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Dove c’è un’Antenna, c’è casa

domenica, luglio 22nd, 2012

Cominciò tutto durante le scuole medie, quando avrò avuto 12 anni e per via di alcune regalie relative a qualche festività ottenni un centinaio di mila lire da spendere a mio piacimento.
In quegli anni e a quell'età erano una cifra considerevole. Ricordo quando a cena detti la notizia ai miei genitori:  con le centomila avrei acquistato una Beretta F92. Ovviamente una replica che spara proiettili a salve, ma pur sempre in tutto e per tutto identica ad una pistola vera.

Ricordo molto bene come andò a finire, i miei non  la presero bene (un dodicenne con in tasca una pistola potrebbe avere le carte in regola per fare rapine in banca 4-5 anni più tardi) e così mio padre anziché giocare la carta della repressione autoritaria decise di scegliere quella del rilancio costruttivo e disse: "se non compri quella pistola i soldi li puoi tenere tutti e comprare qualsiasi altra cosa che pago io".

Era l'occasione che aspettavo da tempo e sapevo esattamente quello che dovevo chiedere. Risposi al volo: "vorrei la radio come quella di zio Salvatore, con tanto di antenna". Mio padre rimase un pò perlesso perché oltre alla spesa serviva istallare una grande antenna, far passare cavi per tutta la casa e richiedere una autorizzazione ministeriale. Una bella rogna insomma, ma intuito il mio entusiasmo per quella cosa accettò ugualmente.

Ebbi così il mio primo baracchino (il mitico "Alan 48"), un alimentatore Elbex da 3 Ampere ed una Ringo della Eco Antenne (verticale a mezz'onda alta 5.5 metri). Costo totale: 330 mila lire nel 1991-1992.
Da quel giorno ho sempre avuto un discreto arsenale di antenne a disposizione ed Antenna è diventato negli anni sinonimo di casa. Se non hai una antenna sul tetto vuol dire che non sei a casa tua.

Ebbene, dopo peripezie lunghe mesi, dopo dozzine di telefonate e di spiegazioni, dopo aver addolcito il portiere grazie all'intercessione di Ulysses S. Grant, ieri ho montato una antenna sul tetto del mio appartamento a New York City!
Si tratta di ben poca cosa rispetto agli standard a cui mi avevano abituato i miei amici DXer Italiani (un dipolo bibanda caricato 20/40) ma dopo anni di astinenza mi sento come se avessi il Very Large Array del New Mexico tutto per me.

Ci pensavo ieri sera mentre tornavo a casa dal tornero di Poker: ormai mi sento a casa e non mi stupisce più niente. Un tempo mi bastava intravedere la skyline di Manhattan per rimanere incantato, oggi invece la città e le sue meraviglie mi passano davanti quasi inosservate.
Ma cosa vuol dire essere a casa propria? Vuol dire semplicemente essere nato in un posto oppure condividere ed apprezzare la grandezza di un altro? Difficile rispondere in questa fase della mia vita. Per il momento vuol dire soltanto avere una antenna sul tetto.

73 de Alain K1FM

Ciao!

Saluti da Coney Island

domenica, maggio 13th, 2012

Oggi una delle principali attrazioni turistiche di Coney Island era il sottoscritto.
Si saranno fermate una decina di persone. Alcuni mi hanno anche scattato le foto.
La soluzione "backpack" è comoda perchè mi permette di operare stando seduto o addirittura in piedi e quindi senza l'ausilio di un tavolo pubblico che è difficile da trovare. E' allo stesso tempo un tantino problematica perchè scatena la curiosità dei passanti che non resistono alla tentazione di chiederti cos'è la roba che hai sulle spalle. In molti intuiscono che sia un antenna, nessuno riesce ad intuire a cosa possa servire. Una signora ha anche azzardato "ma ti serve per ricevere il Wi-Fi"? Si signora, il Wi-Fi direttamente dalle Isole Vergini però...
Arrivavano segnali a bomba. Europa e Italiani a tutta potenza... Peccato che non ho potuto fare traffico perchè si è alzato il vento e faceva freddo quindi siamo dovuti tornare a casa quasi subito. Un contatto con la Lousiana però l'ho fatto, giusto per gradire.
Qualcuno potrebbe aver da ridire sul fatto che usare una antenna ad altissimo Q a poche decine di centimetri dalla tempia destra potrebbe non essere consigliabile perchè potrei inavvertitamente trasformarmi nell'incredibile Hulk... Su questo sto ancora lavorando!

Adios amigos

Aggiornamento: video di alcuni contatti del giorno dopo

Sabati nerd

domenica, febbraio 5th, 2012

State tranquilli non sto fabbricando una bomba...

Il video lo apprezzeranno in pochissimi ma ci tengo a pubblicarlo ugualmente perchè per arrivare al risultato di stasera ho speso ore ed ore di paziente lavoro.
E' una Antenna automatica: basta premere un tasto e la radio va in trasmissione, dopodichè un servocomando fa girare un condensatore variabile e mentre questo accade vengono fatte delle misure tramite dei comandi su una linea seriale. Quando l'accordo è fatto il tutto si ferma e la radio torna in ricezione.
Come vedete è tutto ancora in fase di prototipo: il servocomando si regge tra un mazzo di carte da Poker ed un libro di foto di New York, tutti i collegamenti sono volanti ed il software richiede ancora parecchi aggiustamenti. Però funziona! ( Arduino mi sta facendo ritornare adolescente... )

Ciao!

In onore di Nikola Tesla

venerdì, novembre 4th, 2011

Domani Sabato 5 Novembre trasmetterò dall' Hotel New Yorker col nominativo speciale N3Y attivato in onore del genio Nikola Tesla che proprio in quel luogo passò gli ultimi anni della sua vita.

Per l'occasione saranno in aria anche le stazioni speciali W3T dal laboratorio Wardenclyffe a Shoreham NY (quello mai completato e che sarebbe dovuto servire per realizzare la trasmissione di energia elettrica senza fili) e YU0TESLA dal museo Tesla di Belgrado.

Saremo attivi via Satellite e via onde corte (15/20/40 metri) dalle 17.30 alle 23.30 UTC. QSL speciali ed altre info qui.

Inutile specificare che per me è un grande onore ed una grande emozione trasmettere da un luogo così significativo per la scienza e le telecomunicazioni, paragonabile solo a quelle volte in cui potetti trasmettere dal luogo in cui Guglielmo Marconi trasmise i primi segnali radio della storia. Non so se stanotte ci dormo...

A domani!!

La Febbre del Sabato Sera sul satellite della Marina Militare Italiana

venerdì, ottobre 28th, 2011

In vent'anni di Radio mi è capitato di soccorrere una persona durante una alluvione, di paracadutarmi in Piemonte con una stazione radio portatile, di parlare diverse volte con astronauti a bordo di due diverse stazioni spaziali, di giocherellare con satelliti radioamatoriali, di ricevere i segnali dello Space Shuttle Columbia, di contattare un sommergibile in navigazione, di trasmettere da dentro un vecchio incrociatore della Marina Australiana... insomma di tutto... potrei raccontare un milione di storie perché in tutto questo tempo la radio è stata (ed è ancora) per me un hobby fantastico.

Ci sono però dei pazzi che non si accontentano delle cose normali e si prodigano per andare "oltre". Mi riferisco ad esempio a quelli che per divertirsi irrompono sui satelliti militari.
Voi vi sorprenderete eppure non è certo un segreto il fatto che diversi satelliti militari - tra cui il Sicral della Marina Militare Italiana - vengono saltuariamente utilizzati oltre che dai legittimi proprietari anche da altri smanettoni "curiosi" che li usano per chiacchierare amabilmente tra loro. Succede così che l'Aviazione Americana viene interrotta da dei ragazzini Brasiliani o addirittura (come nei giorni scorsi) che sul satellite della Marina Italiana venga trasmessa una playlist di musica anni '70 e '80 . Sarà una concidenza eppure oggi il satellite è stato spento.

Il sistema più bersagliato però è certamente l'UHF Follow On della NATO che ormai in Brasile è diventato una sorta di baracchino utilizzato fin anche dai camionisti per parlare con le proprie mogli. Riuscire a procurarsi un setup in grado di sfruttare i satelliti dell'Alleanza Atlantica richiede infatti costi ridottissimi e delle abilità che potrebbe avere anche un tredicenne: bastano una radio da $50 da prendere usata su ebay, qualche componente elettronico ed una antenna che si può costruire in 15 minuti per poter trasmettere via satellite il proprio segnale su tutta l'area di interesse della NATO (Sud America, Nord America, Europa). Diverso è invece il livello di difficoltà per il satellite Italiano che al quanto pare richiede attrezzature più sofisticate e conoscenze tecniche non del tutto comuni.

Altro che fare le penne col motorino davanti alla pattuglia dei vigili urbani! Di questi tempi ci sono adolescenti che si dedicano a bravate ben più complesse e ben più "audaci". Roba che se li beccano finiscono a Guantanamo Bay full inclusive e tutto spesato.

PS
Onde evitare altre visite "strane" al blog è bene specificare che le informazioni contenute in questo post sono tutte reperite dalla rete tramite google. Non sono quindi quindi a conoscenza di nessun dettaglio riguardo nessun "fatto" che non sia già di pubblico dominio

Che forse forse…

domenica, ottobre 23rd, 2011

Ultime giornate di sole, ultimi pomeriggi che puoi passeggiare all'aperto e così ne ho approfittato per tornare a Roosevelt Island con la radio, stavolta quella più potente.

Prima è passato a trovarmi Marcello, un lettore del blog che da poco si è trasferito anche lui a New York per lavoro, poi  mi sono messo a trasmettere e ho fatto un polverone da panico... ma tipo che irrompevo nei circoletti di radioamatori Italiani che parlavano tra di loro. Ho anche parlato con Antonio, un amico che vive vicino casa, uno di quelli con antenna gigantesca ed amplificatore a valvole ceramiche su cui potresti cucinare un uovo al tegamino.

Sono rimasto fino a notte inoltrata... un freddo allucinante (fortuna che mi ero portato un cuscinetto da mettere sotto il sedere).

A cena siamo stati a mangiare le cozze a Manhattan. Se mai vi venisse l'idea di mangiare del pesce a Manhattan, fatevene venire un'altra di idea. Ancora devo trovare un posto decente e quello di stasera non lo era minimamente: paghi un botto e mangi cose che saprei cucinare (meglio) anche io... il che è tutto dire.

Adesso vi saluto che prima di andare a letto mi guardo una delle ultime puntate di Boardwalk Empire Season 2. Sto guardando troppe serie televisive. Che forse forse mi sto rincoglionendo anche io???

Un saluto caro

73 de Alain WW3WW/P

New York chiama Cingoli

sabato, luglio 23rd, 2011

Oggi nonostante i 37 gradi sono tornato a fare radio sul fiume.

Ho contattato diverse stazioni Europee, anche abbastanza agevolmente. C'erano poi un casino di Italiani, ne avrò sentiti una quindicina. Addirittura c'era una stazione dalle isole campane col prefisso speciale "IC8" che non avevo mai sentito prima.

Uno da vicino Chieti arrivava a tutta forza e quindi attraeva le attenzioni di dozzine di Americani. Mi sono sgolato per chiamarlo ma niente da fare, non sono riuscito per via della "concorrenza" locale che è agguerritissima.

Poi per caso capita Giovanni da Cingoli, un simpatico operatore dal forte accento Marchigiano che giornalmente si tiene in contatto via radio con gli Italo-Americani. Bellissima la conversazione, peccato non aver potuto registrarla tutta per via del telefonino scarico...

Comunque, a un certo punto Giovanni mi dice di conoscere una persona che ha un ristorante a Manhattan, un ristorante di Piadine, che si chiama appunto "La Piadina". Volete scommettere che si riferiva a "Piada"? Andrò quanto prima a Clinton Street per domandare.

P.S.
L'antenna tira eh... una sera mi porto le mutande di latta e faccio la prova con 100 Watt

Aggiornamento: Questo qui è invece un contatto un pò più ortodosso

Un Sabato Nerd

domenica, luglio 17th, 2011

Ho a disposizione una nuova ed interessante radiolina e così oggi sono tornato sulla spiaggetta di Long Island City per provarla.
Mi sono portato anche una versione riveduta del mio loop e l'ho piazzato proprio in riva al fiume, all'ombra di un grosso albero.
La giornata stupenda, non faceva neanche troppo caldo. Mi sono seduto su un masso e cominciato a trasmettere.
Dopo neanche 5 minuti mi sono accorto che la batteria interna della radio era scarica... Pazienza. Sono tornato a casa, ho saldato al volo un paio di connettori e sono tornato sul posto con una batteria esterna da 12 Ah (che credo sarebbe bastata per trasmettere fino al 2050...)
Inizialmente la propagazione non era ottima e ho fatto solo due contatti, uno in Estonia l'altro in UK. Poi però, dopo una breve pausa caffè con il Patrice, sono tornato per la terza volta sul posto al tramonto e questa volta la propagazione era da panico: segnaloni da ovunque... stazioni gomito a gomito. Nel giro di poco ho messo dentro: Russia, Svezia, Spagna, Polonia, UK e Ucraina.
Ma lo riuscite a capire il fascino di questa cosa? Tu sei li con una radio che trasmette più o meno la stessa potenza di un cellulare ed il tuo segnale - rimbalzando più volte tra il cielo e la terra -  va a finire dall'altra parte del mondo. E' una cosa eccezionale... sono 20 anni che lo faccio e ancora non me ne stufo.


Ad un certo punto arrivano delle barche con dei ragazzi a bordo.
Erano diverse barche a remi, una canoa ed un gommone col motore. Io ero appena ritornato per la seconda volta e li ho trovati lì.
Pensavo fossero delle barche in affitto ma mi sbagliavo. Un ragazzo sui 16 mi ha infatti spiegato che quei ragazzi erano parte di un progetto doposcuola di una scuola superiore del Bronx. Le barche sono costruite dai ragazzi stessi in circa 12 settimane, e quel giorno le stavano usando assieme agli insegnati per recarsi dal Bronx a Governors Island, andata e ritorno.
Capito che roba? Già il fatto che una scuola superiore ti fa una cosa del genere è una figata... ma poi pensate alla disciplina, all'organizzazione, alla determinazione che ci vuole per fare cose del genere. E poi oh... Bronx eh!... Mica Hollywood.

A fine serata la marea si è abbassata, il sole è sceso, nel Socrates Park è partito un bel concerto dal vivo ed è uscito fuori un tramonto spettacolare. Arrivavano ancora segnali a bomba ma prima che facesse buio davvero era ora di andare.
Adesso è l'una di notte e sono qui da solo in casa, la radiolina sintonizzata sulla frequenza della Special Operation Division della Polizia, sparatorie ogni 20 minuti. Tra poco mi alzo e vado al supermercato per comprare qualcosa da mangiare.
Domani, come ogni domenica, si ricomincia dalla lavanderia.

Ciao

WW3WW Portable Magnetic Loop Antenna

mercoledì, giugno 15th, 2011

Doing JT65 on 20 Mt

All right, here we go: by popular demand here is some info about my loop.

Living in New York City is the worst possible nightmare for an Amateur Radio enthusiast: no antennas on top of the roof of your tiny little apartment and for the most also no car at all. The only chance you have to transmit something is being portable. Yep... that's right! Over here you will have to get used to that "/P" suffix after your callsign.

All my equipment - battery included - must be light enough to be carried on a bicycle since I often operate from the City Parks. Imagine the scene: curious people giving you funny looks, bums asking for money, kids asking questions, sometimes even cops asking what the heck is that all about.

Since I moved here I always used a MP-1 Super Antenna and I was quite satisfied with it. Recently I wanted to experiment with an exotic type of aerial that I have never tried before: the magnetic loop.
Since I don't have a garage nor an impressive toolset, my portable loop had to be as easy as possible to build.
After some googling I came out with a fairly good solution that I believe is simple enough for anybody to replicate (If I made it here, you can make it anywhere!)

So, here is what you need if you want to build your own:

- Various Schedule 40 1/4" PVC pipes and junctions used for the support structure. I used two X junctions, six T junctions and about seven feet of pipe.
- Around 10 to 13 feet of RG-213 coaxial cable needed to build the loop itself.  Mine is 11 feet long, but the exact length doesn't really matter.
- Three SO-239 panel connectors
- Two PL-259 connectors for the RG-213
- Some small electrical wire to connect the capacitor
- Some ticker electrical wire to make the coupling loop (you will need a fifth of the length of the main loop)
- A few electrical jumper connectors to make removable connections on the air variable capacitor
- Some extra coax cable like RG-6, RG-58 or RG-59 to cover the bands that your variable capacitor cannot eventually reach by itself
- A high voltage (no less than 2KV) air variable capacitor in the range of  20-250 pF (a 500 pF capacitor would be too big. This is a portable antenna! see below)
- Some screws to secure the SO-239 to the PVC X junctions, some electric tape

What about the tools? Here is what I had:

- Screwdriver
- Soldering iron (mine is 30W but a more powerful is definitely better)
- Electrician scissors (I had to buy those...)
- Small saw to cut the PVC pipes
- a drill would be gold if you have it (I didnt't, so I had to drill the holes using one tip of my scissors. Not fun at all...)

I believe you could buy the whole above material (if you don't have it already) for about $50. The capacitor is the most difficult thing to procure but once every while you can find good deals on ebay. I got mine (a dual gang 4500V 15-250 pF) for about 6 bucks.

The net is full of excellent resources about this antenna so I  won't duplicate other people's already excellent work. I just want to show how I built mine so that you get inspired to build your own.

The key concept is that you will have to sustain a loop made with the RG-213. Any way to reach this is acceptable as long as the loop will stand at about 2 feet from the ground.
The loop will have to be left open and at the two extremes of it you will connect your variable capacitor. To make the loop portable I have used two SO-239 connectors. Their purpose is to sustain mechanically the loop and to provide an attach point for the electrical connections to the capacitor.
At the opposite side of the loop you will put another smaller loop made with tick electrical wire. It will be 1/5 of the length of the main RG-213 loop. The smaller loop will then be connected to the feedline that goes to your transceiver. The two loops will be physically disconnected from each other with their distance being up to around two inches. You only have to make sure that they are on the same plane.

That's it. The antenna is done and ready to be used. My 15 to 250 pF capacitor allows to tune  from 10.2 to 20.7 MHz. I mean, such a small loop has a very poor performance on 7 MHz (about 9%) but still you might want to use it there. That's the reason why I had to use the RG-6 cable to extend my tuning range. I have a smaller piece that I put in series to reach 21 MHz, and a bigger one that I use in paraller to go down to 7.

Does it work? It does... I mean, don't imagine that it will make miracles but I believe its a good antenna: I work DX stations without much trouble on phone or PSK31 using just about 30 Watt. The only problem is that being an high Q device the tuning is as sharp as a razor blade you can't really move around the band without having to re-tune the capacitor (which becomes annoying after a few times you do it).

Here is all you need to know if you want to proceed:

- Magnetic Loop Calculator
- The best article on Magnetic Loops I could ever find (by N4SPP)
- W2BRI's site explains how to properly build a loop complete of coax capacitors
- A loop made by KR1ST (no less!)

Good Luck and good DX!

73's de WW3WW

Space Nerds

venerdì, luglio 31st, 2009

L'altro giorno ero in metro e trovo un pezzo su BoingBoing (MEI COIONI!) che parla di una ragazza di Brooklyn appassionata di radio e satelliti intitolato "Diana Eng: Catching satellites on ham radio" completo di foto di lei alle prese con antenna radio cuffia e microfono sulla sponda dell'East River.

Immaginate la mia reazione nel sapere che non solo ho trovato finalmente un altro radioamatore che fa i satelliti, non solo sta a New York City, ma è addirittura una radioamatrice... E' praticamente come fare un 13 al totocalcio!

Corro verso casa e cerco un suo contatto. Ovviamente non mi è difficile rintracciarla. E' ovunque. Addirittura ha scritto anche un libro. Sul suo blog di stilista, dopo aver curiosato sugli interessanti retroscena che l'essere contemporaneamente hacker, radioamatore, stilista e donna comporta in un posto incredibile come Brooklyn le mando una e-mail per presentarmi raccontando le mie decennali vicissitudini nel mondo della radio e dello spazio.

Ieri mi arriva la risposta. La sorpresa è stata che lei conosceva già il mio sito sulla ISS e che continuamente lo visita assieme al suo ragazzo (ecco da dove viene l'antenna autocostruita!...) perchè si sono messi entrambi in testa di contattare la stazione spaziale internazionale.
Sono poi stato invitato ad una delle prossime riunioni che gli smanettoni di Brooklyn fanno sul tetto di un palazzo a caccia di satelliti. Non vedo l'ora! Sai com'è... io non sono di Brooklyn (sono di Martinsicuro) ma in questo ambiente posso dire tranquillamente la mia.

Intanto ieri sera ero in un bar che conoscono in pochissimi, il Mè Bar con una amica. L'amica va al bagno e così io (mezzo ubriaco di un vino bianco di Staten Island) mi metto a fissare l'empire state building che incredibilmente svetta proprio sopra la mia testa (il mè bar è attaccato a all'altezza del quindicesimo piano lato sud dell'empire...).
Mentre guardo in su da dietro il palazzo sbuca un satellite. Lo seguo con lo sguardo e di li a poco ne sbuca un altro su un'orbita perfettamente parallela. Inzialmente ho pensato: vuoi vedere che è lo Shuttle STS-127 che sta facendo il docking con la ISS? Controllo la tragittografia... no non può essere la ISS. Ma allora cosa sono sti due oggetti così vicini?
La risposta alla mia curiosità è venuta da sola quando uno dei due ha fatto una flare paurosa (è diventato per un attimo luminosissimo) e quindi è diventato scontato che si trattasse di due satelliti telefonici Iridium. Per la precisione Iridium 36 seguito da Iridium 61.

E' bello sapere di non essere'unico Space Nerd di New York City.