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Italia – Grecia: una faza una raza

lunedì, giugno 29th, 2009

Stasera eravamo al mitico Athens Cafè sulla 30esima Avenue.

Ormai, nonostante la pioggia, fa caldo sul serio. Il bar pieno di Greci che parlando tra loro in Greco sorseggiano il loro caffè pastoso (che a me piace moltissimo) e fumano sigari e sigarette strane.

Passavano le ragazze (quelle belle eh... le altre niente) e tutte le teste si giravano contemporaneamente per seguirle con lo sguardo fino a decine di metri di distanza. Subito dopo i commenti in Greco... per noi Italiani incomprensibili ma ugualmente riconoscibili e condivisibili. Addirittura qualche accenno di bisbigli PSSSS PSSssS PsssssSSS ehheheehhehehe

Fantastico.
Mi sentivo a casa: il bar per soli uomini, i sigari, i commenti tra amici, gli audaci bisbigli... bellissimo
E' proprio vero quello che si dice tra Grecia e Italia: una faza una raza... eheheheh

Zorba il Greco

martedì, maggio 5th, 2009

Stasera dovevo uscire. Grandi serate... SMS in arrivo che dicono solo "Quanta figa!"... cose di questo genere. Cose di New York.

Ma non me la sentivo.

Allora seguendo il consiglio di una vecchia amica Italiana che vive in Svizzera e pur avendo solo 25 hanni fa già la professoressa alle scuole superiori (no Guglielmini...) mi sono visto Zorba il Greco, un film in bianco e nero del 1964 con Anthony Quinn.

Che emozioni. Che messaggio. Che classe. Che film!

Vederlo da Astoria fa un certo effetto perchè qui sono praticamente tutti Greci.
Il sirtaki, che nel film ha un significato centrale, l'ho visto ballare dal vivo la prima volta che arrivai qui in bicicletta: circondati da statue dei massimi pensatori e delle antiche divinità, all'ombra della bandiera ellenica e di quella a stelle e strisce, un gruppo di attempati signori lo ballava tenendosi per il braccio.
Se mi capita di rivederli questa estate mi farò insegnare.

Appena finito mi ci sono anche acceso una sigaretta... anche se, ve lo confesso pubblicamente, CI SAREBBE STATA MOLTO MEGLIO UNA BELLA CANNA.
Ohhhhhhh ve l'ho detto!

Buona notte a tutti

Athens Cafè

lunedì, marzo 9th, 2009

Come previsto mi sono preso quattro ore di permesso.
A casa ho trovato il proprietario in persona che supervisionava i lavori del disinfestatore.

Nella seconda disinfezione il disinfestatore spande tre prodotti.
Il primo, uno spray liberamente acquistabile, viene spruzzato massicciamente su letto, materasso, divano, ovunque... Il secondo esce da una specie di grossa pompa che si porta dietro e va solo sugli angoli. Il terzo, è un altro spray potentissimo che deve rimanere nell'aria per tre ore, durante le quali nessuno deve entrare in casa.

Ho visto insomma lavorare il disinfestatore e mi sono convinto di una cosa: torneranno. Ne sono sicuro al 100%.

Mi sto convincendo che nella maggior parte dei casi l'unica vera soluzione al problema sia quella di disfarsi di tutte le cose in tuo possesso (non le puoi vendere!, le devi buttare via), lavare tutti i vestiti con acqua bollente o a secco e infine cambiare casa. Cambiare casa e vendere le cose (o solo parte di esse) sono azioni che se fatte singolarmente non risolvono il problema.
Insomma è come subire un incendio o una alluvione con la differenza che questi eventi sono coperti dalle assicurazioni. I bedbugs invece non li copre nessuno.

Ma adesso basta a parlare di questa disgrazia che non vorrei allapparvi i maroni...
Parliamo piuttosto del bar in cui sono venuto a passare le tre ore fuori casa.

Sono all'Athens Cafè di Astoria, un bar che unisce l'antico ed il moderno, la tradizione e la novità.
Ci stanno ovviamente sempre un sacco di Greci, soprattutto quando la temperatura lo consente e si possono mettere i tavoli fuori sul marciapiede.
Ogni tanto viene anche un prete ortodosso con la barba lunga e la tunica nera a fare l'elemosina per la chiesa dei Greci.
Si beve caffè Greco. Una bomba! E' pastoso, insomma non è del tutto liquido. Ti rimane alla fine una sabbiolina di caffè in mezzo ai denti ed il fondo è talmente denso che non lo puoi bere (rimane attaccato alla tazza). Me lo ho hanno servito senza cucchiano e senza zucchero.

Nonostante sia tutto in legno, i tavoli come una volta e le sedie classicissime la vetreria ha richiama uno stile moderno, e la musica che si sente è decisamente giovanile, perlopiù musica elettronica o dance.
Mi piace... poi non siamo a Manhattan quindi non c'è frenesia e non ti cacciano via a calci nel culo se come me prendi solo un caffè occupando un tavolo da quattro posti per due ore.

Il Queens è tosto dai. A questo punto mi tocca andare a vivere anche a Brooklyn (o nel Bronx!) dopodichè sono a posto.


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