Vivo ancora sincronizzato sul fuso orario di New York per cui vado a lavorare praticamente senza dormire per niente.
Da domani mattina sarò infatti a Firenze, occasione di abbuffate senza euguali di buon cibo arte e cultura.
Da queste parti cammini una domenica pomeriggio ed incontri tutti quelli che avresti dovuto incontrare. Vai in un qualsiasi locale e rivedi ancora una volta le stesse persone.
Una volta pensai ad una massima: entrando in un qualsiasi esercizio pubblico, qui è impossibile che dentro non ci sia qualcuno che ti sia mezzo parente o con cui non sei almeno andato a scuola.
E’ così sul serio. Fidatevi di me.
Tutto quello che trovi a NY lo trovi anche qui. Anzi magari qui sei più padrone della situazione: qui puoi avere una faccia oltre che ad una data di nascita sulla patente di guida all’ingresso del bar.
Qui ci sono meno controlli, meno regole, meno problemi.
Il limite di posti come questo non sono i divertimenti, non sono i locali, non è la geografia, non è l’estetica.
Il limite sono le persone. Le persone che mancano.
Qui conosci tutti, e sai già tutto anche di quelli che ancora non conosci.
In città invece ci sono idee, c’è diversità, c’è scambio ed interazione continua.
(Poi ovviamente c’è anche più figa… resta inteso.)

