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Un nerd in bici tra Hoboken e Lower Manhattan

venerdì, settembre 2nd, 2011

Stasera ho fatto una nerdata delle mie.

C'era alle 20.20 una passaggio altissimo della Stazione Spaziale sopra New York, uno di quelli rari da quasi 90 gradi di elevazione. Alle 6 e mezza torno a casa, gonfio le ruote della bici, rintraccio il cavalletto, prendo la macchina fotografica metto tutto nello zaino e parto come un razzo.

Prendo prima la N fino a Herald Square, poi il treno Path per andare a Hoboken, nel New Jersey. Vi chiederete come mai da quelle parti. Ebbene, ero convinto che la stazione spaziale entrasse da Nord per poi procedere vero sud est. Se la traiettoria fosse stata quella che io avevo in mente da quel punto avrei potuto fotografarla proprio sopra l'Empire State Building. Una bella foto insomma...

Mentre vado in treno preparo un Tweet in modo da far godere lo spettacolo anche a qualche altro Newyorchese. Eccolo:

@NewYorkology, assieme ad altri 36 lo rilanciano e il messaggio raggiunge 45mila utenze.
Arrivo a destinazione alle 8 in punto ed in bici comincio a cercare un posto adatto per scattare la foto.
Trovo un molo bellissimo, ragazzi ma bello davvero, non potete capire che pulizia e che perfezione... na cosa da film ve lo giuro.

Piazzo il cavalletto, avevo con me anche un 50 mm, un 75-300 ed in 10-22 ma scelgo di scattare col solito 18-55 che hanno pure cani e porci.
C'è però un problema: vorrei fare una espozione di 3 o quattro minuti ma non riesco a settare il Bulb mode. Chiamo il Patrice che sta davanti al computer. Bestemmie a profusione... i minuti passano. Niente da fare, non si trova il modo.
Rinuncio alla super esposizione.

C'è anche un altro problema: sono ormai le 20.20 ma la stazione orbitante che era in acquisizione già da oltre 2 minuti a Nord non si vede. Giro la testa e... sorpresa! Sta entrando da Est! Puttana maiala bagascia lurida... ma come minchia ho fatto i conti? Intuisco che da dove sono Midtown Manhattan è impossibile da raggiungere. Forse col 10-22 si può fare ma la foto sarebbe incomprensibile. Vedo però che la la stazione sta deviando un pò a sud e che si avvicina quindi al WTC. Perfetto, punto il WTC. Il setting che ho fatto faceva schifo... ma ormai sono in ballo e bisogna scattare: click. Esce una foto un pò così, niente di che. Na foto di mmmerda. Avrei voluto di meglio ma in 5 minuti e nella situazione in cui mi trovavo non ho saputo fare di meglio. Eccola:

Fatta la ISS già che c'ero mi diverto a scattarne qualche altra foto alla skyline. Escono però fuori delle luci strane tipo ufo che non riesco ad eliminare. Ma che cazzo sono ste luci? Ho sventrato la macchina, tolto i filtri... niente da fare. Ne vedete alcune nella foto dietro la mia testa. Per il nervoso stavo per gettare la camera nell'hudson river poi ho capito che erano causate da quelle lucine (bellissime) che hanno messo sul passamano del molo.

Va beh chiudo tutto e me ne torno verso casa.
Prima però mi fermo a prendere una Pizzetta ad Hoboken. Oh... capiamoci: il lungomare di Hoboken è tutto pulito, luccicante, hotel bellissimi. C'è poi sta vista allucinante di New York. Roba che ci porti un turista ti muore lì davanti a te. Però due coglioni... Il New Jersey è da suicidio eh... Ci sono dei baretti mezzi vuoti, dei localini... ma sembra di stare ad Alba Adriatica. Tra NY e NJ non ci sono soltanto un fiume ed una lettera, c'è un abisso, una voragine. "Don't go to Jersey" mi dicevano appena arrivato. Ora capisco il motivo.

Il treno Path ha 3 o 4 linee ma non ci si capisce un cazzo... mi perdo ogni volta. Infatti stasera anzichè tornare ad Herald Square sono finito al World Trade Center. In bicicletta.
Oh fa impressione Lower Manhattan di sera. Di giorno è un delirio, un via vai infernale. La sera nessuno. Strade vuote, silezione. Sti palazzoni deserti. Direi New York downtown è quasi intima se ci vai in un orario non lavorativo.
Chiamo Duccio, il decano di New York che ora vive sotto il WTC ma non mi risponde allora sbicicletto fino a Canal Street per prendere la gialla. Per strada, di tanto in tanto, delle fregne epiche. Cose che in Italia non esistono... è così fidatevi del lupo che perde il pelo, ma non il vizio. In questa città ogni 5 minuti trovi un motivo per andare giù di testa.

Poco prima di canal, su church street noto una cosa mia vista prima: una automobile parcheggiata stava proiettando un cartellone pubblicitario di circa 15 metri per 10 sul muro di un palazzo. Incredibile. Hanno montato un proiettore professionale sul sedile di dietro, e dal finestrino aperto sparavano di lato. Guardate che roba:

Va beh arrivo alla fermata della stazione vicino casa.
Scendo dal treno con la bicicletta in mano. Esco dall'uscita di emergenza anzichè dal turnstile (in bici è consentito) e mi avvio verso l'uscita. Ciliegina sulla torta: mentre mi avvicino alle scale che fanno scendere dalla stazione sopraelevata davanti a me c'è una ragazza sui 35. Sta a circa 3 metri di distanza quando si gira di scatto e grida: "Get the fuck away from behind me!". Io mi giro per vedere se sta parlando con un altro... ed invece no sta parlando con me! Le passo vicino perplesso e lei grida qualche insulto non ricordo bene quale mentre con la cannuccia della bevanda che ha in mano da una frustata e qualche gocciolina mi arriva in faccia. La cosa è successa talmente in fretta che io non ho avuto il tempo di reagire e quindi non ho detto niente... Mentre scendevo le scale l'ho sentita dire qualche altro sproloquio. Cose da pazzi. Le possibilità sono due: o era una psicolabile dissociata dalla realtà, oppure una iper stressata che deve aver letto di quel molestatore che va in giro per Astoria in bicicletta. Comunque sia, roba da andare in galera senza sapere il perchè...

La serata si conclude con una zuppetta di patate fagioli e roast beef seguita da due dita di un bellissimo Jameson liscio liscio, senza neanche il ghiaccio (mi mancava). Ahhhhhh mo sci!
Me ne vado a letto... che è ora.

Ciao!

The Last Hope

mercoledì, luglio 16th, 2008

Allora oggi pizzata aziendale nella chill out room (la sala del biliardino).

Entro in sala e oltre ai soliti colleghi noto un signore sui 55 anni, capelli e barba bianca.
Addosso una maglietta raffigurante lo schema elettrico della "Blue Box", un dispositivo che negli anni 80 permetteva di mandare segnali di controllo alla rete telefonica permettendo di chiamare gratis o raggiungere numerazioni normalmente inaccessibili.

Oltre alla maglietta un cappellino pieno di spillette. Sul lato la scritta "N4SCY".
Capisco subito di avere davanti oltre che un Hacker anche un Radioamatore e quindi mi presento utilizzando il mio nominativo Americano (WW3WW) stringendogli la mano.
Da vicino riconosco il simbolo dell'Amsat e chiedo: ma fai anche i satelliti? Lui risponde dicendo che normalmente fa Stazione Spaziale ISS. Apriti cielo.
Gli domando se conosce issfanclub.com e lui dice di si e allora faccio presente che quel sito è mio. "Veeeery cool!" risponde lui, e per farmi capire che è veramente appassionato tira fuori uno smartphone Palm per poi lanciare PocketSat mostrandomi la posizione della stazione spaziale in tempo reale sul telefonino.
Io  chiedo se i dati orbitali li hai mai presi da quel sito che li importava direttamente da celestrak e lui risponde di si e allora io con un sorriso dico che anche quell'altro sito (ora chiuso) era mio!
A quel punto l'anziano Hacker sorprende tutti (compreso me) e fa: ma allora tu sei Alain!

Non mi era mai successo prima di essere riconosciuto da qualcuno senza nemmeno l'ausilio di una foto. (A Roosevelt Island invece, mi hanno riconosciuto già due volte per via dei vari video postati sul blog)

Mi da il suo biglietto da visita e scopro che anche io conosco lui!

Si trattava infatti di Robert Osband, noto nel mondo dell' Hacking come The Cheshire Catalyst,  una figura di spicco nel mondo dell'underground Americano, un pioniere della telematica e dell'era digitale di cui avevo già letto in passato.
E' noto per aver proposto il nuovo prefisso telefonico nella zona di Cape Canaveral (321), successivamente approvato e attualmente in uso ed anche per aver contribuito (sotto falso nome) alla leggendaria rivista di Hacking "2600". E' a NYC in questi giorni proprio per l'ultima storica convention di quel movimento.
L'evento, intitolato "The Last Hope", è un ritrovo di Hackers di fama internazionale, in cui oltre che di tecnicismi ai massimi ai massimi livelli si discute di diritti civili e libertà individiali.


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