e così il posto fisso (e di conseguenza la pensione) magicamente arriveranno.

Ma no dai, lasciamo stare la meritocrazia... Davvero non é cosa per noi.

Ciao

L’importanza di un simbolo

giovedì, dicembre 20th, 2012

obelisco

Il simbolo della Città di Philadelphia é la Liberty Bell, una campana che secondo la leggenda venne suonata per sancire ufficialmente l'indipendenza degli USA nei confronti dell'Impero Britannico.
Negli anni successivi all'indipendenza la campana fu suonata in svariate cerimonie ufficiali fino a quando (all'incirca nel 1840) all'improvviso si ruppe.
Inizialmente si cercò di riparla ma divenne presto evidente che ogni tentativo sarebbe stato vano: la campana era irrimediabilmente rotta e non più in grado di suonare. Fu così realizzata una seconda campana identica all'originale ma, contrariamente alle aspettative, la vecchia campana continuò ad acquisire attenzioni sempre maggiori fino a diventare una vera e propria reliquia. La seconda campana invece fu praticamente dimenticata.

Mi giunge notizia dalla madrepatria di un fatto quantomeno interessante: il primo (e direi unico) monumento del mio paese é stato distrutto a colpi di ruspa.
L'Italia é un luogo interessante: si fa un monumento nel posto più importante, ogni anno corone dei fiori, mostrine luccicanti, saluti militari e squilli di tromba. Poi però nel corso dei decenni qualcosa lentamente cambia ed il simbolo comincia a perdere valore. Magari esso viene danneggiato e non lo si ripara per niente, un giorno le corone cadono a terra ed i fiori si lasciano  marcire al sole, si comincia a parlare di una eventuale "rimozione". Alla fine, un brutto giorno, come se si trattasse di un abuso edilizio arrivano le ruspe ed il monumento viene abbattuto perché ritenuto superato, antiestetico ed ingombrante.
Vorrà dire che ci terremo la seconda campana... quella priva di alcun valore.

E' tutto finito... (nulla di nuovo sotto il sole)

Cancumao, mau!

mercoledì, dicembre 5th, 2012

Sergio Zavoli, senatore della repubblica italiana (nonché commendatore dell'ordine al merito della repubblica, grande ufficiale, cavaliere di gran croce) viene sequestrato in casa da quattro banditi a mano armata, viene malmenato, viene derubato, gli fanno la roulette russa. Nessuno ne parla. Si c'é un trafiletto su qualche sito, un articoletto in quinta pagina... nulla di più.
Sono andato a cercare online: negli USA non credo sia mai successa una cosa del genere. Sarebbe per loro l'impensabile: scatenerebbe una reazione delle forze dell'ordine spropositata ed una caccia all'uomo senza tregua.

Dall'altra parte dell'Oceano un collega mi ha raccontato una sua recente sventura.
Qualche giorno fa aveva comprato una televisione assieme a suo padre che é qui in visita. Nello sforzo necessario per portarla in metro il collega é entrato usando regolarmente il suo abbonamento per poi andare ad aprire la porta di emergenza a suo padre che essendosi accollato il voluminoso scatolone - nella fretta - é entrato senza pagare.
Ecco che compaiono i due immancabili poliziotti in borghese: documenti documenti... zac...! Verbalino.
Il padre visto che é un turista lo graziano mentre il figlio si becca sessanta dollari di multa per aver usato a sbafo la porta di emergenza favorendo tra l'altro l'ingresso illegale di altri. Fino a qui tutto normale. La parte che però mi ha colpito arriva dopo quando il collega va a pagare la multa.
Nel luogo stesso in cui si paga ci sono due possibilità: pillola rossa cacci i soldi e te ne vai, pillola blu ti siedi davanti ad un giudice per iniziare un ricorso. Lui dice: ma va beh lui il biglietto lo aveva... non é giusto... intanto ci provo... faccio ricorso! Lo mettono così davanti ad un giudice il quale accende sul tavolo un registratore a bobina: "dica nome, cognome e la data di oggi, alzi la mano destra e ripeta questo giuramento. Bene ora ci spieghi come mai vuole fare ricorso...". Lui si é intimorito, ha capito che non si scherza. Andrà a finire che il giudice lo riconvocherà in una udienza vera e propria alla presenza del poliziotto che ha emesso la multa.

Insomma: la dichiarazione giurata, il giudice, il registratore sul tavolo con le bobine che girano, il poliziotto che viene li apposta per te. Tutto per una multa da sessanta dollari! Capito cosa significa la parola "stato"? Non la roulette russa ai senatori che tanto é tutto normale

P.S.
Chi non capisce il titolo é un lattante

Veni Vidi Vici

venerdì, ottobre 26th, 2012

Ragazzi,

sono le 4:17 del mattino ed in questo momento non sono carico a pallettoni, sono carico a bombe a mano perché ho appena vinto il torneo di Poker. Madonna che soddisfazione... non potrete mai capire: vengo qua da forestiero, non mi conosce nessuno, tutti che ti dicono se, come e quanto giocare .Tutti professionisti insomma, e tu invece sei il coglione di turno. Mai visto un tavolo in cui si discute tanto sul nulla, e a così alta voce. Comunque un ambiente piacevole... all'Italiana insomma.

Io li solo a testa bassa, timido, a tratti nervoso...  A na certa uno mi ha anche criticato apertamente: questo non é giocare male le carte, questo é regalare le chips! E io calma, silenzio, mantenevo a stenti l'emozione. A me interessava solo poter tornare in America e dire di aver vinto un torneo in Italia. Tutto li... il resto non importava, l'importate era l'idea.

Ho giocato ininterrottamente dalle 22.45 alle 04:00. Mani da paura... ho buttato fuori giocatori tosti tra cui alcuni di quelli che parlavano più del dovuto e tra essi ovviamente - ironia del destino - c'era anche quello che mi aveva criticato in precedenza.
Verso la fine del torneo é cominciata a venire fuori una certa confidenza. Giocavo come un forsennato, come una belva... alla Stu Ungar per capirci.

Alla fine eravamo rimasti in due e l'altro - un ragazzo che giocava con la fidanzata seduta di fianco - mi chiede se avessi voluto spartire. Io rispondo che per me arrivare secondo o spartire era la stessa cosa e che stavo giocando solo per la gloria quindi preferivo andare avanti. Così é stato.
A onor del vero il mio oppositore finale non ha sbagliato neanche una mano: ha foldato tutte le mani in cui avrebbe perso e giocato forte le altre ma alla fine non c'é stata storia. Ero un fiume in piena, ho concluso con una scala A-5: stretta di mano, scambio di email, tutti a casa.

Dopo la vittoria sarei voluto andare al solito bar per festeggiare ma era già chiuso. Ho girato per tutto il paese in cerca di un posto ancora aperto per condividere con qualche altro la mia gioia ma niente da fare.
Che cazzo... va bene che sono le quattro del mattino ma é anche Venerdì dio bono... Tutti a letto?!?
Va beh....bella serata insomma. Sono al top, super contento. Domenica mattina si parte per New York.

Ciao