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Martinsicuro’s Pipes

Saturday, January 2nd, 2010

Martinsicuro's Pipes 5

Picture 1 of 5

Oggi la serie di foto coi tubi.

Per i lettori che dovessero chiedersi cosa ci fanno tutti questi tubi in riva al mare è bene spiegare che stanno per essere utilizzati per fare il ripascimento della sabbia erosa dal mare.
Una volta flangiati tra loro questi verranno allineati perpendicolarmente alla linea di costa raggiungendo il largo e permettendo così ad una draga di pompare sabbia marina verso la spiaggia senza arenarsi.

Il ripascimento artificiale permette di allungare la spiaggia di diverse decine di metri. Ovviamente è una soluzione temporanea perchè il mare con la sua opera costante ed inarrestabile nel giro di qualche anno riporterà la situazione a quella che era in precedenza.

Capodanno solitary confinement

Thursday, December 31st, 2009

Sono andato a rivedere il post dell’anno scorso e mi sono ricordato che per l’ultimo dell’anno ho fatto esattamente le stesse cose che ho fatto stasera: ho cucinato e non sono uscito per niente.

Vi spiego.

Dovevo andare a Napoli, a Foggia, ad Amsterdam ed anche a Bologna. Poi però non ce l’ho fatta e ho mandato tutto all’aria: troppa ressa, troppa voglia di divertirsi a tutti i costi e senza motivo. Le feste comandate non fanno per me. Le trovo deprimenti, molto più deprimenti che stare da soli in casa a cucinare.

Non sopporto in primis il Natale, una festa consumistica ed intollerabile. Se solo mandassimo in Africa i soldi che spendiamo in regali penso che laggiù ci mangerebbero un anno intero. E invece noi ogni anno continuiamo a scambiarci doni inutili facendo finta che ci sono piaciuti e che non aspettavamo altro (alla faccia dei quarantamila bambini che ogni giorno muoiono di fame).
Al secondo posto il capodanno in cui costa tutto il triplo. Devi prenotare due mesi prima e in Italia (paese non proprio ricchissimo) si arriva a cifre da pazzi che non trovi neanche a Manhattan. 5,4,3,2,1 – Auguri – auguri – auguri: ogni anno la stessa pippa. Auguri un pezzo di cazzo! Ho spento il cellulare per non ricevere ancora una volta gli stessi SMS copia e incolla inviati a mezzanotte a tutta la rubrica.
Terzo posto ferragosto, in cui tutti si tirano i gavettoni e poi la sera vanno a ubriacarsi in spiaggia. Aveva senso a quindici anni ma a trenta… dai su. Ubriacatevi in casa vostra se proprio dovete.
Infine con le dovute eccezioni non sopporto i compleanni (soprattutto i miei) ed i matrimoni.

E’ un mondo “regolamentato e squallido” (Buzzati) in cui persino divertimento e aggregazione sono convenzionati e ad intervalli regolari. Io non ci riesco. Sono grave?

Guardatevi le foto va.

Ciao

Colonnella HDR

Friday, December 25th, 2009

Una pazza mette lo sgambetto al Papa e il telegiornale ne parla all’apertura per venti minuti con tanto di telefonata a Silvio che parla ancora di fabbriche dell’odio cazzi vari. Poi finito il pippone del Papa il subito le condizioni meteo.
Mah… certe volte penso che ci si può solo rasseggnare.

Magari prendi in affitto una casetta senza televisione a Colonnella (in affitto però, perchè se la vuoi comprare vogliono giustamente oltre 100.000 euro).
Guardate qua che paesaggi. Alle sette di sera non vola una mosca. Arrivi con macchina fotografica e cavalletto e tutti si mettono in posa perchè è arrivato il fotografo. Il signore che abita sotto l’orologio con una sfera sola ogni volta che ci vado ripete: “Ha visto? Ha una sfera sola! Eppure è precisissimo!…”
Una anziana signora esce dalla casa azzurrina, una di quelle abitazioni contadine costruite come una volta. Le faccio i complimenti per la bella casa e lei emozionatissima sorride senza riuscire a trovare le parole per ringraziare.

Ma come si fa a venire ad abitare quaggiù in mezzo alla palude di Martinsicuro?  E pensare che c’è gente che ci spende fior di quattrini! No no, se io potessi scegliere me ne andrei in campagna, in una casetta della fascia pre-montana del versante Abruzzese o Marchigiano della valle del Tronto. Colonnella potrebbe essere un ottimo esempio: vicina abbastanza alla costa per godere del mare, lontana abbastanza per non soffrire delle rotture di coglioni.

Oniric Martinsicuro

Thursday, December 24th, 2009

Il Torrione, la Chiesa ed il Molo visti in chiave onirica.

Coney Island

Saturday, November 21st, 2009

Stamattina mi sono svegliato deciso ad andare fin giù a Coney Island per fare qualche foto.
Non ci ero mai stato prima, e vista la temperatura incoraggiante sono uscito con la bici.
La linea gialla, massacrata dai lavori in corso, aveva intere sezioni completamente ferme ma alla fine sono riuscito ad arrivare fino al capolinea e quindi a destinazione.
Scendo e noto subito una certa tristezza, una inarrestabile decadenza. Quel che rimande del luna park è al contempo spettrale e malinconico, memoria di giorni allegri e lontani, di coppie col passeggino, di acrobazie ai calci in culo o al punch-ball per impressionare le ragazze, di zucchero filato. Ovunque ti giri senti parlare in Russo.
Coney Island è oggi una zona molto povera. La città ha deciso di valorizzarla lasciando costruire delle palazzine di lusso lasciando spazio a molte polemiche. L’amico Juan è un attivista in questo senso e col suo movimento sta facendo causa al Sindaco Bloomberg per via di alcune presunte irregolarità e per cercare di preservare il carattere storico della zona.

Già che ero in zona mi sono ricordato dell’incredibile storia del sommergibile di Coney Island. L’anno scorso mi ero ripromesso che sarei andato a scovarlo non appena avrei messo piede sull’Isola.
Ho chiesto ad una decina di persone e mi hanno tutti preso per pazzo. Allora, messa mano all’Iphone, ho scoperto il punto esatto sulla mappa in cui si trova il battello semi-affondato.
Localizzare e raggiungere il posto è stato un calvario lungo un paio d’ore: no gps, lavori in corso nel parco antistante e quindi recinzioni dappertutto, vegetazione alta 2 metri, zona remota e completamente inaccessibile per via del fango (avrei potuto gridare a pieni polmoni e nessuno mi avrebbe sentito). Alla fine l’ho scovato in tempo per scattare delle belle foto.

New York Noir

Tuesday, November 17th, 2009

Cellulare nel Queens

Sunday, November 16th, 2008

Puttana eva che nervi.
Mentre a Manhattan il cellulare non va proprio benissimo, nel Queens fa decisamente schifo.
Pur avendo il segnale quasi sempre al massimo non si riesce mai a fare una conversazione decente: cade la linea, la voce viene interrotta, le telefonate non partono.
Chissà da cosa dipende?
La mia ipotesi è che le metropolitane N,W,R,Q e 7 sbucando dal sottosuolo di Manhattan immettono migliaia di telefoni ogni minuto che riaggangiandosi alla rete sbilanciano tutto il sistema.

11 Settembre 2001

Wednesday, September 10th, 2008

In occasione dell’11 Settembre, come ogni anno, hanno riacceso le luci che stanno a ground zero al posto delle twin towers.
Quello nella foto è lo spettacolo che si vede fuori dalla finestra del balcone mentre scrivo.
Oggi l’incontro e la stretta di mano col nuovo proprietario sono andati bene il che vuol dire che mi mancheranno questi paesaggi.

Voi ve lo ricordate cosa stavate facendo l’11 Settembre 2001? Fate un esperimento e vedrete che se lo ricordano tutti.
Io ero in ufficio a Bologna quando durante una riunione un collega entrò dicendo: “Posso dire una cosa che non c’entra niente?” Con quelle parole cominciava per me l’11 Settembre. Sono parole che risuonano tutt’ora.

La grande mela

Monday, July 28th, 2008

Ehhhh….
L’altra sera ero ad una festa su un terrazzo e l’amica di una amica che vive qui da un pezzo si avvicina e fa: “…it never gets old…” riferendosi alla skyline.
E ha ragione! La città merita. Perlomeno l’impatto visivo di Manhattan non ha eguali.
Adesso non mi tirate fuori Hong Kong, Dubai o menate del genere. Le imitazioni non ci piacciono.
Qui c’è la skyline originale. Qui c’è la grande mela

Tutti al mare

Sunday, December 23rd, 2007

 Spiaggia Martinsicurese

Se avessi il cavalletto potrei evitare di appoggiarmi a quello che capita e fare foto molto migliori…
Quella che vedete e’ la spiaggia del mio paese di notte.
E’ una spiaggia speciale perche’ in alcuni tratti, sopra la sabbia, nasce una vegetazione spontanea protetta dall’Unione Europea e ultimo esempio di quasi tutto il Mediterraneo.
Ho fermato la macchina e sono andato a farmici una camminata.
Erano mesi che non rimanevo completamente solo… Non faceva neanche tanto freddo.
Ne avevo bisogno.