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	<title>Alain De Carolis &#187; immigrazione</title>
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	<description>Si e&#039; vero sto a New York.</description>
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		<title>Come si fa per emigrare negli Stati Uniti d&#8217;America</title>
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		<pubDate>Fri, 14 May 2010 02:14:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alain De Carolis</dc:creator>
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		<description><![CDATA[A grande richiesta faccio un refresh su una delle questioni più ricorrenti che mi vengono sottoposte da quando sto qui e cioè come fare per venire a lavorare e a vivere in America. Questo post non ha la pretesa di essere esaustivo o informativo ma soltanto quella di dare una vaga ed approssimativa idea di [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<p>A grande richiesta faccio un refresh su una delle questioni più ricorrenti che mi vengono sottoposte da quando sto qui e cioè come fare per venire a lavorare e a vivere in America.<br />
Questo post non ha la pretesa di essere esaustivo o informativo ma soltanto quella di dare una vaga ed approssimativa idea di quali sono le possibilità per chi come dell&#8217;Italia ne ha le palle piene e desidera con tutto il cuore di emigrare negli Stati Uniti d&#8217;America.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Premessa</strong></p>
<p>Il cittadino è legato ad una nazione, la nazione ad un territorio. Il cittadino, in quanto tale, ha il diritto di vivere e prosperare all&#8217;interno del territorio, <strong>tutti gli altri individui no</strong>.<br />
E&#8217; bene partire da questo concetto chiave perchè da noi nessuno sembra possederlo più. In Italia l&#8217;idea del lavoro si è sovrapposta a quella della cittadinanza per cui è comune pensare che basta trovare un lavoro per garantirsi il diritto di vivere in qualsiasi luogo piaccia. Ovviamente non è così, e qui in America lo sanno bene.<br />
A questa regola di principio si contrappongono tuttavia delle eccezioni per permettere, quando necessario, a delle persone di vivere e lavorare sul territorio di una nazione straniera, ed in alcune circostanze addirittura di acquisirne la cittadinanza.<br />
&#8220;Andare a vivere in un&#8217;altra nazione&#8221; equivale a cercare di rientrare in una di queste eccezioni e non ad esercitare un diritto che in realtà non esiste.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>I visti non-migratori</strong></p>
<p>Sul tema dei visti si potrebbe scrivere una enciclopedia ma, per farvi capire al volo il concetto, è un pò  come se le autorità ti dicessero: &#8220;<em>Puoi venire a vivere qui perchè per qualche motivo abbiamo bisogno di te. Sarai il benvenuto ma sappi che appena  possibile ti daremo un calcio nel culo così te ne torni da dove sei  arrivato</em>.&#8221;.<br />
Ne esistono di diversi tipi: per studenti, per lavoratori, per ricercatori, per chi ha doti eccezionali, per chi investe, per militari, per diplomatici e via dicendo. In generale il visto consente di entrare liberamente nel paese e nel caso di quelli lavorativi <strong>consente anche di lavorare rispettando determinate regole e/o limitazioni</strong>.<br />
Per fare un esempio il visto per gli studenti (tipo F), permette a chi lo detiene di vivere qui per frequentare una scuola di lingue (o una Università) ma non permette di cercarsi un lavoro (si può però eventualmente lavorare massimo 20 ore a settimana per la scuola in cui si sta studiando). I visti lavorativi invece vengono generalmente rilasciati solo a persone che dimostrano di essere molto specializzate in ciò che fanno e che sono indispensabili per le aziende che ne fanno richiesta. Generalmente ti consentono di lavorare solo in quella specifica azienda (è stampata sul visto stesso) per un periodo ben preciso. <strong>Non è consentito lavorare altrove</strong>, né restare nel paese nel caso in cui il lavoro che si sta svolgendo dovesse volgere al termine. In altre parole è come stare in trasferta, finita la quale te ne torni indietro e tutto ritorna come prima.<br />
Ma come si fa ad avere un visto lavorativo? Se non si è uno scienziato (letteralmente), se non si hanno doti  eccezionali (es. Rocco Siffredi), se non c&#8217;è nessuna azienda che è disposta a dimostrare che per quel lavoro vuole te e soltanto te perchè tu sei l&#8217;unico in grado di farlo, allora non c&#8217;è modo di averlo. Insomma, <strong>non è in nessun modo possibile venire in America per fare <span style="text-decoration: underline;">legalmente</span> lavori generici in cui non è rischiesta nessuna specializzazione</strong>. Del resto, perchè mai dovrebbero accettare operai per le fabbriche o manovali per le imprese di costruzione quando ci sono già orde di questi lavoratori cittadini che sono disoccupati?<br />
A questo punto so che qualcuno starà obiettando: &#8220;ma come? mio cugino sta in america, ha il visto e fa il cameriere&#8221;, oppure &#8220;un mio amico è andato in america come turista e ora lavora&#8230;&#8221;. E&#8217; tutto vero, sono casi molto frequenti e ne conosco tantissimi. Il procedimento è semplice e consiste nell&#8217;arrivare come turisti oppure come studenti col visto per poi iniziare a lavorare in nero. Pur essendo una pratica diffusissima essa è ovviamente illegale e rispecchia la stessa situazione che si crea in Italia coi venditori di CD o coi muratori stranieri che lavorano nel sommerso.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Il processo di naturalizzazione</strong></p>
<p>Il processo di naturalizzazione è il percorso da intraprendere quando si decide di uscire fuori dal campo delle &#8220;eccezioni&#8221; per diventare ufficialmente parte della nuova nazione.<br />
Il primo step è la residenza permanente (la famosa carta verde) che è il miraggio, il sogno, la chimera, l&#8217;ossessione maniacale, l&#8217;argomento ricorrente, il tormentone di tutti. Giuro che ultimamente parlo più spesso di carta verde che di figa (il che conoscendomi è tutto dire).<br />
<strong>Ci sono tre possibilità: ricongiungimento familiare, lotteria, labor certification.</strong><br />
<em>Il ricongiugimento familiare</em> consiste nell&#8217;acquisire la carta verde per via della parentela nei confronti di un cittadino che ne fa richiesta (marito, moglie, figlio, padre, fratello ecc&#8230;). Molti al prezzo di circa 30.000 dollari fanno dei matrimoni fasulli. I controlli sono incredibili ma qualcuno ci riesce lo stesso.<br />
C&#8217;e poi <em>la lotteria</em> che il governo americano offre ogni anno per incentivare la diversità. Le possibilità di vincere sono scarse (da 1/60 a 1/130 a seconda delle annate) ma è gratuita e se si ha la fortuna di vincere si è sistemati per la vita. Io ho giurato pubblicamente che se vinco vado a San Francisco in bicicletta. E lo faccio eh&#8230;<br />
Infine la <em>labor certification </em>a cui si applicano le stesse filosofie del visto lavorativo. E&#8217; quindi necessaerio dimostrare di essere eccezionali, molto preparati o in ogni caso indispensabili. Per tutto questo esistono gli avvocati che alla modica cifra di circa 6/8000 dollari preparano tutte le formalità necessarie. Anche questo è un discorso estremamente vasto e ci sono interi portali dedicati esclusivamente a questa cosa. In soldoni diciamo che la quantità di carte rilasciate in questa maniera sono limitate nel tempo e quindi ci sono tempi di attesa diversi a seconda delle diverse categorie lavorative. Conosco diversi tecnici che dopo sei anni di attesa ancora non l&#8217;hanno avuta. Conosco invece altri che essendo ricercatori affermati o dirigenti d&#8217;azienda l&#8217;hanno ottenuta in soli cinque mesi.<br />
Una volta diventati residenti permanenti, se si vuole, dopo cinque anni si può diventare cittadini a tutti gli effetti. A quel punto puoi prendere il tuo bel passaporto Italiano con sue belle marche da bollo uso cancelleria da 60 euro all&#8217;anno e usare <a href="http://www.alain.it/tag/passaporto/" target="_blank">le pagine che si staccano da sole</a> per accenderci le sigarette. Che bella soddisfazione che sarebbe&#8230;</p>


<p>No related posts.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Gli altri siamo noi</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Feb 2010 01:28:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alain De Carolis</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Scommetto che tutti conoscete almeno un caso di un extracomunitario che cerca lavoro in Italia. Ecco a voi invece una situazione che probabilmente non avete vissuto mai, e cioè quella (qui non rara) in cui l&#8217;extracomunitario che cerca lavoro illegalmente è un Italiano. Il candidato si propone per qualsiasi cosa: cameriere, portiere, muratore, musicista, venditore, [...]


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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Scommetto che tutti conoscete almeno un caso di un extracomunitario che cerca lavoro in Italia.<br />
Ecco a voi invece una situazione che probabilmente non avete vissuto mai, e cioè quella (qui non rara) in cui l&#8217;extracomunitario che cerca lavoro illegalmente è un Italiano.</p>
<p>Il candidato si propone per qualsiasi cosa: cameriere, portiere, muratore, musicista, venditore, lavapiatti, facchino, babysitter, dog sitter, lavaggio auto. Va bene tutto, basta lavorare.</p>
<p>A raccomandarlo è una sua amica del posto che spargendo la voce via e-mail cerca gentilmente di dargli un mano.</p>
<blockquote><p>Hi Sweet Friends,</p>
<p>I have an Italian friend, a non US citizen, desperately looking for work in the city. He is a big, strong guy, willing to put his two hands to work wherever they are needed.</p>
<p>Young, super friendly and so much fun. I figured I&#8217;d reach out to anyone and everyone I knew to see if we could find a lead. If you have friends that manage restaurants/bars, manage buildings in need of a super, in construction, in music, in sales&#8230; anything. He&#8217;s willing to wash dishes, unload boxes in warehouses, bar back, babysit, dog walk, car wash&#8230;. whatever <img src='http://www.alain.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>I know things are rough with the economy and all, but we&#8217;ve GOTTA know somebody that needs a diligent worker, right?</p>
<p>Thanks for keeping your ears and eyes peeled!</p></blockquote>


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</ol></p>]]></content:encoded>
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		<title>Razzismo made in Italy</title>
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		<pubDate>Fri, 22 Jan 2010 01:08:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alain De Carolis</dc:creator>
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		<description><![CDATA[C&#8217;è una amica innamorata dell&#8217;Italia. Parla bene la lingua, ha visitato il paese diverse volte, ama il cibo la gente e la cultura. E&#8217; Americana e vorrebbe venire a vivere da noi. C&#8217;è però un problema che a detta sua la fa esitare: è nera. E&#8217; infatti terrorizzata dal fatto che la polizia vedendola nera [...]


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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>C&#8217;è una amica innamorata dell&#8217;Italia.  Parla bene la lingua, ha visitato il paese diverse volte, ama il cibo la gente e la cultura. E&#8217; Americana e vorrebbe venire a vivere da noi.<br />
C&#8217;è però un problema che a detta sua la fa esitare: è nera.</p>
<p>E&#8217; infatti terrorizzata dal fatto che la polizia vedendola nera potrebbe fermarla per strada e che a causa della farraginosa e per un Americano incomprensibile burocrazia Italiana (cedolino, bollino, timbrino, e tutto quello che <a href="http://www.alain.it/2009/11/11/rebus/" target="_blank">finisce per &#8220;ino&#8221;</a>) potrebbe venirsi a trovare in situazioni spiacevoli se non addirittura pericolose.<br />
Io mi sono stancato a spiegarle che non deve preoccuparsi, che lei è Americana per cui è un pò come fosse la padrona di casa e mal che vada le basterebbe mostrare la copertina blu del suo passaporto per risolvere qualsiasi tipo di problema con lo Stato Italiano. Entrambi i miei amici Americani, ad esempio, hanno guidato in Italia per mesi e mesi con la patente americana scaduta ed in due diverse occasioni furono fermati dai caramba senza nessuna conseguenza.</p>
<p>Lei non riesce ad intuire che il nostro è uno stato forte con i deboli e debole con i forti in cui la legge non è uguale per tutti. Si è inoltre convinta che essere nera è in Italia condizione sufficiente per mettersi nei guai con la legge. Del resto, coi tempo che corrono, è difficile darle torto:</p>
<blockquote><p><em>Giovedì 14 gennaio, conclusa la trasmissione Annozero, la polizia ha fermato per mezz’ora tre ospiti che erano intervenuti in diretta. Non li hanno lasciati nemmeno uscire. Sono stati bloccati in un corridoio secondario, dentro gli studi della Rai. [...] Hanno fermato gli unici tre ospiti neri. Il funzionario di polizia voleva verificare che avessero davvero la ricevuta per aver chiesto il permesso di soggiorno. Deve essere l’originale (non una fotocopia).<br />
Un abuso? No. Da quando l’essere irregolari è reato, i pubblici ufficiali per non finire a loro volta nei guai devono controllare.<br />
I cedolini c’erano.<br />
Se avessero dimenticato a casa gli originali o anche se avessero avuto con sé le fotocopie (per non perdere gli originali) i tre ragazzi sarebbero stati rinchiusi nel centro di identificazione di Ponte Galeria e avrebbero rischiato fino a duemila euro di multa e un anno di carcere.<br />
Provate voi a immaginare un italiano condannato a un anno di carcere per aver dimenticato la carta di identità… Infatti la legge vale solo per gli stranieri.</em></p>
<p><em>Fabio Gatti<br />
</em></p></blockquote>


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		<title>Studenti Universitari stranieri a NY</title>
		<link>http://www.alain.it/2009/09/13/studenti-universitari-stranieri-a-ny/</link>
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		<pubDate>Sun, 13 Sep 2009 23:58:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alain De Carolis</dc:creator>
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		<category><![CDATA[immigrazione]]></category>
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		<description><![CDATA[Oggi ero col romano che frequenta i college (quello delle asiatiche) e in un soleggiato pomeriggio ad Astoria si parlava su come si fa qui per iscriversi all&#8217;Università. Lui sta cercando di entrare al Borough of Manhattan Community College che fa parte del CUNY (City University of New York) ed è una università pubblica dai [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi ero col romano che frequenta i college (quello delle asiatiche) e in un soleggiato pomeriggio ad Astoria si parlava su come si fa qui per iscriversi all&#8217;Università.<br />
Lui sta cercando di entrare al <a href="http://www.bmcc.cuny.edu" target="_blank">Borough of Manhattan Community College</a> che fa parte del <a href="http://www.cuny.edu/" target="_blank">CUNY (City University of New York)</a> ed è una università pubblica dai prezzi accessibili, dai corsi interessanti e dalle strutture ben curate.<br />
Nonostante essa sia tra le lauree  meno ambite tra le varie disponibili (chi punta in alto va infatti all&#8217;NYU, alla Columbia, alla Cornell ecc&#8230;) per uno straniero iscriversi non è facile come potrebbe pensare chi vivendo in Italia è abituato al concetto del &#8220;tutto per tutti&#8221;.</p>
<p>Innanzitutto gli stranieri non possono usufruire di nessuno dei diversi finanziamenti statali o federali disponibili e sono tenuti  a pagare a prezzo pieno tutti gli studi.<br />
Se si proviene da un paese non anglofone come l&#8217;Italia serve il certificato <a href="http://www.ets.org/toefl/" target="_blank">TOEFL</a> che si ottiene facendo un esame lungo e complesso (dura 4 ore) al costo di circa 200 euro più un eventuale corso specifico di lingua da pagare a parte.<br />
Fatta la domanda si deve cercare di ottenre il permesso di soggiorno di tipo F (<a href="http://travel.state.gov/visa/temp/types/types_1268.html" target="_blank">Student Visa</a>) e per averlo è necessario dimostrare di avere in banca non meno di <strong>40.000 dollari</strong>.<br />
L&#8217;università chiede il diploma tradotto e pare <strong>anche le pagelle di ogni singolo anno</strong> delle superiori riservandosi il diritto di accettare o respingere chiunque a sua discrezione.<br />
Ci sono poi da presentare i <strong>certificati di vaccinazione</strong> per un casino di malattie infettive ed infine l&#8217;<strong>esame di ammissione</strong> da superare.<br />
<strong>Chi ha il visto da studente non può lavorare</strong> se non per l&#8217;università in cui studia (massimo 20 ore a settimana al minimo previsto dalla legge) ed è obbligato a frequentare le lezioni a tempo pieno.<br />
In soldoni gli stranieri possono venire a studiare, sono anzi i benvenuti, non devono però pesare al sistema  e sono quindi messi in campo tutti gli accorgimenti necessari perchè questa condizione venga rispettata.</p>
<p>Insomma ragazzi, non ci sono cazzi che tengano, come al solito  sti Americani sono organizzati bene.<br />
Anche se questa loro puntualità nelle tematiche legate all&#8217;immigrazione gioca a mio sfavore (e alla fine sarà il motivo per cui mi rimanderanno a casa con tanti saluti) mi rendo conto che operano nella giusta direzione, con la giusta filosofia ed i giusti metodi.</p>
<p><strong>C&#8217;è soltanto da imparare</strong>.</p>


<p>No related posts.</p>]]></content:encoded>
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		<title>La riga rossa che fa la differenza</title>
		<link>http://www.alain.it/2009/07/28/la-riga-rossa-che-fa-la-differenza/</link>
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		<pubDate>Tue, 28 Jul 2009 06:49:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alain De Carolis</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italiano]]></category>
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		<description><![CDATA[La mia patente di guida ha una riga rossa in cui è scritto che sono un visitatore temporaneo e che il mio visto scade a settembre. In realtà di visti ne ho presi diversi altri ma finchè non vado alla motorizzazione a mostrare quello attuale e finchè non mi spediscono a casa una patente nuova [...]


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<p>La mia patente di guida ha una riga rossa in cui è scritto che sono un visitatore temporaneo e che il mio visto scade a settembre. In realtà di visti ne ho presi diversi altri ma finchè non vado alla motorizzazione a mostrare quello attuale e finchè non mi spediscono a casa una patente nuova e aggiornata rischio che qualsiasi poliziotto mi possa arrestare non per via della pantente (che è valida fino al 2012) ma per via del sospetto di essere un clandestino.</p>
<p>Il bello è che il mio visto attuale è rilasciato su un passaporto che legalmente non è più valido per via della famosa storia del <a href="http://www.alain.it/2009/06/17/il-passaporto-difettoso-non-solo-sbagliato/" target="_blank">passaporto difettoso</a>. Quindi il visto, sua volta, è valido oppure no? Boh&#8230; sono certo che prima o poi qualche agente dell&#8217;immigrazione penserà bene che non lo è e mi rispedirà al mittente (in Italia).</p>
<p>Certo che è una bella rottura essere ospiti&#8230;</p>


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</ol></p>]]></content:encoded>
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		<title>Non ho vinto la lotteria</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Jul 2009 23:35:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alain De Carolis</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Circa due anni e mezzo fa, quando divenne certa la mia partenza per New York, mio padre mi disse che era contento perchè così al mio ritorno avrei apprezzato di più l&#8217;Italia. COL CAZZO! Vi dico per esperienza che gli Italiani che stanno qui hanno una sola ossessione: rimanere. Quelli che poi giocoforza sono costretti [...]


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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Circa due anni e mezzo fa, quando divenne certa la mia partenza per New York, mio padre mi disse che era contento perchè così al mio ritorno avrei apprezzato di più l&#8217;Italia.</p>
<p>COL CAZZO!</p>
<p>Vi dico per esperienza che gli Italiani che stanno qui hanno una sola ossessione: rimanere.<br />
Quelli che poi giocoforza sono costretti a rimpatriare in Italia te li ritrovi dopo poco su Facebook o su Skype tutti con frasi nostalgiche a sfondo Newyorchese. Molti fantasticano sul loro ritorno in America. Qualcuno ci riesce e te lo ritrovi indietro con un altro lavoro (fortunatissimo) o addirittura da clandestino.</p>
<p>Contrariamente a quanto pensano tutti in Italia, per rimanere qui non basta trovare un lavoro.<br />
Ci sono un sacco di regole e adesso anche un sacco di disoccupati per cui le aziende sono molto riluttanti nell&#8217;avviare le complesse e costose procedure necessarie per richiedere il permesso di soggiorno di un potenziale nuovo dipendente.</p>
<p>La maggior parte dei permessi di soggiorno è poi legata ad un lavoro specifico. Finito quel lavoro finita l&#8217;America.<br />
Anche dopo 5-10 anni che lavori e paghi regolarmente le tasse se perdi quel lavoro te ne torni a casa direttamente e senza passare dal via. Puoi addirittura anche avere un figlio fatto qui (e quindi cittadino USA&#8230;) ma a loro non importa. Te ne vai e basta.</p>
<p>L&#8217;unica è diventare permanent resident (la famosa carta verde).<br />
Come si fa? Ehhhhhhh sono cazzi&#8230;<br />
Puoi averla da rifugiato (forse prima o poi me la danno visto come vanno le cose in Italia! ) oppure puoi vincere la lotteria gratuita.<br />
Altrimenti la puoi chidere per via del lavoro o di un matrimonio. In entrambi i casi serve serve l&#8217;avvocato. Si parla di almeno 5-6 mila dollari (ma anche di più volendo).</p>
<p>Il matrimonio è il sistema più semplice ma non fa per me però. Perchè? Come perchè?!? Perdio siamo seri! Tra la schiavitù in america e la libertà altrove preferisco la libertà!<br />
Certo, se trovassi un bel fighino americano che mi si vuole sposare a tutti i costi, che mi fa fare come mi pare, che mi fa un contratto pre-matrimoniale in cui in caso di divorzio nessuno pretende soldi da nessuno allora ci farei eh! Credo però che ci voglia ancora più culo che vincere la lotteria.</p>
<p>Tramite il lavoro è possibile ma richiede un sacco di tempo ed inoltre l&#8217;azienda deve essere disposta a sponsorizzarti pagando tutte le spese come impone la legge. Ci vogliono anni e anni di attesa. Sembra facile ma non lo è affatto&#8230; specie di questi tempi.<br />
In pratica il governo concede la carta verde a quelli che si dimostrano essere indispensabili. (Ho scritto &#8220;che si dimostrano indispensabili&#8221;, non che poi lo sono effettivamente!)</p>
<p>La lotteria <a href="http://www.dvlottery.state.gov/" target="_blank">la puoi invece giocare verso Dicembre</a>. Le possibilità di vincere sono scarsine: da 1/75 a 1/130 a seconda delle annate.<br />
Vincerla è una culata di proporzioni stellari. Mi pare che <span style="text-decoration: line-through;">ti pagano addirittura anche il biglietto di sola andata</span>! Pensa che soddisfazione. Dopo <span style="text-decoration: line-through;">3</span> cinque che sei qui se vuoi fai domanda e diventi anche cittadino USA.<br />
Io ho giocato e proprio oggi ho saputo che non ho vinto.<br />
Non ho mai vinto un cazzo in vita mia figurati se vincevo la lotteria della carta verde ma se avessi vinto ho giurato che avrei rifatto il coast to coast in bicicletta.</p>


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		<title>Obama sull&#8217;Immigrazione</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Jan 2009 05:03:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alain De Carolis</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ero incuriosito dai primi giorni del governo Obama e così sono andato a vedere il sito della Casa Bianca. Sbirciando ho cliccato sull&#8217;Agenda relativa all&#8217;immigrazione. Tra i vari punti leggo: Bring People Out of the Shadows: Support a system that allows undocumented immigrants who are in good standing to pay a fine, learn English, and [...]


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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ero incuriosito dai primi giorni del governo Obama e così sono andato a vedere il sito della Casa Bianca.</p>
<p style="text-align: left;">Sbirciando ho cliccato sull&#8217;<a href="http://www.whitehouse.gov/agenda/immigration/" target="_blank">Agenda relativa all&#8217;immigrazione</a>. Tra i vari punti leggo:</p>
<blockquote>
<p style="text-align: left;"><strong>Bring People Out of the Shadows:</strong> Support a system that allows undocumented immigrants who are in good standing to pay a fine, learn English, and go to the back of the line for the opportunity to become citizens.</p>
</blockquote>
<p>Se gli immigrati senza documenti pagando una multa ed imparando l&#8217;inglese potranno diventare cittadini io come minimo potrò diventare Governatore!!! ehehehehh</p>
<p>Vai Barakko!!!</p>


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		<title>Wè Italiano!</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Dec 2008 05:13:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alain De Carolis</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italiano]]></category>
		<category><![CDATA[immigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[riflessioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Stasera aspettavo il bus e ho incontrato e mi sento chiamare: &#8220;wè Italiano&#8221;&#8230; Mi giro, era un ragazzo che lavora in una pizzeria al taglio in cui spesso mi servo che conosco di vista. Fino a stasera non sapevo che era Colombiano. Avremmo potuto farlo in Inglese, ma non so perchè ci siamo messi a [...]


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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Stasera aspettavo il bus e ho incontrato e mi sento chiamare: &#8220;wè Italiano&#8221;&#8230;<br />
Mi giro, era un ragazzo che lavora in una pizzeria al taglio in cui spesso mi servo che conosco di vista.<br />
Fino a stasera non sapevo che era Colombiano. Avremmo potuto farlo in Inglese, ma non so perchè ci siamo messi a parlare usando un mix di Spagnolo e Italiano.<br />
Mi ha raccontato che vive a Jamaica, un posto duro del Queens dove l&#8217;affitto può costare meno che a Martinsicuro. E&#8217; più giovane di me e vive clandestinamente in America da 10 anni.<br />
E&#8217; venuto quando aveva 17 anni e non è mai tornato a casa. Nemmeno una volta.<br />
Un ragazzo positivo che nonostante tutto sorride e saluta sempre.<br />
Ho riflettuto molto e ho cercato di mettermi nei suoi panni.<br />
Per un attimo i miei problemi sono diventati ridicoli.</p>


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</ol></p>]]></content:encoded>
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		<title>Lo strano caso di Domenico Salerno</title>
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		<pubDate>Wed, 28 May 2008 05:43:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alain De Carolis</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dall&#8217;Italia mi hanno fatto notare la storia di Domenico Salerno, un avvocato Italiano che veniva a trovare la sua fidanzata vicino Washinton quando è stato senza motivo tratto in arresto e mantenuto per una decina di giorni in carcere senza nessuna assistenza legale. Solo grazie all&#8217;intervento di due avvocati, di un Senatore Repubblicano e di [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<p>Dall&#8217;Italia mi hanno fatto notare la storia di <a href="http://www.soveratoweb.com/modules.php?name=News&amp;file=article&amp;sid=1713" target="_blank">Domenico Salerno</a>, un avvocato Italiano che veniva a trovare la sua fidanzata vicino Washinton quando è stato senza motivo tratto in arresto e mantenuto per una decina di giorni in carcere senza nessuna assistenza legale.<br />
Solo grazie all&#8217;intervento di due avvocati, di un Senatore Repubblicano e di un <a href="www.nytimes.com/2008/05/14/us/14visa.html" target="_blank">articolo sul NYT</a> Salerno è stato finalmente rilasciato e riportato in Italia.</p>
<p>Pensandoci bene però il caso non è così strano.<br />
Verso la fine del 2002 mi recavo per la seconda volta negli Stati Uniti a trovare i miei amici di Philadelphia quando durante il regolare controllo del passaporto fui fermato e fatto passare in una saletta di attesa appartata.<br />
Davanti a me altri Italiani aspettavano il loro turno per sorbirsi la dose di urla e di domande inquisitorie dall&#8217;Agente di turno. Ricordo che prima di me c&#8217;era un Irlandese, che era venuto per un convegno. Al mio turno entrai nella saletta degli interrogatori e fui fatto accomodare al capo di un tavolo metallico. Dall&#8217; altra parte un agente in divisa dell&#8217;immigrazione dai modi scortesi ed al centro un altro in giacca e cravatta con cui non ebbi modo di scambiare nemmeno una parola.<br />
Fui aggredito verbalmente quasi subito. Come fossi un criminale&#8230;</p>
<p>Non so in base a cosa ma si erano convinti che era mia intenzione entrare negli Stati Uniti come turista per poi disperdermi e rimanere illegalmente. Dapprima dicevano che volevo fare il muratore, poi io mostrai le mie mani chiedendo se sembravano quelle di un muratore e feci capire che ero un programmatore di computers. Apriti cielo. Dalla padella alla brace: la cosa andò avanti ancora per un pezzo. Mi minacciarono di mettermi in galera e mi forzarono a rivelare la password del pc che portavo con me in modo da leggere tutti i messaggi e-mail che esso conteneva.<br />
Trovarono anche un mio curriculum in Inglese, prova schiacciante della loro teoria. Io spiegai che l&#8217;Inglese è una lingua Europea e che da noi era normale presentare Curriculum in lingua straniera.<br />
Hanno telefonato a casa dei miei amici Americani per interrogare anche loro, e alla fine, dopo aver rovistato nella valigia buttando tutto per terra io ho perso la pazienza e li ho gentilmente esortati a fare ciò che dovevano: arrestarmi, riportarmi in Italia, non mi importava più nulla perchè da oltre due ore ripetevo inutilmente sempre le stesse risposte&#8230; tanto vale finirla lì.</p>
<p>A quel punto si sono arresi e mi hanno lasciato entrare. La cosa mi sorprese perchè ero convinto che come minimo mi avrebbero rispedito a casa.<br />
Forse, a differenza di Salerno, a salvarmi fu l&#8217;Inglese, o forse semplicemente la fortuna.<br />
Sta di fatto che uscendo da quella stanza una piccola soddisfazione me la tolsi dicendo: &#8220;Se avessi saputo che venire in America come turista comportava tutto questo casino me ne sarei andato a Cuba!&#8221;. La battuta non fu apprezzata da nessuno.</p>
<p>Da quella volta in poi sono tornato diverse volte e non è successo più niente.<br />
Che dire, gli agenti dell&#8217;immigrazione possono esagerare ed evidentemente le leggi Americane glielo permettono ma pur essendo in quel caso stato vittima del loro sistema il mio giudizio non è completamente negativo.<br />
Credo infatti che le Nazioni abbiano il diritto di controllare strettamente le proprie frontiere e se i funzionari che esaminano i turisti in arrivo non si sentono sicuri riguardo qualcuno di essi questi devono avere il diritto di fare tutti i controlli che vogliono.<br />
Il concetto qui te lo fanno capire subito: chi non è cittadino o residente permanente è ospite e come tale entrare o vivere nel paese è un privilegio, non un diritto.</p>
<p>Un concetto che in Italia (secondo me purtroppo) manca.</p>


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		<title>Immigrazione</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Feb 2008 01:59:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alain De Carolis</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Che differenze ci sono tra l&#8217;essere immigrato in America ed esserlo invece in Italia? Andiamo a vedere. Qui in America se sei clandestino e ti scoprono ti danno un bel calcio nel culo e ti sbattono fuori. E&#8217; vero che ce ne sono a milioni e spesso si cerca di nascondere l&#8217;evidenza ma sta di [...]


No related posts.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Che differenze ci sono tra l&#8217;essere immigrato in America ed esserlo invece in Italia?<br />
Andiamo a vedere.</p>
<p>Qui in America se sei clandestino e ti scoprono ti danno un bel calcio nel culo e ti sbattono fuori. E&#8217; vero che ce ne sono a milioni e spesso si cerca di nascondere l&#8217;evidenza ma sta di fatto che se ti prendono vai a casa immediatamente e senza passare dal via.<br />
I regolari, invece, hanno TUTTE le porte aperte. Zero problemi burocratici o legali. Chi viene per lavorare paga le sue tasse come gli altri, chi viene per studiare studia e paga l&#8217;affitto. Ciascuno ha il suo conto in banca, la sua patente di guida, le sue cose insomma. Gli immigrati regolari fanno la vita che farebbero gli americani senza nessuna distinzione di sorta.</p>
<p>Vediamo invece la situazione nel bel paese.<br />
Ogni giorno in Italia sono sicuro che ancora vedete immigrati clandestini che tranquillamente risiedono e lavorano in maniera palesemente illegale nel territorio. Molti (alcuni miei amici) vendono cianfrusaglie inutili ingrassando le casse della camorra che direttamente da Napoli li rifornisce del materiale e che incassa il grosso dei proventi.<br />
Altri sono invece dediti ad attività criminose spesso violente e tutte (o quasi) rigorosamente impunite.<br />
Le forze dell&#8217;ordine, berretto in mano, sigaretta in bocca e caffè sempre pagato tirano avanti per la loro strada facendo finta di non vedere mai niente. Tanto se li fermano non succede nulla! &#8230;c&#8217;è quasi da giustificarli.<br />
Insomma i clandestini fanno e disfanno quello che vogliono. Sanno che in Italia siamo un popolo di coglioni e giustamente ne approfittano.</p>
<p>Ora veniamo al paradosso.<br />
Come se la passano invece da noi gli immigrati regolari? Anzi no, non gli immigrati. Come se la passano addirittura, i cittadini EUROPEI stranieri?<br />
Ve la ricordate Delia, una delle mie due intime <a href="http://www.alain.it/2007/12/27/il-mio-vero-blog/" target="_blank">amiche dei tempi di Bologna</a>? Ebbene Delia è molto più Italiana di me: parla Siciliano, è diplomata a Palermo e laureata a Bologna, frequenta la scuola di giornalisti senza raccomandazione politica e quindi futuri disoccupati di Torino. Sua madre è Italiana ma lei però ha un passaporto Rumeno.<br />
Pur avendo sempre pagato tutte le tasse e rispettate tutte le leggi si trova in difficoltà nel vedere riconosciuti i suoi più elementari diritti.<br />
Pare infatti che al Nord se non hai un introito mensile non ti diano la residenza. Sembra addirittura che questa trovata geniale sia regolata da una legge varata dal governo Prodi II (la vendetta).<br />
Ma come fa ad avere un introito uno studente? Qui in America è il contrario: chi la il visto da studente (tipo F) NON DEVE e non può avere un introito perchè gli è proibito lavorare!</p>
<p>Come al solito siamo alle soluzioni all&#8217;Italiana: si cerca con leggi nuove, inutili ed a volta dannose di risolvere i problemi causati dal mancato rispetto delle altre leggi già in vigore.<br />
Quanti spacciatori andranno mai a chiedere la residenza a Torino? I delinquenti se ne fregano di queste cazzate!<br />
Le uniche persone che ci rimettono sono quelle oneste, le persone come Delia.</p>
<p>Comunque credo che il problema si risolverà da solo.<br />
Mentre da noi perdiamo tempo a rincorrere i partiti camaleonte che ogni 2 anni si alternano al governo cambiando facce da culo e colori sui cartelloni, paesi come l&#8217;India invece sfornano ogni anno centinaia di migliaia di tecnici e scienziati qualificatissimi.<br />
Tra non molto diventeremo un paese del terzo mondo e non verrà più nessun immigrato.<br />
A quel punto il certificato di residenza (buono per pulirsici le chiappe) torneremo a darlo a tutti indistintamente.</p>
<p>Leggetevi il racconto direttamente dal <a href="http://soggettinfo.blogspot.com/" target="_blank">blog di Delia</a> e come sempre, viva l&#8217;Italia!</p>


<p>No related posts.</p>]]></content:encoded>
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