Posts Tagged ‘da ridere’

L’Assistente Personale a Manhattan

Friday, March 5th, 2010

Per farvi capire a che livelli di follia si può arrivare qui a NY vi traduco un annuncio di un appartamento dato in affitto gratis da un piccolo imprenditore che cerca UNA assistente personale.

Ragazze, se avete voglia di trasferirvi a New York fatevi avanti… mi pare una buona occasione.

(L’originale lo trovate qui. Ho tradotto solo le parti degne di nota)

Date: 2010-03-03, 5:53PM EST

Sono un piccolo imprenditore di successo che possiede un suo spazio a Park Avenue South. Il monolocale al piano terra lo tengo per la mia assistente che ci può rimanere gratis in cambio del suo lavoro. Queste le condizioni:

Ho avuto altre assistenti per diversi anni e per andare bene devo essere molto organizzate, ordinate [ecc. ecc. ecc.] presentabili, di età compresa tra i 25 e i 30 anni.

RIGUARDO L’APPARTAMENTO:
Monolocale con bagno, camera da letto, soggiorno e cucinino
[ecc. ecc.]

RIGUARDO IL LAVORO:
1. Devi spendere solo un’ora al giorno del tuo tempo tra le 9AM e le 7PM con me dal lunedì al venerdì durante la quale discuteremo dei vari progetti [ecc. ecc.] nel mio ufficio e simultaneamente dovrai camminarmi sulla schiena (cosa preferita se pesi meno di 115 libbre) perchè ho dei dolori alla parte bassa oppure se pesi più di 115 mi puoi fare un massaggio o qualcosa del genere. Non cerco niente di sessuale, è solo che nei tuoi compiti di assistente personale ho bisogno che tu mi faccia dei massaggi. [...]

Durante molti dei weekend non lavorerai ma in alcuni, come ad esempio in quelli in cui vado nella mia casa in montagna o in quella al mare o nella mia seconda casa al mare dovrai accompagnarmi e aiutarmi nell’apertura, la chiusura e la pulizia.

Sono single e cerco moglie per cui parte dei tuo lavoro consisterà nel riattivare il mio account di match.com [un sito di incontri online] e organizzare gli appuntamenti per me perchè io non ho tempo di farlo. Siccome sono single e mangio male parte dell’accordo consisterà nella possibilità di mangare i tuoi avanzi di cibo. Non serve che mi cucini appositamente, basta che ogni giorno mi fai trovare nel frigo i tuoi avanzi [!!!!!!]

I miei genitori sono immigranti e cercano disperatamente di far maritare il loro unico figlio. Se miracolosamente tu riuscissi a farmi incontrare una donna da sposare tramite match.com o altri mezzi (sono molto esigente ma ho diverse lauree nelle università ivy-league) i miei genitori ti regalerebbero 10000 dollari in contanti. [aleeeeeeee]

Sono tentato di fingermi donna e rispondere all’annuncio per andare a vedere di persona un soggetto del genere…

Tra Fellini e Tinto Brass

Thursday, March 4th, 2010

Allora le regole le sapete: qui si parla un pò di New York, un pò di politica, un pò di Jameson e poi ogni tanto un pò anche di belle fighe.
Abbiate pazienza fatemi sfogare. Se non vi piace l’argomento ripassate domani… non passateci più… fate voi. Io però ste cose le devo raccontare a qualcuno se no esco matto.
E poi diciamocelo francamente, se facessi uno di quel blog intellettuali scritti bene con la grafica e tutto CHE PALLE che sarebbe! Io non mi divertirei e voi neppure.

Veniamo al dunque.

A costo di rischiare che magari mi sgamano (anzi mi sgameranno di sicuro!) lo scrivo lo stesso perchè stasera ho visto uno spettacolo della natura, una miracolo.

Darwin si sbagliava: DIO C’E'! (e vi assicuro che anche lui è maschio)

Ragazzi… una Jamaicana… nera, bella, sorriso folgorante, vestita di classe ma eccitante, stivali di pelle, alta 19 metri e mezzo. Ha studiato Italiano a Firenze per cui ha quell’accento sbilenco che come parla ti viene un cerchio alla testa e non riesci più a seguire quello che sta dicendo.

Portava al dito un anello di fidanzamento in diamanti da 3450 karati che sarebbe stata oppurta una scorta armata dei Marines (dopo ditemi che i soldi non contano…!). Comunque il fatto che sia fidanzata o meno poco importa perchè questa qui è fuori scala, o come giustamente dicono in Argentina “Non ti mettere il casco che tanto in moto non ci sali”.

Sta città è una cosa allucinogena. Io sono ormai avvezzo a tutto… ma questo aspetto delle belle donne mi sorprende ogni giorno come fosse il primo. Mi sento una via di mezzo tra Fellini e Tinto Brass.
Molti nascondono accuratamente questa loro sensibilità verso l’argomento (soprattutto quelli sposati eheheeh) ma io no, a me piace parlarne con gli amici e con le amiche, teorizzare, farne apologia sul blog… Mi piace sognare.

E se mi volete togliere anche i sogni, meglio la morte!

Porco Diaz!

Tuesday, March 2nd, 2010

“Nessuna squalifica, invece, per Michele Marcolini. Il giocatore del Chievo è stato espulso e, lasciando il campo, “proferiva apparentemente un’espressione gergale, in uso nel Triveneto ed in Lombardia, con becero riferimento a ‘Diaz’ e non a Dio”. L’analisi delle immagini televisive ha consentito di evidenziare che “il diverso movimento delle labbra nelle pronuncia della vocale aperta ‘a’ rispetto alla vocale ‘o’ legittima quantomeno un’incertezza interpretativa”. (la Repubblica)

Nel football Americano ogni tanto durante le partite gli arbitri consultano uno schermone gigante per capire alla moviola se un fallo c’era o meno. Da noi invece i nostri fanno i CSI per cercare di capire se un giocatore ha pronunciato una A al posto dio una O.

Intanto “o’ Sistema” ha bloccato tutti i programmi di approfondimento in modo che la gente (concentrata sui bestemmioni in campo e su altre troiate del genere) si dimentichi nel periodo pre-elettorale che la corruzione è peggiore di quella del ‘91.

Altro che Porco Diaz…

Tasse e poker online

Monday, February 15th, 2010

Fare la dichiarazione dei redditi qui è talmente facile che ci riuscirebbe anche un babbuino.
Ti arriva per posta dal tuo datore di lavoro il modulo W-2, un resoconto del tuo reddito e delle trattenute che hai già pagato.
Col W-2 hai tutto quello che serve per compilare un modulo 1040, cosa che però richiede un minimo di accortezza e di conoscenza della materia e così ci si rivolge al commercialista, al costo di circa 50-100 dollari.
Nel caso di dichiarazioni semplici come la mia conviene fare tutto direttamente e completamente online su siti come turbotax.com: ti registri, e nel giro di pochi minuti fai tutto da solo.
Il bello è che in genere le trattenute sono calcolate in modo da garantire un rimborso per il contribuente e quindi tutti (compreso il sottoscritto) non vedono l’ora di fare la dichiarazione.
I soldi arrivano nel giro di pochissimo e si ha la possibilità di farseli versare direttamente sul conto corrente, su una carta di credito prepagata oppure tramite assegno.
Nel mio caso avrei preferito di farli accreditare direttamente su pokerstars.com che tanto è lì che andranno a finire in ogni caso!

Doccia fredda e poi a dormire

Sunday, January 31st, 2010

Sono stato tutto il weekend in casa e tutto il tempo in mutande a giocare a Poker online. Stasera non mi andava di ricucinare e così sono uscito per andare a trovare il King of Felafel di Brodaway. Siccome il King di domenica non lavora ho deciso di avventurarmi in posti nuovi e così passo davanti ad un ristornate Brasiliano che fa angolo proprio sotto la fermata della subway. Il posto non è un gran che ma leggo: “Bife a Cavalo $9.95″ e così entro.

Si presenta sta cameriera/barista inequivocabilmente Brasiliana.
Na roba allucinate.  Non è semplicemente un femminone, è una mazzata a tradimento dietro nuca, una bomba termonucleare. Capelli nerissimi attaccati dietro, bianca ma abbronzata. Sana, anzi più che sana direi “tanta”. Non mi fate scendere nei dettagli tecnici, vi basti sapere che è una di quelle brasiliane che fanno girare la processione compresi i fedeli, i chirichetti, il prete e forse anche la statua del santo.
Ma è tanta eh… Tanta tanta tanta.

A giudicare dalle mani (metro ineludibile) deve avere circa 35 anni. Parlandoci arrivano buone notizie: appena ho pronunciato la parola “Italian” ha fatto un sorriso compiaciuto. Io invece il sorriso l’ho fatto quando ha specificato che sta qui solo da sei mesi e che non conosce nessuno (quindi NON E’ la moglie del proprietario! heheeh)

Nel posto ci torno sicuro. Vado, mi siedo al bancone, bevo 3 o 4 scotch (non hanno il Jameson) e lancio i miei dadi.
Adesso state calmi eh… non mettetevi in testa strani film. Le possibilità che una tale arma di distruzione di massa possa uscire con uno spaventapasseri come me sono circa una su cento ma come il Poker insegna qualche volta quella possibilità incredibilmente si verifica! Sarebbe una manifestazione diretta dell’esistenza di Dio, un miracolo tale che potrei addirittura convertirmi alla religione cattolica.

Ragazzi, il Brasile tira eh… bisognerebbe farcelo un salto prima o poi.
Per il momento doccia fredda e poi a dormire.

Viva Marco Polo

Thursday, January 28th, 2010

Tornavo verso casa pensando all’argomento del post di stasera. Ero indeciso tra diverse cosema poi mentre facevo la spesa mi è passata vicino una ragazza Cinese e allora ho capito: stasera è il post è sulla donna orientale.

A New York ci si abitua ai palazzi alti, alla fretta, alle luci, alla confusione, al freddo. A New York ci si abitua a tutto tranne alla presenza costante ed inevitabile di pezzi di fregna colossali di ogni possibile etnia e fattezza.
Io non so come fanno quelli che vengono con mogli o fidanzate. Certe volte mi viene voglia di battere la testa contro i muri… Si vedono più superfighe in sei ore a Manhattan che in sei anni a Martinsicuro in provincia di Teramo. Giuro che è così! Siamo a livelli da bromuro in endovena. Non solo la quantità ma la diversità, l’infinita varietà del genere umano racchiuso in appena 25 km. Un sogno. Una realtà irripetibile ed unica al mondo.

Ultimamente ho cominciato a sviluppare questo fetish per le donne orientali. In primis per le Cinesi.
La donna orientale ha qualcosa in più. Anzi no mi correggo: la donna orientale SA qualcosa in più. Lo intuisci dai suoi gesti, dal modo di parlare, di truccarsi… questo essere remissiva e forse anche un pò sottomessa allo strapotere del grande maschio d’occidente. Ragazzi sono soddisfazioni…
Il proverbio Cinese dice: “Dio ha fatto l’uomo per prendersi cura della terra, poi ha fatto la donna per prendersi cura dell’uomo”. Mettendo da parte Dio come si può dissentire da questa cultura millenaria ed eccezionale?…
Poi sono donne senza età. Potrebbero avere 10 anni meno di te, o dieci anni di più. Chi lo sa? Ma soprattutto: cosa importa?

Un pò mi fa girare i coglioni il fatto che pur essendoci al mondo miliardi di asiatiche a me non me ne capita neanche una. C’è qualcosa che non va eppure ho la barba, i peli sul petto, il naso lungo, pochi capelli… dovrei andare bene. Boh… non capisco dove sia il problema.

Adesso per carità non venite a dirmi che la donna Italiana è la più bella del mondo o che le Cinesi sono brutte (e ci credo che in Italia sono brutte, le fate lavorare 29 ore al giorno!!!) perchè poi sbarello sul serio e per un mese vi tartasso con le Cinesi eh… Ste stronzate raccontatele alle vostre mogli! (che tanto non ci credono nemmeno loro heheheheeheh)

Asia Asia Asia Asia. Cina Cina Cina Cina. Viva Marco Polo.

Blog Under the Influence

Thursday, January 28th, 2010

Devo stare attento a non bere troppo prima di scrivere se no me ne passo…

Dopo il DUI (Drive Under the Influence) dovrebbero vietare anche il BUI (Blog Under the Influence).
Il tasso alcolemico troppo elevato può causare effetti catastrofici alla guida di una automobile. Meno note sono invece le conseguenze per il blogger che scrive in stato di ebrezza. Ecco un breve resoconto secondo la mia esperienza personale:

%0.01–0.029: Post apparentemente normali. Probabilmente a sfondo politico o filosofico.
%0.03–0.059: Post euforici caratterizzati da punteggiatura non convenzionale, linguaggio colorito, visioni esclusivamente positive.
%0.06–0.10: Post disinibiti e a sfondo sessuale o sessista. No limits. No Fear.
%0.11–0.20: Post sconnessi da qualsiasi contesto. Il pezzo comincia e finisce in modo imprevedibile. Argomenti tra la tristezza e la sfiga. Leopardi li leggerebbe con piacere per il contenuto (non certo per la forma).
%0.21–0.29: Post maniaco-depressivi in cui la solitudine gioca un ruolo fondamentale. Vengono scritti a fatica e col bicchiere ancora in mano.
%0.30–0.39: Post scritti e dimenticati poco prima di cadere nel sonno. Possibile postare qualsiasi cosa: bestemmie, fotografie VM 18 anni, account bancari completi di password, confessioni di reati non prescritti. La mattina dopo li rileggi e ti passi la mano tra i capelli (anzi la mano sulla testa).
>%0.40: Post in cui ricordi a tutti che una volta nella vita hai votato per Berlusconi.

Lo scrocco all’Americana

Monday, January 25th, 2010

Mia nonna racconta che nel dopoguerra un emigrante Italiano negli USA tornato in occasione di un matrimonio  in Italia fumò controvoglia diverse sigarette “americane” spegnendole a metà.
L’Italia attraversava un periodo di carestia estrema in cui probabilmente si fumava la paglia avvolta coi fogli di giornale e questo episodio fu visto come un atto di spavalderia talmente impressionante che mia nonna se lo ricorda ancora oggi.

Dal dopoguerra ai giorni nostri, qui a New York non si usa scroccare le sigarette, è invece molto più frequente che le persone si presentino con un dollaro in mano per comprartene una. Na cosa squallida che a me è già successa diverse volte.
Quando capita mi tolgo un piccolo sfizio nel rispondere: “I’m not going to sell one, I’ll only give you one for free… that’s the way we do it in Italy!”. E loro un pò sorpresi sorridendo accettano.

Sto a fare l’Americano con gli Americani! heheheheeh

In forma con Davide

Wednesday, January 20th, 2010

Il video che vi propongo è il tormentone del giorno: mi fa morire dal ridere.
Il personaggio (che non so come mi ricorda qualcuno) è imperdibile ed il regista che lo ha prodotto è un genio.
Vedetevi tutta la serie perchè merita…

Viva l’Italia

AF

Tuesday, December 15th, 2009

Mio fratello ha messo i cartelli in giro per tutta Bologna per annunciare il mio arrivo prossimo venturo e così mi ha commissionato circa 350 Kg di souvenirs da portare in Italia per se, sua moglie e tutti i suoi colleghi.

Tra questi due felpe di AF, un negozio per cui vanno pazzi gli italiani sulla quinta avenue.
Non chiedete a me cosa possa avere di speciale perchè non ne ho idea. Chi mi conosce sa che io non compro mai vestiti perchè non sono capace (quando rarissimamente è indispensabile farlo delego qualche ragazza).
Una idea comunque la avrei. Credo si tratti del fatto che questa catena non esiste ancora in Italia, per cui quando ti compri la tua bella felpa AF puoi fare il maraglio con gli amici che ti chiedono: “che bella, ma dove l’hai comprata?” e tu con aria distinta: “a New York sulla quinta avenue…”. E loro : “sti cazzi!”

Ci dovevo andare domenica ma per entrare c’era una fila di circa trenta persone che attendevano pazientemente al gelo allora ho rimandato a stasera dopo il lavoro.
Entro e all’ingresso, come sempre, ci sono due modelli: uno maschio a petto nudo ed una femmina un pò svampita.
Subito all’interno vengo assalito da un profumo fortissimo che penso viene irradiato direttamente dall’aria condizionata. A me ogni volta si alza lo stomaco e poi quando esco me lo risento addosso per due o tre ore.
Penombra, musica a volume quasi da discoteca con tanto di dj e cubiste lungo le scale, comessi e commesse (bellissimi) vestiti all’altezza del luogo che dannola senzazione di essere ragazzi immagine e non venditori.

Entro e vestito come un cane (scarpe da 15 euro, jeans senza strappi o scoloriture, giubbotto blu spartanissimo di goretex comprato su ebay, cappellino rosso fuoco sopra le orecchie) mi divincolo tra famiglie intere di italiani infighettati da paura con addosso i milioni che discutono sulla maglia, sul jeans, sugli accessori. Tra me e me penso se farei più fatica a conversare sul calcio piuttosto che sull’ abbigliamento.

Trovo una cubista/commessa con le tette di fuori e tramite l’iphone le mostro la foto dei prodotti che cerco. Parliamo ad alta voce per sovrastare la musica ma la conversazione dura poco perchè lei non ne sa niente e mi indica (mentre balla) un commesso che nel buio intravedo da un altro lato del negozio/discoteca.
Raggiunto quest’altro commesso/cubista: capello liscio con riga da un lato, camicione a quadri stile fattore dell’Oklahoma anni ‘50, jeans stropicciato e (rigorosamente come tutto il resto del personale maschile) sandalo basso infradito di pelle (poche cose mi rivoltano come la visione dei piedi maschili. In inverno poi potrei anche vomitare).
Il fattore ne sa meno della cubista, così mi manda al bar (si lo chiamano bar!) delle informazioni dove trovo una che è uscita da un fumetto di Milo Manara (vestita decentemente però). Vede le foto ma se ne fa poco. Deve sapere IL NOME della felpa.
Faccio appello a tutta la mia calma e trovo il nome (assurdo) del prodotto. Lei apre un catalogo e ne estrapola un part number (alè) e riporta tutto su un foglietto di carta da portare di nuovo al fattore.
Il fattore vede il foglietto e dice: “mi dispiace, sono finite le maglie di questo modello”.

Così mi arrendo, mi rimetto il cappello rosso ed esco improfumato come una mignotta: ma andateve a zappare le terrazze di Manhattan debosciati! Tutto sto bordello per vendere quattro felpe del cazzo al quadruplo del prezzo che valgono!

Naomi Klein forever.