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Le Ferrovie del primo mondo

venerdì, novembre 25th, 2011

Oggi una giornata di sole eccezionale come non si vedeva da anni.

Non è la prima volta che scrivo delle ferrovie regionali Americane ma al costo di essere ripetitivo non posso esimermi dal farlo ancora perchè oltre ad essere economiche le trovo sempre eccezionalmente pulite, affidabili e di una puntualità imbarazzante direi quasi maniacale.
Oggi scrivo dalla linea R5 delle ferrovie regionali della Pennsylvania (SEPTA) che scorre lungo una serie di paesini modello Svizzera con pratini, casette di legno, cervi e foreste da tutte le parti. Ciascuno di questi paesi ha immancabilmente la sua fermata ferroviaria e siccome alcuni sono veramente piccoli talvolta il treno si ferma due volte nell'arco di un minuto.

Nonostante la città di Philadelphia attraversi un periodo che non è tra i migliori della sua storia essa vanta una stazione ferroviaria accogliente e pulita a specchio con tanti ristoranti e diversi hotspot Wi-Fi sia gratuiti che a pagamento. Tre o quattro poliziotti col cane divisa scura comoda ed attrezzati per sostenere e prevalere in un eventuale confronto fisico camminano avanti e indietro ogni 5 minuti tra la gente che amabilmente mangia - o scrive - seduta ai tavoli.

Credo che qui il concetto sia semplice: i Cittadini devono essere messi in grado di potersi spostare dal punto A al punto B facendolo nel comfort, in sicurezza e a prezzi ragionevoli per tutti.
Risulta quindi evidente che una certa attenzione nei confronti delle infrastrutture fondamentali e dei trasporti pubblici in particolare: stazioni del ferroviarie anche ogni 700 metri, treni puntualissimi, libera concorrenza nei servizi offerti, scippatori-mariuoli-teppistelli e scassacazzo allontanati con la forza dalla forza pubblica.

Benvenuti nelle ferrovie del primo mondo...

Ciao!

Frecciazozza

venerdì, dicembre 17th, 2010

Finalmente dal binario 10 parte un trenino che si sarebbe fermato a Campo di Marte.
Corro a perdifiato lungo la banchina. Sembro un paracadutista della centounesima airborne pronto a lanciarsi sulla normandia: ho addosso due borse a tracolla e dietro le spalle un grosso borsone usato come fosse uno zaino.
Il treno è in procinto di partire ma è stracolmo e così una volta arrivato proprio sulla porta esito a salire. Ma non c'è tempo di esitare perchè un ragazzone di un paio di metri, nero, giubbotto Belstaff, da dentro al trendo mi afferra sotto la spalla e fa "Sali!!!!". Solleva me ed il pesante borsone come si farebbe con un bambinello dentro la culla. Mi ritrovo schiacciato dentro il treno, con il viso sul vetro del finestrino.

Passa il fiatone. A fianco a me un attempato dipendente delle FS impietrito per il compresibile disagio e la vergogna causati da un disservizio del genere. Tutto intorno gente di passaggio che normalmente non si sarebbe scambiata uno sguardo ma che ora è costretta a rapportarsi, a conversare, a condividere la rabbia o lo sconforto.
Stringo una alleanza con altri passeggeri diretti come me a Bologna. Ci siamo io, il nero maciste, una ragazzina di udine ed una signora di bologna.

Arriviamo a Campo di Marte. Anche qui il caos è totale: gruppi di passeggeri corrono alla rinfusa tra i binari in cerca di un treno su cui salire. Si sparge la voce che i tabelloni elettronici riportano dati non aggiornati e che le uniche indicazioni corrette sono quelle degli annunciatori. Ma c'è un problema: gli altoparlanti non si sentono e così ad ogni annuncio tutti si azzittiscono addrizzando le orecchie. Ogni volta che passa qualcosa si scatena un coro di giubilo: il treno diretto a Roma-Napoli è in arrivo al binario 4.... Ehhhhhhh vai..!  E tutti che corrono verso il 3. Subito dopo l'eurostar tal dei tali diretto a Brescia è in arrivo al binario 4: Ohhhhhhhhh! ed altri che si scatenano verso il 4. Prima che arrivasse il mio incontriamo un dipendente FS. Ognuno chiede notizie di un treno, ma per ciascuno la risposta è sempre la stessa: io non lo so, no si sa niente, dovete sentire gli annunci. Allora intervengo io, serissimo: "se invece uno cercasse un treno per buttarcisi sotto, lei che binario consiglierebbe?" Lui ci pensa un attimo un pò impaurito, poi ridendo risponde: "Lei scherza, ma negli ultimi quindici giorni ci sono stati due suicidi". Ed io prontamente: "Se continuate così ce ne saranno ancora molti, arrivederci".

Saliamo sul treno. I passeggeri comodamente seduti malgradiscono il nostro arrivo ma noi siamo pronti anche a morire pur di rimanere a bordo.
Troviamo posto il e l'ercole del Senegal uno di fianco all'altro, ma qualcuno gli fa presente che il suo posto è già occupato, e così se ne va in un altro poco distante. Io rimango seduto e si avvicina una signora che si mette a parlare con un simpatico accento Marchigiano. Mentre parliamo dei ritardi e del caos di questa giornata da pazzi, ecco che un signore scoppato coi baffi seduto qualche fila avanti interviene a brutto muso e fa: "signora se vuol vedere il biglietto glielo faccio vedere, il posto è occupato". La signora, che era in piedi e non aveva nessuna intenzione di sedersi, imbarazzata cerca di fargli capire che non si stava parlando di posti, ma io blocco subito la conversazione: "non stavamo parlando con lei" e faccio sedere la signora al posto mio. Grande gesto... ma il bello deve ancora venire: dopo un pò si scopre che anche il mio di posto era occupato, e così, smacco per tutti (ma soprattutto per lo scoppato) Ercole da Dakar, che aveva visto tutto, si alza anche lui e fa sedere la signora. Chapeaux. Che scena... degna di un ipotetico libro cuore dei tempi nostri.

A un certo punto devo andare al bagno. Lascio Maciste a guardia della mia roba e vado. Appena arrivo ad un bagno super moderno, la cui porta si apre con un pulsante. Esce una ragazza disperata: "Oddio non funziona lo sciacquone... oddio..." e se ne va. Capirai, penso io, mi dispiace solo che non ci posso lasciare una bella cacata dentro questo treno di merda. Prima di mettermi a pisciare cerco ovviamente di chiudere la porta, ma la porta non si chiude! Non c'è verso, ma io me ne frego. Puntualmente, sul più bello, arriva un signore e apre la porta. Che treni di gran lusso che ci sono in Italia...

Stufo di starmene in piedi, sono venuto qui tra i due vagoni a sedermi per terra, da dove scrivo. E non sono nemmeno l'unico ad essere accampato così! Sono nell'attesa di veder arrivare un controllore perchè in teoria io qui sare un abusivo. Il mio biglietto, infatti, era buono per un treno delle 18.17 e non per uno delle 21.30.
Il controllore non arriva. Peccato perchè mi sarebbe piaciuto confrontarlo per sfogarmi, e soprattutto per farmi fare un bel verbale... a me che sono residente all'estero. Mandatemi la multa a New York! Sempre se siete capaci... cosa di cui dubito fortemente.

Firenze, Africa Settentrionale

venerdì, dicembre 17th, 2010

Uno dei metri di misura dell'efficienza e della modernità di un paese sono sicuramente i treni.

Oggi a Firenze si è passato ogni limite: la stazione centrale di una città così importante è rimasta completamente paralizzata nella totale assenza del personale FS e delle forze dell'ordine.
Tutti i treni sono stati cancellati tranne qualche piccolo treno regionale che parte ogni due ore circa. Nessun taxi, nessun autobus in circolazione
All'esterno della stazione l'unico mezzo a motore in movimento è una ambulanza della "misericordia settignano". Arriva e lentissimamente carica un passeggero che deve essersi sentito male. I due barellieri, vecchissimi e sicuramente pensionati, sono forse ultra settantenni.
La voce automatica ripete all'ossessione la solita frase "Attenzione, si informano i signori viaggiatori che tutti i treni potrebbero subire rallentamenti a casa di condizioni meteo difficili". Di tanto in tanto un'altra voce concitata, questa volta umana e con un accento pugliese, annuncia la partenza di un treno regionale al binario 6. L'annuncio si ripete per ore ma il treno (che è stracolmo al punto di scoppiare) non parte mai.
Surrelale la chilometrica fila per la biglietteria. Sarebbero disponibili diciannove sportelli classici oltre a sei macchine automatiche ma sono funzionanti solo due sportelli ed una macchinetta. Centinaia di utenti in paziente attesa: immobili, rassegnati, silenziosi. Un gregge di percore pronte a subire qualsiasi maltrattamento, qualsiasi abuso. Tanto la TV dice che va tutto bene... (continuate pure a votare gli stessi politici da quarant'anni, popolo di coglioni che non siete altro!)
E così eccoci qui, prigionieri di Santa Maria Novella, senza sapere come e quando potercene andare. Una situazione indegna di un paese civile, senza alcun dubbio una Firenze da terzo mondo. In linea col resto d'Italia, del resto.

Almeno se magna

giovedì, ottobre 30th, 2008

Allora sono qui seduto sulla mia valigia che scrivo a Firenze M.S.M.N. (ciscuno interpreti a piacimento la prima M).

In Italia è tutto un bordello però se magna eh... alla faccia se se magna!
Ho fatto delle mangiate che me le sognerò la notte.
Tipo le pastine che vedete nella foto. Ahhhhhhhhh... A New York non esistono i dolci. Figuriamoci i dolci di altissimo livello come quelli di "Dolci & Dolcezze" in piazza Beccaria a Firenze. Ho mangiato 4 paste a catena con una velocità che la signora avrà pensato che soffrivo la fame.
Poi la sera cenone con gli amici al ristorante "La Beppa". Ragazzi... a New York nemmeno Rockafeller mangia così.
Ehhhhhh che ci vuoi fare. Pro e contro.

Alla fine un treno l'ho trovato eh. Ma in piedi!
Hehehehe il treno della fantascienza coi posti in piedi. FS che vi possa prendere una cacarella a sfischi.

Messaggio urgente per le Ferrovie dello Stato

mercoledì, ottobre 29th, 2008

Allora senti qua.

Devo andare a Roma per prendere l'aereo no? Bene allora mi voglio togliere uno sfizio: prendo un bel treno di quelli ad alta velocità. Dicono che in un'ora o poco più sei a Roma. Figo voglio provare.

Vado sul sito delle ferrovie e mi metto a cercare. Il sito ha cambiato nome ma è rimasto quasi a uguale a com'era ai tempi dell'Università.

Metto Firenze->Fiumicino e saltano fuori:diverse soluzioni. La più rapida ci mette 3 ore e 3 minuti e costa 51.30 Euro.
Alla faccia!
Ma come? Non era questo uno di quei treni da fantascienza? Uno di quelli che in America non ci sono?
Leggo bene e capisco: fino a Roma Termini (la stazione di Beirut) ci arrivi sparato come un proiettile poi devi aspettare quasi un'ora per prendere un trenino a vapore che ti porta a Fiumicino.
Capito che roba? L'alta velocità costa miliardi di euro, il biglietto del treno costa come in America il biglietto dell'aereo e poi per andare all'aeroporto ci metti 3 ore.
Geniale.

Va beh. Mi rassegno e vado avanti. Faccio per passare all'acquisto e salta fuori: "Siamo spiacenti, il percorso da lei richiesto non e' vendibile. "
Ma che cazzo vuol dire sto messaggio?!? Rimango un attimo interdetto. Riprovo diverse volte ma niente... sempre lo stesso criptico messaggio di errore.
Poi finalmente mi illumino d'immenso: vuoi vedere che online non posso acquistare il biglietto del trenino a vapore? Ed infatti, rettificando il percorso e usando come destinazione Beirut Centrale (AKA Roma Termini) è possibile passare all'acquisto.
Va beh poco male. Vorrà dire che mentre il macchinista scalda la caldaia della locomotiva io compro il biglietto per Fiumicino. Vado finalmente per finalizzare l'acquisto e zac! Sopresa: "Siamo spiacenti, il suo indirizzo e-mail è già in uso".
Già mi girano le palle che per comprare un biglietto mi devo registrare ma calma... qui siamo in Italia e si usa così. Evidentemente mi ero registrato nel 1999 e questi ancora se lo ricordano. Non resta che richiedere la password via mail! Facile facile...
Richiedo la password due volte. Niente. Non arriva una sega.
Il biglietto non si compra.

Messaggio urgente per le Ferrovie dello Stato: MA ANDATEVENE A FARE IN CULO AD ALTA VELOCITA'!!!

Pennsylvania Station

martedì, agosto 19th, 2008

Le grandi stazioni ferroviarie di Manhattan sono due: Grand Central e Penn Station.
Mentre Grand Central è un monumento maestoso, Penn Station è una stazione sotterranea praticamente invisibile che sta sotto il Madison Square Garden.

Ieri ho scoperto che inizialmente invece anche la Penn Station era bella e grande come Grand Central!

Nel 1964, infatti, in parte a causa dei problemi economici della società che gestiva le ferrovie ed in parte per la rincorsa assurda e talvolta irrazionale della modernità la stazione fu demolita e al suo posto furono costruiti il Madison Square Garden ed il One Penn Plaza.
Fu una vera e propria follia di cui ci si pente ancora oggi: scambiare un'opera d'arte inestimabile per un cilindro vuoto ed un palazzo come tanti oggi è assurdo ma all'epoca sembrava plausibile.

L'attuale Sindaco Bloomberg vuole però correre ai ripari. Di lato alla stazione, infatti, si trova il bellissimo palazzo storico delle poste. L'idea è di riutilizzarlo come ingresso secondario della Penn Station in quella che si chiamerà Moynihan Station.

Amtrak

domenica, novembre 25th, 2007

Finito il weekend lunghissimo si torna a New York.
All'andata ho scritto da un bus Greyhound. Ora scrivo da un treno Amtrak.
Sul treno l'ambiente e' molto diverso rispetto a quello che c'e' sul bus. Credo dipenda dal fatto che il treno e' un mezzo di trasporto costoso. Oggi, per esempio, spendo 83$ contro i 23$ che avrei speso prendendo un bus. Non ho scelto il bus in quanto non e' possibile riservare i posti per telefono se si parte da stazioni minori se non almeno 10 giorni prima della partenza... siccome oggi c'e' il rientro in massa verso NY rischiare di perdere il Bus perche' al completo era un rischio concreto.
Generalmente la precisione con cui si arriva alle stazioni e' nell'ordine del piu' o meno tre minuti. Gli addetti sono molto cortesi e parlano con maniere e galanteria d'altri tempi. Arrivati alla tua fermata , ad esempio, vengono a chiamarti nel caso ti fossi dimenticato che e' ora di scendere.
E' ovviamente possibile prenotare biglietti online e pagare a bordo sia in contanti che con carta di credito senza nussun incremento di prezzo.
La qualita' e la pulizia degli interni e' al libello di quella degli aerei ma i binari devono essere vecchi. Il treno, infatti, vibra e sobbalza molto piu' dei nostri inoltre sembra lento. Non credo che stiamo viaggiando molto piu' veloci di 100 Km/h.
Forse hanno ragione quelli che sono contrari all'alta velocita'. A che serve avere un treno su 10 costoso e veloce quanto un aereo quando gli altri 9 sono al livello di carri bestiame? Forse invece che buttare soldi in infrastrutture inutili servirebbe potenziare e migliorare quelle carenti che gia' abbiamo.

Povera Italia

venerdì, ottobre 12th, 2007

Questo e' il post piu' scontato del mondo ma lo devo scrivere se no mi sento in colpa.

Mi trovo nella Penn Station di NY. Possiamo definirla l'equivalente della stazione Termini a Roma.
Gente che va, gente che viene. La Penn Station e' enorme. Partono tutti i treni tradizionali ed inoltre ci sono connessioni dirette al Madison Square Garden, al grattacielo Penn Plaza One e a 6 linee della Metropolitana.
Devo assolutamente testimoniare che la stazione e' pulita, organizzata, i treni sono tutti in orario e la sala d'attesa di cui sto usufruendo e' migliore di quella dell'aeroporto di Malpensa. Ci sono negozi, ristoranti... veramente un bel posto.

Tutta questa perfezione, eppure, ogni volta che ci vengo mi girano le palle. Perche'? Facile! Perche' penso all'Italia.
Possibile che dobbiamo sempre essere il peggio del peggio in tutto? Le stazioni dei treni in Italia sono dei cessi (quando va bene).
Povera Italia nelle mani di 931 politichetti ex-democristiani/ex-socialisti/ex-comunisti (ora cattocomunisti) che capiscono solo la logica del voto di scambio. I risultati sono sotto gli occhi di tutti: servizi da terzo mondo, informazione da ex-Unione Sovietica, reputazione internazionale sotto terra.

Veramente certe volte viene voglia di non tornare piu'.


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