Che differenze ci sono tra l’essere immigrato in America ed esserlo invece in Italia?
Andiamo a vedere.
Qui in America se sei clandestino e ti scoprono ti danno un bel calcio nel culo e ti sbattono fuori. E’ vero che ce ne sono a milioni e spesso si cerca di nascondere l’evidenza ma sta di fatto che se ti prendono vai a casa immediatamente e senza passare dal via.
I regolari, invece, hanno TUTTE le porte aperte. Zero problemi burocratici o legali. Chi viene per lavorare paga le sue tasse come gli altri, chi viene per studiare studia e paga l’affitto. Ciascuno ha il suo conto in banca, la sua patente di guida, le sue cose insomma. Gli immigrati regolari fanno la vita che farebbero gli americani senza nessuna distinzione di sorta.
Vediamo invece la situazione nel bel paese.
Ogni giorno in Italia sono sicuro che ancora vedete immigrati clandestini che tranquillamente risiedono e lavorano in maniera palesemente illegale nel territorio. Molti (alcuni miei amici) vendono cianfrusaglie inutili ingrassando le casse della camorra che direttamente da Napoli li rifornisce del materiale e che incassa il grosso dei proventi.
Altri sono invece dediti ad attività criminose spesso violente e tutte (o quasi) rigorosamente impunite.
Le forze dell’ordine, berretto in mano, sigaretta in bocca e caffè sempre pagato tirano avanti per la loro strada facendo finta di non vedere mai niente. Tanto se li fermano non succede nulla! …c’è quasi da giustificarli.
Insomma i clandestini fanno e disfanno quello che vogliono. Sanno che in Italia siamo un popolo di coglioni e giustamente ne approfittano.
Ora veniamo al paradosso.
Come se la passano invece da noi gli immigrati regolari? Anzi no, non gli immigrati. Come se la passano addirittura, i cittadini EUROPEI stranieri?
Ve la ricordate Delia, una delle mie due intime amiche dei tempi di Bologna? Ebbene Delia è molto più Italiana di me: parla Siciliano, è diplomata a Palermo e laureata a Bologna, frequenta la scuola di giornalisti senza raccomandazione politica e quindi futuri disoccupati di Torino. Sua madre è Italiana ma lei però ha un passaporto Rumeno.
Pur avendo sempre pagato tutte le tasse e rispettate tutte le leggi si trova in difficoltà nel vedere riconosciuti i suoi più elementari diritti.
Pare infatti che al Nord se non hai un introito mensile non ti diano la residenza. Sembra addirittura che questa trovata geniale sia regolata da una legge varata dal governo Prodi II (la vendetta).
Ma come fa ad avere un introito uno studente? Qui in America è il contrario: chi la il visto da studente (tipo F) NON DEVE e non può avere un introito perchè gli è proibito lavorare!
Come al solito siamo alle soluzioni all’Italiana: si cerca con leggi nuove, inutili ed a volta dannose di risolvere i problemi causati dal mancato rispetto delle altre leggi già in vigore.
Quanti spacciatori andranno mai a chiedere la residenza a Torino? I delinquenti se ne fregano di queste cazzate!
Le uniche persone che ci rimettono sono quelle oneste, le persone come Delia.
Comunque credo che il problema si risolverà da solo.
Mentre da noi perdiamo tempo a rincorrere i partiti camaleonte che ogni 2 anni si alternano al governo cambiando facce da culo e colori sui cartelloni, paesi come l’India invece sfornano ogni anno centinaia di migliaia di tecnici e scienziati qualificatissimi.
Tra non molto diventeremo un paese del terzo mondo e non verrà più nessun immigrato.
A quel punto il certificato di residenza (buono per pulirsici le chiappe) torneremo a darlo a tutti indistintamente.
Leggetevi il racconto direttamente dal blog di Delia e come sempre, viva l’Italia!