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Facebook e le corna americane

martedì, giugno 1st, 2010

Per quanti ancora non avessero intuito quanto Facebook possa minare la propria privacy riporto un interessante articolo della CNN.
Sembrerebbe che gli avvocati divorzisti americani spendano sempre più tempo ed energie alla ricerca di prove utili su Facebook anzichè ricorrere ai tradizionali investigatori privati.
Non solo gli avvocati ma anche le mogli stesse, quando in timore di corna, vanno alla ricerca delle possibili amanti proprio sul noto social network e spesso riescono a trovare la prova che cercano in una foto taggata, in un commento sul wall, in un cambio di status, in una battuta apparentemente innocente tra i commenti.

Esistono ditte specializzate che fanno solo questo tipo di indagini e non c'è da stupirsi visto che almeno l'ottanta percento degli avvocati intervistati dalla "American Academy of Matrimonial Lawyers" dichiara un incremento negli ultimi cinque anni delle cause che coinvolgono i social media.

Fin qui i fatti. Ora la mia analisi.

Si sa che al maschio piace volare da un fiorellino profumato ad un altro e si anche che la femmina tende a fare altrettanto (lo dimostra il fatto che il 10% dei figli è illegittimo). Detto in termini comprensibili da tutti, se è vero che il maschio è un porco allora la femmina è una zoccola.
Sarebbe anche naturale e andrebbe tutto bene se non fosse per il fatto che mentre il maschio (soprattutto quello Italiano) se ne vanta e quindi si lascia scoprire, la femmina conserva questi segreti come fossero quelli di Fatima e, complici le leggi fatte in ben altra epoca, alla fine queste hanno sempre la meglio sui loro compagni lasciandoli senza casa, senza figli, e garantendosi un vitalizio ai loro danni.

Insomma, cari lettori maschi, prima che vostra moglie vi scopra la storiella con la tipa 15 anni più giovane di lei (e invece voi non scoprirete mai che anzichè tre figli ne avete in realtà soltanto due) date retta a me e alla CNN: cancellatevi da facebook.

E ricordate, come diceva sempre un mio collega (guardacaso sposato): a 23 anni le femmina è vecchia.

Ciao

Lettere di carta

lunedì, dicembre 21st, 2009

Eccomi qui con un altro post della serie "si stava meglio quando si stava peggio".

Stasera ho incontrato una vecchia amica che mi conosce dai tempi in cui la caricavo sul motorino.
Non ci si vedeva da quattro anni. Lei ora vive in Svizzera e nonostante sia solo una una immigrata Italiana con permesso di soggiorno da studente l'hanno presa ad insegnare in una scuola media pubblica. Cose 'i pacci... ma non divaghiamo, devo raccontare un'altra storia.

Tornato a casa, in ricordo dei vecchi tempi, mi sono deciso ad aprire una scatola che non toccavo da almeno un decennio.
Al suo interno c'è la mia storia passata raccontata in diari di viaggi (dettagliatissimi e già in stile blog), lettere di sbarbine nostrane ed estere (ce ne sono circa mezzo chilo solo dalla Germania), dozzine di fotografie dimenticate ma fondamentali, cartoline di auguri (la più vecchia viene dagli amici in Pennsylvania, anno 1991), testimonianze ed indirizzi di persone di cui ho perso ogni contatto, musicassette epiche, il testo della mia prima chat testuale di tutti i tempi col sysop di una BBS di Milano (1995).
Tutta sta roba è per me un vero e proprio tesoro rimasto intatto dentro una scatola. Odori, colori, handwritings. Il passato che torna in un istante.

Se ci pensiamo bene la mia è l'ultima generazione che potrà disporre di memorie fisiche. Quando avevo 16 anni le e-mail prendevano gradualmente il posto delle lettere di carta. I file mp3 avrebbero di li a poco sostituito i supporti classici come cassette e cd. Le macchine fotografiche diventavano digitali.
Io ho sempre conservato tutto (ho tutto il traffico email dal 1996 in poi) ma vuoi mettere l'effetto che fa rileggere una lettera di carta dopo quindici anni? I ragazzi di oggi non lo sapranno mai. E forse non potranno neanche rileggere la corrispondenza elettronica: le e-mail vengono abbandonate solo per via dello spam ed in ogni caso queste stanno per essere definitivamente soppiantate dai sistemi centralizzati come facebook. Sai che pippa accedere a facebook.com nel 2025 (sempre che non abbiate svuotato il cestino prima!).

Le foto di una volta si scattavano per un motivo preciso, e se venivano spedite dentro una busta era perchè ne valeva veramente la pena. Oggi scattiamo migliaia di foto in ogni occasione. Quante di queste saranno disponibili tra vent'anni? Quante avranno un senso? Quelle pubblicate su facebook (la maggior parte) che fine faranno?
Quanto dureranno le conversazioni su msn messenger e su skype? Se pensate che tutti i miei SMS dal 1998 ad oggi sono andati perduti è lecito supporre che potranno essere persi anche i messaggi IM.

Ci sono poi i fattori imprevisti: scoppia una guerra e addio cloud computing, la california sprofonda per via del big one e i server vanno persi, comincia una dittatura e questi vengono volontariamente svuotati per far dimenticare alla gente del passato, Microsoft rilascia Windows 2025 Server SolarPower Edition e un sedicenne scrive un virus che fa una strage...
Certo sono ipotesi remote, ma sai che pugnetta sarebbe se i ricordi di miliardi di utenti venissero per qualche motivo compromessi?

Certo che ormai sto facendo come quelli che si schieravano contro la calcolatrice e a favore del pallottoliere.
Lettere di carta, nastri magnetici, rullini fotografici... ormai è ufficale: sono vecchio anche io.

Facebook: siamo alla follia

lunedì, novembre 30th, 2009

Ormai se si deve fare qualcosa di politico su Internet è inevitabile dover ricorrere a Facebook per cui mi sono fatto un account apposta per l'evento del No B. Day usando lo pseudonimo "Remo La Barca".
Niente amici, niente foto, niente cazzate, niente di niente... mi serviva solamente creare un evento al quale gli altri utenti di facebook potessero iscriversi.
E' andato tutto bene per un pò, ma da qualche giorno a questa parte ho dei problemi nell'aggiungere dei commenti in bacheca.
Mi viene chiesto di risolvere un capcha e, pur risolvendolo con assoluta certezza, me ne vengono riproposti altri all'infinito. Dopo decine di tentativi rinuncio e passo all'alternativa del capcha audio (prima volta in vita mia).
Da un sottofondo di voci francamente abbastanza inquietanti escono fuori dei numeri. Se pur con qualche dubbio li inserisco ma niente, non va bene. Il commento rimane ancora interdetto.
Disperato noto un ultimo suggerimento: "vuoi sbarazzartene? verifica il tuo account!"
Voglio sbarazzarmene si! Clicco e indovina cosa mi propongono? Di mandarmi un SMS al mio numero di cellulare per verificare la mia identità!!!

Ma queste sono estersioni vere e proprie. Siamo arrivati alla follia pura. Ma dico, ci rendiamo conto di cosa stiamo facendo??? "O mi dici chi sei o non puoi fare una protesta!..." I rapporti sociali (e addirittura quelli politici) regolati e monitorati da terzi.

Orwell non se lo sarebbe mai immaginato che per imbrigliare un popolo, anzi una civiltà, sarebbero bastati quattro indovinelli del cazzo e le foto del mare della vicina di casa.

Facebook addio

lunedì, agosto 17th, 2009

Allora ce ne sarebbero di cosette da raccontarvi eh... Ce ne sarebbero un casino.

Partiamo dalla più recente.
Fin dall'inizio Facebook non mi ha mai convinto.
Avevo 400 e passa "amici" e oggi mi sono deciso a cancellarmi. Non è un gesto d'impulso ma una decisione calma e ponderata. Le motivazioni? Semplicissime:

1) Privacy
Non com'è per voi, ma vivere da single Manhattan e mantere un account di facebook  attivo è un sistema perfetto per mettersi in mezzo ad un mare di guai. Chiunque incontri ti cerca e ti trova su FB, spesso seduta stante, subito dopo la stretta di mano. Immediatamente ha accesso alle tue foto, ai tuoi commenti e soprattutto AI TUOI CONTATTI. Pazzesco. Datemi retta... non è il caso.

2) Pubblicità
Vi siete mai  chiesti a cosa cazzo servono tutti quei giochini imbecilli che i vostri "amici" (ancora più imbecilli dei giochini) si ostinano a fare e a proporvi? Servono a collezionare le vostre preferenze, le vostre necessità, le vostre inclinazioni. Servono a classificarvi come consumatori e a meglio indirizzare le campagne pubblicitarie che vi verranno proposte. Uno dei motivi per cui da 10 anni non guardo la TV è proprio la pubblicità forzata che viene imposta. Figuriamoci se adesso mi metto a subirla su Internet mentre sono intento a coltivare le mie "amicizie". Cose da pazzi.

3) Avvilimento dei rapporti umani
Facebook avvilisce i rapporti umani. Vuoi sapere quante volte ho cacato oggi? Telefonami (o chiamami su skype), i numeri li sai. Vuoi vedere le foto del mio viaggio in moto? Passa a trovarmi ad Astoria (hehehehe magari!)... anzi no, a parte gli scherzi, invece di farle vedere a te forse non è il caso che le foto le faccia vedere a nuovi amici, che ne so incontrati qui sotto casa, al Bar dei Greci, davanti ad un bel caffè sabbioso senza cucchiaino? Poi quando torno in Italia potresti passare a casa mia a trovarmi a Martinsicuro, e allora le foto (davanti ad un bel caffè fatto con la Moka e corretto con la Sambuca) te le farei vedere pure a te.
Faceb00k crea l'illusione di poter raggiungere istantaneamente migliaia di persone, ma è solo una illusione. Sono solo rapporti superficiali quasi sempre privi di qualsiasi interesse o sentimento.
La realtà è che vivendo solo su Facebook non si vive affatto. Facebook è un metodo sicuro ed infallibile per rimanere completamente soli.

4) Libertà di espressione
Questo punto lo metto per ultimo perchè so che a voi interessa poco ma se stessi scrivendo sul mio diario (e non sul mio blog) sarebbe invece il primo.
Non capite che state mettendo in mano la vostra libertà di espressione a persone (o entità) che voi neanche conoscete e che nei confronti delle quali non potete reclamare nessun diritto?
Scrivi un qualcosa di compromettente? Hai idee strane? Ci stai semplicemente sul cazzo? Bum! Sei sparito. Non puoi protestare, non puoi andare a piangere da nessuna parte. Bye Bye!
Un sacco di gente mi scrive delle e-mail via facebook. Sono sempre di più. Prima o poi oltre ad abbandonare l'idea della crittografia forte end-to-end nelle comunicazioni personali ci ridurremo ad abbracceiare tutti soluzioni centralizzate e prive di qualsiasi libertà.
George Orwell non avrebbe potuto immaginare qualcosa di più ABOMINEVOLE.
No No No. Non scherziamo, la libertà è una cosa seria.

Mi sono tolto da facebook senza scrivere una parola. Senza dare nessun avviso.
Chi vuole dirmi qualcosa (chi lo vuole davvero) sa sempre come e dove raggiungermi. Gli altri non sentiranno la mia mancanza. Nè io la loro.

Ora scendo a prendermi un caffè dai Greci. Voi continuate a scrivere cazzate su Facebook. Ciao

Facebook Suicide

martedì, luglio 22nd, 2008

Allora incuriosito e spinto dall'ennesimo sollecito mi sono fatto un account su Facebook.

Non fatelo anche voi.

Innanzitutto sono due giorni che mi violentano la mente con pubblicità mirate del tipo "29 and still single?!?" con sotto la foto di qualche bella figa. E' pesante... Fortuna che nel profilo non mi hanno chiesto se sono scoppato altrimenti tra le pubblicità ci avrei trovato Rogaine.
Mettono il dito nella piaga. Non si fa.

A parte questo la cosa che non va bene di Facebook è che tutti vedono tutti i tuoi amici. Ma cazzo, mica ci tengo a far conoscere tutti i miei conoscenti tra di loro!
Il problema è particolarmente grave con le donne. Oggi ad esempio mi si è aggiunta in lista una ragazzina Asiatica. Non ho idea di chi sia... eppure domani tutti i contatti penseranno che me ne vado in giro a rimorchiare le ventenni Filippine. Non va bene assolutamente... ma non rimorchiare le ventenni Filippine, non va bene che lo scoprono le trentenni Italiane!

Insomma, vi preannuncio il mio Facebook Suicide.


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