Popolo di santi, navigatori e poeti. Quasi tutti ignoranti.
domenica, novembre 2nd, 2008Cinque italiani su cento tra i 14 e i 65 anni non sanno distinguere una lettera da un’altra, una cifra dall’altra. Trentotto lo sanno fare, ma riescono solo a leggere con difficoltà una scritta e a decifrare qualche cifra. Trentatré superano questa condizione ma qui si fermano: un testo scritto che riguardi fatti collettivi, di rilievo anche nella vita quotidiana, è oltre la portata delle loro capacità di lettura e scrittura, un grafico con qualche percentuale è un’icona incomprensibile. Secondo specialisti internazionali, soltanto il 20 per cento della popolazione adulta italiana possiede gli strumenti minimi indispensabili di lettura, scrittura e calcolo necessari per orientarsi in una società contemporanea
Tullio De Mauro, linguista e lessicografo, autore del Grande Dizionario dell’Uso della lingua Italiana
Questa premessa è d'obbligo per comprendere come sia possibile che nella settima potenza industrale del mondo qualcuno possa prima essere accusato di essere un mafioso e dopo poco possa sedere al tavolo dello stesso governo con quanti lo accusavano.
In Italia non c'è più nessuna decenza, non c'è più nessuna memoria:
Gelli (condannato per depistaggio in una strage da 85 morti) va in TV assieme a Dell'Ultri (condannato in primo grado per concorso esterno in associazione mafiosa) e Andreotti (prescritto per mafia).
Berlusconi, che a detta dell'organo di stampa della lega è un mafioso che ricicla denaro della mafia, è capo di governo e possibilmente in futuro anche capo di stato.
Milioni di Italiani (la maggioranza) si lasciano abbindolare dalle televisioni controllate o possedute da Berlusconi e finiscono non solo col giustificarlo, ma anche col difenderlo o addirittura con l'ammirarlo. (Io stesso una volta gli ho votato!)
L'opposizione, che istituzionalmente dovrebbe impedire tutto questo, distoglie ulteriormente i cittadini dalla realtà dei fatti in quanto parte integrante del sistema casta.
In questo scenario si comprendono le ragioni che stanno dietro i recenti tagli alla scuola pubblica.
La scuola è una istituzione da abbattere e i tagli vanno nella direzione auspicata dal potere in quanto l'ignoranza del popolo è il carbuante con cui si alimenta il motore della politica italiana.
Questa Italia mi fa schifo.