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Beijing Hutong: in tandem nella Cina di 1000 anni fa

martedì, aprile 12th, 2011

Stamattina la giornata è cominciata male perchè mi ero messo in mente di lavarmi i panni e ho scoperto che non esiste modo di lavarli senza aspettare almeno 4 giorni.
Poi volevo visitare il China Space Museum e mi hanno detto che sono ammessi solo cittadini Cinesi. Ma come si fa ad escludere da un museo tutti i turisti? Non riesco proprio a capire. Va beh pazienza... vuol dire che le Soyuz (quelle vere, non le copie su licenza) me le vedrò direttamente a Mosca quando prima o poi ci andrò.

Successivamente però la giornata ha preso una piega diversa perchè siamo andati a vedere uno Hutong, e cioè uno di quei quartieri tipici di cui un tempo la città era stracolma.
Negli Hutong vivevano i parenti della corte dell'imperatore e gli ufficiali dell'esercito. Più vicino era l'Hutong alla città proibita, più alto il rango della gente che vi apparteneva. Noi eravamo in quello del lago Qianhai, l'Hutong più vicino alla città probita dove abitavano lo zio ed il miglior consigliere dell'ultimo imperatore.

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Appena arrivati appiamo preso il Pedicab, uno di quei triciloni a pedali che portano al massimo due turisti alla volta. Ce ne saranno stati un centinaio, tutti guidati da signori di mezza età in divisa di sayo. Per un giro completo ci vogliono 12 dollari.
Molto piacevole anche perchè il signore conosceva tutti i segreti del posto e ce li raccontava strada facendo.
Ad un certo punto abbiamo lasciato la riva del lago per addentrarci nei vicoletti e veramente ho avuto la sensazione di viaggiare indietro nel tempo. Questi quartieri hanno cominciato il loro declino già all'inizio del secolo ma hanno toccato il fondo dopo il 1949 quando la società in trasformazione cominciò ad abbandonare il modello sociale tradizionale e le famiglie cominciarono a trasferirsi nei palazzi in stile occidentale. Nel giro di poco Hotong divenne sinonimo di povertà, degrado, prostituzione e declino a tutti i livelli.

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Ultimamente le cose sono cambiate perchè il governo ha deciso di rinnovare queste zone favorendone la ristrutturazione. Oggi infatti ho visto dozzine di muratori al lavoro un pò ovunque e mi dicono che il prezzo delle case ha già raggiunto livelli altissimi.
Ho anche visitato una casa preservata ed adibita a museo con tanto di guide che parlano inglese. Nella stessa casa ci abita un signore che era presente e con cui mi sono fatto una foto.

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Ad un certo punto in uno dei vicoletti salta fuori una pizzeria, la "Hudong Pizza". Non ho potuto resistere e ci siamo fermati a mangiare. Ho preso una marinara e delle patatine fritte. Decisamente la pizzeria più interessante e particolare in cui sia mai capitato. La pizza era discreta ma la situazione veramente irripetibile.

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Dopo la pizza abbiamo preso un tandem per un paio d'ore. Bellissimo scorrazzare per la Pechino antica in bicicletta. Esperienza unica.

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Ad un certo punto in un vicolo ci ferma una signora e ci invita ad entrare in casa sua. Dentro c'era il marito, un artista che da quattro generazioni prosegue la tradizione dell'Hairy Monkey. Inizialmente non voleva che fotografassi nulla ma poi ha visto che ero Italiano e allora mi ha fatto fare una foto. Ho girato anche dei video col tandem che volevo pubblicare stasera ma che por motivi logistici ho dovuto rimandare. Li vedrete spero domani.

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Per ora vado a letto che il fuso lo sento ancora di brutto

Ciao!

E’ una Cina a due velocità

lunedì, aprile 11th, 2011

La Cina è una nazione a due velocità. Da un lato ci sono gli imprenditori e le aziende, il lusso sfrenato, i bei posti e la bella vita (superiore forse anche a quella di NYC), dall'altro c'è il grosso della popolazione con le sue difficoltà. La partita che la Cina deve affrontare si gioca nel mezzo di questi due mondi che sono fisicamente interconnessi ma socialmente difficili da oltrepassare.

Stamattina esco dall'Hotel e faccio colazione in un posto incredibile. Si mangia (seduti al tavolo) con cinquanta centesimi di dollaro e ti danno cose a base di uova, tofu, brodo di gallina ed anche delle frittelle. Il cibo era buono ma mmm diciamo che il zozzo era ad un livello che io non avevo mai visto ne immaginato prima. Io non sono uno che va per il sottile eh... chi mi conosce lo sa che ho il pelo sullo stomaco. Eppure... in quel momento ho esitato e capito tante cose. Colazione per due persone a mezzo dollaro. Via così.

Attraverso la strada e inevitabilmente l'occhio mi cade sulle antenne di un palazzo. Riconosco una verticale HF multibanda, un loop filare per i 40 metri e (non potevo credere ai miei occhi!) un array satellitare con VHF a polarizzazione incrociata, due UHF accoppiate in orizzontale ed anche una yagi per i 23 cm! Non solo ho un radioamatore davanti all'hotel, ma è anche un radioamatore satellitare!!! Prima che parto lo vado a trovare.

Ci fermiamo a prendere l'autobus. Ne passa letteralmente uno dietro l'altro eppure sono sempre pieni. Per salire si usa una tesserina smartcard/contactless che funziona anche nella metro, nel taxi e nelle cabine telefoniche. La corsa costa anch'essa circa mezzo dollaro (sto scoprendo che in Cina tutto costa così...).
I bus sono moderni e con le scritte in inglese ed  anche la vocina che annuncia le fermate le annuncia in due lingue.

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Arrivati alla metro rimango di sasso perchè è pulita, nuova e bellissima. New York al confronto è una merda.
All'ingresso fanno lo scan di tutte le borse come si fa in aeroporto, e in tutta la stazione pullulano addetti alla sicurezza e alle informazioni in divisa. Ma parlo di gente di un certo livello che sta li con orgoglio non come a New York che sembrano degli disperati... Alle fermate c'è la TV, i treni sono da paura... insomma non c'è partita: la metropolitana di Beijing è superiore in tutto e per tutto. Indovinate quando costa la corsa? Bravi: mezzo dollaro.

Usciamo all'ultima fermata di non ricordo quale linea per raggiungere uno dei mercati della città. Ma mercati popolari eh, roba che i turisti non conoscono nemmeno.
Appena esco dalla metro noto sul marciapiede una serie di numeri scritti a mano sulle mattonelle. Inizialmente pensavo alle indicazioni di operai che dovevano fare dei lavori ma poi la quantità e la disposizione di questi mi ha indotto a capire che non poteva essere e così ho domandato. La spiegazione è sbalorditiva: sono annunci di servizi come "Patente", "Timbri", "Certificati" ... tutto illegale naturalmente. Vuoi la patente falsa? Chiama sto numero. Ti serve il timbro di questo ufficio? Chiama qui... e così via. Per terra ce ne sono a migliaia, tutti completi di numero da chiamare. (Mi viene in mente una bella idea per il lungomare di Martinsicuro... ma lasciamo stare)

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Il mercato è moooolto particolare. Si vendono pesci da acquario, piccoli roditori da compagnia, uccellini in gabbia, vasi di ceramica, piccolo artigianato fatto a mano, aquiloni, fionde con pallettoni in acciaio (!!!), laser da 200 mW, thè, statue di tutte le dimensioni, grilli in scatola (vivi), olio monini finto e tanto altro ancora. Decisamente interessante.

Prima di andare avanti è il caso di aprire una parentesi sugli aquiloni perchè i Cinesi impazziscono per questo gioco. Hanno dei mulinelli grossi come pizze al piatto che srotolano km di filo. Gli aquiloni sono fatti di una carta speciale colorata e dipinta in maniera tradizionale. Li fanno volare in pieno giorno ed in pieno centro (non so come sia possibile e/o consentito) ma anche di notte con tanto di luci elettriche tipo aeroplani. Manca solo il transponder...

Dopo il mercato, stavolta col taxi, siamo tornati in centro a piazza Tiananmen.
Il tassinaro ha fatturato 26 RMB ma siccome io ero a bordo ne ha pretesi 28. Qui tutti aumentano i prezzi quando hanno a che fare con noi occidentali e quel tassinaro ha deciso di auto meritarsi una mancia di circa cinquanta centesimi di dollaro (tanto per cambiare). E' successo un casino! Una discussione da paura... io da un lato che dicevo che non valeva la pena discutere per mezzo dollaro, dall'altra invece la mia ragazza che ne ha fatto una questione di principio.

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La piazza è enorme. Bandiere rosse a profusione, monumenti in stile sovietico. Impressionante la presenza di guardie verdi sia in divisa che in borghese. Ma tipo che saranno diverse centiaia. Quando camminano marciano, muovono la testa ritmicamente e se si fermano stanno sugli attenti. Ma attenzione, non stanno facendo rappresentanza eh... stanno lavorando e stanno in pattuglia. Se ci parli ti rispondono, e se gli chiedi una indicazione alzano il braccio per tartela. Ma lo fanno con una portanza, con un movimento meccanico e collaudato. Sembra di parlare con dei robot.
Oltre a questo selezionato corpo speciale ci sono i poliziotti regolari, attrezzatissimi ed anche loro impeccabili. Particolare non irrilevante: ci sono estintori ovunque. Ma a che servono in una piazza interamente lastricata di marmo? Cosa mai potrebbe improvvisamente bruciare? Semplicissimo: gli estintori servono per spegnere eventuali dimostranti che si danno fuoco per protesta. Eh beh... sono veramente pronti a tutto.

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Dalla piazza si entra nella città proibita passando sotto un enorme ritratto di Mao affiancato da slogan a caratteri cubitali. O meglio, si inizia ad entrare nella piazza perchè muraglia dopo muraglia non si arriva mai. Il nome era azzeccato perchè a giudicare dagli spazi si trattava effettivamente una piccola cittadella.
Praticamente tutto era dimensionato attorno alla figura dell'Imperatore e delle sue 3000 concubine che affollavano le residenze laterali della struttura.
Un monumento unico nel suo genere, testimonianza della grandezza di quell'impero che è durato fino agli anni venti.
All'ingresso una raffinata tecnica di persuasione per scoraggiare eventuali malintenzionati. Sul ponte che conduce all'ingresso ci sono ai lati due file di guardie verdi sugli attenti. Altenrate a queste, le stesse guardie però in borghese. Tu passi e vedi uno in divisa e uno in borghese, uno in divisa e uno in borghese, per tutto il ponte ed in entrambi i lati. Il messaggio è: attenzione perchè dentro la città proibita non tutti siamo in divisa, per cui non fate la cazzata di mettervi a raccogliere le pietre o le piantine perchè se no sono cazzi vostri. Molto sottile e molto e efficace.

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La giornata è terminata in un centro commerciale pieno zeppo di negozi e ristoranti di rango, belle donne e bella gente. In queste circostanze i prezzi si scostano dai rituali cinquanta centesimi per arrivare a sfiorare gli standard a cui si è abituati in America o in Europa. Eppure il servizio è più solenne e c'è un gusto speciale nel sedersi ad un ristorante o acquistare qualche cosa in un negozio.
E', come dicevo all'inizio, la seconda Cina: quella che del mercato è passata al Centro Commerciale, la Cina con cui sicuramente dovremo imparare a fare i conti molto presto.

Gong Xi

giovedì, febbraio 3rd, 2011

Certe volte anche NYC è un paesino: la proprietaria di un locale di cui vi scrissi qualche tempo fa è diventata la ragazza di un amico e ora siamo tutti qui, dopo la chiusura, come vuole la tradizione a giocare a carte ad un gioco Cinese  che si chiama Big Two.

Scopro così che i Cinesi la notte dell'ultimo giorno del loro anno stanno svegli in attesa che venga un mostro orribile chiamato Nian ad ucciderli tutti. I fuochi artificiali li avrebbero inventati proprio per spaventarlo e tenerlo lontano. (Una bella doppietta no?!?) La mattina ovviamente il mostro non arriva e allora tutti si scambiano le congratulazioni (Gong Xi) per essere sopravvissuti al  massacro.

Tornando alla ragazza, la sua storia è molto Newyorker.
Originaria di Taiwan, è stata un periodo a Shangai dove oltre ad essere editor di una rivista molto famosa ha aperto diverse piccole attività nel campo della ristorazione. Ad un certo punto molla tutto e viene qui da studentessa di Inglese.
Per tirare a campare decide come molti di lavorare in nero facendo la cameriera e così man mano, guadagnata la fiducia dei proprietari, con un discreto investimento entra nella società. Ora, oltre che proprietara è anche general manager, conosce tutti i segreti di questo tipo di busines ma per legge è ufficialmente ancora una studentessa. Gli avvocati stanno cercando di sbloccare la sua situazione ma (guardacaso) neanche per lei è facile.

La partita a Big Two è ormai finita ed è ora di tornare  casa. Si dovrebbe aspettare in piedi l'arrivo del mostro ma io sono stanco e devo andare a dormire: tanto vale che mi sbrani nel sonno.

Buona notte a tutti, e se siete arrivati a domani... Gong Xi!

East Village e bubble tea

lunedì, marzo 22nd, 2010

Ieri sono stato in un locale Taiwanese nell'East Village in cui lavora l'amica di quel mio amico di cui vi ho parlato poco tempo fa.
Il village è esploso come una bomba atomica con ragazze ovunque, gonnellini, vestitini leggeri: ci vuole una calma zen per non uscire pazzo in questo periodo dell'anno.

Siamo andati per gustare uno dei loro thè con le palline dentro, il famoso bubble tea. Ne hanno di tutti i gusti, caldi o freddi. Io ho preso un milk tea al coconut accompagnato da un dolcetto di cioccolato fatto al momento. Roba particolare dai colori e dalle fragranze inverosimili. Forti sti Cinesi... anzi no, per carità non bisogna mai chiamare Cinesi i Taiwanesi perchè tra di loro non si sparano solo per la polvere... Se chiedi ai Cinesi ti dicono che presto Taiwan verrà riannessa alla Cina, mentre se chiedi ai Taiwanesi ti dicono l'esatto contrario.

Comunque, era passata mezzanotte e si stava discorrendo con le due Taiwanesine prima di prendere il treno per tornare a casa (eravamo tutti di Astoria) e io come un coglione mi perdo l'iphone mentre ero seduto sul muretto di una fioriera.
Dopo poco il mio amico viene chiamato dal mio telefono, era il tipo che lo aveva ritrovato che cercava di rintracciarne il proprietario (cioè me) chiamando tutti i numeri che trovava in rubrica.
Noi eravamo già lontani e così tramite le amiche Taiwanesi ci mettiamo d'accordo col buon samaritano e col proprietario del negozio di magliette a fianco al baretto per far lasciare in consegna il mio cellulare fino al giorno successivo (anche quello delle magliette è Cinese, o Taiwanese o che cazzo ne so io...).

Fatto sta che oggi con mio grande stupore ho ritrovato l'iphone. Ogni tanto se ne trova di gente onesta in giro!

Ask Alessandro

venerdì, marzo 12th, 2010

Solo stamattina ho scoperto dell'esistenza di questo blog che ironizza sul maschio Italiani e scritto dal giornale ufficiale del partito comunista Cinese.

E' di un volgare sopraffino. Di un cinico e di un sessista che hanno lasciato sbalordito anche me. L'inglese utilizzato è storpiato apposta per farlo sembrare maccheronico e di tanto in tanto viene buttata in mezzo una frase in Italiano.
Sono riuscito a ripescare solo pochi mezzi ma mi sono bastati per capire che chi lo scriveva è un genio... su questo non ho dubbi (e non sono il solo).

Peccato che a causa dei risvolti politico/diplomatici questo sia stato rimosso perchè altrimenti lo avrei letto molto volentieri.

Guardate che robbetta:

Dear Alessandro, Ever since I got to Beijing, it's like my boyfriend doesn't even notice me anymore! He spends all of his time looking at these Chinese girls, and they are looking at him! And then he tries to tell me how beautiful they are! It makes me feel so angry! Why is he like this, and what can I do to make him love me again?

Sincerely,

Monica

Hello Monica,

When I first see this letter, forgive me I make an assumption. You are obviously not a very beautiful woman. But I mention this to my friend Beppe, who is analyst. He tell me some things, like one time, a woman came to his o. ce – maybe 40 years old, but still scorchio – and he says you can see the line of her suspenders under her skirt while she was talking! Serious! Amazing he get paid for this.

Anyway, he say some times there is beautiful women come to him and their lover doesn't try to satisfy them. He study this and fi nd some men so lazy in their lovemaking they actually give the woman a "negative orgasm". I don't know what they waste all their energy on, maybe they like jogging very much or something. But serious, it seem all the woman getting negative orgasm have something in common: they married to British and German men. So maybe not so surprising after all. I guess maybe your boyfriend is British, ha ha. Or German. Sorry, is not funny.

Beppe writes a thesis on the condition at the moment, what he call "Deprivation of Any Vaginal Ecstasy", or DAVEgasms for short. Don't bother to read, is mostly boring. My advice to you is become more like Italian woman. If your man can't satisfy you, get drunk, scream, throw things at him and tell him if he don't make you feel like a real woman you will cut yourself and fottere his dad.

Viva Marco Polo

giovedì, gennaio 28th, 2010

Tornavo verso casa pensando all'argomento del post di stasera. Ero indeciso tra diverse cosema poi mentre facevo la spesa mi è passata vicino una ragazza Cinese e allora ho capito: stasera è il post è sulla donna orientale.

A New York ci si abitua ai palazzi alti, alla fretta, alle luci, alla confusione, al freddo. A New York ci si abitua a tutto tranne alla presenza costante ed inevitabile di pezzi di fregna colossali di ogni possibile etnia e fattezza.
Io non so come fanno quelli che vengono con mogli o fidanzate. Certe volte mi viene voglia di battere la testa contro i muri... Si vedono più superfighe in sei ore a Manhattan che in sei anni a Martinsicuro in provincia di Teramo. Giuro che è così! Siamo a livelli da bromuro in endovena. Non solo la quantità ma la diversità, l'infinita varietà del genere umano racchiuso in appena 25 km. Un sogno. Una realtà irripetibile ed unica al mondo.

Ultimamente ho cominciato a sviluppare questo fetish per le donne orientali. In primis per le Cinesi.
La donna orientale ha qualcosa in più. Anzi no mi correggo: la donna orientale SA qualcosa in più. Lo intuisci dai suoi gesti, dal modo di parlare, di truccarsi... questo essere remissiva e forse anche un pò sottomessa allo strapotere del grande maschio d'occidente. Ragazzi sono soddisfazioni...
Il proverbio Cinese dice: "Dio ha fatto l'uomo per prendersi cura della terra, poi ha fatto la donna per prendersi cura dell'uomo". Mettendo da parte Dio come si può dissentire da questa cultura millenaria ed eccezionale?...
Poi sono donne senza età. Potrebbero avere 10 anni meno di te, o dieci anni di più. Chi lo sa? Ma soprattutto: cosa importa?

Un pò mi fa girare i coglioni il fatto che pur essendoci al mondo miliardi di asiatiche a me non me ne capita neanche una. C'è qualcosa che non va eppure ho la barba, i peli sul petto, il naso lungo, pochi capelli... dovrei andare bene. Boh... non capisco dove sia il problema.

Adesso per carità non venite a dirmi che la donna Italiana è la più bella del mondo o che le Cinesi sono brutte (e ci credo che in Italia sono brutte, le fate lavorare 29 ore al giorno!!!) perchè poi sbarello sul serio e per un mese vi tartasso con le Cinesi eh... Ste stronzate raccontatele alle vostre mogli! (che tanto non ci credono nemmeno loro heheheheeheh)

Asia Asia Asia Asia. Cina Cina Cina Cina. Viva Marco Polo.

China is for real

venerdì, agosto 8th, 2008

Ragazzi la Cina fa sul serio.

Sto vedendo i primi video dell'apertura delle Olimpiadi. Ci credete se vi dico che nel sentire le grida di quelli che suonavano i tamburi ho avuto i brividi?
Questi qui sono tosti. E sono tanti.

Dunque ricapitoliamo: la BRIC economy (Brasile, Russia, India, Cina) è pronta a farci ridiscutere tutti gli equilibri mondiali, l'America è in crisi, l'Europa unita è una barzelletta, l'Italia è il fanalino di coda dei paesi industrializzati ed è in preda al caos.

L'unica nota positiva è che siccome non legge più niente nessuno ed in ogni caso giornali e TV sono tutti controllati dal regime quando moriremo di fame forse non ce ne accorgeremo neanche.