Posts Tagged ‘curiosità’

L’Antennone del Queens

martedì, dicembre 25th, 2012

Ieri non c'era propagazione e girano noto un segnalone in onde medie di quelli che vedi poche volte, tipo che con 18db di attenuatore arrivava ancora a 9+40. Facendo una rapida ricerca scopro che si tratta di WQEW, un sito da 50 KW ora appartenente al gruppo Disney e che si trova a Maspeth in Queens. Un trasmettitore da 50 KW vicino casa mia? Dovevo vederlo assolutamenti così nonostante i due gradi centigradi ho preso la bici e sono andato.

E' stata una ottima occasione per rivedere che razza di posti sono le zone industriali di Manhattan che - estremamente trasandate - istintivamente ti instillano un senso di insicurezza profonda. Passaggi a livello incustoditi, immondizia per la strada, ristoranti terzomondisti, night clubs sempre aperti col pranzo a buffet... Non sembra neanche di stare a New York.

The Nostalgia Train: “it makes New York New York”

domenica, dicembre 16th, 2012

Quella del "Nostaglia Train" é una bellissima iniziativa del museo della metropolitana di New York che consiste nel rimettere in circolazione un treno d'epoca perfettamente funzionante e restaurato. Tutt esattamente come una volta: le luci che vanno e vengono, il rumore assordante, il capotreno in divisa con tanto di orologio da taschino che ad ogni stazione esce fuori e grida come un pazzo per annunciare le fermate successive.

I Newyorchesi più attenti raccolgono queste occasioni al volo ed ecco che a bordo trovi sempre una quantità incredibile di persone in costume di tutte le età. Addirittura c'é chi si organizza per suonare musica degli anni '30 dal vivo animando i balli dei gentiluomini e delle dame in carrozza.
Poi l'eccezione, lo strappo alla regola che non mi sarei mai aspettato: la MTA consente di spostarsi tra un vagone e l'altro sia a treno fermo che in movimento. Normalmente - pur essendo le porte tutte aperte - per motivi di sicurezza questa cosa é oggi assolutamente vietata ma in questa occasione si chiude un occhio nonostante le vibrazioni siano fortissime ed il "gap" tra i due pianali non esattamente trascurabile.

Il bello é che il treno effettua il percorso di una normale linea della metro (la M) e quindi ad ogni stop c'é sempre un sacco di gente totalmente ignara che ti guarda a bocca aperta. E' come un viaggio nel tempo: tu aspetti un treno R-160B del 2010 ed invece inspiegabilmente si presenta un R-1 costruito nel 1931. I turisti vanno in delirio...

Un Newyorkese attempato, berretto in testa, capello bianco e NY Times alla mano, rimasto evidentemente sorpreso dalla gradevole trovata riassume tutto in quattro parole: "it is an undiscovered pleasure. It makes New York New York!".

L’Autista Egiziano, l’auito cuoco Greco e la sanatoria di Ronald Reagan

giovedì, ottobre 18th, 2012

Oggi ho preso un taxi per un viaggetto più lungo del normale e così mi sono messo a parlare con l'autista, un uomo Egiziano di 65 anni dall'Inglese al limite dell'incomprensibile. Indovinate di cosa si é parlato? Di immigration! Io non lo faccio apposta ma ormai la lingua batte dove il dente duole. Erano belli i tempi in cui coi tassisti si parlava soltanto d'altro...

Comunque, di dove sei di dove non sei... sono Italiano - sono Egiziano. Lui parte in quarta: Ahhhh sei Italiano. Lo sai che mio fratello (che lavora in cucina)  ha vissuto per due anni a Napoli? Lui tra l'altro é cittadino Greco per cui ha i documenti per stare in Italia senza problemi e nonostante ciò é riuscito a farcela e così é venuto qui con la moglie ed il figlio piccolo. Ora il figlio va a scuola e lui lavora senza problemi... ora stanno bene.

E io immediatamente: si ma spiegami una cosa, come diavolo ha fatto a venire qui? Con quale visto? E lui: E' venuto da turista e poi si é dileguato. Ora sia lui sia la famiglia sono clandestini e non possono lasciare mai il paese ma poco importa perché l'intenzione é quella di far finire l'università al figlio per poi tornarsene tutti in Egitto o in Grecia. Lui ha 56 anni... non gli serve di restare qui molto a lungo.
Hai capito l'antifona? Uno che fa l'aiuto cuoco - con moglie e figli - sta meglio in America da clandestino che in Europa da Cittadino. Non mi sorprendo affatto.

Comunque andiamo avanti. Domando al mio nuovo amico: e tu invece? Tu come hai fatto a venire? Lui scoppia a ridere e risponde che ci é venuto per pura fortuna: eravamo cinque amici in un bar del Cairo. Tanti anni fa la lotteria la si faceva solo via lettera, non esistevano i computer. Uno di noi era fissato che voleva venire negli USA e così si é offerto di compilare le carte per noi altri, oltre che per se stesso. Dopo un anno ricevemmo risposta: tre di noi furono estratti ed accettati, gli altri due (tra cui colui il quale ebbe l'idea) rimasero esclusi. Ancora oggi ogni volta che torno in Egitto quel signore - ormai anziano - mi ricorda che se sto in America lo devo lo a lui... ed é vero, così gli regalo 4 o 500 dollari per sdebitarmi.

E prima? Prima com'era la situazione delle carte verdi? Lui dice che é sempre stato un casino, una battaglia, "a struggle" per un oceano di gente. L'unico a dare un pò di sollievo fu Ronal Reagan. Reagan? Strabilio io.
Si, Reagan. Ai suoi tempi c'erano diversi milioni di clandestini e - a detta dell'autista che ha vissuto quei giorni in prima persona - Reagan forzò il governo nel passare una legge che di fatto legalizzava parte di essi a patto che lavorassero nell'agricoltura. A New York City l'agricoltura non andava fortissimo neanche allora e cosi creò un mercato sommerso di dichiarazioni false di aziende che non esistevano o dichiarazioni di aziende vere per gente che non aveva mai messo piede in un campo. In un modo o nell'altro in tantissimi pagarono le tasse arretrate di braccianti e ed ottennero i documenti grazie alla "sanatoria" (perché di questo si trattava) che fece nientedimeno Ronald Reagan. Soccia che storia!

Arriviamo finalmente a destinazione. L'autista scende e mi aiuta a tirare giù la valigia. Io pago, resto mancia. Lui tutto contento mi stringe la mano. Io lo saluto: buona fortuna Mohammed! E lui: no... buona fortuna a te, e speriamo che torni presto!

P.S.
COL CAZZO CHE VOLO ALITALIA

La vera New York esiste ancora: Jerry Ohlinger’s Movie Material Store

mercoledì, agosto 29th, 2012


Manhattan è quasi tutta finta, un enorme Truman Show 24 ore al giorno e 365 giorni all'anno. Times Square poi ne è la massima espressione con tutti quei cartelloni pubblicitari, tutte le quelle luci lampeggianti... un enorme contenitore ripieno di niente che è un pò l'emblema della nostra civiltà moderna.

Eppure la città fino a ieri l'altro non era affatto così! All'inizio degli anni '90 ad esempio la stessa Times Square era un bordello a cielo aperto con prostitute gomito a gomito lungo la 42esima strada. Una tappa fissa per molti di quei pescatori che attraccavano i loro pescherecci a Manhattan! C'erano peep-show a gestione familiare, piccoli Cinema a luci rosse, spacciatori di droga e tossicodipendenti stanziali, ladri e scippatori di vecchiette e turisti. Insomma, persino negli anni bui del degrado più totale la città conservava ancora qualcosa che oggi sembrerebbe aver definitivamente perso e cioè una sua (se pur drammatica) misura umana.
Altro che lucine lampeggianti! Time Square era un troiaio! E cosa c'è al mondo di più reale di un troiaio?!?

Ebbene, sembra incredibile eppure delle pillole di quella Manhattan ormai perduta che abbiamo imparato ad amare fin da piccoli davanti alla TV resistono ancora. E' raro incontrarle, i turisti non ci fanno neanche caso... eppure ci sono e una di queste perle è sicuramente il negozio di poster cinematografici di Jerry Ohlinger sulla 35esima strada.

Si tratta di un luogo fuori dal mondo e fuori dal tempo, un viaggio nel passato. Penso che Serpico vestisse ancora la divisa quando questo negozietto cominciò a vendere poster nel cuore di Manhattan. Oggi è tutto esattamente come allora: niente computer, zibaldondi ammuffiti ammucchiati su scaffali traballanti, confusione totale.Nell'era di Ebay chi volete che vada mai a comprarsi un poster in un posto del genere al centro di Manhattan? Ovviamente nessuno, ed infatti in cinque anni non ci ho mai visto dentro neanche un cliente.

Jerry però evidentemente deve fregarsene. Daccordo non guadagna quanto ci si aspetterebbe per un negozio in quella zona... e allora? Di andarsene in pensione non se ne parla. Magari ha ereditato quel locale, magari lo ha comprato quando la zona era un puttanaio e quindi le cose non costavano nulla, magari è in affitto con lo stesso contratto da 40 anni... chi lo sa.... sta di fatto che Jerry è li dalle 11 alle 19, imperterrito, immutabile, quasi eterno. Lui non molla ed è ancora lì a vendere i suoi poster e soprattutto a regalare la sua testimonianza senza prezzo: la vera New York è davvero esistita, anzi no! se pur moribonda per certi versi esiste ancora. Bisogna saperla cercare.

 

Sabato 11 Agosto ore 10: altro che NASA, in Danimarca lo spazio è Fai Da Te!

giovedì, agosto 9th, 2012

Visto che grazie alla NASA ora in materia siete tutti belli caldi approfitto per raccontarvi un'altra storia legata all'esplorazione spaziale che in certi sensi è ancor più incredibile ed avvincente dell'atterraggio della sonda Curiosity su Marte.

Siamo in Danimarca - più precisamente a Copenaghen - dove due amici hanno deciso di tentare l'impresa audace, probabilmente folle, e comunque mai riuscita prima di arrivare nello spazio con mezzi amatoriali.
Avete capito bene: si chiamano Peter Madsen e Kristian von Bengtson e sono attualmente al lavoro per costruire razzi, capsule, sistemi di comunicazione e quant'altro possa servirgli per lanciare prima uno dei due nello spazio e poi l'altro in orbita attorno alla terra.

Ad aiutarli nell'impresa si è formato il gruppo Copenaghen Suborbitals, un team di tecnici volontari e di privati cittadini che contribuiscono sia in danaro che in manodopera.
Finora si sono susseguiti diversi test molto interessanti tra cui il lancio del razzo HEAT1X e l'accensione del motore TM-65 (guardate i due video perchè sono veramente cose da pazzi!).

Sabato mattina attorno alle ore 10 Italiane ci sarà il test della capsula per l'ammaraggio lanciata dal vettore LES. Questa la dinamica degli eventi che si spera si susseguiranno:

Wired.com

Riusciranno mai questi danesi a mettere davvero un uomo in quella capsula? Io non ci credo ma staremo a vedere. Sabato mattina vi consiglio di seguire in diretta il lancio da Wired.com.
Nel frattempo eccovi lo storico lancio di HEAT1X. Buona visione!

Citi bike: finalmente New York City avrà il suo bike sharing

lunedì, maggio 14th, 2012

La città di New York si appresta ad attivare "citi bike", un progetto di Bike Sharing che sarà operativo già in Estate e che cambierà l'aspetto della città così come la conosciamo oggi.

Si tratta di una flotta di biciclette pubbliche messe a disposizione di tutti al costo di 95 dollari all'anno. Gli iscritti potranno usufruire delle bici prendendole e depositandole in apposite stazioni ad intervalli di massimo 45 minuti alla volta senza costi aggiuntivi.

Come è ovvio a New York quando si fanno le cose si devono fare per forza in grande. Citi bike disporrà infatti di 10.000 bici e circa 600 stazioni perlopiù a Manhattan ma anche in parte del Queens e di Brooklyn (sono escluse per il momento Staten Island e The Bronx).
C'è molto entusiuasmo e personalmente la trovo una idea fantastica che renderà ancor più piacevole e rapido spostarsi a Manhattan. Sarò di sicuro un utente affezionato! Essendo poi le bici di proprietà pubblica, a spero inoltre che esse sia uno stimolo per sensibilizzare l'amministrazione della città nei confronti del furti di biciclette forse l'ultimo dei "petty crimes" che inarrestabile si perpetua quotidianamente sotto gli occhi di tutti.

Oltre gli entusiasmi anche qualche dubbio. A destare preoccupazione è proprio la portata del programma che secondo alcuni potrebbe limitare la viabilità stradale delle automobili per via del necessario aumento delle piste ciclabili, dell'inevitabile crescita del traffico su due ruote e dello spazio tolto ai parcheggi che verrà utilizzato per costruire le stazioni.

157 West 57th street

martedì, aprile 10th, 2012

Vi avevo già parlato di Central Park West. Bene, allora beccatevi ste due mine:

recentemente un attico al numero 15 di CPW è stato venduto ad un magnate della Chimica Russo per la bellezza di 88 Milioni di Dollari. Pare sia stato un regalo per sua figlia ventiduenne della serie "papà papà cosa mi compri per il compleanno? - Una Ferrari! - Ma la Ferrari me l'hai già regalata per i 16 anni!!! Uffaaa.... - E va beh allora eccoti un bel superattico a Manhattan...".

Tra qualche anno verrà invece aperta una nuova torre che spingendosi fino a 305 metri di altezza diverrà la costruzione residenziale più alta della città. Si chiama 157 West 57 e cambierà radicalmente la skyline di Manhattan. Andate a visitare il sito ufficiale perchè merita e soprattutto non dimenicate di vedere i panorami di cui si godrà da lassù perchè sono una roba allucinante.
Al 157 il superattico lo daranno via per 110 milioni di dollari ed è un prezzone se considerate che metteranno nei bagni il bidet, un privilegio che - così come le viste mozzafiato - in casa possono permettersi in pochi.

La Crème de la Crème: Central Park West

mercoledì, aprile 4th, 2012

Avete presente la battuta in cui si dice che per sistemarsi a New York basta sposarsi una vecchiarda ricca e disponibile? Bene, supponendo che uno volesse percorrere questa strada, dove bisognerebbe recarsi per trovare l'anima gemella?

Ci sarebbero diverse zone, ma per andare sul sicuro io mi butterei su Central Park West, un tratto di strada sopra l'ottava avenue che costeggia il lato sinistro di Central Park nell'Upper West Side.
CPW è infatti una delle zona più esclusive al mondo sia per i prezzi (esorbitanti) sia per i criteri di ammissione ai vari co-op che sono così stringenti da rendere quella zona praticamente inaccessibile ai comuni mortali.

Per capire di cosa stiamo parlando vi basti pensare che Madonna (una vecchiazza ideale per lo scopo di cui sopra) non a caso vive proprio a CPW.
Sia chiaro: non che ci siano soltanto VIP ma il livello è comunque elevatissimo. Un mio amico che fa l'agente immobiliare mi ha spiegato che uno dei requisiti per essere ammessi all'acquisto di certi immobili è che - oltre a pagare in contatti l'intera somma - si deve dimostrare di avere a disposizione anche fino ad almeno cinque volte l'intero importo da pagare. Questo significa che se per esempio l'appartamento costa 5 milioni (prezzo tutt'altro che raro) potrebbe essere necessario dimostrare di averne in banca almeno 25.
E comunque, messi da parte i soldi, se non si è simpatici al board, se si ha un cane troppo grosso, troppo piccolo o troppo bastardino, se non si fa il lavoro giusto... insomma se non si è dello stesso rango il board può rifiutare il tuo ingresso punto e basta. A prescindere dalla disponibilità di denaro di cui si dispone.

Su questo argomento vi ripropongo di vedere Tower Heist, una commedia simpatica ambientata a CPW in cui si intravede anche casa mia ad Astoria.

Astoria Amarcord

mercoledì, marzo 21st, 2012

Se qualcuno mi desse mai la possibilità di visitare la New York che ci sarà tra cinquant'anni oppure la New York di cinquanta anni fa io sceglierei sicuramente la seconda opzione.
Mi interessa molto di più il passato che il futuro e questa cosa secondo alcuni dimostrebbe inequivocabilmente (se mai ce ne fosse davvero bisogno) che sono un pessimista.

Il bello di questa cosa è che mentre viaggiare nel futuro è possibile solo grazie alla fantasia, farlo nel passato è in qualche modo possibile.
Mi piace osservare le vecchie mappe della città. Stasera per esempio ho scoperto che nel 1873 - quando ancora Astoria e Long Island City non erano state inglobate nella "City of Greater New York" - la zona in cui vivo era semideserta e faceva parte delle proprietà 'Riker'. Le strade non erano numerate e la mia si chiamava "Academy St". Subito dopo - parallele alle street - c'erano delle Avenue numerate a partire dalla prima. Una decina di piccole casette in legno circondate da enormi prati incolti al posto dei palazzoni che ci sono ora. La casa del Dr. Taylor vicino a quella di Mr. Morris. Al posto del risporante Italiano, all'angolo, tale J.F. Whitney.

Centralinista - circa 1941

Ovviamente mi interessano anche le vecchie foto. Mi piace immaginare il contesto partendo dai pochi particolari che una singola immagine riesce ad offrire. Guardate la camicetta di seta della centralinista di Astoria degli anni '40. I capelli raccolti nella rete. Che classe...

25 Maggio 1937: 805 27th Avenue - Astoria

Si va beh il progresso, la tecnologia... ma pensate a questi due ragazzini: nel 1937 c'erano al mondo 2 miliardi di persone e le risorse quindi abbondavano, si aveva la certezza di avere un futuro e la convinzione che esso sarebbe stato migliore di quello dei propri genitori. Spazi aperti per giocare ed allo stesso tempo Manhattan a 10 minuti di metropolitana. E davano pure carte verdi come fossero caramelle!!!

E' proprio vero: si stava meglio quando si stava peggio

Da regina trash Cinese ad estetista di Brooklyn: la storia incredibile di Luo Yufeng

sabato, febbraio 25th, 2012

Luo Yufeng (nota anche come Feng Luoyu, Luo Yuefeng, 羅玉鳳, 罗玉凤, luō yùfèng, Sister Feng, Feng Jie o Sister Phoenix) è una giovane ragazza Cinese fermamente convinta di essere una delle donne più belle ed intelligenti al mondo.

Nonostante - a detta di molti - non presenti tutte le caratteristiche tipiche di una Top Model la sua convinzione di essere bella ha reso questa ragazza una delle figure più note di tutta la Cina.
Nel Novembre del 2009 infatti Yufeng comincia a cercare marito e per farlo decide di ricorre ad uno stratagemma originale: dopo aver fatto stampare un pacco di volantini in cui elencava i requisiti necessari si presenta nel cuore finanziario di Shangai per distribuirli ai giovani rampolli Cinesi di passaggio. In essi scriveva che il suo uomo ideale - oltre che ricco - doveva essere alto almeno 1.80 ed aver conseguito un master in Economia presso l'Università di Pechino o di Qinghua (le più prestigiose della Cina). Nel volantino precisava di essere alta 1.47, diplomata presso una scuola superiore qualsiasi e nonostante ciò di grande cultura. La sua intelligenza, inoltre, era definita come tra le più alte degli ultimi 300 anni e dei 300 successivi. Neanche Einstein la avrebbe potuta superare.

A Shangai la sua iniziativa non passa inosservata, anzi genera un successo clamoroso. Dopo aver rifiutato dozzine di proposte, Yufeng si ritrova prima oggetto di un articolo su un giornale, poi invitata ad un talk show televisivo. E così scoppia il caso mediatico: un intero continente discute scherzosamente il suo caso ponendosi al contempo interrogativi ben più profondi relativi all'evoluzione della società Cinese ed alle aspirazioni dei suoi giovani nell'era del boom economico.

Le apparizioni televisive si sprecano, addirittura le fanno incidere una canzone un pò stupida che va a ruba su iTunes. Yufeng diventa una vera e propria star del trash riuscendo a totalizzare su Weibo (il Twitter Cinese) la cifra astronomica di 1.8 milioni di followers (Beppe Grillo ne ha 400mila). Ovviamente riesce anche a mettere da parte qualche soldino e quindi a coronare il suo sogno di sempre: visitare gli Stati Uniti d'America.

Ottenuto il visto turistico viene a New York e qui avviene il colpo di scena impensabile. Facendo leva sulla sua popolarità negativa la ragazza si presenta all'immigration e fa domanda di asilo negli USA. La mole di insulti e commenti denigratori che produce è tale che i funzionari si lasciano convincere accettando la sua application e concedendole la Carta Verde.

Ora Luo Yufeng vive a Brooklyn e lavora come estetista in un anonimo salone di bellezza. Intervistata dal New York Post dimostra che la sua autostima non è affatto diminuita:  "L'America è ancora il luogo in cui chiunque può realizzarsi. Potrei aprire una piccola attività, farla crescere, quotarla in borsa e poi espandera al mondo intero".
Nelle giornate libere dal lavoro non è raro vederla davanti alla Columbia University mentre distribuisce la versione in Inglese del volantino che la rese famosa a Shangai. Yufeng è infatti ancora single e determinata nel trovare un uomo all'altezza delle sue aspirazioni. Sostiene - ad oggi - di averne scartati oltre 300.000. Il testo dice:

I'm looking for a Husband now. I am the hottest star from China. my name is luoyufeng (罗玉凤), chinese call me fengjie (凤姐) , born 1985, I want my Husband very Interested in political and Economic, he would like to Dominate the world.

I want my Husband like this:

1. he must Between 25 to 31 years old.
2. he will Between 5.74 feet to 6.11 feet height.
3. he must never get married, no children.
4. he will graduated from a prestigious world, like Harvard, Yale, MIT, west point, Stanford, Oxon, and so so.
5. He must has a master's degree.
6. he can't been an Asian.
7. he would better have a house and a car.

I'm born in a poor family in chongqing. when 16, I come to a Inexpensive Normal school which I never liked.

I read a lot of books Between 9 to 20.

I'm Expert in Poetry and prose. in 2006 when I'm 21, I became a Language teacher.

in 2008 when I'm 23, I resigned and come to shanghai for a better future.

but I can't get a good job there.

there was no way to get more income except publicize myself.

so I became the hottest star in china in 2010 when I'm 25.

I came to the USA in the same year. Since there is over 300,000 chinese man asked marry me, but none of them suitable.

Notice:
1. I'm only 4.82 feet height, but I used to wear a High-heeled shoes. So I always looked like 5.08 feet.
2. I'm from china which Country control Family planning as their basal policy. I will Follow it, so I only want 2 children if get married.

Ho già provato a chiamarla per candidarmi ma oggi è Sabato per cui probabilmente starà lavorando.
Mentre gli Americani si limitano a sbellicarsi dalle risate senza capire la portata del suo fenomeno, i Cinesi la rincorrono per scattarle una foto o farsi firmare un autografo. Ormai le è impossibile recarsi a Chinatown (o a Flushing) per via della folle che suo malgrado inevitabilmente mobilita.

La storia quindi continua ancora... vedremo se alla fine riuscirà finalmente a sposarsi. In bocca al lupo Luo Yufeng!

P.S.
Non è che potete farmi un piacere e mandarmi un insulto, una minaccia, qualsiasi cosa di negativo. Fatemi sto favore che magari riesco a chiedere asilo e a fare l'estetista a Brooklyn pure io! (sempre meglio che tornare in Italia)