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Dopo Lexington viene Mao

venerdì, dicembre 23rd, 2011

Domani sarà l'ultimo giorno di lavoro sulla quarantaduesima strada.

Un pò mi dispiace perchè ormai ero abituato alla consuetudine del "commute" lungo la N e la 7. Conosco le tempistiche, i trucchi per trovare il posto a sedere, conosco la gente che sta dentro al treno. Vi sembrerà incredibile eppure ormai tutte le settimane trovavo in carrozza facce già viste e la cosa mi faceva sentire un pò a casa.
C'e poi la fermata Court Square dove ogni tanto scendo per passare da un treno all'altro e magari approfittarne per rimanere qualche minuto in più sotto il sole primaverarile o autunnale. Va beh poi c'e il Pret a Manger per la colazione, il portiere Sudamericano, la fauna del quattordicesimo piano ma anche di tutto l'ambiente Fashion in generale. C'e Bryant Park, il palazzo di Bank of America che quando sono arrivato era finito solo a metà, il Chrysler... Che bella zona...

Non che adesso vado a finire in un leprosario eh... alla fine mi sposto solo di 1300 metri e sono sicuro che Lexington avenue avrà anch'essa i suoi pregi. E' che questi piccoli cambiamienti mi fanno immaginare quelli più grossi: che effetto farebbe se un giorno dovessi abbandonare l'intera nazione anzichè solo la quarantaduesima strada? E soprattutto, anzichè a Lexington Ave dove cavolo andrei a finire?

Sto guardando un documentario sulla storia Cinese dell'ultimo secolo e per ora sono arrivato al 1949 e alla proclamazione da parte di Mao della Repubblica Popolare Cinese. Forte Mao... sono rimasto affascianto. Che peccato non aver visitato il suo mausoleo quando mi trovavo a Pechino. Comincerò a verstirmi di verde... non si sa mai

伟大的领袖毛主席万岁

A scuola di Cinese

mercoledì, novembre 9th, 2011

Da tempo pensavo a studiare una nuova lingua e così alla fine mi sono deciso e mi sono iscritto ad un corso di Cinese (Mandarino) della durata di due mesi. Così... giusto per vedere se mi piace.

Le lezioni sono una volta alla settimana e durano 90 minuti. Per i due mesi tutto compreso spendo $325. Alla fine sono 27 dollari all'ora che non è pochissimo (si trova anche a meno) ma se considerate che in classe siamo solo in 4 il discorso cambia. Poi questo era l'unico corso che cominciava immediatamente, per gli altri invece si doveva aspettare e io invece volevo provare subito.

Il posto è un enorme centro di studi linguistici sulla trentesima strada in un palazzone tipico di quelli a Midtown. Ci sono tutte salette attrezzate in cui vedi insegnare le lingue più disparate: gente di tutte le razze, professori, lavagne con scritte incomprensibili... bello! E questo è soltanto uno dei diversi centri che ci sono a Manhattan... ce ne sono diversi altri.

Ovviamente in corsi come questo scrivere e leggere è impensabile. L'obiettivo è piuttosto acquisire un minimo di padronanza della lingua per poter intavolare una conversazione dalla grammatica strimiminzita e che ruota attorno alle argomentazioni più comuni.
La prima lezione è stata interessante: la professoressa e le altre tre alunne sono tutte donne. Ci siamo soffermati sui quattro toni del Mandarino (il Cantonese invece ne ha sette!) e sulle prime coniugazioni di frasi elementari come "Mi chiamo Alain e sono Italiano, e tu?".
Io coi toni vado molto bene eh... la professoressa si è complimentata. Diciamo che li sento spesso ultimamente... Insomma la possibilità di praticarla non mancherebbe volendo.

C'è il fratello di una delle ragazze (una nera) che è stato tre estati di fila in Cina ad insegnare l'Inglese e ne ha approfittato per imparare il Mandarino. Adesso è bravissimo e pare che sia anche in grado di leggere e scrivere.
A Pechino vidi qualche occidentale parlare il Cinese. Per i locali era come essere in presenza di un cavallo parlante, una cosa per loro evidentemente sbalorditiva. Poi li vedi che sono orgogliosi... glielo leggi negli occhi che sono contenti quando gli stranieri si sforzano di parlare la loro lingua.

Comunque... vediamo un pò che succede. Certo che oh... se veramente riuscissi ad imparare un minimo di Cinese sarebbe una bazza incredibile eh. Si aprono nuovi orizzonti. Il grande oriente... con tutto quello che ne consegue. Roba che mi tocca di scrivere in alto "Si è vero sto a Pechino"

What is China?

lunedì, ottobre 31st, 2011

Ragazzi mi sa che in futuro dovremo fare in conti con la Cina. Guardate il filmato perchè è interessante

La vacanza è finita. La grande Cina mi mancherà.

lunedì, aprile 18th, 2011
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Due modelli al 798 Art Center durante un photoshoot

E così eccomi qui con le valigie pronte, solo nel cuore dell'ultima notte Cinese.
Che peccato... proprio ora che iniziavo ad ambientarmi è ora di ripartire. La Cina merita sicuramente di essere visitata e per quanto mi riguarda credo anche che non sarebbe male farci anche una esperienza più singnificativa.
Non mi riferisco solo alle enormi potenzialità economiche che essa offre (sarebbe il caso di parlare del sogno Cinese piuttosto che di quello Americano) ma anche e soprattutto a tutto quello che questa terra è in grado di insegnare e trasmettere.
Sinceramente mi dispiace andar via perchè nonostante le difficoltà e gli aspetti meno facili da digerire (non sono pochi) questo paese esercita un fascino immenso.
Ora sono qui che scrivo le ultime righe prima della partenza, intento a rimanere sveglio così da crollare facilmente durante il volo. Nei prossimi giorni pubblicherò altro materiale e forse sarò in grado di fare una analisi più distaccata ed attenta degli input ricevuti in questi giorni. Per ora vi propongo le foto del "798 Art Center", il bellissimo centro artistico e culturale di Pechino.

La famosa cappa di Pechino

domenica, aprile 17th, 2011

La vacanza volge al termine, domani ultimo giorno e ci sono tre curiosità di cui oggi mi va di parlare.

La prima sono i bagni pubblici che sono ovunque, su alcune strade anche ogni duecento metri. Il motivo pare sia dovuto al fatto che le vecchie case degli Hutong non avevano (e molte non hanno ancora) il bagno. Mai vista una cosa del genere altrove: in dieci giorni avrò incontrato almeno duecento bagni per strada.

La seconda sono gli striscioni rossi con i messaggi del governo. Cose tipo "non allargare abusivamente la tua abitazione", oppure "non usare targhe false, rischi una multa enorme" o ancora "non usare i pedicab perchè sono illegali".
Sti banner sono in tutta la città e tutti scritti in bianco su sfondo rosso. Fanno molto 1984.

La terza sono le mascherine che si mettono in faccia i Pechinesi.
Mi sono sempre chiesto a cosa fosse dovuta questa abitudine delle mascherine e inizialmente pensavo fosse per evitare il contagio di malattie virali. Eppure non ci sono epidemie... ma allora a che cosa servono? L'ho scoperto oggi andando in bicicletta.
Pechino è coperta da una polvere giallognola trasportata dal vento che soffia sui deserti del nord. Non so se si nota nelle foto o nei video, ma questa polvere sta dappertutto e basta una folata per ritrovarsela anche in bocca. Siccome la cosa non è piacevolissima oggi mi sono comperato anche io la mia bella mascherina.
E' proprio questa polvere che crea la famosa cappa di pechino e non (come molti pensano) lo smog delle industrie. Ovviamente lo smog non manca ma non è tale da creare quei vistosi aloni che forse avete visto in qualche reportage giornalistico.

In bici a Pechino

sabato, aprile 16th, 2011

Ieri non ho postato nulla perchè tra fuso orario e tour de force ero talmente stanco che ho dorminto 12 ore di fila.
Ho visitato il Palazzo d'Estate, la residenza estiva degli imperatori. Molto bello, tutto quello che volete... ma la volete sapere una cosa? Ormai ne sono certo: a me le cose turistiche interessano poco. Pensate che in 4 anni a NY sono stato in dei musei solo quando mi ci hanno portato e mai di mia libera iniziativa. In tutto 3 volte. Ormai le cose turistiche sono visibile su Internet, che senso ha visitare una città per andare a musei? Per me nessuno.

A me piace visitare la gente comune, la strada, la vita vera. Mi piace mescolarmi ai locali. E così oggi gita turistica per le vie di Pechino in bicicletta: dalla città proibita ai quartieri popolari completamente a caso e senza meta.
Tutti che mi guardavano e molti ridevano del fatto che un occidentale girava per la città su di una vecchia bici e con in testa il cappello di Mao. Fantastico. Domani, tempo permettendo, si farà di nuovo.

Una cosa ve la voglio segnalare.
Notate le scuole pubbliche a che livello sono. Ne ho viste due per la strada: entrambe perfette, fiammanti, immacolate. Osservatorio astronomico, impianti sportivi, strutture nuovissime. Ho anche incontrato un tribunale e mi è sembrato uno degli edifici più moderni di tutta la città.

So già cosa direte. Quando faccio vedere le scuole pubbliche americane salta fuori quello che fa: "si ma in America c'è la pena di morte" oppure "si ma fanno le guerre dappertutto", o ancora "si ma non c'è la sanità pubblica".
Adesso che faccio vedere quelle cinesi diranno "si ma i diritti umani", "si ma non ci vede youtube", "si ma mangiano i cani"...
Ok ok... dite tutto quello che volete. Sta di fatto che in Italia le scuole e i tribunali sono degni del terzo mondo e la nazione è allo sbando. Si ma è tutta colpa delle toghe rosse e dei professori politicizzati... ehehehehe che nazione di co****** la nostra! Abbiamo soltanto qurello che ci meritiamo...

Ciao!

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Tribunale

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Scuola superiore con osservatorio astronomico

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Scuola superiore proprio come in Italia

 

 

Di nuovo in un Hutong. Stavolta uno vero

giovedì, aprile 14th, 2011

Visto che mi sono appassionato della Cina che sta dietro le quinte, stamane anzichè andare al palazzo d'Estate sono voluto andare in un Hutong di quelli tosti che sono ancora abitati dalla povera gente e che non sono in via di ristrutturazione.

Abbiamo così ingaggiato una guida d'eccezione: la 28enne chin chalin donguan (il nome lo sapevo ma è stato impossibile scriverlo o ricordarselo) che alla modica cifra di 12 dollari si è offerta di scorrazzarci in giro a bordo del suo Pedicab elettico.
Apriamo qui una parentesi. A Pechino gli scooter sono ormai quasi tutti elettici: da fuori sembrano come i nostri ma quando li vedi passare non senti il rumore del motore e capisci che vanno a batteria. Ma tipo che su venti casi ne trovi soltanto uno col motore a benzina. Da noi quando?

Mentre visitavamo l'Hutong popolare non ho potuto resistere alla tentazione di fare delle domande personali. Scopro così che l'autista ha 3 figli e vive in un appartamento dell'Hutong da poco più di 10 metri quadri pagando 100 dollari al mese di affitto. Dovete sapere che quasi tutte le case Hutong non hanno bagno ne cucina e per questo motivo abbondano le latrine, docce e cucine pubbliche. (Ci sint cerqua?!?...)

Devo far presente una cosa. Pur avendo visto situazioni di povertà estrema non ho mai avuto la sensazione di essere in pericolo. Mentre negli usa povero è sinonimo di pericolosissimo, qui è diverso. La gente è pacifica e anche accogliente. Sarà forse una sensazione ingiustificata eppure per me è così.

Dopo la visita guidata siamo tornati al Mercato delle Perle, stavolta con l'intenzione di fare acquisti.
Tutti, appena ti vedono cominciano a parlarti chiedendoti cosa vuoi e spingendoti verso la loro bancarella. Con alcune commesse ho avuto modo di parlare del più e del meno e devo dire che sono simpaticissime, veramente genuine, gente come una volta. Persone umane, prima ancora che addette di un centro commerciale.
Una mi ha spiegato che lavorano 10 ore al giorno tutti i giorni della settimana con una pausa di un mesetto al capodanno cinese.

A un certo punto, mentre parlavo con una signora che vende borse griffate, scatta il passaparola e si diffonde una certa tensione mista ad ilarità perchè al quanto pare c'è un controllo della polizia.
Passa infatti un signore in borghese sui sessanta con camicia bianca e cravatta. In mano ha una cartellina su cui prende degli appunti. Nel giro di qualche secondo se ne va.
Ma cosa controlla? Chiedo alla commessa? Lei scoppia a ridere e risponde che controlla la presenza di marchi contraffatti. La cosa è buffa perchè in effetti di marchi genuini non ce ne sono neanche a pagarli.
Poco più avanti un altra commessa fornisce un particolare interessantissimo circa le scarpe e precisa che non è consentito vendere Nike o Adidas. Dice che le scarpe di quei marchi in realtà sarebbero disponibili ma che lì non si devono vendere e basta.
Capito l'antifona? Questo marchio si, questo marchio no... Ecco a che cosa serviva la cartellina!

Alla fine ho preso quattro Polo e due felpe Ralph Lauren. Sono identiche a quelle vere. Ma identiche identiche identiche. C'è solo un particolare che ne rivela la reale provenienza, una cosa provocatoria, simpatica e geniale.
Anzichè esserci scritto "Made in China" come su quelle originali in vendita a New York, su queste ci hanno scritto "Made in USA"! Hehehehehe fantastico.
Ho anche preso due cinte di pelle, qualche foulard di seta, cappelli con la stella rossa come quello di Mao, un bel cappello da donna, un orologio Gucci, un paio di scarpe, una borsa da donna e forse anche altro che non ricordo. Avrò speso in tutto credo 100 dollari. Avrei potuto prendere altre cose ma ero stanco e per oggi bastava così.

Ecco anche il video della biciclettata in Tandem in riva ai laghi Houhai e Qianhai.

Il Tempio del Cielo ed il Mercato delle Perle

mercoledì, aprile 13th, 2011

Oggi sono stato al Tempio del Cielo (che in Inglese chiamano Temple of Heaven), un complesso di edifici antichi in cui gli imperatori si recavano una volta all'anno per una cerimonia religiosa.
Si tratta di un enorme parco recintato in cui all'interno, quando meno te lo aspetti, trovi queste grandi costruzioni tipiche della Cina. L'intero parco è patrimonio dell'umanità ma oltre all'aspetto culturare c'è anche quello ricreativo. Non ci sono infatti solo turisti ma anche tantissimi locali (entrano gratis) che vengono per assistere o esibirsi nell'opera cinese o nei balli folkloristici.

L'uscita Est del parco è poco distante da un altro Tempio sicuramente meno antico e forse meno sacro ma ugualmente caratterizzante: il Pearl Market (Mercato delle Perle).
E' incredibile e per capire bisogna venirci. Sono cinque piani di prodotti Cinesi di ogni tipo, tutto rigorosamente falso.
Si va dall'elettronica con gli accessori apple, gli iphone 4/ipad/ipod clonati, i cellulari, le memorie usb, le lenti per le macchine fotografiche, i pennellini solari... c'è di tutto, e a prezzi interessanti.
Poi ci sono gli orologiai coi loro orologi imitazione di quelli famosi: Rolex, Omega, Breitling, Cartier ma anche altri ancora più prestigiosi. Fatti bene eh... si fa fatica a capire che sono finti. All'inizio ti chiedono 27 dollari, poi scendono a 20, poi a 15, ma è ancora molto perchè in questo luogo si deve contrattare come pazzi. La regola è che devi arrivare a circa un terzo del prezzo iniziale che ti propongono loro. Quindi il prezzo giusto per un orologio finto è $9.
Al primo piano ho visto anche i cosmetici fasulli e gli occhiali sia da vista che da sole (che secondo me sono gli stessi di quelli originali). Si passa al secondo e comincia l'abbigliamento: non ci sono limiti. Dite un nome e lì lo trovate, perfetto ed immacolato come il prodotto originale ma ad una frazione del prezzo. Al netto della contrattazione una felpa Polo Ralph Lauren costa $10, la T-Shirt anche meno. Jeans di tutte le marche, scarpe, borse griffate... tutto imitato alla grande.
Ai piani più alti finiscono le imitazioni e si comincia coi prodotti generici come le collane di perle (da cui il nome del centro commerciale), la bigiotteria, le stoffe ed altro ancora su cui non mi sono soffermato perchè dovevamo andar via.
Per adesso ho preso un auricolare iphone che non riesco a capire se è una copia o l'originale ($5) e un laser verde da 300 mW completo di caricabatteria ($10) ma ci tornerò di sicuro con l'intendo di lasciarci almeno un paio di Benjamin. Il laser non so perchè l'ho preso (è anche pericoloso per gli occhi) ma non ho saputo resistere alla tentazione perchè mentre quelli meno potenti fanno solo il pallino nel punto in cui vengono rivolti, questo qui traccia tutta la linea nell'aria tipo Star Wars. Se lo punti un attimo verso il cielo succede il panico perchè il raggio scompare nella volta celeste. Volendo si trovano anche da 1 Watt ma quelli sarebbero praticamente delle armi, rischiosi anche per gli incendi.

Domani mattinata in pedicab a motore elettrico con autista donna. Si va in giro per Hutong antichi. Nel frattempo eccovi il video fatto nell'Hutong della zona dei laghi Houhai e Qianhai. Appena riesco carico anche quello del giro in riva al lago.

Ciao!

 

 

Beijing Hutong: in tandem nella Cina di 1000 anni fa

martedì, aprile 12th, 2011

Stamattina la giornata è cominciata male perchè mi ero messo in mente di lavarmi i panni e ho scoperto che non esiste modo di lavarli senza aspettare almeno 4 giorni.
Poi volevo visitare il China Space Museum e mi hanno detto che sono ammessi solo cittadini Cinesi. Ma come si fa ad escludere da un museo tutti i turisti? Non riesco proprio a capire. Va beh pazienza... vuol dire che le Soyuz (quelle vere, non le copie su licenza) me le vedrò direttamente a Mosca quando prima o poi ci andrò.

Successivamente però la giornata ha preso una piega diversa perchè siamo andati a vedere uno Hutong, e cioè uno di quei quartieri tipici di cui un tempo la città era stracolma.
Negli Hutong vivevano i parenti della corte dell'imperatore e gli ufficiali dell'esercito. Più vicino era l'Hutong alla città proibita, più alto il rango della gente che vi apparteneva. Noi eravamo in quello del lago Qianhai, l'Hutong più vicino alla città probita dove abitavano lo zio ed il miglior consigliere dell'ultimo imperatore.

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Appena arrivati appiamo preso il Pedicab, uno di quei triciloni a pedali che portano al massimo due turisti alla volta. Ce ne saranno stati un centinaio, tutti guidati da signori di mezza età in divisa di sayo. Per un giro completo ci vogliono 12 dollari.
Molto piacevole anche perchè il signore conosceva tutti i segreti del posto e ce li raccontava strada facendo.
Ad un certo punto abbiamo lasciato la riva del lago per addentrarci nei vicoletti e veramente ho avuto la sensazione di viaggiare indietro nel tempo. Questi quartieri hanno cominciato il loro declino già all'inizio del secolo ma hanno toccato il fondo dopo il 1949 quando la società in trasformazione cominciò ad abbandonare il modello sociale tradizionale e le famiglie cominciarono a trasferirsi nei palazzi in stile occidentale. Nel giro di poco Hotong divenne sinonimo di povertà, degrado, prostituzione e declino a tutti i livelli.

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Ultimamente le cose sono cambiate perchè il governo ha deciso di rinnovare queste zone favorendone la ristrutturazione. Oggi infatti ho visto dozzine di muratori al lavoro un pò ovunque e mi dicono che il prezzo delle case ha già raggiunto livelli altissimi.
Ho anche visitato una casa preservata ed adibita a museo con tanto di guide che parlano inglese. Nella stessa casa ci abita un signore che era presente e con cui mi sono fatto una foto.

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Ad un certo punto in uno dei vicoletti salta fuori una pizzeria, la "Hudong Pizza". Non ho potuto resistere e ci siamo fermati a mangiare. Ho preso una marinara e delle patatine fritte. Decisamente la pizzeria più interessante e particolare in cui sia mai capitato. La pizza era discreta ma la situazione veramente irripetibile.

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Dopo la pizza abbiamo preso un tandem per un paio d'ore. Bellissimo scorrazzare per la Pechino antica in bicicletta. Esperienza unica.

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Ad un certo punto in un vicolo ci ferma una signora e ci invita ad entrare in casa sua. Dentro c'era il marito, un artista che da quattro generazioni prosegue la tradizione dell'Hairy Monkey. Inizialmente non voleva che fotografassi nulla ma poi ha visto che ero Italiano e allora mi ha fatto fare una foto. Ho girato anche dei video col tandem che volevo pubblicare stasera ma che por motivi logistici ho dovuto rimandare. Li vedrete spero domani.

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Per ora vado a letto che il fuso lo sento ancora di brutto

Ciao!

E’ una Cina a due velocità

lunedì, aprile 11th, 2011

La Cina è una nazione a due velocità. Da un lato ci sono gli imprenditori e le aziende, il lusso sfrenato, i bei posti e la bella vita (superiore forse anche a quella di NYC), dall'altro c'è il grosso della popolazione con le sue difficoltà. La partita che la Cina deve affrontare si gioca nel mezzo di questi due mondi che sono fisicamente interconnessi ma socialmente difficili da oltrepassare.

Stamattina esco dall'Hotel e faccio colazione in un posto incredibile. Si mangia (seduti al tavolo) con cinquanta centesimi di dollaro e ti danno cose a base di uova, tofu, brodo di gallina ed anche delle frittelle. Il cibo era buono ma mmm diciamo che il zozzo era ad un livello che io non avevo mai visto ne immaginato prima. Io non sono uno che va per il sottile eh... chi mi conosce lo sa che ho il pelo sullo stomaco. Eppure... in quel momento ho esitato e capito tante cose. Colazione per due persone a mezzo dollaro. Via così.

Attraverso la strada e inevitabilmente l'occhio mi cade sulle antenne di un palazzo. Riconosco una verticale HF multibanda, un loop filare per i 40 metri e (non potevo credere ai miei occhi!) un array satellitare con VHF a polarizzazione incrociata, due UHF accoppiate in orizzontale ed anche una yagi per i 23 cm! Non solo ho un radioamatore davanti all'hotel, ma è anche un radioamatore satellitare!!! Prima che parto lo vado a trovare.

Ci fermiamo a prendere l'autobus. Ne passa letteralmente uno dietro l'altro eppure sono sempre pieni. Per salire si usa una tesserina smartcard/contactless che funziona anche nella metro, nel taxi e nelle cabine telefoniche. La corsa costa anch'essa circa mezzo dollaro (sto scoprendo che in Cina tutto costa così...).
I bus sono moderni e con le scritte in inglese ed  anche la vocina che annuncia le fermate le annuncia in due lingue.

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Arrivati alla metro rimango di sasso perchè è pulita, nuova e bellissima. New York al confronto è una merda.
All'ingresso fanno lo scan di tutte le borse come si fa in aeroporto, e in tutta la stazione pullulano addetti alla sicurezza e alle informazioni in divisa. Ma parlo di gente di un certo livello che sta li con orgoglio non come a New York che sembrano degli disperati... Alle fermate c'è la TV, i treni sono da paura... insomma non c'è partita: la metropolitana di Beijing è superiore in tutto e per tutto. Indovinate quando costa la corsa? Bravi: mezzo dollaro.

Usciamo all'ultima fermata di non ricordo quale linea per raggiungere uno dei mercati della città. Ma mercati popolari eh, roba che i turisti non conoscono nemmeno.
Appena esco dalla metro noto sul marciapiede una serie di numeri scritti a mano sulle mattonelle. Inizialmente pensavo alle indicazioni di operai che dovevano fare dei lavori ma poi la quantità e la disposizione di questi mi ha indotto a capire che non poteva essere e così ho domandato. La spiegazione è sbalorditiva: sono annunci di servizi come "Patente", "Timbri", "Certificati" ... tutto illegale naturalmente. Vuoi la patente falsa? Chiama sto numero. Ti serve il timbro di questo ufficio? Chiama qui... e così via. Per terra ce ne sono a migliaia, tutti completi di numero da chiamare. (Mi viene in mente una bella idea per il lungomare di Martinsicuro... ma lasciamo stare)

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Il mercato è moooolto particolare. Si vendono pesci da acquario, piccoli roditori da compagnia, uccellini in gabbia, vasi di ceramica, piccolo artigianato fatto a mano, aquiloni, fionde con pallettoni in acciaio (!!!), laser da 200 mW, thè, statue di tutte le dimensioni, grilli in scatola (vivi), olio monini finto e tanto altro ancora. Decisamente interessante.

Prima di andare avanti è il caso di aprire una parentesi sugli aquiloni perchè i Cinesi impazziscono per questo gioco. Hanno dei mulinelli grossi come pizze al piatto che srotolano km di filo. Gli aquiloni sono fatti di una carta speciale colorata e dipinta in maniera tradizionale. Li fanno volare in pieno giorno ed in pieno centro (non so come sia possibile e/o consentito) ma anche di notte con tanto di luci elettriche tipo aeroplani. Manca solo il transponder...

Dopo il mercato, stavolta col taxi, siamo tornati in centro a piazza Tiananmen.
Il tassinaro ha fatturato 26 RMB ma siccome io ero a bordo ne ha pretesi 28. Qui tutti aumentano i prezzi quando hanno a che fare con noi occidentali e quel tassinaro ha deciso di auto meritarsi una mancia di circa cinquanta centesimi di dollaro (tanto per cambiare). E' successo un casino! Una discussione da paura... io da un lato che dicevo che non valeva la pena discutere per mezzo dollaro, dall'altra invece la mia ragazza che ne ha fatto una questione di principio.

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La piazza è enorme. Bandiere rosse a profusione, monumenti in stile sovietico. Impressionante la presenza di guardie verdi sia in divisa che in borghese. Ma tipo che saranno diverse centiaia. Quando camminano marciano, muovono la testa ritmicamente e se si fermano stanno sugli attenti. Ma attenzione, non stanno facendo rappresentanza eh... stanno lavorando e stanno in pattuglia. Se ci parli ti rispondono, e se gli chiedi una indicazione alzano il braccio per tartela. Ma lo fanno con una portanza, con un movimento meccanico e collaudato. Sembra di parlare con dei robot.
Oltre a questo selezionato corpo speciale ci sono i poliziotti regolari, attrezzatissimi ed anche loro impeccabili. Particolare non irrilevante: ci sono estintori ovunque. Ma a che servono in una piazza interamente lastricata di marmo? Cosa mai potrebbe improvvisamente bruciare? Semplicissimo: gli estintori servono per spegnere eventuali dimostranti che si danno fuoco per protesta. Eh beh... sono veramente pronti a tutto.

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Dalla piazza si entra nella città proibita passando sotto un enorme ritratto di Mao affiancato da slogan a caratteri cubitali. O meglio, si inizia ad entrare nella piazza perchè muraglia dopo muraglia non si arriva mai. Il nome era azzeccato perchè a giudicare dagli spazi si trattava effettivamente una piccola cittadella.
Praticamente tutto era dimensionato attorno alla figura dell'Imperatore e delle sue 3000 concubine che affollavano le residenze laterali della struttura.
Un monumento unico nel suo genere, testimonianza della grandezza di quell'impero che è durato fino agli anni venti.
All'ingresso una raffinata tecnica di persuasione per scoraggiare eventuali malintenzionati. Sul ponte che conduce all'ingresso ci sono ai lati due file di guardie verdi sugli attenti. Altenrate a queste, le stesse guardie però in borghese. Tu passi e vedi uno in divisa e uno in borghese, uno in divisa e uno in borghese, per tutto il ponte ed in entrambi i lati. Il messaggio è: attenzione perchè dentro la città proibita non tutti siamo in divisa, per cui non fate la cazzata di mettervi a raccogliere le pietre o le piantine perchè se no sono cazzi vostri. Molto sottile e molto e efficace.

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La giornata è terminata in un centro commerciale pieno zeppo di negozi e ristoranti di rango, belle donne e bella gente. In queste circostanze i prezzi si scostano dai rituali cinquanta centesimi per arrivare a sfiorare gli standard a cui si è abituati in America o in Europa. Eppure il servizio è più solenne e c'è un gusto speciale nel sedersi ad un ristorante o acquistare qualche cosa in un negozio.
E', come dicevo all'inizio, la seconda Cina: quella che del mercato è passata al Centro Commerciale, la Cina con cui sicuramente dovremo imparare a fare i conti molto presto.


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