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Change.gov

Friday, November 7th, 2008

Dopo due giorni dalla vittoria delle elezioni e prima ancora di essere nominato Obama è già al lavoro.
Indovinate cosa ha fatto?

Ha aperto un blog!

Si chiama change.gov e si pone l’obiettivo di fornire le risorse necessarie per meglio comprendere il processo di cambiamento e le decisioni necessarie a realizzarlo. Oltre a ciò il sito si propone di ascoltare i cittadini riguardo i problemi che il paese affronta e i suggerimenti per le possibili soluzioni.

Che invidia

Ma Obama è Cristiano o Mussulmano?

Friday, November 7th, 2008

La fonte di preoccupazione che sento dire più spesso riguardo Obama (sia in Italia che in America) è che sarebbe Mussulmano.
Questa chiacchiera, priva di alcun fondamento e nata dai veleni pre-elettorali con cui i Repubblicani speravano di vincere le elezioni, è per me un ottimo spunto di riflessione.

Innanzitutto penso a come sia facile influenzare la parte meno attenta della popolazione utilizzando notizie fasulle od imprecise.
In secondo luogo penso a come la vera forza che fa la differenza tra l’Occidente ed il resto del mondo, ovvero la separazione della Religione dallo Stato, si stia oggi trasformando nella mente di molti in un banale ma pericolosissimo duello tra religioni monoteiste.

Vi spiego come la penso in materia.

Per me la moltitudine di persone che ogni giorno si reca nei luoghi di culto è soltanto la dimostrazione della voluttuosità e dell’idiozia del genere umano.
Qualunque cosa succeda, in quanto animali, saremo sempre voluttuosi e fondamentalmente idioti.
In altre parole saremo sempre tanti e per la maggior parte purtroppo credenti.

L’idea che deve resistere nella mente del popolo, e soprattutto nella mente del popolo religioso, è che la religiosità deve sempre rimanere fuori dalle stanze del governo. Deve essere rilegata alla sfera personale del singolo individuo e mai condizionare la vita o le libertà altrui.
E’ la storia che ce lo insegna.

Detto ciò, a me non interessa affatto sapere se Obama è Ebreo, Cristiano o Musulmano. A me interessa solo sapere che egli intende rispettare tutti gli altri per quello che sono e non per la religione impostagli dai genitori o dalle circostanze.
Mi fanno infatti molta più paura i Cristiani convinti che i Mussulmani integrati.

Obama, comunque, per buona pace degli Italiani rimbambiti dalle TV di Berlusconi, è Cristiano.

Senza parole

Wednesday, November 5th, 2008

Sì è vero, tra Silvio Berlusconi e Barak Obama esistono delle similitudini. I punti di contatto tra il presidente del Consiglio italiano e il candidato democratico alla Casa Bianca, si notano, a parere del ministro Frattini, in modo particolare nel loro modo di comunicare. “Posso solo fare due osservazioni: il candidato presidente democratico – ha affermato Frattini commentando, durante l’intervento a ‘In mezzora’ su Raitre, alcune considerazioni espresse oggi dal ministro Sandro Bondi sulle affinità tra i due leader politici – l’ho sentito fare dei discorsi basati molto sugli ideali, discorsi che non durano molto e che si concentrano su alcuni pensieri chiave”.

Si tratta “di veri e propri ‘chiodi’ che devono rimanere piantati nella memoria di chi ascolta. Questo modo di comunicare – aggiunge Frattini – credo sia molto simile a quello di Berlusconi. Entrambi sono capaci di toccare la percezione dei potenziali elettori”.

La seconda somiglianza, “riguarda l’insistenza del senatore Obama, sul concetto ‘buy american’, ovvero comprate americano, investite sul nostro Paese. Ciò che fa in Italia anche Berlusconi – conclude Frattini – quando sottolinea l’importanza di investire sui prodotti italiani, pur non essendo il presidente del Consiglio un protezionista”.

All’improvviso ci rendiamo conto di quanto piccoli e poveri siamo diventati.
Questi tentativi da parte dei burattini Italiani di avvicinarsi ai politici internazionali sono goffi e patetici.

Fossi in Obama mi riterrei insultato.

Obama Presidente: un giorno di festa

Wednesday, November 5th, 2008

Festa grande stanotte a Time Square.
Ha vinto l’America intelligente, l’America tollerante, l’America del cambiamento. Ha vinto l’America.
Mai vista una gioia così grande: gli Americani si abbracciano per strada, si baciano, si stringono attorno alla nuova speranza che li unisce tutti.
La guerra, la crisi, gli altri gravi probemi si fanno per un attimo da parte.
Oggi si fa la storia.

Buon lavoro Presidente Obama.

Il Leone Obama

Tuesday, October 21st, 2008

Obama risponde alle accuse di “Socialismo” rivoltegli dal suo opponente. Sentite che roba.

Obama Obama Obama

Scontro finale

Wednesday, October 15th, 2008

Lo scontro finale Obama-McCain secondo me ha visto McCain recuperare terreno alla grande.

Obama mi è sembrato appannato, poco incisivo.
A più riprese McCain lo ha messo alle strette, e quasi sempre ha avuto da aggiungere la parola finale.
Obama ha arrancato persino quando ha dovuto spiegare che spesso la controparte lo definisce un terrorista…
Secondo me stavolta ha vinto McCain, e questa è in fondo la volta che conta.

Sono perplesso.

Obama for President

Tuesday, October 7th, 2008

Stasera secondo dibattito Obama-McCain.

Queste elezioni me le sto gustando veramente. Non vedo l’ora che arrivi Novembre per vedere le fasi finali.

Obama è superiore in tutto. Non solo nello stile ma anche nella filosofia politica, nei contenuti, nella passione.
Inutile fare paragoni coi burattini/delinquenti/mafiosi della politica Italiana.

Certo che se vincesse McCain ci rimarrei male. Il mio giudizio riguardo l’America cambierebbe di molto.

Palin e McCain

Friday, September 12th, 2008

Sarah Palin è pericolosa.
La sto sentendo parlare è c’è poco da scherzare…
Questa qui è una bigotta che hanno scelto solo perchè donna, giovane ed attraente.
Parla di guerre contro la Russia con una leggerezza impressionante e se messa alle strette dai giornalisti ripete ossessivamente frasi proconfezionate ed elusive.
Pensate che fino al 2007 non aveva nemmeno il passaporto e che raramente è uscita fuori dall’Alaska (una specie di Val D’Aosta Americana).
Per qualsiasi cosa tira in mezzo dio. La guerra in Iraq? Un piano di dio! L’ oleodotto in Alaska? Volere di dio. Dio dio dio dio sempre tutto in nome di dio.
A tutti costi deve finire in prima pagina, sia nel bene che nel male: la figlia incinta, il rossetto di porco, le sue uscite forse volutamente grottesche. Tutta questa visibilità, pur essendo negativa, gli sta portando beneficio.
La parte meno pensante della società Ameicana si ritrova infatti nella Palin e credo anche nei suoi limiti. Vede in lei una figura familiare ed amichevole. E quindi la vota.

McCain è un’altra storia.
Innanzitutto c’è da dire a suo favore che ha veramente le palle.
Pilota navale, pur essendo il figlio del comandante delle forze navali Americane del Pacifico, invece di imboscarsi (come fece Bush) negli anni sessanta partì volontario per il Vietnam.
Rimase subito coinvolto in un tragico incidente sulla portaerei Forrestal in cui, prodigandosi per aiutare un altro pilota a scappare, rimase investito da una esplosione.
Ferito aveva diritto al rimpatrio ma preferì farsi riassegnare ad un’altra portaerei (la sua era distrutta) per continuare la guerra ed effettuare altre 30 missioni di bombardamenti.
Durante una di queste viene abbattuto e si lancia col paracadute fratturandosi le gambe ed un braccio. Nella cattura i Vietnamiti lo picchiano e gli rompono anche una spalla (per questo motivo ancora oggi non può alzare un braccio fino alla testa).
Rimane in prigione 5 anni e mezzo in condizioni terribili per poi tornare in patria da eroe e proseguire la vita militare ed in seguito cominciare quella politica.
Non c’è dubbio che ha un passato degno di rispetto ed infatti chiunque ascolti ti parla subito di questo aspetto.
Si pensa insomma alla persona piuttosto che al programma elettorale che, essendo identico a quello di Bush, è da tutti considerato poco auspicabile.

Partito Repubblicano, Teresina e storie d’altri tempi

Monday, September 8th, 2008

Altro weekend rilassante passato dagli amici in Pennsylvania.

E’ stata l’occasione per sondare dal vivo le opinioni della spina dorsale Americana, ultra-conservatrice, ultra-cristiana, ultra-bigotta, ultra-repubblicana.
Obama non lo votano e non conta quello che dice, quello che ha fatto la precedente amministrazione, non conta la guerra, non conta nulla. Obama non lo votano perchè è nero. Punto e basta.
L’America è anche questo.
Dalla parte opposta, sempre nel weekend, ho visto tre neri che portavano la maglietta di Obama. Chissà magari la componente razziale può essere penalizzante da un lato ma vantaggiosa dall’altro. Lo spero.
Io sto facendo campagna per Obama. Il mio target sono gli Americani disinteressati al voto. Se ne convincessi cinque a votare mi riterrei soddisfatto.

Ho giocato di nuovo a Poker. La Texana è divertente. Credo in Italia la chiamino Teresina. Ovviamente ho perso eh… ma solo $30. Fosse stato a New York (o peggio al Casinò) avrei perso dieci volte tanto.
E’ un gioco intelligente e lo dimostra il fatto che a prescindere dalla fortuna vincono sempre le stesse persone.
Mi piacerebbe approfittare di queste seratine da perdere 30 dollari a botta per imparare bene a giocare. Impara l’arte e mettila da parte.

Ho poi avuto modo di mangiare a fianco a dei signori emigranti storici degli anni ’60.
Uno di loro, emigrato in Australia, partì su una nave che facendo il periplo dell’Africa arrivo’ a Sydney dopo 40 giorni di navigazione (Suez era chiuso per la guerra dei sei giorni).
Storie d’altri tempi.
Le cose sono cambiate radicalmente e questi signori facevano fatica a credere che oggi, al contrario di quanto avveniva negli anni sessanta, sia in Australia che negli Stati Uniti si fa moltissima fatica a rimanere legalmente. Ai loro tempi rimanere era una cosa scontata e anzi il governo Australiano ti pagava addiruttura il viaggio per convincerti ad espatriare.

C’e’ un solo posto che potrebbe piacermi piu’ di New York ed e’ sicuramente Sydney.
Ma questa e’ un’altra storia.

Obama

Tuesday, September 2nd, 2008

Ormai è ufficiale: la prossima volta che passo per Harlem mi compro tutti i gadget di Obama e comincerò a sfoggiarli in giro per New York. Anche se non voto posso magari convincere altri a votare al posto mio.

Penserete: ma a te che ti frega, visto che non hai votato nemmeno quando potevi in Italia?
La risposta è semplice: mentre le elezioni in Italia servono solo per la miseria del voto di scambio e per la legittimazione della mafia di turno, qui le elezioni effettivamente cambiano le sorti del mondo. Italia compresa.

E’ fondamentale che vinca Obama. Forza Obama!!!!!!

P.S.
Ora voglio vedere se ce l’ha più duro Bossi oppure Obama.
P.P.S.
Se vi piace la canzoncina del video qui potete scaricare anche l’mp3.