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New York in Vespa

domenica, ottobre 9th, 2011

Giornate di sole eccezionali. Non fa caldo, non fa freddo, una luce sensazionale: siamo nel pieno dell'Indian Summer.

Ieri eravamo nel Village per mangiare da Famous Xi'an Food. Io ho preso il classico della regione dello Xi'an e cioè il "Liang Pi Cold Skin Noodles", accompagnato da un Hamburger Cinese e da una bevanda fresca a base di frutta. Già che eravamo in zona abbiamo fatto un salto da Big Gay Ice Cream. C'erano i famosi gelati salati (non so come ma mettono il sale anche sulla nutella). Io ho preferito andare più sul classico prendendo un Cococone.

Ovviamente non potevamo non andare da Giano per un paio di prosecchini e salutare gli amici Paolo e Matteo che stanno proprio dall'altro lato della strada. Ci sediamo e bevendo noto davanti al locale una Vespa rossa al posto della solita Lambretta Blu.
Matteo ma che hai cambiato la Lambretta con una Vespa? E lui: Non è una Vespa, è una Stella!
Mi avvicino, ed infatti si tratta di una misteriosissma "Stella" priva di qualiasi riferimento Piaggio. Matteo mi spiega che è praticamente una Vespa PX-150 prodotta nell'ex stabilimento Piaggio in India.
Quando la Piaggio ha decise di interrompere la produzione della serie PX, gli Indiani ne acquistarono la licenza e si misero in proprio e così tutt'oggi producono ancora le Vespa, anzi le Stella.
La Stella ha lo starter elettrico, il freno a disco, l'indicatore acustico delle frecce oltre ad una miriade di altre piccole migliore meccaniche. Il look and feel, il rumore, la carrozzeria però restano inalterati.

Matteo ha insistito pechè facessi un giro e si è presentato con due taschi oltre alla targa da attaccare - come si usa fare qui - col velcro.
E' così eccomi in sella ad una Vespa in giro per le street e per le avenue dell'East Village in una bellissima giornata di sole. Non so perchè ma mi sentivo molto Nanni Moretti. La prima, la seconda, la terza... il cambio sul polso sinistro, ti fermi al semaforo e riparti: eccezionale... erano 17 anni che non guidavo una vespa. Grazie Matteo

East Village e bubble tea

lunedì, marzo 22nd, 2010

Ieri sono stato in un locale Taiwanese nell'East Village in cui lavora l'amica di quel mio amico di cui vi ho parlato poco tempo fa.
Il village è esploso come una bomba atomica con ragazze ovunque, gonnellini, vestitini leggeri: ci vuole una calma zen per non uscire pazzo in questo periodo dell'anno.

Siamo andati per gustare uno dei loro thè con le palline dentro, il famoso bubble tea. Ne hanno di tutti i gusti, caldi o freddi. Io ho preso un milk tea al coconut accompagnato da un dolcetto di cioccolato fatto al momento. Roba particolare dai colori e dalle fragranze inverosimili. Forti sti Cinesi... anzi no, per carità non bisogna mai chiamare Cinesi i Taiwanesi perchè tra di loro non si sparano solo per la polvere... Se chiedi ai Cinesi ti dicono che presto Taiwan verrà riannessa alla Cina, mentre se chiedi ai Taiwanesi ti dicono l'esatto contrario.

Comunque, era passata mezzanotte e si stava discorrendo con le due Taiwanesine prima di prendere il treno per tornare a casa (eravamo tutti di Astoria) e io come un coglione mi perdo l'iphone mentre ero seduto sul muretto di una fioriera.
Dopo poco il mio amico viene chiamato dal mio telefono, era il tipo che lo aveva ritrovato che cercava di rintracciarne il proprietario (cioè me) chiamando tutti i numeri che trovava in rubrica.
Noi eravamo già lontani e così tramite le amiche Taiwanesi ci mettiamo d'accordo col buon samaritano e col proprietario del negozio di magliette a fianco al baretto per far lasciare in consegna il mio cellulare fino al giorno successivo (anche quello delle magliette è Cinese, o Taiwanese o che cazzo ne so io...).

Fatto sta che oggi con mio grande stupore ho ritrovato l'iphone. Ogni tanto se ne trova di gente onesta in giro!

East-West

sabato, aprile 4th, 2009

Vi parlo stavolta di un venerdì sera trascorso a zonzo per le strade di Manhattan attorno alla 23esima strada.
Invogliato dalla bellissima giornata e dalla temperatura ottimale sono sceso a piedi dalla 34esima per poi ritrovarmi in una Lounge ben nascosta.
Due-tre bicchieri di vino rosso e via si riparte.

Appena esco mi chiama una vecchia amica che non vedevo da mesi. Taxi... e zac! in 5 minuti ero a West4 nel West Village.
Ci siamo presi un bel gelato da Grom, la gelateria Italiana che sta diventando il punto di riferimento del gelato a Manhattan.
Ci ha raggiunto poi un'altra ragazza che ha perso il lavoro lunedì scorso. Ne parlava come se niente fosse. Sta già cercando e fa colloqui tutti i giorni. Se non trova un altro lavoro in fretta si sposta in un appartamento più economico. Ha 26 anni e i suoi genitori sono di NY ma di tornare da loro non se ne parla assolutamente: vivere coi genitori è una ipotesi impossibile.
Niente pianti, niente drammi. C'è da imparare.

Quattro passi e dal west village siamo arrivati in piccolo bar dell'east village dove gomito a gomito si cantano le canzoni al Karaoke.
Bello l'east village. Ci devo andare più spesso.
A fine serata, era l'una inoltrata, la metropolitana trasportava verso Astoria più gente di quanta alle otto di mattina andava verso Manhattan.

Il weekend continua


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