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Zorba il Greco

Tuesday, May 5th, 2009

Stasera dovevo uscire. Grandi serate… SMS in arrivo che dicono solo “Quanta figa!”… cose di questo genere. Cose di New York.

Ma non me la sentivo.

Allora seguendo il consiglio di una vecchia amica Italiana che vive in Svizzera e pur avendo solo 25 hanni fa già la professoressa alle scuole superiori (no Guglielmini…) mi sono visto Zorba il Greco, un film in bianco e nero del 1964 con Anthony Quinn.

Che emozioni. Che messaggio. Che classe. Che film!

Vederlo da Astoria fa un certo effetto perchè qui sono praticamente tutti Greci.
Il sirtaki, che nel film ha un significato centrale, l’ho visto ballare dal vivo la prima volta che arrivai qui in bicicletta: circondati da statue dei massimi pensatori e delle antiche divinità, all’ombra della bandiera ellenica e di quella a stelle e strisce, un gruppo di attempati signori lo ballava tenendosi per il braccio.
Se mi capita di rivederli questa estate mi farò insegnare.

Appena finito mi ci sono anche acceso una sigaretta… anche se, ve lo confesso pubblicamente, CI SAREBBE STATA MOLTO MEGLIO UNA BELLA CANNA.
Ohhhhhhh ve l’ho detto!

Buona notte a tutti

Iron Man

Wednesday, May 21st, 2008

Come dicevo non c’è più un minuto libero per fare niente infatti scrivo dal Taxi.
Sono stato con Serena a vedere un film che vi consiglio assolutamente: Iron Man.
Questa volta il supereroe è un ricchismo inventore genialoide mangnate della produzione di armi. A differenza dello stereotipo classico questo qui è affascinante, spregiudicato, ha successo con le donne ed ha sempre la risposta pronta in ogni situazione.

Nella parte iniziale del film, dopo una dimostrazione sul campo del suo nuovo missile, viene rapito da un esercito pseudo-talebano che lo costringe a costruirne uno per loro.
In una caverna, aiutato da un medico che lo aveva curato, il protagonista si mette al lavoro ma invece di costruire il missile forgia una armatura robotica che gli permette la fuga.

Tornato in patria si pente e decide di smettere la produzione delle armi per darsi ad attività più nobili scatenando le furie dei suoi soci in affari che non gradiscono e lo estromettono dalla direzione.
A quel punto comincia il casino vero e proprio.

Gli effetti speciali sono imperdibili. La scena in cui l’eroe in volo viene intercettato da due F-22 Raptor vale da sola il prezzo del biglietto. Non so quando esce in Italia ma cercate di andarlo a vedere perchè è un film simpatico e diverso dal solito.

Unica nota negativa è la visione bipolare del mondo diviso in buoni e cattivi. I cattivi sono cattivi in quanto tali ed i buoni sono buoni in quanto Americani. In questo film qui questo concetto è più blando del solito, ma sempre presente.

P.S.
Sta per uscire un altro film di catastrofe totale ed indovinate dove è ambientato? A New York. Dipingere la città in rovine sta diventando la moda degli ultimi anni.

Gangs of New York

Tuesday, March 4th, 2008

Stasera non ho voglia di stare a pensare allo schifo della politica Italiana e sono anche un pò stanco per cui invece di uscire mi sono rivisto Gangs of New York.
Girato a downtown, alcune delle scene chiave si svolgono in posti dove la sera ti vai a ubriacare con gli amici…
Subito dopo lo scontro iniziale in cui muore il prete, Leonardo Di Caprio viene internato per 16 anni in una prigione… Indovinate un pò dove? Praticamente sotto la finestra di casa mia… in quella che prima era Blackwell Island e ora è invece Roosevelt Island.
Mi è piaciuta la scena della rivolta coi telegrafisti che facevano la cronaca in termini dell’epoca di quanto accadeva in tutte le zone della città…
Più di tutti però mi sono piaciuti gli ultimissimi secondi in cui si vede l’evoluzione negli anni di Manhattan vista da Brooklyn.
Piano piano New York ti entra nel sangue.
Emozionante.

Carlito’s Way

Monday, February 18th, 2008

Carlito’s Way

 

Sto piano piano rivedento tutti i filmoni girati a NY.
Carlito’s Way è un film che nonostante non mi stanco mai di guardare riesce sempre a farmi commuovere.
Ve la ricordate la casa dell’avvocato malavitoso interpretato da Sean Penn? Ebbene il ponte che si vede dalla finestra è il Queensboro Bridge, lo stesso ponte che (da più lontano) vedo io dalla mia finestra!
Me ne sono accorto ieri facendomici una bella risata. I cavi della funivia non si vedono perchè la scena è girata di notte ed il pilastro non si vede perchè coperto dalla parte alta del ponte stesso.
La discoteca “El Paraiso” acquistata da Carlito sta invece a pochi passi dalla fermata della metro sulla 125esima in East Harlem. Credo che non esista nella realtà e comunque per ora non ho nessuna intenzione di andare a verificare. Manhattan, anzi New York, per me finisce alla centodecima.

Tanti auguri

Friday, January 18th, 2008

Chissà perchè oggi, mio primo compleanno in America, mi viene in mente questa scena di Full Metal Jacket…

Tocchiamo ferro

Monday, November 26th, 2007

Qua le paranoie se non le hai te le fanno venire. Nel giro di un mese usciranno due filmoni (uno con Will Smith) in cui si vede New York sotto attacco, distrutta, evaquata, ponti che cadono, automobili abbandonate per strada, caos, rapine, esercito che spara ad altezza d’uomo… insomma il tipo di film adatto per una città che ha sofferto il più grave attacco terroristico della storia e per quelli come me che vivono con la paura del prossimo botto…

Guardatevi i trailer che roba:
I am legend
Cloverfield

In entrambi i film è da notare il fatto che l’attacco è portato nel primo caso da un misterioso virus che trasforma gli uomini in zombie e nel secondo da un qualcosa di non ben identificato ma in ogni caso sovrannaturale. Insomma chi produce questi film vuole lucrare ri-mostrando al cinema quello che tutti abbiamo visto al telegiornale ma non è sfrontato abbastanza da farlo ricreando una storia verosimie.
Io comunque sto cercando la canoa…

Nighthawks

Saturday, November 17th, 2007

Mi hanno fatto notare che vedo solo documentari. Effettivamente e’ vero.
Per evitare di essere monotono e avvicinarmi un po’ di piu’ alla media Americana (e cioe’ film con sparatorie, macchine che si capovolgono, buoni e cattivi ecc…) mi sono preso un bel film di Sylvester Stallone ambientato qui a Roosevelt Island.

L’ho visto ieri appena tornato dal lavoro. Ero appena uscito dalla linea F della metro passando per le fermate della 42esima e della 47-50esima e ho rivisto le stesse fermate in un inseguimento del film.
E’ curioso vedere i posti in cui vivi nei film di Stallone…
Il pezzo della funivia e’ poi un cult. Vengono presi in ostaggio i rappresentanti ONU (rappresentanti che ci passano tutti i giorni anche oggi) e nelle riprese aeree si vede bene la zona circostante. E’ incredibile quanti palazzi nuovi hanno edificato in 30 anni: dal ponte al palazzo dell’ONU non c’era nessun edificio in acciao ma solo palazzi in mattoni. Oggi dalla mia finestra ne vedo almeno una decina che prima mancavano.
Credo che rivedro’ tutti i film ambientati nella Manhattan degli anni 70 e 80… mi incuriosiscono molto piu’ di prima.

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Why we fight

Saturday, November 10th, 2007

Bel documentario che offre spunti interessanti riguardo la propensione che gli USA hanno nell’ingaggiare guerre in giro per il mondo.
Si dimostrano collusioni clamorose tra i contractor militari ed il governo (il vice-presidente e’ il proprietario di uno dei maggiori) e gli interessi economici che si nascondono dietro ogni guerra.
In questo film l’autore parla apertamente di impero Americano e dei rischi che la democrazia corre a causa della presenza di colossi industriali del settore delle armi.

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Who Killed the Electric Car?

Saturday, November 3rd, 2007

Questo film l’ho visto assieme agli amici del meetup…
E’ una storia incredibile. Io non sapevo che mentre noi siamo qui a discutere di inquinamento, petrolio, guerre in medio oriente, macchine ad idrogeno ecc… gia’ nel 1996 la General Motors aveva messo sul mercato e venduto in California la EV-1, una macchina completamente elettrica.

Tutto parte da una legge fatta in California secondo cui i costruttori di automobili avrebbero dovuto cominciare a vendere almeno in parte veicoli a emissione zero. La GM ha risposto per prima vendendo il modello EV-1. Nei video pubblicitari fanno vedere questa macchina che fa mangiare la polvere ad una Mazda MX-5 (la mia macchina) e ad un’altra macchina a benzina che non ho potuto riconoscere. Unica pecca la batteria: quella inizialmente istallata ha dato dei problemi e quella poi sostituita in garanzia pur andando bene garantiva una autonomia di soli 100 km. Consideranto che le batterie attuali se messe in quella macchina garantirebbero 500 Km di autonomia e che statisticamente i viaggi in auto sono nel 90% dei casi sotto i 60 Km si capisce che la batteria non era un problema vero.

Ma allora, come mai queste macchine sono sparite?

Il film ruota proprio attorno a questa domanda. Sembrerebbe che pur essendo i clienti soddisfatti, anzi entusiasti dell’acquisto (ve lo immaginate andare dove vi pare senza pagare la benzina???) la GM sia stata indotta a tornare sui suoi passi e addirittura, tramite cavilli legali dei vari leasing fatti per acquistare le macchine, a ritirarle cliente per cliente per poi DISTRUGGERLE tutte. Se ne sono salvati solo alcuni esemplari che sono ora nei musei.
La legge e’ stata abolita tramite le pressioni di tutti i costruttori di automobili e grazie all’azione del Governo Federale comandato dal neoeletto Bush (che con la sua famiglia vende petrolio…).

Insomma tutti i discorsi che si fanno sui carburanti alternativi, sull’idrogeno e sul caro petrolio sono cazzate. La macchina elettrica si puo’ fare. Anzi e’ stata gia’ fatta e si potrebbe rimettere sul mercato anche domani se solo se ne avesse intenzione.

Io comunque la MX-5 non me la tolgo… (sempre che non fanno la MX-5 roadster coupe’ elettrica…. allora si ehehehe)

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The Corporation

Friday, October 26th, 2007

L’altro sera, dal soffitto del Rockfeller center ammiravo l’oceano di luci sotto di me.
I palazzi piu’ alti e piu’ belli prendono il nome dalla societa’ che li possiede. Vedere spettacoli del genere e non chiedersi chi sono, cosa fanno e quanto potenti sono queste entita’ e’ inevitabile cosi’ ho messo in coda su Netflix “The Corporation”.

Lo sapevate che le multinazionali esistono per via della stessa legge che in America ha abolito la schiavitu’?
Prima di quella legge le Corporations erano poche, servivano per un determinato obiettivo ed avevano poteri limitati. Il potere vero era esclusivamente a disposizione dei governi fino a quando gli avvocati sono riusciti ad estendere alle persone giuridiche la norma pensata per le persone fisiche (che e’ costata una guerra civile da 600.000 morti…).
Da quel momento in poi la crescita delle Corporations e’ stata inarrestabile fino ad arrivare ai giorni nostri, dove il governo non conta piu’ niente e tutto il potere e’ in mano alle Corporations.

Tra vari esempi che il documento propone c’e’ quello del latte che qui, grazie alla Monsanto, viene prodotto in quantita’ smisurate somministrando un ormone pericoloso per la salute dell’uomo alle vacche.
Tutti lo sanno ma nessuno e’ riuscito a farci niente. L’ormone che in Europa (ma anche in Canada) e’ vietato e’ ancora in uso per quasi tutto il latte in commercio.
Fortuna che questa cosa del latte me la disse un collega prima di partire cosi’ io ho sempre preso quello organico che in teoria non ha nessun ormone anche se costa un po’ di piu’.

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